venerdì 25 novembre 2011

LA NASCITA DEL RESIDUO DEGLI ULTIMI GIORNI

Il profeta Samuele è un tipo del santo residuo degli ultimi giorni, un corpo di credenti preparato che sorge dalle rovine di una chiesa vecchia e decadente.

Anna, la madre di Samuele, diede alla luce suo figlio attraverso lacrime amare e molte preghiere. “Nell'amarezza della sua anima pregava l'Eterno piangendo dirottamente” (1 Samuele 1:10).

Prova a immaginarti la scena: Anna era nel tempio tutti i giorni, sulle ginocchia, davanti all’altare, distrutta e spezzata a causa della sua sterilità. Mentre piangeva, il suo avversario, l’altra moglie di suo marito, si prendeva gioco di lei. “Or la sua rivale la molestava continuamente per farla irritare, perché l'Eterno aveva chiuso il suo grembo” (1 Samuele 1:6).

Ci sono tre cose importanti che voglio evidenziare in questo passo:

  • Primo, il residuo rappresentato da Samuele nasce dal travaglio e l’intercessione.
  • Secondo, coloro che pregano e soffrono secondo il cuore di Dio saranno provocati dai loro avversari.
  • E terzo, il residuo di Dio sarà sempre frainteso!

Nota quanto accadde ad Anna mentre pregava: “Mentre essa prolungava la sua preghiera davanti all'Eterno, Eli stava osservando la sua bocca. Anna parlava in cuor suo; soltanto le sue labbra si muovevano, ma la sua voce non si udiva; per questo Eli pensava che fosse ubriaca. Così Eli le disse: «Fino a quando sarai ubriaca? Smaltisci il tuo vino!»” (1 Samuele 1:12-14). Eli e i suoi figli rappresentano la chiesa morente e corrotta che ha abbandonato la via del Signore. Eli era talmente lontano, talmente morto nello spirito da pensare che Anna fosse ubriaca!

Mentre Anna pregava, era sopraffatta dal dolore, appesantita dal desiderio di un figlio. Tutto ciò che riusciva a fare era muovere le labbra a motivo del suo travaglio nello Spirito. Ella pregava: “Se veramente riguardi all'afflizione della tua serva, ti ricordi di me e…vuoi dare alla tua serva un figlio maschio, io lo darò all'Eterno per tutti i giorni della sua vita”(1 Samuele1:11).

Ci sono due distinte caratteristiche del santo residuo di Dio qui:

  • Essi pregano come Anna. Il loro peso è profondo e i loro cuori sono toccati dalla malvagità nella casa di Dio.
  • Come Anna, donano sé stessi alla preghiera ogni giorni della loro vita.

Dio vuole renderti così. Vuole che tu possa toccarlo e ascoltarlo. Vuole darti un ministero per coloro che verranno da te con i loro pesi e le loro prove. E mentre tu preghi per loro, la Sua Parola arriverà!

giovedì 24 novembre 2011

IL POTENTE ESERCITO DI DIO

Sta succedendo qualcosa di molto potente e formidabile nel mondo oggi, qualcosa che va oltre la comprensione umana, qualcosa che influenzerà il mondo intero in questi ultimi giorni.

Dio sta preparando un esercito di cristiani piccolo ma potente, l’esercito più consacrato sulla faccia della terra. Il Signore arriverà per comandare loro di fare grandi opere; Egli porrà fine a questa generazione con un residuo puro, consacrato, impavido.

Per tutta la mia vita ho sentito storie sui nostri padri nella fede che odiavano il peccato. Questi uomini e donne conoscevano la voce di Dio e spendevano ore, persino giorni, in digiuni e preghiere. Essi pregavano incessantemente e avevano la potenza e la capacità di prendere posizione contro l’immoralità dei loro giorni.

Questi uomini di fede sono ormai passati da tempo. Ma Dio sta per innalzare un altro esercito, e questa volta i Suoi guerrieri non saranno soltanto padri e madri di Sion dai capelli grigi, anziani. Questo nuovo esercito sarà composto sia da credenti nuovi che esperti, sia grandi che piccoli, cristiani ordinari che si afferrano a Dio! Un regno totalmente nuovo di ministri sta per giungere!

Il sistema di chiesa denominazionale sembra ormai agonizzante. Non ha pressoché alcuna influenza sul mondo secolare, nessuna grande potenza in Cristo. Alcuni mi accusano di essere “duro” coi pastori. Ma sono in contatto con molti pastori devoti che soffrono a motivo dello sviamento nel ministero oggi. C’è un santo residuo di pastori consacrati nel paese, e io ringrazio Dio per ciascuno di loro. Tuttavia, resta il fatto che sempre più ministri stanno percorrendo la strada del compromesso.

La Bibbia avverte di non essere in ansia! Dio ha un piano che si sta manifestando. Viene chiaramente spiegato nella Scrittura, soprattutto nei primi quattro capitoli di Primo Samuele.

Il profeta Samuele è un tipo del residuo degli ultimi giorni di Dio. Il Signore lo scelse nel peggiore dei tempi e lo nascose per ammaestrarlo finché non giunse il tempo di manifestare una cosa nuova. Dio disse a Samuele: “Ecco io sto per fare in Israele una cosa che farà rintronare gli orecchi di chiunque l'udrà” (1 Samuele 3:11). Cosa avrebbe stordito e meravigliato tutti coloro che l’avrebbero udito? Era il giudizio di Dio sul sistema religioso sviato e l’ascesa di un nuovo residuo santo, addestrato e unto!

Ciò che Dio fece ai tempi di Samuele lo fa in ogni generazione. Infatti, in ogni generazione c’è stato un residuo, un popolo di preghiera secondo il Suo cuore.

mercoledì 23 novembre 2011

L’UOMO NON VIVE DI SOLO PANE

Se pensi di essere una persona troppo ordinaria per essere usato da Dio, ascolta attentamente: Dio non compirà la Sua opera attraverso evangelisti o pastori dai grandi nomi nei Suoi ultimi giorni. Costoro da soli non saranno in grado di gestire il grande movimento del Suo Spirito! Il fatto è che Dio avrà bisogno di ogni casalinga, adolescente, persona anziana e di tutti coloro che Lo amano e vogliono portare avanti la Sua potente opera. Quest’esercito degli ultimi giorni sarà composto da cristiani svezzati dal solo pane. Lasciate che mi spieghi.

Dio disse attraverso Mosè: “L'uomo non vive soltanto di pane, ma vive di ogni parola che procede dalla bocca dell'Eterno” (Deuteronomio 8:3).

Il pane rappresenta tutte le cose naturali, materiali, necessarie per questa vita: cibo, riparo, vestiti, lavoro, salario. Il pane rappresenta il sostentamento, quelle cose di cui abbiamo bisogno e che non sono malvagie di per sé. Molti cristiani, tuttavia, vivono soltanto per le cose di questa vita, vivono di solo pane!

Gesù ci ha insegnato a pregare: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano” (Matteo 6:11). Ma prima disse di dover pregare: “Venga il Tuo regno. Sia fatta la Tua volontà” (v. 10). Dobbiamo prima concentrarci sugli interessi di Dio, pregando che la Sua volontà sia fatta!

A cosa hai pensato più di tutto in questi ultimi sei mesi? Cosa ha consumato la maggior parte del tuo tempo e delle tue preghiere? Si è trattato per lo più di questioni di pane, di bisogni personali?

Se ti concentri solo sul pane,, allora non hai vita! Stai vivendo nel deserto, proprio come i figli d’Israele. Si alzavano ogni giorno e iniziavano a piangere per il pane – i loro bisogni personali – ogni giorno per quarant’anni!

Amato, ciò è monotonia, tedio! Dio non ha mai voluto che i Suoi figli vivessero così. Piuttosto, Egli disse a Israele attraverso Mosè: “Dovreste vivere di ogni parola che procede dalla Mia bocca! Sì, vi ho detto che vi avrei dato il pane, ma non fermatevi lì. Andate avanti! Vi ho detto che c’è una terra dove scorre latte e miele, con fiumi, alberi, foreste, verdeggianti pascoli, e voglio questo luogo per voi!”

Dio sta innalzando un popolo concentrato sulla Sua volontà in questa mezzanotte! Costoro sono stanchi di vivere in un deserto di mera sopravvivenza. Tutto ciò che vogliono è conoscere e fare la volontà di Dio. Ogni membro di quest’esercito degli ultimi giorni dev’essere pronto e preparato nel suo cuore, perché Dio sta per rilasciare il Suo finale, grande spargimento di Spirito!

martedì 22 novembre 2011

DIO È INTEGRATO

“Se uno dice: «Io amo Dio», e odia il proprio fratello, è bugiardo; chi non ama infatti il proprio fratello che vede, come può amare Dio che non vede? E questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui: chi ama Dio, ami anche il proprio fratello” (1 Giovanni 4:20-21).

Non credere mai a quanto l’uomo dice dell’amore,
se si isola da un fratello
di qualsiasi colore o razza,
poiché non v’è paura nell’amore.
L’amore perfetto caccia via ogni paura
Poiché la paura è tormento.
Come si può dire di amare Dio
E credere nell’eguaglianza,
se allo stesso tempo si è tormentati
dalla paura di un fratello
di cui non ci si fida o che non piace?
Se un uomo non riesce ad amare suo fratello
Che può vedere,
come può amare Dio
che è invisibile?
Dio ha comandato ad ogni uomo in ogni luogo
Di amare suo fratello
Come Dio ha amato lui,
perché Dio è amore.

lunedì 21 novembre 2011

CONOSCERE LA MENTE E LA VOLONTA’ DEL SIGNORE

“O Eterno, tu dai ascolto al desiderio degli umili; tu rafforzi il loro cuore, le tue orecchie sono attente” (Salmo 10:17).

In questo verso Davide sottolinea un semplice piano a tre stadi per conoscere la mente e la volontà del Signore per la tua vita:

  1. Esponi la tua petizione (prega)
  2. Prepara il tuo cuore ad udire la Sua voce
  3. Lui ti farà conoscere – lo Spirito Santo ti parlerà

Molto presto, Dio riverserà dalla Sua coppa gloriosa la misura più grande del Suo Spirito che il mondo abbia mai conosciuto. Grande convincimento di Spirito Santo scenderà sui tuoi vicini, collaboratori e membri di famiglia che non sono salvati.

Persone in ogni dove saranno colpite e lasceranno le loro chiese morte per cercare quelli che camminano con Dio. Saranno disperatamente alla ricerca di qualcuno il cui cuore sia stato preparato!

Dio userà centinaia di migliaia di servi banali per il Suo ministero a tu per tu della fine dei tempi. Perciò ti chiedo: stai preparando il tuo cuore in questo momento perché la Sua opera sia fatta, sia in te che attraverso te?

Confessa oggi a Dio: “O Signore, io voglio che la mia vita conti! So che in questo momento sto vivendo di solo pane – in un deserto di disperazione. Ma io voglio vivere!”.

Gettati a capofitto nella Sua Parola. Impara a cercarlo giorno dopo giorno. C’è una potenza straordinaria nella preparazione del tuo cuore! È attraverso questa preparazione che la tua vita avrà significato e pienezza. I tuoi sentimenti e la tua personalità cambieranno e in te verrà rilasciata la potenza!

Quando Dio vede che sei pronto, ti darà grandi opportunità per compiere la Sua opera. Non dovrai neanche lasciare casa tua. Dio porterà i bisognosi direttamente alla tua porta!

Il potente Dio che serviamo sta preparando il Suo popolo in questo momento per un’opera straordinaria.

“L’Eterno avanzerà come un eroe, ecciterà il suo ardore come un guerriero; manderà un grido, sì, un grido lacerante trionferà sui suoi nemici” (Isaia 42:13).

Prepara il tuo cuore ad incontrarlo! Diventa un servo pronto, equipaggiato e preparato per la Sua grande effusione degli ultimi tempi, e la Sua gloria diventerà viva in te in quest’ultima ora!

venerdì 18 novembre 2011

PIU’ CHE PREDICAZIONE E INSEGNAMENTO

Credo che l’evangelo debba essere accompagnato dalla potenza e dalla dimostrazione dello Spirito Santo – che compie prodigi, dimostrando l’autenticità dell’evangelo!

Paolo affermava con sicurezza: “La mia parola e la mia predicazione non consistettero in parole persuasive di umana sapienza, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza” (1 Corinzi 2:4). In greco il termine “dimostrazione” significa “prova”. Paolo stava dicendo in realtà: “Io predico un evangelo con le prove. Dio e lo Spirito Santo mi supportano con segni e prodigi”. Ebrei 2:4 dice che Dio confermava il messaggio di Pietro con segni e prodigi: “Mentre Dio ne rendeva testimonianza con segni e prodigi, con diverse potenti operazioni e con doni dello Spirito Santo distribuiti secondo la sua volontà”.

I credenti del Nuovo Testamento facevano una sola preghiera: “Concedi ai tuoi servi di annunziare la tua parola con ogni franchezza, stendendo la tua mano per guarire e perché si compiano segni e prodigi nel nome del tuo santo Figlio Gesù” (Atti 4:29-30). Questi apostoli andavano ovunque predicando appieno l’evangelo.

“Ed erano tutti presi da timore; e molti segni e miracoli si facevano per mano degli apostoli” (Atti 2:43). “Or molti segni e prodigi erano fatti fra il popolo per le mani degli apostoli.. Così si aggiungeva al Signore un numero sempre maggiore di credenti, moltitudini di uomini e donne” (Atti 5:12,14).

Ecco uno dei versi più conclusivi che dimostra che un evangelo predicato appieno deve comprendere segni e prodigi: “Essi dunque rimasero là molto tempo, parlando francamente nel Signore, il quale rendeva testimonianza alla parola della sua grazia, concedendo che segni e prodigi si operassero per mano loro” (Atti 14:3). Questo verso dice che gli apostoli ministrarono coraggiosamente per lungo tempo, predicando la grazia e il pentimento, e che Dio concesse loro di compiere segni e prodigi.

La chiesa di Dio degli ultimi giorni andrà se ne andrà “a predicare dappertutto, mentre il Signore opererà con loro e confermerà la parola con i segni che l’accompagneranno” (Marco 16:20). Questa è la visione di Dio per noi.

I miracoli di questa chiesa degli ultimi giorni saranno genuini, indisputabili, innegabili ma non ben noti. Saranno compiuti attraverso le mani di santi comuni, santi e separati che conoscono Dio ed hanno intimità con Gesù.

Questi credenti emergeranno dalla stanzetta segreta della preghiera – un esercito piccolo ma preparato, pieno di fede e senza alcun altro desiderio se non quello di fare la volontà di Dio e glorificare Lui. Non avranno paura e saranno potenti in preghiera. Apriranno intere nazioni al vangelo e Dio confermerà la Sua Parola attraverso le loro potenti operazioni!

giovedì 17 novembre 2011

L’EVANGELO “PREDICATO APPIENO”

L’apostolo Paolo poteva dire alla sua generazione: “Ho predicato appieno l’evangelo di Cristo” (vedi Romani 15:19). E poi descriveva l’evangelo “predicato appieno” come qualcosa in più che solo parole. È un evangelo di parole e fatti! “Infatti non ardirei dir cosa che Cristo non abbia operata per mezzo mio, per condurre all’ubbidienza i gentili con la parola e con l’opera” (Romani 15:18).

Paolo stava dicendo: “I Gentili si sono convertiti a Cristo non solo a motivo della mia predicazione, ma perché le mie parole sono state accompagnate da segni miracolosi!”.

“..con potenza di segni e di prodigi, con la potenza dello Spirito di Dio; così, da Gerusalemme e nei dintorni fino all’Illiria, ho compiuto il servizio dell’evangelo di Cristo” (v. 19).

Se Paolo avesse predicato ed insegnato senza segni e prodigi, il suo messaggio non avrebbe avuto lo stesso impatto. Non sarebbe stato un evangelo predicato appieno! Egli disse ai Corinzi: “Ora i segni dell’apostolo sono stati messi in opera fra voi con grande pazienza, con segni e prodigi e con potenti operazioni” (2 Corinzi 12:12).

Notate le parole di Paolo in questo verso: segni, prodigi e potenti operazioni. La maggior parte dei cristiani oggi muore di vergogna al solo udire queste parole! Perché? Perché queste parole sono state rese un abominio da predicatori ed insegnanti privi di scrupolo e affamati di potere! La grande tragedia è che questa perversione ha fatto sì che molti pastori, evangelisti e laici timorati di Dio si allontanassero dalla verità di un evangelo predicato appieno.

Carissimi, Dio è ancora Dio – ed è potente da compiere miracoli e prodigi! Egli è ancora il nostro guaritore e vuole mostrarsi potente a favore di quelli che confidano in Lui! Grandi e potenti operazioni furono compiute nella chiesa del Nuovo Testamento senza alcuna perversione – senza fare pubblicità e senza innalzare qualcuno in particolare per la sua potenza e autorità. Il ministero di Paolo ne è un esempio.

A Troas, mentre Paolo stava predicando un messaggio che andava per le lunghe, un giovane cadde dal terzo piano perché si era seduto sul davanzale della finestra e si era addormentato. La Bibbia dice che il giovane fu “condotto morto” (vedi Atti 20:9-12).

Quando Paolo andò a vedere il ragazzo, tranquillizzò tutti. Poi, proprio come aveva fatto Eliseo, si stese sul ragazzo ed improvvisamente questi tornò in vita. Il ragazzo risorse – risuscitò dalla morte! Che miracolo portentoso!

Dopo questo avvenimento, Paolo non mandò nessuno a diffondere la notizia di questo grande evento. No, non funzionava così allora. Tutti ritornarono semplicemente al terzo piano, fecero la Santa Cena insieme, e Paolo continuò a predicare. La Scrittura non menziona più quel giovane. Perché? Perché per la chiesa di allora era normale vedere miracoli! Essi predicavano un messaggio completo – seguito da segni e prodigi!

mercoledì 16 novembre 2011

LA CHIESA DEGLI ULTIMI GIORNI

Credo che la visione di Dio per la Sua chiesa degli ultimi giorni sia basata sulla Sua Parola rivelata – perché la Bibbia sottolinea chiaramente come sarà la chiesa di Gesù Cristo prima della Sua venuta.

La chiesa in America è ben lungi dall’essere ciò per cui Dio l’ha progettata. In gran parte, intere denominazioni oggi operano senza lo Spirito Santo. Sono prive della presenza di Gesù e mancano di ogni dono spirituale. Praticano una forma di religione che non ha potenza, né convinzione o un messaggio salvifico. Sono compromesse col mondo e sono più politiche che spirituali. Sorridono al peccato, ammiccano al divorzio e sprezzano il soprannaturale, mettendo da parte ogni insegnamento sul cielo, sull’inferno, sul pentimento e sul giudizio.

La chiesa del Nuovo Testamento faceva tremare il diavolo! Scacciava nell’abisso legioni di demoni, pregava e le prigioni si aprivano, spaventando i governatori. Quei cristiani primitivi avevano una fede e una potenza tali da far saltare in piedi i paralitici e trasformare i mendicanti in evangelisti. Credevano nel soprannaturale e aprivano gli occhi ai ciechi, sturavano le orecchie sorde e guarivano ogni sorta di malattie. Facevano addirittura risuscitare i morti!

Non sto dicendo che la chiesa degli ultimi giorni debba essere una ripetizione o una copia della chiesa del primo secolo. No – sto dicendo che dovrà essere ancora più grande! Dovrà essere più potente, più forte, con una rivelazione ancora più grande di Gesù. Avrà un’unzione di Spirito più grande che mai – più grande ancora della Pentecoste! Dio riserva sempre il vino migliore per ultimo!

Il profeta Daniele lo conferma. Dice che alcune verità profetiche erano nascoste, ma sarebbero state rivelate negli ultimi giorni: “Queste parole sono nascoste e sigillate fino al tempo della fine.. nessuno degli empi capirà, ma capiranno i savi” (Daniele 12:9-10).

Oggi lo Spirito Santo sta rivelando queste cose ai santi spirituali che hanno discernimento! Sta scritto: “Le cose che occhio non ha visto e che orecchio non ha udito e che non sono salite in cuor d’uomo, sono quelle che Dio ha preparato per quelli che lo amano. Dio però le ha rivelate a noi per mezzo del suo Spirito” (1 Corinzi 2:9-10).

Il Signore sta preparando un esercito potente ma umile di pastori secondo il Suo cuore ma anche un residuo di pecore affamate che si sono allontanate dalla morte e dal peccato della chiesa moderna. Si sta allestendo la scena per quella chiesa che sarà infuocata, non tiepida – e che scuoterà le fondamenta stesse dell’inferno. Nessuna potenza sulla terra potrà ignorarla o disprezzarla!

martedì 15 novembre 2011

DIO NON SI AFFATICA MAI

“Non lo sai forse, non l’hai udito? Il DIO di eternità, l’Eterno, il creatore dei confini della terra, non si affatica e non si stanca, la sua intelligenza è imperscrutabile” (Isaia 40:28).

C‘è un’ignoranza su Dio
Che suppone che Egli non si riveli più
All’umanità in crisi e necessità –
Che è morto o dorme,
e non controlla e guida i passi umani.
Ma cos’è l’uomo per misurare Dio?
A chi lo possiamo uguagliare
O paragonare?
Non lo sai forse?
Non l’hai udito?
Il Creatore eterno,
il Dio dell’estremità del mondo,
non sonnecchia e non dorme.
Egli non si affatica
E non si stanca,
ma coloro che confidano in Lui
rinnovano le loro forze e la loro fede
e si alzano in volo come aquile:
Camminano e non si affaticano
Né si stancheranno.

lunedì 14 novembre 2011

SMETTILA DI CERCARE DI ESSERE ALL’ALTEZZA

“Il popolo ebbe timore della presenza dell'Eterno…allora essi vennero e iniziarono il lavoro sulla casa dell'Eterno degli eserciti, il loro Dio” (Aggeo 1:12, 14). Gli israeliti erano pentiti di essere interessati solo alle proprie cose, e tornarono a lavorare per la ricostruzione del tempio. Tornarono lì dove dovevano essere, a costruire la casa di Dio!

Essi si trovavano davanti alle fondamenta del tempio e le mura iniziavano ad innalzarsi. Ma qualcosa non funzionava, e molti degli anziani iniziarono a piangere! Perché? Perché essi avevano visto lo splendore del tempio di Salomone sessantotto anni prima, e questo non ne era all’altezza. A confronto, sembrava nulla!

La gente iniziò a parlare della gloria passata, dicendo: ”Questo tempio non contiene un’arca, né il propiziatorio o i cherubini. Non c’è fuoco consumante sull’altare, non c’è la gloria shekinah su questa casa. Dopo tutto il nostro duro lavoro, i sacrifici e l’obbedienza, il nostro mettere Dio e i Suoi interessi al primo posto, non reggiamo il confronto! Questo è nulla in confronto a quello che abbiamo visto in passato. Perché lottare, perché andare avanti quando vediamo così poco dopo tutto ciò che abbiamo fatto?”

Una marea di persone nel popolo di Dio oggi si stanno arrendendo perché non credono di riuscire mai ad essere all’altezza! Come gli israeliti, sono ritornati a Dio, ritornati al primo amore, cercando la Sua volontà, edificando la Sua casa. Ma quando guardano le loro vite, dicono: “Ho così poco da mostrare dopo tutte le mie lotte! Ho così poco della santità di Dio, così poco della sua gloria nella mia vita. In confronto ad altri cristiani, non reggo il confronto. A che serve lottare? Non otterrò mai la vittoria”.

Sono convinto che questo sia il motivo per cui molti cristiani devoti mollano il combattimento. Essi si confrontano ad altri credenti e si scoraggiano perché si sentono disperatamente inferiori!

Se resterai fedele al Signore e non tenterai di reggere il confronto con nient’altro se non il tuo amore per Gesù, stai certo che stai crescendo, e Dio promette di essere con te!

Amato, puoi segnarti queste frasi, perché si tratta della promessa di Dio per te! Dal momento stesso in cui ti concentri nuovamente sull’edificare il corpo di Cristo, mettendo da parte ogni pensiero di essere all’altezza ed ogni egoismo, lasciando che Lui diventi il tuo tutto, inizierai a vedere la Sua abbondante benedizione. Devi letteralmente segnartelo! Saprai che Egli ti favorisce, sorride guardandoti e si rallegra di te!

venerdì 11 novembre 2011

CUSTODIRE LA BENEDIZIONE E IL FAVORE DI DIO

Dio benedice coloro che camminano nella fedeltà, e mostra favore a coloro che lo favoriscono!

In che modo nazioni, famiglie, individui perdono la benedizione e il favore di Dio? Il profeta Aggeo parla a riguardo, e il primo motivo che elenca è che gli interessi egoistici iniziano a sostituire gli interessi di Dio! “Il tempo non è ancora giunto, il tempo in cui la casa dell'Eterno dev'essere ricostruita” (Aggeo 1:2). Gli israeliti smisero di edificare la casa dell’Eterno perché dovevano costruire le proprie di case!

Questo avvenne sessantotto anni dopo la distruzione del tempio di Salomone. A Gerusalemme era tornato un residuo dalla cattività babilonese proprio allo scopo di riedificare la casa di Dio. E, in effetti, gettarono le fondamenta del tempio con zelo ed entusiasmo!
Ma poi iniziarono ad imbattersi in momenti duri, difficoltà e scoraggiamento. Lentamente persero interesse nell’opera di Dio, dicendo: “Si vede che non è questo il tempo. Stiamo incontrando troppi problemi. Inoltre, stiamo passando talmente tanto tempo qui che stiamo trascurando le nostre famiglie e i nostri affari”.

Uno dopo l’altro, si allontanarono per curare i loro propri interessi. Gli interessi di Dio, che avevano completamente a che fare con il loro benessere, divennero secondari! Iniziarono a costruire le proprie case ed iniziarono ad usare il legname che avevano conservato per l’edificazione del tempio.

In che modo oggi i credenti perdono la benedizione e il favore di Dio? Smettendo di lavorare per il Suo tempio! Succede quando smettiamo di pregare e cercare Dio, quando smettiamo di edificare il Suo corpo spirituale!

Aggeo evidenzia questo problema: Quando il popolo di Dio mette al primo posto gli interessi di Dio, Egli provvede loro cibo e riparo. Infatti, costoro erano da Lui assistiti in ogni maniera. Le loro vigne crescevano, i loro tralci erano carichi; dormivano serenamente di notte, e i loro figli danzavano per le strade. Nessuno dei loro nemici aveva la meglio su di loro. Era un meraviglioso tempo di benedizioni divine, ma poi il popolo si lasciò risucchiare dai propri interessi!

Questo è quanto sta accadendo oggi! Il nostro mondo è consumato dall’ego – orgoglio di sé stessi, ambizione, smania di successo, e ognuno cerca soltanto il proprio interesse! Non c’è da meravigliarsi se molti sono ubriachi e storditi dalle medicine, vaganti nelle tenebre e nella confusione.

Dio dice: “E io ho chiamato la siccità sul paese…e su tutto il lavoro delle vostre mani” (Aggeo 1:11). Egli sta dicendo: “Se iniziate a trascurare le vostre anime per rivolgervi alle cose materiali, finirete per essere tristi, insoddisfatti, vuoti, aridi! Voglio che mettiate i Miei interessi prima dei vostri, affinché io possa benedirvi e favorirvi ancora!”

giovedì 10 novembre 2011

GESÙ VUOLE IL MEGLIO PER LA SUA SPOSA

Quanto deve spezzarsi il cuore del Signore quando mettiamo in discussione la Sua capacità e il Suo desiderio di fare il meglio per noi! La Bibbia ci dice chiaramente come il Signore si prese una cura meravigliosa e meticolosa di Ruth. Ruth giurò amore a Yahweh Dio e disse a Naomi, sua suocera: “Il tuo popolo sarà il mio popolo, e il tuo Dio sarà il mio Dio” (Ruth 1:16).

Dio amava Ruth, e aprì ogni porta in suo favore. Lei era povera e doveva spigolare nei campi, ma la Scrittura dice: “Le capitò per caso di trovarsi nella parte del campo appartenente a Boaz” (Ruth 2:3). Ora, non è assolutamente possibile che questo fosse accaduto “per caso”. Era l’opera di Dio, e Lui sapeva cos’era meglio per Ruth!

Ruth amava il Signore, ripose tutta la sua fiducia in Lui, e Dio aveva un uomo molto benestante preparato per lei come marito! Boaz vide Ruth nei campi e comprese immediatamente: “Lei è diversa, davvero diversa”. Il suo cuore era rapito!

Che storia d’amore e quali circostanze hanno portato ad essa! Ruth sposò quest’uomo di Dio, e se il Signore l’ha fatto per Ruth, non lo farà anche per la Sua sposa, in ogni circostanza?

Noi abbiamo Qualcuno che è più ricco e più potente di Boaz. Egli possiede il bestiame che sta a migliaia sui monti. Egli sa tutto e può fare tutto, ed Egli ama la Sua sposa! Sì, il Signore opera ogni cosa per il tuo bene assoluto. Ed Egli si diletta grandemente nel farlo.

Persino nella sofferenza e nelle prove, tutti coloro che amano Gesù attirano tutta la Sua attenzione! Tuttavia, purtroppo, noi non riposiamo su questo. Dubitiamo che sia sempre all’opera, facendo cooperare ogni cosa per il nostro bene.

Amato, nulla spezza il Suo cuore più di questo! Paolo descrive la sposa di Cristo come “gloriosa, senza macchia o ruga o alcunché di simile” (Efesini 5:27). “Ruga” qui significa “piega”, come quelle del viso, una fronte corrugata. Ciò parla di preoccupazione, ansia, e Paolo sta dicendo che la sposa di Gesù non avrà “rughe da ansia” sul suo volto.

La sposa di Cristo riposa nel Suo amore. É sicura che Lui sappia dove si trova, come si sente, cosa sta passando, e cosa è meglio per lei. Il Suo amore le dona pace e calma. Lei sa che Lui non permetterà che nulla la allontani da Lui o la ferisca. Egli la preserverà, perché ha detto: “Lei è mia!”

mercoledì 9 novembre 2011

LA SPOSA DI CRISTO

Cosa penserebbe un uomo se la sua sposa, che lo invita presso la sua casa, lo facesse sedere in camera da pranzo e poi se ne andasse? Mentre lui attende, lei lavora in cucina, spolvera i mobili, lava i pavimenti, e non gli rivolge mai la parola!

Gesù sopporta lo stesso dolore che proverebbe qualsiasi uomo se la sua amata lo lodasse del continuo, dicendo sempre “Ti amo”, ma non gli mostrasse alcuna attenzione!

La fidanzata potrebbe reclamare: “Beh, Lo penso sempre”. Ho sentito persone dire di Gesù: “Lo penso tutto il giorno, in ogni cosa che faccio”. Ma tu Lo puoi pensare tutto il giorno eppure trascurarlo! Quando una futura sposa si comporta così, il suo cosiddetto amore è una bugia! Potrebbe dire al suo fidanzato di amarlo davvero, ma le sua azioni gli dicono che non è così.

Il Signore chiede: “Può una fanciulla dimenticare i suoi ornamenti, o una sposa la sua cintura? Eppure il mio popolo mi ha dimenticato da giorni innumerevoli” (Geremia 2:32). Anche Davide disse che Israele continuava a dimenticarsi del Signore: “Dimenticarono Dio, loro Salvatore, che aveva fatto cose grandi in Egitto” (Salmo 106:21).

Il Signore parla del Suo dolore nella Scrittura affinché tutto il mondo lo veda! Egli dice apertamente: “Il mio popolo Mi trascura da giorni innumerevoli!” Perché il Signore parlerebbe al mondo di una tale trascuranza? Le differenze degli innamorati non dovrebbero essere taciute? No, Egli vuole che sappiamo quanto ne sia ferito! Egli lo dice al mondo intero perché il Suo cuore è spezzato dal nostro comportamento!

Immagina di essere una giovane donna fidanzata che va in chiesa con il proprio fidanzato. Gli tieni la mano e dici a tutti: “Stiamo per sposarci. Io lo amo, lui è davvero meraviglioso!” Ma non appena esci dalla porta, ti ammutolisci e non gli dici nemmeno una parola! Cosa penserà lui?

Io non vorrei una sposa che esalta le mie virtù, dice cose amorevoli di me in pubblico, mi dice quanto io sia prezioso, e subito dopo diventa fredda ed evita di trascorrere del tempo con me. Questo non è vero amore!

Amato, se non trascorri tempo di qualità con Gesù ogni giorno, se non passi del tempo in preghiera a Lui o investigando la Sua Parola, non Lo ami, e gli stai spezzando il cuore!

martedì 8 novembre 2011

IL SEGRETO DELLA FORZA

“Tuttavia il giusto rimane saldamente attaccato alla sua via, e chi ha le mani pure si fortifica sempre di più” (Giobbe 17:9).

Gli uomini perdono la loro presa sulla vita,
gli schernitori abbondano,
la provocazione incalza da ogni lato.
Non si trovano più uomini savi.
Quando realizzano progetti nelle tenebre
La corruzione diventa il loro padre.
E’ tempo che l’innocente ne sia stupito e
Si innalzi contro l’ipocrita.
Oh, costui potrà supplicare Dio,
affinché il giusto possa afferrarsi alle Sue vie
e la luce del malvagio si spenga,
che la sua fiamma si estingua.
La via dell’empio è sdrucciolevole,
e il peccato è una forza divorante, un rimprovero;
Ma colui che ha mani pure
Sarà sempre più forte.

lunedì 7 novembre 2011

SERVIRE IL SIGNORE CON GIOIA

Dio desidera che siamo così convinti del Suo amore affettuoso, così persuasi che Egli è all’opera in noi per darci il meglio, al punto da avere gioia continua e felicità nel nostro cammino con Lui! Mosè avvertì il popolo d’Israele: “Poiché non hai servito l’Eterno, il tuo DIO, con gioia e allegrezza di cuore per l’abbondanza di ogni cosa, servirai i tuoi nemici che l’Eterno manderà contro di te, in mezzo alla fame, alla sete, alla nudità e alla mancanza di ogni cosa; ed egli metterà un giogo di ferro sul tuo collo, finché ti abbia distrutto” (Deuteronomio 28:47-48).

Dio ci sta dicendo oggi: “Sii felice e gioisci per quello che ho già fatto per te! Se te ne vai in giro a mormorare, a lamentarti o a compiangerti, sarai sempre affamato e nudo spiritualmente, una preda per i tuoi nemici!”. Dio vuole che ci fidiamo del Suo amore al punto di essere testimoni di gioia e felicità! Vuole predicatori che sono contenti nel cuore, ripieni di una felicità basata sulla verità.

La sua verità produce un’ondata di benessere e gioia, che scorre naturalmente anche al di fuori del cuore: “Servite il Signore con letizia; venite al Suo cospetto con canti” (Salmo 100:2). “Fece quindi uscire il suo popolo con letizia e i suoi eletti con grida di gioia” (Salmo 105:43). “Rallegratevi nell’Eterno ed esultate, o giusti; mandate grida di gioia voi tutti, retti di cuore” (Salmo 32:11). Ma i giusti si rallegreranno giubileranno davanti a DIO ed esulteranno con canti di gioia” (Salmo 68:3).

Forse ti chiederai: “Per quanto tempo devo mantenere la gioia nel mio servizio al Signore?”. Molti credono che duri solo il periodo in cui dall’alto veniamo rinfrescati e quando le cose vanno per il verso giusto. No, dobbiamo gioire in ogni tempo! La Bibbia dice esattamente questo: “Saziaci al mattino con la tua benignità, e noi esulteremo e ci rallegreremo tutti i nostri giorni” (Salmo 90:14). “Ma voi gioite ed esultate per sempre in ciò che creo, perché, ecco, io creo Gerusalemme per il gaudio e il suo popolo per la gioia” (Isaia 65:18). Noi siamo “la Gerusalemme di sopra” – rinata e vivente per Lui con uno spirito di letizia e gioia! Confida nel Padre, credi in quanto dice la Sua Parola e vedrai che la Sua gioia sgorgherà dalla tua vita.

venerdì 4 novembre 2011

LE RELAZIONI MISERICORDIOSE DI DIO!

“Io sono un padre per Israele, ed Efraim è il mio primogenito” (Geremia 31:9).

Il popolo di Efraim, la tribù più grande d’Israele, era quello più vicino al cuore di Dio. Il Signore aveva un piano eterno per questa tribù benedetta, ma Efraim si allontanò da Dio e lo dispiacque. Il popolo peccò più di ogni altro in Israele! Ma Dio abbandonò Efraim? Proprio l’opposto: il Signore disse che sarebbero stati un popolo libero e riscattato! Avrebbero vissuto nel grasso, cioè nelle benedizioni più grandi di Dio (vedi Geremia 31:14).

Cosa vide Dio in Efraim? Vide un cuore pentito – pieno di vergogna a causa del suo peccato, una disposizione a tornare al Signore. E nonostante tutti i loro fallimenti, quest’unico tratto attrasse il cuore di Dio verso di loro! Quando venne la parola profetica, essi risposero e quando furono rigettati, piansero per i loro peccati.

Al culmine della loro allontanamento, Dio disse: “E’ dunque Efraim un figlio caro per me, un figlio delle mie delizie? Infatti, anche dopo aver parlato contro di lui, lo ricordo ancora vivamente. Perciò le mie viscere si commuovono per lui, e avrò certamente compassione di lui” (Geremia 31:20). Dio stava dicendo: “Nonostante gli sbagli e i fallimenti di Efraim, io vedo uno spirito pentito e non ritirerò da loro il mio amore compassionevole. Il mio scopo eterno per Efraim continuerà come avevo programmato!”.

Amato, Dio ha un piano per la tua vita! Lui compirà tutti i Suoi propositi per te, non importa quello che stai passando o quanto siano atroci le tue prove. Dio ha progettato sin nei minimi particolari il tuo futuro!

Ho una parola profetica per alcuni che stanno leggendo questo messaggio: non potete giudicare lo scopo eterno di Dio per voi solo in base a quello che sentite o pensate. Dio vuole dirvi: “Abbi un cuore umile davanti a Me. Fidati della Mia Parola sulla mia natura – sappi che sono misericordioso, sono un Padre amorevole che ha investito molto in te e non ti lascerò andare. Sei la mia delizia e io ti libererò!”.

“Poiché io conosco i pensieri che ho per voi," dice l’Eterno, "pensieri di pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza” (Geremia 29:11).

giovedì 3 novembre 2011

DIO SA QUELLO CHE E’ MEGLIO PER NOI!

Ci sono volte in cui Dio ci toglie delle cose e altre in cui preghiamo per cose che riteniamo necessarie e Dio non ce le concede. Tuttavia “.. l’Eterno conosce la via dei giusti” (Salmo 1:6). Un giorno le azioni di Dio si dimostreranno utili per il nostro beneficio e per quello del Suo regno!

La vera soddisfazione della vita sta nell’essere nella volontà perfetta di Dio, nel fare la Sua opera, vivere secondo le Sue scelte. Ma molti di noi siamo convinti che soltanto noi sappiamo quello di cui abbiamo bisogno per essere soddisfatti e felici. E, nella maggior parte dei casi, ciò che crediamo sia meglio per noi in realtà ci porta alla rovina! Mai nella storia dell’umanità Dio ha tolto qualcosa a uno dei Suoi figli senza dargli in cambio qualcosa di meglio, più bello, più soddisfacente.

Il meglio di Dio non è qualcosa di cui avere paura; Lui non solo sa quello che è meglio per noi, ma vuole anche che abbiamo il Suo meglio! Se solo lo crediamo, avremo riposo, pace e gioia! Non ci dispiacerebbe lasciare andare via le cose; sapremmo di essere stati liberati da ogni laccio! Diremmo: “Signore, se mi stai togliendo questo, vuol dire che hai qualcos’altro di meglio per me. Perciò prendilo, te lo do!”.

Cari, dobbiamo riposare nella mano amorevole del nostro Padre! Dobbiamo arrivare al punto in cui ci fidiamo totalmente da dire: “Io ho un Padre amorevole che vuole solo il meglio per me. Lui sa tutto!”. Come ottenne Giobbe il suo riposo? Si persuase che Dio sapeva cosa stava facendo e che tutto era sotto il Suo controllo! Giobbe disse: “Ma egli conosce la strada che io prendo; se mi provasse, ne uscirei come l’oro” (Giobbe 23:10).

Molti cristiani vedono Dio all’opera nelle loro vite ma continuano a domandarsi: “Che succede se sbaglio? Che succede se faccio qualcosa di male e Dio si arrabbia con me? Tutte le promesse che mi ha fatto spariranno? Mi dovrò accontentare di ricevere qualcosa al di sotto del meglio?”. No, affatto! Se il tuo cuore è a posto davanti a Dio, se continui a tornare a Lui e a cercarLo con tutto il cuore, niente potrà cambiare i Suoi piani per te!

mercoledì 2 novembre 2011

DUE TIPI DI AMORE

Il Padre ha due tipi di amore: un amore generale per ogni peccatore ed un amore speciale per quelli della Sua famiglia. L’amore generale di Dio per l’umanità può essere gustato da chiunque va Lui in pentimento. Ma il cuore di Dio è pieno anche di un altro tipo di amore – un amore particolare, eccezionale per i Suoi figli!

Dio ha sempre avuto un popolo eletto per Sé sul quale riversare il Suo grande amore. Israele in passato era l’unico oggetto di questo amore speciale:

“Poiché tu sei un popolo consacrato all’Eterno, il tuo DIO; l’Eterno, il tuo DIO ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra. L’Eterno non ha riposto i suo amore su di voi né vi ha scelto, perché eravate più numerosi di alcun altro popolo; eravate infatti il più piccolo di tutti i popoli; ma perché l’Eterno vi ama..” (Deuteronomio 7:6-8).

Dio rivolse queste parole ad Israele. Ma, se hai ricevuto Gesù come tuo Salvatore e Signore – se sei stato adottato nella famiglia di Dio e Lui è il tuo Padre amorevole – anche tu devi afferrate quanto sei speciale per Lui! Sei il destinatario dell’amore straordinario di Dio e queste sono le Sue parole per te:

“Ma voi siete una stirpe eletta, un regale sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua mirabile luce; voi, che un tempo non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia” (1 Pietro 2:9-10).

Una volta non eri oggetto del Suo amore speciale, ma ora lo sei! Sei stato riconciliato al Padre e Lui ti ama profondamente – adesso, proprio in questo momento!

martedì 1 novembre 2011

L’AMORE DEL PADRE

Molte persone trovano difficile pensare a Dio come ad un Padre amorevole. Lo vedono con gli occhi annebbiati dal dolore di esperienze passate con padri o padrini spietati.

Migliaia di cristiani non credono che Dio li ama perché il loro padre terreno li ha abbandonati, feriti o li ha afflitti terribilmente. Prego che questo messaggio parli non solo a loro ma anche a quanti di voi non hanno ancora scoperto le profondità dell’amore del nostro Padre celeste!

Molti di noi conoscono le Scritture e la teologia nascosta nel grande amore di Dio per i Suoi figli. Eppure pochi di noi hanno imparato ad appropriarsi di quell’amore e non stiamo affatto godendo dei benefici che esso procura.

Ascoltate come Dio si è descritto a Mosé: “L’Eterno, l’Eterno Dio, misericordioso e pietoso, lento all’ira, ricco in benignità e fedeltà, che usa misericordia a migliaia, che perdona l’iniquità..” (Esodo 34:6-7).

Quando ci troviamo in mezzo alle prove, dimentichiamo che cosa ha detto Dio a proposito della Sua natura. Eppure, se solo riuscissimo a credergli in quei momenti, riceveremmo grande sicurezza nell’anima. Dall’inizio alla fine, la Bibbia ci parla come la voce di Dio, rivelandoci quanto è amorevole e affettuoso.

Lui è pronto a perdonare in ogni tempo: “Poiché tu, o Signore, sei buono e pronto a perdonare, e usi grande benignità verso tutti quelli che t’invocano” (Salmo 86:5).

Lui è paziente con noi, pieno di misericordia e benignità: “L’Eterno è misericordioso e pieno di compassione, lento all’ira e di grande benignità” (Salmo 145:8).

Quando vai al Signore in preghiera e adorazione, fai ben attenzione a quale immagine di Dio porti nella Sua presenza! Devi essere pienamente convinto del Suo amore per te e credere che Egli è tutto ciò che dice di essere!

lunedì 31 ottobre 2011

GUARIRE LA LINGUA

Il profeta Isaia ci fornisce un esempio di come possiamo guarire le nostre lingue.

1. Isaia si accostò al Signore e pregò di ottenere una visione della santità di Dio. “Vidi il Signore seduto sopra un trono alto, molto elevato” (Isaia 6:1).

Chiunque voglia vivere per piacere al Signore deve costantemente entrare alla Sua presenza, finché non otterrà la visione della santità di Dio. Ogni guarigione, ogni vera benedizione, ogni vittoria inizia dal Suo trono. È lì che vediamo Dio nella Sua santità!

2. Alla santa presenza di Dio, Isaia venne profondamente convinto di avere labbra impure. “Allora io dissi: ‘Guai a me, sono perduto! Perché io sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e i miei occhi hanno visto il Re, il Signore degli eserciti!’” (6:5).

Perché Isaia gridò: “Sono un uomo dalle labbra impure?” Perché aveva visto il Re di Gloria! Le nostre trasgressioni divengono estremamente peccaminose quando siamo alla presenza di Dio. La luce del Suo santo volto espone tutto ciò che non è come Lui!

3. Isaia permise al Signore di toccarlo e purificarlo col Suo santo fuoco. “Ma uno dei serafini volò verso di me, tenendo in mano un carbone ardente, tolto con le molle dall'altare. Mi toccò con esso la bocca, e disse: ‘Ecco, questo ti ha toccato le labbra, la tua iniquità è tolta e il tuo peccato è espiato’” (6:6-7).

La Parola di Dio è un carbone ardente, e lo Spirito Santo ne è la fiamma! Proprio in questo momento sei stato toccato dallo Spirito Santo attraverso questo messaggio, e Dio vuole mettere il Suo fuoco sulla tua lingua e santificarla. Egli lo può fare per te, se lascerai che la Sua Parola ti convinca! Egli è l’unico che possa farlo. La tua parte è semplicemente quella di confessare, come fece Isaia: “Guai a me, sono impuro!”

Che questa parola penetri direttamente nel tuo cuore e lo purifichi col suo fuoco. Confessa: “Sì, sono io Signore! Non permetterò che questa parola mi passi oltre! Purifica le mie labbra e la mia lingua. Lava la mia bocca ed il mio cuore!”

venerdì 28 ottobre 2011

PAROLE IMPRUDENTI

“Io vi dico che di ogni parola oziosa che avranno detta, gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio; poiché in base alle tue parole sarai giustificato, e in base alle tue parole sarai condannato” (Matteo 12:36-37).

Pensiamo spesso che le nostre parole cadano semplicemente a terra e muoiano, o evaporino nell’aria e si dissolvano nel nulla. Non è così! Le nostre parole continuano a vivere, non muoiono!

Tu dirai: “Ma ho detto questo pettegolezzo soltanto ad un amico e lui mi ha promesso di non dirlo a nessuno. Finirà con lui”. No, non finirà! Ogni singola parola pronunciata da te e da me è registrata, scritta nell’eternità, e ci verranno tutte ripetute nel giorno del giudizio.

Ricordo di essermi sentito sotto convinzione di peccato dopo aver condiviso un piccolo pettegolezzo con un amico. Quello che avevo detto era comunque vero; si trattava di una situazione morale con la quale avevo avuto a che fare e che riguardava un ministero. Il suo nome è saltato fuori durante la conversazione, e io ho detto: “Non ti fidare di lui. So alcune cose che lo riguardano!”

Già nel momento in cui queste parole sono uscite dalla mia bocca mi sono sentito condannato. Lo Spirito Santo mi ha sussurrato: “Fermati qui! Non c’è bisogno che qualcuno lo sappia. Non dire un’altra parola, perché non ce n’è motivo. Anche se è vero, non lo ripetere!”

Quello che avevo già detto era sufficiente. MA poi ho pure spifferato i minimi dettagli! Sapevo che avrei dovuto tacere, e ne ero certo, ero profondamente convinto dallo Spirito Santo. Così poi ho chiamato il mio amico e gli ho detto: “Mi dispiace, ho sparlato. Ero confuso. Ti prego non ne parlare con nessuno, anzi, cerca di non pensarci nemmeno”.

Il mio peccato è coperto dal sangue di Gesù? Sì, perché ho riconosciuto appieno di aver peccato, e ho permesso allo Spirito Santo di mostrarmi quell’orgoglio legalistico ancora latente in me. Gli ho permesso di umiliarmi e guarirmi! Ora, ogni qualvolta inizio a dire qualcosa contro qualcuno, obbedisco allo Spirito Santo, mentre Lo sento dirmi con chiarezza: “Fermati!”

giovedì 27 ottobre 2011

DALL’ABBONDANZA DEL CUORE

Ogni volta che da bambino dicevo qualcosa di non buono, mia madre mi lavava la bocca col sapone. Ma non era la mia bocca che aveva bisogno di essere lavata, era il mio cuore! Vedi, la tua lingua esprime solo ciò che hai nel cuore. Questo fu proprio ciò che disse il nostro Signore Gesù Cristo, quando disse che un parlare sciolto, incurante e malvagio può solo giungere da un cuore impuro.

Come credenti, non abbiamo preso sul serio quello che il Signore disse riguardo il domare la lingua. Egli ne ha fatto una questione di cuore! Non solo la mia lingua incurante vanifica tutta la mia spiritualità, ma mi fa anche affrontare il fatto che il mio cuore sia impuro.
Se spettegolo, racconto barzellette sporche, parlo male degli altri, alzo la voce e urlo contro la mia famiglia, devo chiedermi: “Quale roba impura e sudicia si nasconde ancora in me da farmi parlare in questo modo?”

Devo esaminare il mio cuore e chiedermi: “Da dove proviene tutto questo? Dev’esserci qualcosa di cui non mi sono occupato, altrimenti non direi simili cose. Perché continuo a spettegolare? Perché pronuncio parole tanto cattive e incuranti? Quali fortezze non santificate controllano ancora il mio cuore?”

Gesù dà un forte peso a quest’argomento: “Come potete dir cose buone, essendo malvagi? Poiché la bocca parla dall'abbondanza del cuore. L'uomo buono dal buon tesoro del cuore trae cose buone; ma l'uomo malvagio dal suo malvagio tesoro trae cose malvagie” (Matteo 12:34-35). Gesù sta dicendo: “Se sei incurante con la tua lingua, litigioso, lamentoso, se mormori e sparli, hai un serio problema di cuore! Il tuo cuore non è apposto con Dio, ed è qualcosa di profondo. C’è un tesoro malvagio nascosto in te, proprio come un serpente ha sacche di veleno conservate sotto la mascella. Se da te esce veleno mortale, è perché la sacca non è stata prosciugata!

Ogni volta che consento a qualcosa di impuro di uscire dalle mie labbra, devo fermarmi e dire al Signore: “Maestro, dev’esserci ancora qualche radice di gelosia, invidia o concupiscenza nel mio cuore. Scava in profondità nel mio cuore e sradica le radici di amarezza, orgoglio o qualsiasi cosa sia!” Dio vuole arrivare a quella malvagità nel tuo cuore, quella sacca di veleno nascosta dentro di te! Egli vuole sradicarla e guarirti completamente.

mercoledì 26 ottobre 2011

DOMA LA TUA LINGUA

“Ma la lingua nessun uomo la può domare; è un male che non si può frenare, è piena di veleno mortifero” (Giacomo 3:8).

In questo verso della sua epistola, Giacomo sta parlando della lingua di un credente. Egli sta richiamando la chiesa ad acquisire il controllo sulle proprie lingue, prima che essi vengano distrutti da esse! Ti chiederai: “Quant’è seria la questione del domare la lingua? Una lingua indisciplinata può veramente essere tanto peccaminosa?”

Una lingua sciolta rende la nostra religione assolutamente priva di valore! Può far sì che ogni tua attività spirituale sia inutile agli occhi di Dio: “Se qualcuno fra voi pensa di essere religioso, ma non tiene a freno la sua lingua, certamente egli inganna il suo cuore, la religione di quel tale è vana” (Giacomo 1:26).

Il riferimento di Giacomo qui a coloro che sono “in mezzo a voi” indica le persone nella chiesa. Non drogati o gente di strada, ma quei membri del corpo di Cristo che appaiono pii, spirituali. Costoro sono attivi nell’opera del Signore, ma le loro lingue sono sbrigliate, fuori controllo! Giacomo si sta concentrando su quanti sembrano santi, dolci, gentili e amorevoli, ma che vanno in giro per la chiesa o sul lavoro o in famiglia con lingue acide, sempre a sparlare e spettegolare, o ascoltare con orecchio avido. Mormorano e si lamentano, e Dio dice che la religione di costoro, tutta la loro ostentazione di spiritualità, è vana, inutile!

Amato, non voglio stare davanti al trono del giudizio di Cristo e scoprire che tutto il mio lavoro per il Signore, tutti i miei sforzi spirituali, sono stati vani! Non voglio sentirlo dire: “David, hai compiuto opere potenti nel Mio nome. Hai nutrito gli affamati, vestito gli ignudi, scacciato demoni, stabilito centri di recupero per tossicodipendenti e per gli alcolizzati. Sì, hai predicato a folle di migliaia di persone e ne hai condotto molti nel regno. Ma non è servito a niente! Molte parole di sollievo sono uscite dalla tua bocca, ma anche parole scortesi, d’invidia e amarezza! Hai preso i Miei avvertimenti sulla questione della lingua troppo alla leggera!”

Tu ribatterai: “Sicuramente Dio non è così insensibile da non considerare la mia spiritualità solo per aver detto qualcosa di crudele!” Io qui sto parlando di cristiani le cui lingue non sono mai state domate, che parlano contro il popolo di Dio senza battere ciglio! Ecco cosa dice la Parola di Dio: “Quand'anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non ho amore, divento un bronzo risonante o uno squillante cembalo. E se anche avessi il dono di profezia, intendessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede da trasportare i monti, ma non ho amore, non sono nulla. E se spendessi tutte le mie facoltà per nutrire i poveri e dessi il mio corpo per essere arso, ma non ho amore, tutto questo niente mi giova” (1 Corinzi 13:1-3).

martedì 25 ottobre 2011

EZECHIA – L’UOMO CHE HA RAGGIRATO LA MORTE!

“In quel tempo Ezechia si ammalò mortalmente. Il profeta Isaia, figlio di Amots, si recò da lui e gli disse: «Così parla l'Eterno: Metti in ordine la tua casa, perché morirai e non guarirai». Ezechia allora…pregò l'Eterno” (Isaia 38:1-2).

Egli era un re che cavalcava l’onda della vittoria,
liberato miracolosamente da Dio
fu in salute e rinomato
quando la malattia lo colpì,
portandolo al punto di morire.
Il profeta lo avvisò
“Preparati a morire
È finita per te”.
Ma il re amava la vita,
e volgendo la faccia verso il muro
gridò, e invocò l’Eterno
per ricevere nuova vita.
Dio ascoltò e gli diede altri quindici anni.
Ma come dovrebbe vivere un uomo
Che ha vinto la morte?
Come molti che sopravvivono
A una chiamata improvvisa della morte.
Non dovrebbe costui vivere ogni giorno grato,
donandosi umilmente a Dio e all’umanità?
Ma la via della carne non è così.
Il re iniziò a gloriarsi nella sua degnità,
affondò nel fango del materialismo,
esibendo i suoi tesori davanti agli stranieri.
Un secondo messaggio del profeta risuonò
Di giudizio sulla sua progenie
A motivo dell’orgoglio e dell’ingratitudine.
E quanti oggi hanno ricevuto nuova vita
Soltanto per spendere gli anni dati loro in prestito
In un’egoista ricerca di cose
Che non hanno valore?
L’eternità rivelerà
Che sarebbe stato meglio
Per alcuni morire
Piuttosto che raggirare la morte.

lunedì 24 ottobre 2011

DOVE ANDIAMO A MANGIARE?

Il settimo capitolo di Michea contiene uno dei messaggi più potenti mai predicate sul nuovo patto. In questo incredibile sermone, Michea sta parlando ad Israele naturale – ma parla anche alla chiesa di Gesù Cristo di questi ultimi giorni. Inizia il suo sermone con un grido affranto – che è simile a quello lanciato oggi da molti credenti affamati in tutto il mondo: “Guai a me!.. Non c’è alcun grappolo da mangiare” (Michea 7:1).

Michea sta descrivendo l’effetto della carestia in Israele – una carestia di cibo ma anche della Parola di Dio. Riecheggia le parole di una precedente profezia di Amos, dove il Signore disse: “

“Ecco, verranno i giorni," dice il Signore, l’Eterno, "in cui manderò la fame nel paese, non fame di pane né sete di acqua, ma piuttosto di udire le parole dell’Eterno. Essi andranno errando da un mare all’altro, da nord a est, correranno qua e là in cerca della parola dell’Eterno, ma non la troveranno” (Amos 8:11–12).

Era tempo di vendemmia in Israele e le vigne dovevano essere straripanti di frutti, ma dai tralci non pendeva alcun grappolo. Michea guardava le persone che andavano nelle vigne a cercare frutti da mangiare e non ne trovavano. Con il suo occhio profetico, Michea vide moltitudini negli ultimi tempi che correvano di luogo in luogo, cercando di udire una vera parola da parte di Dio. Vide credenti che vagavano di chiesa in chiesa, da risveglio in risveglio, da nazione in nazione – tutti cercavano di soddisfare una fame e una sete di nutrimento per le loro anime. Il loro grido si può ancora udire: “Guai a me – non ci sono grappoli!”.

C’è una grande carestia nel paese. Eppure, nonostante moltitudini di persone corrono di qua e di là cercando cibo spirituale, coloro che desiderano veramente la Parola di Dio comprendono solo un residuo (vedi Michea 7:14,18). Questo è certamente vero oggi come lo era nell’antico Israele. Pochi cristiani oggi hanno veramente fame di ascoltare la pura parola del Signore. Invece, la maggioranza si nutre dei frutti di Sodoma, gustando i frutti di un evangelo pervertito.

venerdì 21 ottobre 2011

LE FRECCE PENETRANTI DELLA SACRA VERITA’

Credo che Dio debba compiere in noi un’opera prima di poter reclamare qualsiasi promessa del patto. Qual è quest’opera antecedente da cui dipendono tutte le altre? Geremia ci dice: “Farò con loro un patto eterno: non mi ritirerò più da loro, facendo loro del bene, e metterò il mio timore nel loro cuore, perché non si allontanino da me” (Geremia 32:40). L’opera precedente di Dio nel patto è quella mettere il Suo timore nel nostro cuore per mezzo dello Spirito Santo.

Geremia qui sta parlando delle prestazioni del nuovo patto di Dio, non dell’antico. E Dio ci dice molto chiaramente in che modo si realizza quest’opera del patto: “Io metterò il mio timore nel loro cuore”. Ci fa sapere che non possiamo avere un santo timore semplicemente facendoci imporre le mani da qualcuno o con la lotta della carne. No – l’unico modo con cui possiamo compiere in noi quest’opera è se lo Spirito di Dio la realizza.

Dio ci sta dicendo attraverso questo passo: “Io farò cose meravigliose in voi. Manderò il mio Spirito ad abitare in voi e vi darò un nuovo cuore. Vi darò una tale potenza da mortificare ogni opera della carne e vi guiderò nella libertà totale dalla potenza del peccato. Infine, farò in modo che abbiate e facciate la mia volontà. Ma c’è un’opera che lo Spirito Santo deve compiere in voi prima di ogni cosa. Metterà in voi il vero timore di Dio. Vi predisporrà ad una profonda reverenza della Sua santità, cosicché non dipartirete dai Miei comandamenti. Altrimenti, il vostro peccato vi porterà sempre via lontano da me”.

Per dirla in parole povere, lo Spirito Santo cambia il modo in cui noi guardiamo il nostro peccato. Lui sa che finché continueremo a prendere alla leggera la nostra concupiscenza, non potremo mai essere liberi. Come fa lo Spirito Santo? Usa la convincente Parola di Dio – la freccia affilata e perforante della sacra verità.

giovedì 20 ottobre 2011

LE OSSA SECCHE POSSONO VIVERE!

Ezechiele 37 parla del fatto che Dio desidera farci appropriare delle promesse del Suo patto nuovo – che impariamo a vivere veramente, entrando nella benedizione del patto.

Abbiamo sentito tutti la storia delle “ossa secche” di cui parla Ezechiele. È importante notare che questi strumenti che giacevano inanimi al suolo erano sotto il patto. Vedete, il Signore aveva detto loro: “O ossa secche, ascoltate la voce del Signore!” (Ezechiele 37:4). Avevano ascoltato la promessa del patto di Dio: “Io metterò il mio Spirito in voi, e voi vivrete”.

Eppure, anche se queste ossa secche avevano sentito la predicazione della promessa del patto, non erano entrate nella gioia delle sue benedizioni. Molti credenti oggi conoscono il nuovo patto di Dio – eppure non riescono proprio a crederci, perché sembra troppo bello per essere vero. Dicono: “So che Dio ci ha dato lo Spirito Santo che abita in noi. E so che lo Spirito si obbliga a farci ubbidire a Cristo. Oh, desidero veramente quella benedizione, ma come posso ottenerla per la mia vita?”.

Dobbiamo fare qualcosa. Ezechiele scrive che Dio gli disse di profetizzare: "Così dice il Signore, l’Eterno: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi uccisi, perché vivano" (37:9). Poi Ezechiele dice di aver profetizzato come Dio aveva comandato: “..e lo spirito entrò in essi, e ritornarono in vita e si alzarono in piedi: erano un esercito grande, grandissimo” (37:10).

Improvvisamente Ezechiele si ritrovò davanti un grande esercito, vivo e vegeto! Lo Spirito Santo aveva riempito quelle ossa secche di vita – ed ora erano pronte a combattere. In un istante erano entrati nel pieno godimento e nelle benedizioni del nuovo patto. Lo Spirito di Dio aveva preso il giusto posto in loro – ed aveva compiuto in loro i cambiamenti promessi.

mercoledì 19 ottobre 2011

PRONTI A MORIRE

Stipulando il nuovo patto, Dio si è obbligato a fornire ogni potenza e forza per eseguire ogni condizione e richiesta del patto. Perciò, quando Dio dice in giuramento: “Lo farò”, per fede noi rispondiamo: “Così sia”.

Voglio mostrarvi una meravigliosa verità del nuovo patto. Suggerisce che il Signore non potrà mai avvicinarsi abbastanza al Suo popolo, e che non potrà mai avvicinarli a Sé quanto desidera. Perciò ci unisce, ci lega e ci avvicina a Sé, e si avvicina a noi, grazie a questo contratto vincolante. Il nuovo patto impegna il Signore a preservare i Suoi figli dalla caduta, e a consolarci, confortarci e assicurarci che la potenza e il dominio del peccato non può e non potrà vincere su di noi, grazie allo Spirito Santo che dimora in noi.

Questa verità è l’unica speranza per quei credenti che hanno perso vigore nella lotta contro il peccato. Soltanto svelando il nuovo patto possiamo apprendere il segreto di una totale vittoria sul peccato.

La morte è l’unico modo per passare dal vecchio al nuovo patto. La fede carnale deve morire – non più combattimenti per credere. Se devo avere fede – la vera fede, la fede di Cristo – è Lui che me la deve dare. Ci è stata data una misura di fede, eppure è vero che non posso fare nulla da me stesso, a parte avere la Sua fede. È per questo che la Scrittura la definisce “la fede di Cristo”.

Sei afflitto per il peccato? Stai veramente bramando una vita santa, libera da ogni concupiscenza della carne? Allora preparati a morire. Preparati ad abbracciare la croce. Il vecchio patto metterà fine alle tue voglie – le ridurrà a nulla. Quando avrai rinunciato ad ogni speranza di vincere il peccato con le tue forze e la volontà umana, allora sarai pronto ad entrare nel glorioso regno della libertà attraverso il nuovo patto.

martedì 18 ottobre 2011

RICEVIAMO TUTTI I BENEFICI

Dio ha dato il Suo Figlio, il Figlio ha dato la Sua vita, e noi riceviamo tutti i benefici!

Attraverso un reciproco consenso, il Padre e il Figlio hanno fatto un patto per mantenere e preservare il seme di Cristo. E durerà fino alla fine.

“Egli m’invocherà, dicendo: "Tu sei mio Padre, il mio DIO e la Rocca della mia salvezza". Lo costituirò pure mio primogenito, il più eccelso dei re della terra. Gli userò benignità per sempre, e il mio patto con lui rimarrà stabile. Renderò pure la sua progenie eterna e il suo trono come i giorni dei cieli. Se i suoi figli abbandonano la mia legge e non camminano nei miei ordinamenti, se violano i miei statuti e non osservano i miei comandamenti, io punirò la loro trasgressione con la verga e la loro iniquità con battiture; ma non ritirerò la mia benignità da lui e non lascerò che la mia fedeltà venga meno. Non violerò il mio patto e non muterò le parole che sono uscite dalla mia bocca. Ho giurato una volta per la mia SANTITA’ e non mentirò a Davide; la sua progenie durerà in eterno e il suo trono sarà come il sole davanti a me, sarà stabile per sempre come la luna, e il testimone nel cielo è fedele" (Salmo 89:26-36).

Il Padre ha fatto questo patto promettendo al Figlio: “Io, l’Eterno, ti ho chiamato secondo giustizia e ti prenderò per mano, ti custodirò e ti farò l’alleanza del popolo e la luce delle nazioni” (Isaia 42:6). Dio stava dicendo: “La mia mano sarà sempre su di te e non sarai mai lontano dalla mia potenza preservatrice. Ti prometto di proteggerti da tutti gli schemi del diavolo”.

Questa promessa del Padre è a disposizione di tutti noi grazie al sacrificio del Figlio sulla croce, che ci ha convogliato nel suo patto. Dio ha promesso a Suo Figlio: “Se tu andrai, io ti proteggerò e preserverò ogni membro del Tuo seme, come ho protetto e ho preservato te. Non rimuoverò mai la mia fedeltà da te, né dai tuoi figli”.

venerdì 14 ottobre 2011

SU TERRA ASCIUTTA

Dio insiste che ci sia "terra asciutta" sul nostro cammino attraverso il Mar Rosso. Egli disse a Israele: "Affinché i figli d'Israele possano passare in mezzo al mare all'asciutto" (Esodo 14:16). Sorprendentemente, Dio usa quest'espressione quattro volte, dicendo al Suo popolo: "Tu procederai su terra asciutta".

Vediamo ancora quest'espressione quando Israele fu pronto ad entrare in Canaan. Essi atrtaversarono il Giordano su terra asciutta dirigendosi verso la Terra Promessa.

Per dirla in parole semplici, il terreno asciutto è un sentiero. E se ci sei sopra, stai andando da qualche parte. Non stai perdendo terreno o tornando indietro; la tua terra asciutta è il piano di Dio, la sua opera nella tua vita, i Suoi miracoli ancora da compiersi. Ti stai muovendo verso una rivelazione, una nuova vittoria in Cristo, diretto verso qualcosa di maggiore.

La Scrittura lo prova. Nota quando Faraone e il suo esercito persero la propria battaglia: Sulla terra asciutta voluta da Dio. La terra asciutta è proprio il uogo in cui il diavolo ti inseguirà. Egli vuole attaccarti nei tuoi momenti di maggiore debolezza. Eppure, è proprio su questa terra arida che il Signore rimuove "le ruote dei carri" dai principati e dalle potestà di Satana: "Le acque tornarono e coprirono i carri, i cavalieri e tutto l'esercito del Faraone che erano entrati nel mare per inseguire gli Israeliti; e non ne scampò neppure uno di loro" (Esodo 14:28).

Dio in pratica ci sta dicendo: "Voglio che impari a muoverti per fede, non in base a una visione o a una voce, ma quando ti trovi in mezzo a un periodo arido. Voglio che tu sia certo che quando non riesci a sentire la Mia voce o a vedera avanti, quando sei su una terra arida, io ti sto portando avanti".

Il Signore promette di trasformare la nostra terra asciutta in ruscelli di acqua fresca: "I miseri e poveri cercano acqua, ma non ce n'è; la loro lingua è riarsa per la sete; io, l'Eterno, li esaudirò...Farò scaturire fiumi sulle colline brulle, e fonti in mezzo alle valli; farò del deserto un lago d'acqua e della terra arida sorgenti d'acqua" (Isaia 41:17-18).

Caro santo, sei inaridito? Dio ti sta dicendo: "Presto vedrai un raccolto. Dove prima c'era terra asciutta, sgorgherà la vita davanti ai tuoi piedi. Ed io l'ho creata! Resta fermo e guarda ciò che compirò per te sulla terra asciutta".

giovedì 13 ottobre 2011

DIO NON SI ARRENDE MAI

"Qual uomo fra voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e non va dietro alla perduta finché non la ritrova?" (Luca 15:4).

Gesù qui sta parlando di una pecora che prima si trovava nell'ovile. E' chiaro che rappresenti un membro del gregge di Cristo, una di quelle che era stata ben nutrita e condotta da un pastore amorevole. Tuttavia, questa pecora si è smarrita, così il pastore è uscita a cercarla.

Nota cosa dice Gesù sul pastore: "Egli va dietro alla perduta finché non la ritrova". Dio non abbandona mai nessuno di coloro che gli appartengono e si è allontanato. Piuttosto, Egli esce per trovare quella pecora, la abbraccia e la riporta nell'ovile.

Per dirla in parole povere, puoi addentrarti tanto nel peccato da giungere alle soglie dell'inferno stesso, e anche lì ti cercherà. Davide testimonia: "se stendo il mio letto nello Sceol, ecco, tu sei anche là" (Salmo 139:8).

Abbiamo tutti sentito l'espressione "inferno in terra". Parliamo di come sia la vita per coloro che si allontanano da Dio. Il loro "letto nello Sceol" è una condizione terribile, orrenda. Significa essere schiavi del peccato, scivolando così lontano dal Signore da cadere in un coma irreversibile. Questo sonno è accompagnato da una paura ossessionante che sussurra: "Stai scendendo sempre più in basso nell'inferno. Potresti non essere mai in grado di tornare a Dio".

Il messaggio di Cristo per noi è: "Forse hai avuto il tuo letto nello Sceol, ma non sei sceso troppo in basso nel tuo peccato da non consentirmi di raggiungerti e riaccoglierti a braccia aperte".

Quando il pastore trova la pecora smarrita e ferita, Egli conduce la creatura sofferente nella Sua casa. Poi raduna tutti i Suoi amici e vicini esclamando: "Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la mia pecora che era perduta" (Luca 15:6).

"Io vi dico che allo stesso modo vi sarà in cielo più gioia per un solo peccatore che si ravvede, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento" (Luca 15:7)

mercoledì 12 ottobre 2011

PENSIERI SULL’AMORE E LA FEDE

Consentitemi di condividere con voi alcuni pensieri di conforto sulla fede e l’amore. Dio opera miracoli in risposta alla preghiera della fede. E io credo ad ogni promessa nella Parola di Dio. Tuttavia, attraverso molte sofferenze e lacrime, ho scoperto qualcosa di meraviglioso sul modo in cui Dio opera. Ciò che stai per leggere dovrebbe aiutarti a rinnovare la tua fiducia nel Signore e liberarti dal legame di cercare di capire la fede.

Ecco le mie conclusioni:

  • Se non puoi offrire a Dio una fede perfetta, donagli un amore perfetto. “L’amore perfetto caccia via la paura”. L’amore perfetto è il riposo che Dio ha per il Suo popolo. Egli vuole che riposiamo nel Suo amore, confidando che Egli giungerà sempre in nostro aiuto come un padre verso il figlio ferito, nonostante la nostra fede inadeguata.

Smetti di valutare o misurare la tua fede. E smetti di cercare di capire la fede. La Bibbia dice: “Or tre cose restano, fede, speranza e amore: ma la più grande di esse è l’amore” (1 Corinzi 13:13). Se hai intenzione di specializzarti in qualcosa, specializzati nell’amore, la fede opera mediante l’amore.

  • Se Dio non risponde ad alcune delle nostre preghiere, possiamo essere certi che Egli abbia motivi grandi ed eterni per non farlo.

Tutto si riduce a questo: Dio ha tutta la potenza e può compiere ogni cosa. Nulla è impossibile per Lui. Egli ha promesso di rispondere ad ogni preghiera nel nome di Gesù, quindi dobbiamo chiedere con piena certezza di fede, aspettandoci una risposta. Ma se Dio dovesse ritardare la risposta o scegliere una strada diversa per noi, Egli deve avere una buona ragione per questo. E noi dobbiamo credere che qualsiasi cosa Dio permetta nelle nostre vite un giorno coopererà al nostro bene (Romani 8:28).

Il nostro Padre celeste sa esattamente dove stiamo andando e di cosa abbiamo bisogno. Egli ci donerà ciò che è meglio, con il tempismo proprio dello Spirito Santo (Matteo 7:11).

Dio non permetterà che tu venga sopraffatto dalle tue prove. Forse stai giungendo a quello che definisci un punto di rottura, ma sopravvivrai e racconterai della Sua fedeltà se non indurirai il tuo cuore ma ti affiderai alle sua braccia, confidando nel Suo amore eterno.

martedì 11 ottobre 2011

LA CATASTROFE

Uno scienziato disse della catastrofe: “Il mondo intero ha tremato”. Un altro la definì “il peggiore disastro naturale nella storia mondiale”. Stavano parlando dello tsunami che ha devastato intere coste dell’Asia pochi anni fa. Centinaia di migliaia morirono, e noi continuiamo a vedere disastri intorno a noi.

Quando eventi così terribili colpiscono, vado al Padre con una domanda: “Signore, ma di cosa si tratta? È stato un semplice ed inspiegabile incidente della natura, oppure c’è qualcosa che il Tuo popolo dovrebbe sapere riguardo al motivo per cui ciò è avvenuto?”

Noi gemiamo per il dolore e la tristezza indescrivibile sentita da moltitudini di persone. Preghiamo intensamente per coloro che sono afflitti. Il nostro ministero ha inviato migliaia di dollari attraverso agenzie cristiane di soccorso per aiutare a ricostruire chiese e case nelle zone devastate. La Scrittura ci dicecje il nostro Padre celeste è toccato dai sentimenti più profondi dei feriti, e lo Spirito Santo spande consolazione su tutti i credenti nelle nazioni colpite.

L’America è una nazione compassionevole e generosa, e ringrazio Dio per la risposta di molti che pregano, donano e vanno in quei luoghi per recare soccorso. Ma qualcosa nel profondo della mia anima mi turba. La magnitudine dei disastri non sembra fare presa. Sembra che rimaniamo insensibili e intontiti da tutto ciò.

Ringrazio Dio per buoni resoconti di benedizioni in molte zone del mondo, America inclusa. Ma se non veniamo messi sulle ginocchia da una potenza rilasciata, se non riusciamo ad umiliarci dopo aver testimoniato di disastri naturali terribili, cosa ci vorrà per zittire coloro che si beffano di Dio? Siamo a prova di shock adesso?

Pensa a questo:

  • L’espulsione di Dio dalla nostra società in nome della correttezza politica
  • Il mondo intero si rivolge a secolarismo e materialismo
  • Una chiesa che diventa più mondana del mondo stesso
  • L’aumento di violenza e apatia
  • La Bibbia non più accettata come Parola di Dio
  • Un giorno in cui “tutto ciò che può essere scosso” è scosso
  • Quando persone che riflettono ovunque hanno il presentimento che “qualcuno stia giocando con la natura, qualcosa sta succedendo che non si può speigare”
  • Quando la società continua nei suoi affari senza una sola “pausa per Dio”, senza nemmeno il pensiero che Dio non si possa beffare.

Quando queste cose avvengono, è il momento in cui siamo giunti vicino o abbiamo varcato la soglia in una confusione spirituale che nessuna quantità di misericordia divina può scuotere.

Dio è misericordioso, pieno di grazia e pronto a perdonare. Che Gesù possa dimostrare il Suo amore e la Sua compassione attraverso i Suoi discepoli, mentre il giorno del Signore si avvicina.

lunedì 10 ottobre 2011

QUALCUNO COMPRENDE

“Tu mi hai investigato, o Eterno, e mi conosci” (Salmo 139:1).

Nessuno mi comprende
Se non Dio.
Egli comprende i miei pensieri profondi.
Non c’è ancora parola sulla mia lingua,
ma Dio già la conosce.
Egli mi ha circondato;
La Sua mano è stesa su di me.
Una tale conoscenza è così elevata,
che io non riesco a raggiungerla.
Ci sono volte in cui
Le tenebre mi circondano,
Ma Egli investiga il mio cuore
E lo sa.
Egli vede le mie vie malvagie.
Solo la Sua sapienza
Può comprendermi.
Nel giorno in cui grido a Lui,
Egli mi risponde
E mi fortifica dando forza
Alla mia anima.
Tenebre e luce sono la stessa cosa davanti a Lui.
Egli comprende le mie tenebre
E mi donerà la luce.
Egli mi comprende.

venerdì 7 ottobre 2011

DIO DESCRIVE IL SUO AMORE PER IL SUO POPOLO

Dio descrive Sé stesso così: “Io stesso insegnai ad Efraim [Israele] a camminare, sostenendolo per le braccia; ma essi non compresero che io li guarivo” (Osea 11:3).

Nella lingua originale questo verso dice: “Sono giunto a loro nella loro disperazione e li ho nutriti teneramente attraverso luoghi scabrosi e accidentati. Li ho tenuti tra le mie braccia come una nutrice!” Ma Osea 11:7 dice: “Il mio popolo tende ad allontanarsi da me”. Il termine tende qui significa “sospeso nel dubbio”.

Israele non era certo dell’amore di Dio e della Sua tenerezza, e Dio stava dicendo ad Osea: “Il mio popolo dubita del Mio amore per loro. Non mi conoscono veramente e sono insicuri del Mio amore!”

Era vero! Israele non riusciva a credere che Dio ancora li amasse. Essi erano idolatri, sviati e dubitatori, e probabilmente pensavano: “Ci siamo attirati il dispiacere di Dio. Abbiamo peccato volontariamente e Lui sicuramente ci giudicherà!” Ma Dio disse: “Come potrei abbandonarti, o Efraim?...Il mio cuore si commuove dentro di me, le mie compassioni si infiammano tutte” (v. 8).

Ascolta le Sue parole di consolazione e guarigione per te:

“Poiché io non voglio contendere per sempre né essere adirato in eterno, altrimenti davanti a me verrebbero meno lo spirito e le anime che ho fatto” (Isaia 57:16). Il Signore stava dicendo: “Se tutto ciò che hai visto in Me era ira, il tuo spirito verrebbe meno, perché sarebbe troppo per te da sopportare”.

“ Per l'iniquità della sua cupidigia mi sono adirato e l'ho colpito; mi sono nascosto, mi sono indignato; ma egli si è allontanato seguendo la via del suo cuore. Ho visto le sue vie, ma io lo guarirò, lo guiderò e ridarò le mie consolazioni a lui e ai suoi che sono afflitti” (vv. 17-18). Ti sembra che Dio abbandoni il Suo popolo quando questo viene meno?

Forse in questo momento stai attraversando delle acque profonde. Non parlo necessariamente di tentazione o prove. Parlo di eventi schiaccianti che si stanno scagliando su di te e che tu non comprendi. Venti e onde di ogni tipo ti stanno trascinando via, cose che vanno al di là della tua comprensione. Si abbattono sulla tua casa, la tua chiesa, il tuo lavoro, su tutti i fronti. Ma Dio vuole condurti attraverso tutto questo! Egli vuole ristorare la tua salute spirituale! Se tutto ciò in cui riesci a credere adesso è che Egli ti ami nonostante le tue vie ostinate, che ti supplica di vederlo come una Nutrice Divina, allora questo ti basta!

giovedì 6 ottobre 2011

RIPIENI DI SPERANZA, GIOIA E PACE!

Se vuoi che la pace di Dio regni nella tua vita, devi abbandonare diverse cose:

  • Devi abbandonare i tentativi di capire il modo in cui Dio opererà.
  • Devi abbandonare la preoccupazione e l’agitazione: “Non siate in ansietà per cosa alcuna…” (Filippesi 4:6)
  • Devi smettere di dire a Dio cosa pensi sia giusto per te.
  • E soprattutto, devi smettere di pensare a te stesso come a un fallimento; smetti di pensare che non piaci a Dio!

Una delle trappole più efficaci di Satana per derubare i cristiani della loro pace è convincerli che debbano sforzarsi nella carne per piacere a Dio. Cerca di farmelo pensare ogni volta!

A volte quando ho bisogno di un luogo solitario per pregare, entro in macchina e guido verso un luogo isolato. Posso lodare il Signore e godere della Sua presenza mentre ammiro i campi verdeggianti e le foreste. Ma a volte mi coglie il pensiero che non sto facendo nulla per il Signore!

Prego: “Signore, non sto realizzando molto per il Tuo regno. Mi limito a pregare, ricevere messaggi per i sermoni, andare in chiesa e predicare. Il mondo intero sta andando all’inferno, e io non sto facendo nulla per Te!”

Hai mai avuto questo tipo di pensieri ? Fai tutto ciò che puoi per piacere a Dio, ma non ti senti santo. Io non mi sento quasi mai santo. E questo succede anche nei miei momenti migliori, persino mentre predico sotto l’unzione dello Spirito!

Tu mi dirai: “Tu, fratello David? Tu ti senti di non fare molto per Dio?” Sì! Il diavolo arriva e ci fa sentire indegni, inadempienti. E noi perdiamo la nostra pace cedendo a questi sentimenti orribili!

Ascolta la preghiera di Paolo per noi: “Ora il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nel credere, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo” (Romani 15:13).

Confida nella Sua bontà. Credi nel Suo amore e nella Sua misericordia. Non accusarlo di essere adirato o irritato con te o di non parlarti. Lascia che la Sua pace regni nel tuo cuore e su tutta la tua vita!

mercoledì 5 ottobre 2011

IL DONO DELLA SUA PACE

“Non siate in ansietà per cosa alcuna, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento. E la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù” (Filippesi 4:6-7).

Quando di recente ho riletto questo passo, sono rimasto colpito da qualcosa che non avevo mai notato prima. Paolo ci istruisce a smettere di preoccuparci, ma di andare a Dio con preghiere e suppliche, e ringraziarlo per la risposta. Ma non dice mai nulla riguardo al ricevere le risposte! Paolo non dice nulla sul ricevere una parola di guida, liberazione, miracoli o guarigione. Piuttosto, dice che riceveremo il dono della pace di Dio!

Dio risponde ad ogni nostra richiesta e supplica con il dono della Sua pace: “Le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento. E la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù” (vv. 6-7).

In altre parole, la prima risposta di Dio ad ogni nostra preghiera e al grido del nostro cuore è la Sua pace! Tutte le persone di preghiera hanno una cosa in comune: non importa quanto si sentano male quando entrano nella loro stanza segreta della preghiera, essi ne escono ripieni della Sua pace! Dio si è limitato al Suo governo. Ciò è noto come la provvidenza di Dio. Egli compie opere qui e lì, preparando i cuori della gente e orchestrando gli eventi, ma finché la Sua provvidenza non opera la risposta alla tua preghiera, Egli dice: “Non ti darò ciò che pensi di avere bisogno, ma ciò che Io so che ti serve, pace nella mente e nel cuore!”

Molti di noi lottano col Signore in preghiera. Lo supplichiamo con grida e lacrime; picchiamo alle porte del cielo; reclamiamo ogni promessa. Ma col passare dei giorni, delle settimane, dei mesi, cominciamo a chiedere: “Perché non rispondi, Signore? Cosa sta impedendo la mia preghiera? Cosa ho fatto per dispiacerti o farti soffrire?”

Il fatto è che Dio ci ha già detto: “Ecco la Mia pace che soprassa ogni conoscenza! Prendila e lascia che regni nel tuo cuore, finché io non opererò ogni cosa per il tuo bene!” Dobbiamo lasciarci custodire dalla pace di Dio, finché la Sua promessa non si adempirà mediante lo Spirito Santo!

Afferrati alla Sua pace e lascia che regni e governi nel tuo cuore!