venerdì 1 agosto 2014

PERICOLOSAMENTE VICINO ALLA MORTE

Il quinto capitolo di Marco racconta la storia di Giairo, il capo della sinagoga, disperato, che chiese a Gesù di guarire sua figlia. La ragazza di dodici anni era pericolosamente vicina alla morte e Giairo supplicò Cristo di andare a casa sua e imporle le mani.

Gesù acconsentì di andare con lui, ma prima si fermò lungo la via per ministrare a una donna con un flusso di sangue. (Si tratta della donna che fu guarita quando toccò il lembo della Sua veste).

Tuttavia, mentre Gesù ritardava, giunse un messaggero con una tragica notizia: la figlia di Iairo era già morta. Egli disse al capo della sinagoga, “Tua figlia è morta; perché importuni ancora il Maestro?” (Marco 5:35).

Il cuore di Giairo si strinse dal dolore. Pensò, “Se solo fossimo arrivati in tempo. Ora è troppo tardi. Mia figlia è morta”. Ma Gesù lo rassicurò, “Non temere, solo abbi fede” (5:36).

Mentre si avvicinavano alla casa di Giairo, udirono il suono di pianti e lamenti. Era la famiglia e il vicinato di Giairo che si addolorava per la ragazza. Immagina il contrasto in questa scena: Lì c’era Dio in carne, il creatore dell’universo, capace di compiere qualsiasi opera immaginabile - eppure loro piangevano alla Sua presenza. In breve, stavano testimoniando, “Dio può aiutarci solo finché c’è un barlume di speranza rimasta, ma una volta che la vita se n’è andata, non serve più invocarlo. Nemmeno Lui può sanare una situazione del genere”.

Quanti cristiani oggi non invocano più il Signore perché pensano che il loro problema sia troppo grande? Migliaia di persone confidano in Dio solo fin quando qualcosa nella loro vita non muore. Non mi riferisco alla morte di qualcuno; sto parlando della morte di un matrimonio, di un rapporto, di un sogno, della tua speranza riguardo un caro non salvato - qualsiasi cosa nella tua vita che pensi essere impossibile da aggiustare, cambiare o risanare.

Gesù sgridò tale incredulità. Egli disse alle folle in lutto a casa di Giairo, “Perché fate tanto chiasso e piangete? La fanciulla non è morta, ma dorme” (5:39). Egli stava affermando, “Questa situazione non è ciò che voi vedete o pensate. Pensate che ogni speranza sia svanita ma Io dico che ci sarà ristoro”. Allora andò nella stanza della ragazza e, dicendo una sola parola, portò vita alla giovane. “E subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare” (5:42).
Niente è troppo “morto” o troppo lontano che Lui non possa riportare in vita. Egli dice, “Riponi la tua fiducia in Me affinché Io possa risolvere il tuo problema. Non è mai troppo tardi perché Io intervenga”.