martedì 31 dicembre 2013

LA BENEDETTA PROVVIDENZA DEL NUOVO PATTO

Dopo che lo Spirito di Dio abbandonò Saul, la sua obbedienza parziale lo espose all’influenza satanica. Presto uno spirito iniziò a turbare Saul e questi finì per consultare una strega (vedi 1 Samuele 28).

Forse nel leggere il racconto della vita di Saul ti chiedi, “Ma Saul cercò di fare del suo meglio e non fece proprio tutto male. Perché Dio fu così severo con lui?”

Attraverso questo passo, Dio ci sta dicendo che Lui parla seriamente quando dice qualcosa! Sta dicendo, “Vi sto mostrando cosa intendo quando parlo della vostra obbedienza verso di Me. Voglio tutto il vostro cuore, tutto il vostro amore – non solo un’obbedienza parziale!”

Se il messaggio del Signore per Saul fosse stato incerto o enigmatico, saremmo giustificati nel dire che Egli avrebbe dovuto dargli un’altra occasione. Ma la Sua direzione per Saul fu chiara e non c’erano dubbi su quanto comandò. Allo stesso modo oggi, non ci sono dubbi su ciò che Dio ci dice. Conosciamo quali siano i Suoi comandamenti, perché ce li ha rivelati mediante la Sua parola e per il Suo Spirito nei nostri cuori.

Potresti rispondere, “Ma ciò che Dio fece a Saul accadde sotto il Vecchio Patto, sotto la Legge. Ora viviamo nel giorno di grazia, sicuramente il Signore non sarà così severo con noi come lo fu con Saul quando disobbediamo.
Ecco cosa dice la parola di Dio in merito, sotto il Nuovo Patto, un patto di grazia:

“[Dio] renderà a ciascuno secondo le sue opere: la vita eterna a coloro che cercano gloria, onore e immortalità, perseverando nelle opere di bene; a coloro invece che contendono e non ubbidiscono alla verità, ma ubbidiscono all'ingiustizia, spetta indignazione ed ira. Tribolazione e angoscia spetta ad ogni anima d'uomo che fa il male, del Giudeo prima e poi del Greco; ma gloria, onore e pace a chiunque fa il bene, al Giudeo prima e poi al Greco. Perché presso Dio non v'è parzialità” (Romani 2:6-11).
Lasciami spiegare la differenza tra Saul, nell’Antico Testamento, e tutti i credenti nel Nuovo Patto. Ogni qualvolta una persona ha il vero desiderio di obbedire ai comandamenti di Dio – quando quella persona ama e rispetta la Parola di Dio – lo Spirito Santo gli fornisce tutta la potenza e la capacità di adempiere quei comandamenti. Questa è la benedetta provvidenza del Nuovo Patto.

lunedì 30 dicembre 2013

FUORI DALLA FOSSA by Gary Wilkerson

Quand’ero adolescente trascorrevo le mie estati dando una mano in un ranch, nell’est del Texas. Il gestore del ranch, Jimmie, era un omone forzuto dalla vista corta ma che sapeva come fare un po’ di tutto. Mi insegnò a falciare e trasportare il fieno, per esempio.

Un giorno stavamo scavando una buca profonda tre metri, per un pozzo. Durante una pausa per bere, Jimmie non si accorse di essersi incamminato proprio verso la buca. La mia bocca era troppo piena d’acqua per avvisarlo – e ci cascò dentro! Avevo paura che si fosse rotto qualcosa per quella brutta caduta e corsi subito ad aiutarlo. Ma quando lo vidi, Jimmie stava tranquillamente risalendo dalla buca come se non fosse successo niente.

Questa era la vita di Jimmie. Era un uomo che affrontava diverse fosse ogni giorno, perché non stava solo perdendo la vista, ma anche l’udito. Eppure, Jimmie riemerse da ogni fossa nella quale cadeva e continuava ad andare avanti. Lo considero un esempio di fede per tutti nel corpo di Cristo. Tutti noi abbiamo delle fosse in cui cadiamo – è la vita – ma la Parola di Dio ci mostra che, come cristiani, dobbiamo affrontare le nostre fosse con gli occhi della fede.

Forse sei bloccato in una fossa in questo momento. Potrebbe essere un rapporto difficile, un buco finanziario, una malattia – qualcosa in cui sei rimasto intrappolato da un po’ – e ti chiedi se riuscirai mai ad uscirne. Il tuo cammino con Cristo, una volta così intimo, ora sembra un sogno distante. Ma Dio ha qualcosa di potente da dirti nella tua attuale fossa.

Un tipo di fossa è quella che ci creiamo da soli. Forse ricadiamo in un vecchio vizio peccaminoso o uno schema di vita pericoloso che ci fa girare in cerchio. Ci ritroviamo alla deriva, erranti, allontanandoci sempre di più dalla vita abbondante che Dio ha provveduto. Ma non importa in che tipo di fossa siamo, il nostro Signore misericordioso crea una via d’uscita da ogni fossa per noi.
“Chi è l'uomo fra voi che avendo una pecora, se questa cade in giorno di sabato in una fossa, non la prenda e non la tiri fuori?” (Matteo 12:11). Gesù dice, “Non importa se ti sei creato una fossa. Nemmeno la legge M’impedirà di venire a tirarti fuori”.

sabato 28 dicembre 2013

UNA GIUSTA FONDAZIONE by Jim Cymbala

Nel 1977 durante i servizi domenicali mattutini e serali della Brooklyn Tabernacle c'erano molte più persone di quante ne entrassero fra i banchi. Poco distante dal locale di culto c'era un auditorium della YWCA con circa 500 posti a sedere che riuscimmo ad affittare ogni domenica.

Gli incontri alla YWCA erano una soluzione temporanea al sovraffollamento. Comprammo, quindi, un lotto dall'altro lato della strada nella speranza di costruire un giorno una vera chiesa. Ciò richiese un grosso passo di fede, ma Dio ci provvide i fondi.

Programmammo la cerimonia di inizio dei lavori, felici di cominciare la costruzione di un nuovo edificio che sarebbe stato definitivamente la nostra casa. Ci credereste se vi dicessi che durante quella domenica speciale piovve così forte che non riuscimmo ad andare fuori nemmeno per affondare una pala nel terreno? Delusi, ci chiudemmo nuovamente dentro l'auditorium della YWCA quella sera. Ma durante quell'incontro Dio ci parlò chiaramente dicendo che non era il terreno dall'altro lato della strada che dovevamo cominciare a scavare. Al contrario, voleva scavare i nostri cuori per costruire la Sua chiesa su quelle fondamenta.

Alla fine, quell'acquazzone si rivelò provvidenziale. Pochi mesi dopo, un grande teatro con 1400 posti a sedere nell'arteria principale di Brooklyn divenne disponibile. Riuscimmo a vendere il lotto a buon prezzo ma avevamo bisogno di vendere ancora l'edifico sulla Atlantic Avenue per poter comprare il teatro. Decidemmo, quindi, di mettere il problema davanti a Dio alla riunione di preghiera del martedì.

Mercoledì pomeriggio suonarono alla porta della chiesa. Scesi giù per le scale per rispondere e vidi uno straniero ben vestito, era un uomo d'affari del Kuwait. L'uomo entrò e si cominciò a guardare intorno mentre io trattenevo il respiro per paura che si mettesse a guardare troppo da vicino le mura storte, i bagni sporchi e le tubazioni discutibili.

“Quanto chiedete per questo edificio?” chiese.

Io mi schiarii la gola e con un filo di voce gli dissi l'importo. L'uomo si fermo a riflettere un istante e dopo disse: “È un buon prezzo. Avvisa il tuo avvocato e digli di chiamare il mio. Pagamento in contanti”. E così vendemmo l'edificio. Le nostre preghiere vennero esaudite in un modo sorprendente.

Dio formò un gruppo di persone che vollero pregare e che credettero che nulla fosse così grande o difficile per Dio da portare a termine. Non ci importava quale ostacolo ci fosse avanti a noi, Dio poteva cambiare le persone e liberarle dal male. Egli stava costruendo la Sua chiesa in una zona difficile e fino a quando la gente avesse continuato a chiedere la Sua benedizione ed il Suo aiuto, Egli avrebbe risposto in modo certo e perfetto.


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Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo edificio situato in una zona molto difficile della città. Originario di Brooklyn, è un vecchio amico di David e Gary Wilkerson e assiduo relatore alle conferenze della Expect Church Leadership sponsorizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 27 dicembre 2013

EGLI VUOLE CHE TU CREDA ALLA SUA PAROLA!

Mentre consideri le lotte che Israele attraversò, potresti essere tentato a pensare, “Dio, non Ti stai aspettando troppo? Sono impauriti e anche giustamente. Come potrebbero tentarti se stanno solo gridando a causa del loro bisogno?”

Eppure, ricorda che queste persone erano state ben nutrite e ben insegnate, immerse in segni e prodigi. Non erano novizi spirituali, né erano sprovvisti di un pastore premuroso. Ogni giorno vedevano la nuvola protettiva come dimostrazione che Dio era presente fra loro. Ed ogni notte avevano il bagliore confortante del fuoco nel cielo. Ogni mattina trovavano la manna a terra, fedelmente mandata dal cielo. Dio aveva provveduto ad Israele tutto ciò che serviva loro per edificare la loro fede!

Il nostro Signore non parla a vanvera quando avverte, “Senza fede non mi potete piacere. Dovete veramente credere che IO SONO e che io ricompenserò sempre la fede. Dunque, Mi aspetto che i Miei ben nutriti e ben insegnati figli confidino in Me!”

Cosa dire della prova che stai affrontando? Cosa vuole Dio da te in questo momento difficile? Vuole che credi nella Sua parola, nelle Sue promesse! Vuole che confidi pienamente che Egli è con te nella tua lotta. Non importa se tutto l’inferno si sta scagliando contro di te, la Sua presenza non si allontanerà mai da te, anche fra le tue paure e le tue lacrime. Nessun dardo diabolico, nessun attacco potente contri di te ti distruggerà. Tuo Padre ha già un piano di liberazione pronto.

Dio sta aspettando che ti aggrappi a Lui con fiducia cieca. Vuole che tu sia in grado di affrontare tutte le tue feroci tentazioni e dire, “Forse non comprendo tutto questo ma so che il mio Signore non mi abbandonerà. Confido in Lui e so che mi sosterrà!”

La tua battaglia finirà solo quando giungerai a una piena fiducia nel Signore, credendo che Egli è con te in potenza ed amore. Dunque, metti da parte ogni pensieri per cui Dio ha chiuso gli occhi riguardo le tue circostanze. Ciò sarebbe tentarlo e metterlo alla prova per dimostrare la Sua fedeltà. Ma Lui l’ha già dimostrata così tante volte!

“Nessuna tentazione vi ha còlti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via di uscirne, affinché la possiate sopportare” (1 Corinzi 10:13).

Dio sta dicendo, “Non stai venendo meno. Io sono con te in tutto questo! Se solo cercherai la Mia faccia e confiderai in Me, io ti porterò avanti, perché Io sono sempre con te!”

giovedì 26 dicembre 2013

UN LUOGO DI PROVA

“Ti misi alla prova presso le acque di Meriba” (Salmo 81:7).

Noi davvero non sappiamo cosa c’è nei nostri cuori (vedi Geremia 17:9). Non importa da quanti anni camminiamo col Signore, quante ore abbiamo pregato o quanta conoscenza biblica abbiamo acquisito. Se Dio vede qualcosa in noi che non sia fede – un’area in cui non abbiamo confidato in Lui per ricevere la potenza per vincere – Egli ci porterà a Meriba (un luogo di prova). Egli ci metterà in una situazione umanamente impossibile e lì verremo seriamente provati.

Potresti onestamente credere di avere un cuore amorevole verso tutti i tuoi fratelli e le sorelle in Cristo. “Il Signore mi ha dato la capacità di amare tutti”, testimoni, ma Lui sa che hai un problema in un’area. Perdi le staffe ogniqualvolta qualcuno si approfitta del tuo amore o dei tuoi atti di gentilezza. Quando questo succede, covi un risentimento e un continuo soffrire interiore, eppure continui a dire di amare quella persona.

In che modo Dio può arrivare a questo tipo d’ipocrisia in te? Egli ti porta in un luogo di prova. Egli permette a un cristiano antipatico e arrogante di attaccarti! Improvvisamente, ti ritrovi a pregare, “Signore, perché hai portato questa persona nella mia vita? È una spina nella carne! Ho cercato di servirti fedelmente ma tutto ciò che ne ricevo è quest’offesa!”

Il Signore ti ha portato a Meriba! Egli sta cercando di rendere qualcosa perfetto in te. Vuole che tu sia in grado di stare in piedi in questa situazione e gridare, “Io so che il mio Dio è con me. I miei passi sono ordinati da Lui e mi sosterrà in tutto il mio dolore e la mia angoscia!”

Dio ti ha portato a Meriba, ma questa non è la fine. Egli non ti ha abbandonato, quindi non mollare, non cedere! Il Signore sta cercando fede e vuole scoprire ciò che c’è nel tuo cuore. Egli sa come soddisfare i tuoi bisogni. Vuole soltanto che tu confidi in Lui!

martedì 24 dicembre 2013

EGLI HA IL CONTROLLO DI TUTTO

Quando dai il tuo cuore a Gesù vinci una grande battaglia. Le potenze dell’inferno sono sconfitte, derubando Satana del bottino di cui si era impossessato quando governava la tua vita. Ma in seguito, nel risplendere di vittoria e libertà spirituale, due re ti attendono, gli stessi due re che attendevano Abramo in Genesi 14:17-24.

Abramo affrontò una delle tentazioni più grandi mai sperimentate da qualsiasi essere umano. Davanti a lui l’offerta di ricchezze, beni materiali e fama, ma non dovette pensare due volte sulla sua decisione. La sua risposta all’offerta del re di Sodoma fu un secco e deciso NO. Perché? Perché ciò che importava di più per Abramo era preservare la reputazione di Dio, non la sua. Infatti, stava dicendo al re di Sodoma, “Ti restituisco tutte queste cose – le persone, le ricchezze, tutto, perché il mio Signore le possiede a prescindere. Se Lui decide di farmi abbondare, che sia. Ma non voglio che tu ti vanta di avermi reso ricco”.

Da dove Abramo prese un tale distacco dal mondo, una tale indipendenza da essere in grado di rifiutare prontamente l’offerta di benedizioni materiali del diavolo? È chiaro dalla Scrittura che Abramo attingeva la sua forza da una fresca rivelazione di chi Dio fosse. Melchisedek aveva aperto gli occhi di Abramo ad una visione meravigliosa del carattere di Dio: “E [Melchisedek] benedisse Abramo, dicendo: Benedetto sia Abramo dal Dio Altissimo…che ti ha dato nelle mani i tuoi nemici!” (Genesi 14:19-20).

In questo verso è racchiuso un nome di Yahweh: El Elyon. Significa, letteralmente, “Dio altissimo, creatore e padrone del cielo e della terra”. Melchisedek stava dichiarando ad Abramo, “Il tuo Signore non è soltanto un Dio al di sopra di tutti gli altri dei, Egli è il creatore dell’interno universo. Tutto ciò che si trova in esso appartiene a Lui – ogni bene, bestiame o possedimento. Egli ha il controllo di tutto ciò che vedi intorno a te”.

lunedì 23 dicembre 2013

CAMMINARE NELLO SPIRITO by Gary Wilkerson

Spero di non essere l’unico a chiedersi di tanto in tanto, “Sto davvero camminando secondo il dono della giustizia che Egli mi ha offerto?” Galati 5:16 dice, “Camminate per lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne”.

Possiamo prendere qualsiasi passo della Scrittura e leggerlo attraverso le lenti della grazia oppure quelle delle opere della legge. Quando leggo Galati 5:!6, a volte entro nella mentalità “delle opere” che dice, “Devo cercare di farlo!” e dico a me stesso, “Ok, oggi lo farò. Camminerò nello Spirito!” Divento ansioso e, all’improvviso, mi ritrovo a non camminare affatto nello Spirito.

Il punto successivo che Galati esprime è, “Non adempirai affatto i desideri della carne”. A volte leggiamo questo verso attraverso le lenti del “Sono nella carne. No, sono nello Spirito. Ma poi qualcosa si mette in mezzo e mi arrabbio e mi ritrovo nella carne!”

Galati 5:18: “Se siete condotti dallo Spirito, voi non siete sotto la legge”.
Sei nello Spirito? Gesù è mai entrato nel tuo cuore? Se è così, Egli ti ha forse detto, “Controllerò bene il tuo cuore e, se sei giusto a sufficienza, in seguito inviteremo anche lo Spirito Santo a venire?”

No! Egli non ha fatto così! Non puoi essere salvato se lo Spirito Santo non vive in te. Così, quando Egli dice, “Camminate nello Spirito” non sta dicendo “Cercate di essere spirituali”, Egli sta dicendo, “Lo Spirito di Dio vive in voi, quindi camminate in base a questo!” Egli ti ha garantito accesso alla Sua giustizia e ora sta semplicemente dicendo, “Rimettiti al passo con l’opera che Io ho già riposto in te. Metti in pratica ciò che hai già nella tua vita e smetti di essere ansioso, pauroso e stressato”.

Non chiederti se sei troppo nella carne. Non serve che tu dica, “Dio, puoi aiutarmi a essere più spirituale?” No, tu sei già spirituale – la vita di Dio vive in te! Lo Spirito, il soffio di Dio, è in te e tu non sei più sotto la legge.

sabato 21 dicembre 2013

IL DISPERATO BISOGNO DI UN TOCCO by Carter Conlon

Sappiano che Gesù era così ripieno dell'amore di Dio che diede Sé stesso per i bisogni di coloro che a Lui si opposero. Quando la gente si avvicinava alla Sua croce per vituperarlo, puntargli il dito per ammonirlo e per tirare a sorte i Suoi vestimenti, l'unica cosa che uscì dalla Sua bocca fu: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Luca 23:34). Questo è l'amore di Dio! L'amore perfetto che ci autorizzerà a fare ciò che siamo chiamati a compiere in questa generazione, ossia, amare coloro che ci odiano, per amore delle loro anime.

D'altro canto, colui che teme non è perfetto nell'amore di Dio. Egli è come il cieco che venne toccato da Gesù, ma dopo il primo tocco continuò a vedere gli uomini come alberi che camminavano. “Allora preso il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli sputato sugli occhi e impostegli le mani, gli domandò se vedesse qualcosa. E quegli, alzando gli occhi, disse: «Vedo gli uomini camminare e mi sembrano alberi». Allora gli pose di nuovo le mani sugli occhi e lo fece guardare in alto; ed egli recuperò la vista e vedeva tutti chiaramente” (Marco 8:23-25).

Quest'uomo aveva solo una vista parziale e similmente quando noi non abbiamo un cuore disposto a vedere le persone nello stesso modo in cui Dio le vede, siamo portati a fare marcia indietro per via dei loro sguardi duri e della loro intolleranza.

Ma quando l'uomo fu toccato la seconda volta dal Signore, alzò i suoi occhi e vide subito chiaramente tutti gli uomini.

Se sei disposto a diventare un testimone di Gesù Cristo, se sei stanco di essere una persona in chiesa ma un'altra fuori dalla chiesa; se dentro di te c'è una voce che grida: “Dio mio, ne ho abbastanza di questa impotenza! Non m'importa di chi mi deride o di chi pensa che abbia perso la testa. Io voglio che la Tua potenza mi dia la forza di proclamare il nome di Cristo Gesù!”. Bene, ho una buona notizia per te: Dio vuole toccarti di nuovo una seconda volta, proprio come fece con l'uomo cieco.


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Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 20 dicembre 2013

UN CUORE ALLEGRO

Al giorno d'oggi una delle cose più irritanti per un matrimonio è il silenzio. Una giovane moglie mi chiese di parlare a suo marito in modo da persuaderlo. “Ciò che si limita a fare” mi disse, “è chiudersi in se stesso quando litighiamo. Non reagisce, scappa via verso la porta ed esce fuori. Quando si calma ritorna, ma rimane freddo nei miei confronti finché non sono io a riconciliarmi con lui. Sarebbe capace di tirare avanti così per giorni senza rivolgermi una parola. Odio questa cosa! Preferirei che urlasse o che mi picchiasse. Ma non il silenzio, non lo sopporto più”.

È tremendamente sbagliato dire a tuo marito o a tua moglie: “lasciami in pace, non voglio parlare. Sto passando un momento difficile quindi lascia che me lo risolva da solo. Non voglio che nessuno mi stia intorno adesso”. Tutto questo non è solo insensato, ma offensivo. Cos'è un matrimonio se non condivisione ed aiuto reciproco in un momento di crisi?

Ho sentito ogni tipo di scusa: “non mi sento bene”, “ho avuto una giornataccia”, “ho i nervi a pezzi”. Ma tutte queste scuse non ti danno il diritto morale di mettere da parte la persona che ami. Tieni sempre aperta la porta del tuo cuore in modo da accettare un aiuto nel momento del bisogno.
La Bibbia dice: “L'uomo che non sa dominare la propria ira è come una città smantellata senza mura” (Proverbi 25:28).

Se la gioia del Signore è la nostra forza (Nehemia 8:10), allora i matrimoni forti dovrebbero abbondare di gioia. Quando il matrimonio perde la sua gioia, diventa debole e vulnerabile. Mostrami una casa felice ed io ti mostrerò una coppia felice al timone.

Mariti e mogli che non ridono e non giocano più insieme non si amano più. C'è qualcosa di infantile e felice nel vero amore. Sono giunto alla conclusione che i nostri matrimoni stanno soffrendo molto a causa dei mariti troppo sobri e delle mogli tristi.

E ovvio che i problemi ci siano. C'è la malattia, problemi inaspettati, problemi finanziari, incomprensioni, dolore e persino la morte. Ma la vita continua ed è vergognoso che cosi tante coppie non gioiscano mai della loro vita.

Continuano a sperare che un giorno saranno felici e contenti. La vita passa velocemente e ciò che ne resta sono solo le rughe e i tristi lineamenti delle loro facce preoccupate.

No grazie! Non per me! Il futuro inizia adesso. Dio siede sul Suo trono ed ha tutto sotto controllo. C'è un tempo per piangere, ma c'è anche tempo per gioire. Il bene prevale sul male, dunque guarda in altro e vivi.

La Bibbia dice: “Un cuore allegro è una buona medicina, ma uno spirito abbattuto inaridisce le ossa” (Proverbi 17:22).

giovedì 19 dicembre 2013

LA VERA STORIA D'AMORE

In un film del 1970 intitolato Love Story viene detta una frase diventata poi famosa: “amare significa non dover mai dire mi dispiace”. Va bene per la sceneggiatura di un film, ma nella realtà si tratta di una vera a propria menzogna che viene direttamente dall'inferno. La parola di Dio dice infatti che amore vuol dire imparare a dire “mi dispiace”.

Un marito adirato disse: “ho lasciato mia moglie la notte scorsa. Lei ha sempre ragione ed io ho sempre torto, ma non questa volta. Non mi farò mettere di nuovo i piedi in testa da lei. So di aver ragione stavolta e non mi arrenderò. Starò lontano da lei finché non verrà da me strisciando in ginocchio ammettendo che ha torto marcio”.

Oltre ad imparare a dire “mi dispiace”, i mariti e le mogli devono imparare a dire “ti perdono”. Gesù ci ha avvertiti dicendo che il perdono del nostro Padre Celeste dipende dal fatto che noi per primi dobbiamo perdonare chi sbaglia nei nostri confronti.

“E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate affinché anche il Padre vostro, che è nei cieli, perdoni i vostri peccati. Ma se voi non perdonate, neanche il Padre vostro, che è nei cieli, perdonerà i vostri peccati” (Marco 11:25-26).

Tua moglie o tuo marito ti ha tradito? Sei stato ferito a causa dell'adulterio? Hai per caso scoperto un segreto? C'è stato un vero pentimento? Stai provando seriamente a perdonare e dimenticare?

Magari non riuscirai mai a dimenticare ma puoi imparare a perdonare. Finché vivrai sarai sicuramente perseguitato dall'immagine di tuo marito o tua moglie fra le braccia di qualcun'altra o qualcun altro. Tutto questo ti ferirà sempre e ti addolorerà, ma se lui o lei ha dato prova della sua sofferenza riconoscendo il proprio sbaglio ed ha tentato in ogni modo di riconciliarsi con te, tu devi perdonare. Ma più di ogni altra cosa, una volta e per tutte, devi smettere di rinvangare il passato. Migliaia di matrimoni sono sopravvissuti all'infedeltà, ma solo perché al dolore per il peccato commesso era seguito il perdono di Cristo. Se continui a tirar fuori ciò che ormai è passato, quell'orrendo passato, il matrimonio sarà sempre in pericolo.

La Bibbia dice: “Il senno di un uomo lo rende lento all'ira ed è sua gloria passar sopra le offese” (Proverbi 19:11).

mercoledì 18 dicembre 2013

UNA PREGHIERA SENZA RISPOSTA

Una giovane adolescente mi confessò: “fratello, due anni fa mia madre e mio padre morirono vittime di un incidente d'auto. Erano i migliori genitori che una ragazza avrebbe mai potuto desiderare di avere. Mi sono sempre chiesta come sia possibile che Dio abbia permesso che morissero in un modo così violento, sono due anni ormai che io nutro rancore verso di Lui. Dio non protegge i suoi? Non riesco più a pregare con vera fiducia in Lui, perché credo che Egli abbia fallito con me. Cosa posso fare? Immagino che adesso tu mi dica che sono infuriata con il Signore”.

Conosco una giovane coppia che ormai da dieci anni nutre del risentimento verso il Signore. La loro bellissima bambina di cinque anni morì prematuramente a causa di un tumore al cervello e questa tragedia fece crescere in loro l'amarezza. Questa coppia ha continuato a frequentare la chiesa in modo passivo ed automatico, perché non credevano più nella potenza della preghiera. Temono di ripudiare Dio, hanno paura di chiamarLo Padre bugiardo ed infedele, ma non l'hanno mai perdonato per avergli “tolto la loro unica figlia”.

Quasi ogni cristiano ad un certo punto della propria vita ha dovuto affrontare il problema di una preghiera senza risposta. Una preghiera rimane senza risposta per settimane, mesi o anche anni. Una malattia inaspettata o una tragedia ci fanno rivolgere a colui che amiamo. Le cose accadono improvvisamente senza alcuna ragione e poco dopo la fede comincia a vacillare. Ma la Parola è chiara e ci dice che una persona vacillante non riceverà nulla da Dio.

Gesù capì questa tendenza dei suoi figli di portare rancore verso il Padre celeste quando le montagne non si muovono come previsto. Egli avvertì Pietro di non chiedere nulla al Padre, quando si è alla Sua presenza, se si ha un qualche problema da farsi perdonare.

“E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate affinché anche il Padre vostro, che è nei cieli, perdoni i vostri peccati.” (Marco 11:25).

Io credo che Gesù stia dicendo: “Non andare alla presenza di Dio chiedendo che le montagne siano smosse o di perdonare i tuoi peccati se Gli porti rancore nel segreto del tuo cuore. Metti via ogni rancore! Fa' in modo che lo Spirito di perdono fluisca attraverso di te. Grida forte al tuo Padre fedele, Egli non ha fallito, Egli risponderà e supplirà ad ogni tuo bisogno. Sottomettiti e chiediGli di perdonarti per aver permesso ai dubbi di crescere dentro di te”

martedì 17 dicembre 2013

GESÙ ED IL PERDONO

Per i cristiani la cosa più difficile da fare al mondo è perdonare. Nonostante si parli tanto nelle chiese di perdono, pentimento e guarigione, solo poco di tutto questo viene messo in pratica. A tutti piace pensare di essere dei pacifisti, di essere coloro che rialzano sempre chi cade, coloro che perdonano sempre e dimenticano. Ma anche i più spirituali sono colpevoli delle ferite causate a fratelli e sorelle per non mostrare loro alcuno spirito di perdono.

Anche i migliori cristiani trovano difficile perdonare coloro che feriscono il loro orgoglio. Lascia che due amici cristiani litighino fra loro e si porteranno rancore per tutta la vita. Di rado ammettono di portarne, perché non fanno altro che mascherare quel rancore con una facciata fatta di chiamate di cortesia, belle parole ed inviti a “vedersi qualche volta”. Niente sarà più lo stesso. Magari sarà pur vero che non odiamo l'altra persona e ci limitiamo solo a dire: “Non ho nulla contro di lui, ma voglio tenerlo a debita distanza. Lascio che io viva la mia vita e lui la sua”. Ignoriamo semplicemente la persona che non riusciamo a perdonare.

La persona più difficile da perdonare è qualcuno che si dimostra ingrato. Qualcuno che hai amato senza però essere contraccambiato. Ti sei sacrificato ad aiutare un amico nel bisogno per poi essere criticato o scoprire che per lui quell'aiuto fosse qualcosa di scontato. La persona che hai aiutato ti ha contraccambiato con ingratitudine ed egoismo. Sia le tue buone intenzioni che le buone azioni vengono mal interpretate e motivate da egoismo. Potremo mai perdonare questa persona ingrata? È dura. Sorridiamo a loro, ci si scambia un saluto a distanza, ma siamo determinati a “non aver mai più nulla a che fare con loro”.

E poi ci sono quelli che ci tradiscono. È davvero difficile perdonare queste persone. Proviamo una forte ansia quando siamo noi a dover essere perdonati da qualcuno a cui abbiamo mentito e verso cui abbiamo fallito, ma niente ci fa più infuriare dello scoprire che qualcuno ha invece mentito a noi.

E per quanto riguarda le persone che ci dicono che stiamo sbagliando? Noi siamo convinti di fare tutto avendo buone ragioni per farlo, ma troviamo estremamente difficile perdonare la persona che invece ci dice che abbiamo sbagliato. Piuttosto che riflettere onestamente su ciò che quella persona ci sta dicendo non facciamo altro che giustificare le nostre azioni.

Nell'insegnarci a pregare Gesù disse: “Dacci oggi il nostro pane necessario. E perdonaci i nostri debiti, come anche noi perdoniamo ai nostri debitori.” (Matteo 6:11-12).

lunedì 16 dicembre 2013

GIORNO PER GIORNO by Gary Wilkerson

“Perciò io vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di che vi vestirete” (Matteo 6:25).

Gesù non vuole che tu sia ansioso per la tua vita. È facile divenire apprensivi per piccole cose come cosa indossare o cosa mangiare. Egli prosegue nel verso 27, “E chi di voi, con la sua sollecitudine, può aggiungere alla sua statura un sol cubito?” Gesù sta dicendo, “Non farlo! Non puoi aggiungere niente alla tua vita preoccupandoti”. Egli ci sta liberando dall’ansietà e ci sta chiamando a una rivelazione gloriosa della libertà che i figli di Dio possono avere.

Nel verso 33 di questo passo, Gesù dice, “Ma cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte”. Egli sta dicendo che già sa di cosa hai bisogno e, mentre Lo cercherai, Egli ti donerà tutto ciò che ti serve.

Alleluia! Cristo dona la Sua giustizia alla vita di colui che ha fame e sete di Lui. Quando abbiamo incontrato Gesù alla croce e siamo stati riscattati dal Suo sangue, diventando Suoi seguaci santificati, la nostra vittoria è stata garantita!

Alcuni potrebbero dire, “Io so che Egli ha acquistato giustizia per me, ma potrei fare qualcosa che Gli dispiace e Lui me la toglierà”. No, la Bibbia non dice così. Essa dice, “Non siate in ansietà per la vostra giustizia”. Lo Spirito Santo ti convincerà di peccato e Dio sa chi sei e ciò che stai passando. Oggi voglio rassicurarti che Egli è più potente del peccato e della sua natura. “Colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo” (1 Giovanni 4:4).

Il risultato del conoscere Lui è un riposo e una pace tale da consentirti di poggiare la testa la notte e dormire in pace. Puoi sapere che Egli ti sta purificando e sta facendo tutto nuovo. Egli non lo fa solo una volta, ma ogni singolo giorno della tua vita. Egli sta camminando con te, lavorando con te, e supervisionando tutte le cose nella tua vita.

sabato 14 dicembre 2013

LA FEDE PIACE A DIO by Claude Houde

Cristo affrontò la chiesa di Laodicea, che rappresenta la Chiesa degli ultimi tempi. Le diede l’avvertimento che si estende nei secoli per parlare oggi a me e a te: “Così, perché sei tiepido…io sto per vomitarti dalla mia bocca” (Apocalisse 3:16). Che parole incredibili! Qual è il crimine, l’inimmaginabile peccato commesso dalla Chiesa moderna? Ascolta le parole di Colui che, al di sopra di tutto, cerca la nostra fede, fiducia ed arresa: “Poiché tu dici: "Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla"; e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo…Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me” (Apocalisse 3:17 e 20).

Questo passo della Scrittura, così spesso citato e applicato completamente al di fuori del suo contesto, non è indirizzato a un mondo perduto che ha bisogno di “lasciar entrare Gesù”. Piuttosto, è una chiamata diretta e solenne ai credenti moderni che giacciono pigramente sui loro letti d’indifferenza, tutto sommato felici di sé stessi e della porzione che hanno. Questa generazione è stata diabolicamente accecata alla rivelazione spirituale per la quale senza una fede ardente è impossibile piacergli. Gesù sta letteralmente e drammaticamente fuori dalla porta di una chiesa autosufficiente e oh-così-soddisfatta che si affida a metodi, strategie e cambiamenti di forme e tattiche prese in prestito dal mercato secolare. Egli sta gridando, “Lasciatemi entrare! Ravvedetevi! Allontanatevi da queste cisterne rotte che non possono offrire acqua viva! Io richiedo un popolo la cui fede consentirà loro di vedere l’invisibile, credere l’incredibile e ricevere l’impossibile!”

Ci può essere adorazione, programmi musicali fantastici, edifici meravigliosi, frequenze impressionanti, insegnamenti dinamici, ogni programma ecclesiale e sociale immaginabile, persino un gergo cristiano e il citare la Bibbia, ma senza fede è impossibile piacere a Dio! Dio si diletta nello spostare le montagne e rilasciare fastosamente tutte le risorse del cielo per degli interventi divini straordinari quando una persona sincera si rivolge semplicemente a Lui con una fede vera e appassionata.

Una fede ardente che chiede con audacia ancora apre i cieli, muove il Suo cuore e la Sua mano e ci dona accesso illimitato a risorse sorprendenti, inesauribili, inspiegabili, miracolose e soprannaturali. Dio dice, “Io amo la fede! La fede fa sì che Io mi muova! La fede vedrà la Mia potenza e otterrà il Mio favore!” Come pastore a Montreal, mi serve soltanto dare un veloce sguardo alle migliaia di facce radunate di domenica mattina per ricordarmi dei miracoli di oggi, delle storie e delle testimonianze che gioiosamente annunciano al nostro mondo cinico e scettico che la fede piace a Dio!


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Claude Houde, pastore della Eglise Nouvelle Vie (Chiesa della Vita Nuova) a Montreal, Canada, è frequente oratore alle Conferenze di Expect Church Leadership condotte da World Challenge in tutto il mondo. Sotto la sua leadership, la Chiesa Nouvelle Vie è cresciuta da una manciata di credenti a più di 3500 persone, in una zona del Canada dove ci sono poche chiese protestanti affermate.

venerdì 13 dicembre 2013

COSA SIGNIFICA TENTARE DIO

Il salmista scrive del peccato d’Israele, “tentarono Dio in cuor loro” (Salmo 78:18). Il significato ebraico di quest’espressione indica che gli israeliti furono “provati oltre misura”. Ciò significa che non era rimasto loro alcun mezzo umano per provvedere a sé stessi. Quando giunsero in questo luogo, credettero che Dio li avesse abbandonati e fosse rimasto in silenzio, in disparte. 

In breve, questo è il significato del tentare Dio. Ciò accade quando i Suoi eletti e benedetti si trovano fra le fiamme della prova e la loro crisi si intensifica sempre più finché la paura afferra i loro cuori, ed essi gridano, “Signore, dove sei? Dov’è la mia liberazione? Perché non appari sulla scena? Sei con me oppure no?”

È impossibile per una persona non salvata tentare il Signore, poiché questa persona non riconosce Dio in alcuna area della propria vita. Per lui, tutto quello che accade è buona o cattiva fortuna. Solo quelli che sono più vicini al Signore possono tentarlo, coloro che hanno visto la Sua potenza, assaporato la Sua misericordia e la Sua grazia e sono stati chiamati a camminare per fede.

Persino il giusto Giovanni Battista affrontò quel tipo di prova che può condurre a tentare Dio. Mentre sedeva in prigione, dev’essersi chiesto dove fosse Dio in quella situazione. Aveva ricevuto racconti di tutte le cose meravigliose che Gesù stava compiendo – guarendo la gente, compiendo miracoli, avvicinando le folle che prima si appressavano a lui. E ora sedeva lì da solo, in attesa dell’esecuzione.

Giovanni sapeva di dover diminuire affinché Cristo potesse crescere. Ma ora questo pensiero aleggiava nella sua mente, “Diminuire, sì, ma la morte? Perché devo morire se Gesù è davvero Dio? Se Lui sta compiendo tutti questi prodigi per gli altri, perché non può liberare me? Signore, tutto questo è troppo da sopportare”. (Ricorda, Cristo non aveva ancora distrutto il dardo della morte).

Le ultime parole che Gesù inviò a Giovanni furono incredibilmente significative: “Beato è colui che non si sarà scandalizzato di me!” (Matteo 11:6). Dio stava dicendo a questo santo servitore, “Non scandalizzarti di me, Giovanni. Tu sai che faccio solo quello che vedo e odo da Mio Padre. Egli ha un piano in tutto questo e merita di ricevere fiducia. Se Egli avesse voluto che io venissi da te per liberarti, sai che sarei lì in un secondo. Puoi stare certo che qualsiasi cosa ne risulterà, sarà per la Sua gloria, e significherà gloria eterna per te!

“Stai sopportando la tua ultima prova, Giovanni. Non lasciare che il dubbio ti derubi della fede. Piuttosto, riposa nell’amore e nella fedeltà del Padre per te. Non sei sotto giudizio. Al contrario, sei grandemente onorato ai Suoi occhi. Rimani fermo!”

Credo che Giovanni resistette. Quando infine venne decapitato da Erode, andò nella sua casa in gloria, pieno di fede e onore!

giovedì 12 dicembre 2013

GESÙ SAPEVA COSA C’ERA NEI LORO CUORI

I discepoli non avevano idea di ciò che ci fosse nel loro cuore ma Gesù sì, ed Egli li condusse nel luogo della prova dove tutto venne alla luce. Egli disse ai dodici di salire sulla barca e attraversare il mare, sapendo benissimo che presto sarebbero stati avvolti da una tempesta.

Ora, questi uomini pensavano di essere seguaci fiduciosi del loro Maestro. Dopo tutto, avevano visto le folle sfamate da pochi pani e pochi pesci. Così, nel salire sulla barca, probabilmente pensarono che non avrebbero mai più dubitato di Gesù.

Una cosa è vedere la potenza operante miracoli nella vita del tuo pastore e un’altra è sperimentarla per te stesso. Ora, mentre i venti iniziarono a soffiare e le onde si alzavano, iniziò la prova dei discepoli. Presto la barca si riempì d’acqua e gli uomini iniziarono a remare il più velocemente possibile. In pochi minuti, tuttavia, sapevano che la loro barca stava per affondare.

Ascolta cosa emerse dal cuore di questi uomini nel loro momento di prova: “Signore, non T’importa che stiamo per morire? Stiamo affondando! Aiutaci, Gesù. Sei Dio oppure no? Non Ti preoccupi per noi?”

I discepoli stessi di Gesù Lo tentarono! Infatti, proferirono a Gesù quasi le stesse parole che gli Israeliti usarono con Mosè: “Avevano tentato l'Eterno, dicendo: È l'Eterno in mezzo a noi, o no?” (esodo 17:7).
A

d ogni modo, Gesù sapeva quello che faceva. Avrebbe potuto comandare ai venti e allo onde di cessare molto prima di quanto non lo fecero. Questa potenza era sempre presente in Lui. Ma, piuttosto, permise che i Suoi discepoli venissero provati in una situazione letteralmente di vita o di morte.

“Quando fu sera, i suoi discepoli discesero al mare. E, montati in barca, si diressero all'altra riva del mare, verso Capernaum; era ormai buio e Gesù non era ancora venuto da loro. Il mare era agitato, perché soffiava un forte vento…videro Gesù che camminava sul mare…ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non temete!». Essi dunque volentieri lo ricevettero nella barca, e subito la barca approdò là dove essi erano diretti” (Giovanni 6:16-21).

mercoledì 11 dicembre 2013

UN LUOGO DI PROVA

Molti credenti giungono in luoghi di prova. A volte il Signore ci conduce in luoghi simili a Mara, dove le acque della vita sono amare (vedi Esodo 15:22-23). E una volta lì, anche noi sperimentiamo sete, domande opprimenti e seri dubbi. Forse protesti, “No, non mi puoi paragonare a quegli israeliti idolatri fornicatori! Non puoi dire che sono come loro!”

Ma i poveri israeliti non riconoscevano queste cose di loro stessi; non si rendevano conto di ciò che c’era nel loro cuore finché non giunse il loro tempo di prova. Credo lo stesso valga per il popolo di Dio oggi. Il profeta Geremia scrive, “Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato; chi lo può conoscere?” (Geremia 17:9).

Ricorda, queste sono le stesse persone che più in là tremeranno davanti all’Eterno al Monte Sinai dopo aver udito i Suoi comandamenti. Risponderanno prontamente, “Tutto ciò che Dio ha detto lo faremo. Obbediremo ad ogni comandamento!” E gli israeliti proferirono sinceramente quelle parole. Erano pieni del timore di Dio ed erano convinti che non avrebbero fallito nell’onorarlo. Ma non avevano idea di ciò che ci fosse nei loro cuori; in verità, erano giunti al fallimento spirituale.

Vedi, Israele stava vivendo dell’esperienza del suo pastore e insegnante, Mosè. Non avevano una fede propria e quando Dio rimosse Mosè dal loro mezzo, essi si sviarono nel giro di quaranta giorni!

Oggi succede la stessa cosa per molti cristiani. Quando ascoltano la Parola di Dio predicata, si impegnano prontamente ad obbedirle con tutto il cuore. Ma in realtà stanno vivendo dell’esperienza altrui. Si nutrono di video di insegnamenti, seminari, la rivelazione dei loro pastori – e non hanno alcuna esperienza personale profonda con Cristo.

Amato, non puoi ricevere la vera rivelazione di Dio da qualcun altro. Un predicatore può scuoterti e ispirarti, e puoi imparare a declamare i precetti biblici, ma finché non avrai la tua propria esperienza con Gesù e non svilupperai la tua storia personale con Lui, non potrai conoscerlo. La Sua parola deve fare breccia nel tuo cuore finché non diventerà esperienza vivente.

martedì 10 dicembre 2013

È L’ETERNO IN MEZZO A NOI?

Chi erano le persone descritte da Paolo in 1 Corinzi 10:8-10, le migliaia che “caddero in un giorno”, le masse uccise dai serpenti e gli altri “distrutti dal distruttore”? Non si trattava di moabiti, cananei, filistei o qualsiasi altro pagano intorno a Israele. No, Paolo qui parlava di credenti – persone fra gli eletti di Dio!

Nel deserto il popolo di Dio testimoniò di miracoli incredibili. Erano stati nutriti con cibo spirituale con mezzi soprannaturali e avevano bevuto acqua spirituale da una roccia che Paolo dice essere Cristo Stesso. Ricevettero un buon insegnamento e buone cure. Tuttavia, molti di questo stesso popolo furono consumati dall’ira ardente di Dio e distrutti da serpenti.

L’apostolo ci racconta, in 1 Corinzi 10:5, che questi israeliti rattristarono talmente tanto Dio che Egli li “rigettò” nel deserto. Il termine ebraico qui usato indica che “Egli li scacciò dalla Sua mano, disperdendoli a terra come tanta polvere”.

Cosa significa? Il Signore stava dicendo ad Israele, “Io non accetterò tutto questo da parte tua. Se tu fossi innocente – se tu non fossi ben ammaestrato o non avessi ricevuto cibo spirituale dalla Mia mano o non avessi visto la testimonianza della Mia gloria – allora mi occuperei di te. Ma nonostante le mie molte benedizioni per te, hai scelto la lussuria e gli idoli. Allora adesso ti disperderò e ti caccerò completamente dalla Mia mano”.

Come può essere? Perché il Signore trattò tanto duramente il Suo popolo dopo che questo aveva beneficiato tanto pienamente da parte Sua? Paolo ci dice in termini molto chiari, nel verso 9, che essi tentarono Cristo! “E non tentiamo Cristo, come alcuni di loro lo tentarono”.

Cosa intende Paolo quando dice che non dobbiamo “tentare il Signore”? Egli si riferisce ad un episodio in Esodo 17 in cui gli israeliti avevano appena sperimentato il miracolo della manna – una sorta di ostia bianca contenente tutto il nutrimento necessario al loro fabbisogno. Questa “cosa piccola e rotonda” appariva a terra, nel loro mezzo, ogni giorno. Il popolo non si guadagnava né si meritava questo cibo soprannaturale; il Signore lo provvedeva loro soltanto per la Sua grazia e tutto ciò che spettava loro fare era raccoglierla. Ma poi non ebbero acqua. Giunsero a un luogo chiamato Mara, dove l’acqua era troppo amara da bere ed erano di nuovo in crisi, ad affrontare un’altra prova.
Subito il popolo iniziò a rimproverare il loro capo, Mosè, accusandolo di essere un bugiardo senza cuore che li aveva condotti nel deserto per distruggerli. E poi vediamo nel verso 7 che “avevano tentato l'Eterno, dicendo: «È l'Eterno in mezzo a noi, o no?”

lunedì 9 dicembre 2013

SEI STATO LIBERATO? by Gary Wilkerson

Voglio farti una domanda molto semplice ma importante: Sei stato liberato? Inizialmente la risposta potrebbe essere facilmente un sì, ma in realtà molti di noi stanno vivendo in un mondo che è in qualche modo fantasioso, finto. Siamo stati liberati; siamo stati lavati; siamo stati redenti e resi santi; siamo puri, purificati, lavati e viviamo per Dio in una sorta di spiritualità che si trova da qualche parte nelle terre delle ombre, al di là della nostra comprensione.

In realtà, nella nostra quotidianità, nella nostra più cruda esistenza in cui il cielo s’incontra con la terra, per così dire, iniziamo a sentirci diversamente riguardo la nostra vita. Sono stato davvero liberato? Molti di noi supplicano Dio e Lo implorano ogni giorno, “Signore, Ti prego liberami! Liberami dai legami, liberami dal potere del peccato, liberami da questi circoli viziosi e dalle dipendenze”. Chiediamo costantemente a Dio di liberarci.

La verità è che se hai già incontrato Gesù Cristo, se sei stato lavato dal sangue dell’Agnello e purificato dal Suo sangue prezioso, sei stato liberato in Lui. Sei vittorioso e sei una nuova creatura in Cristo Gesù!

“Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove. Ora tutte le cose sono da Dio, che ci ha riconciliati a sé per mezzo di Gesù Cristo” (2 Corinzi 5:17-18).

Non devi andare all’altare e supplicare e implorare e indugiare nella disperazione e nella colpa e nel pianto, “Oh, Dio, liberami! Dio, Ti prego cambiami!” No, perché Lui ti ha già cambiato. Egli ti ha già reso nuovo. Egli ti ha già convinto di ingiustizia e ha piantato la Sua giustizia dentro di te. Come credente in Gesù Cristo, non puoi convincerlo a renderti giusto, perché se Lo hai incontrato, Egli ti ha già reso giusto e completo. Alleluia! Questa è la buona notizia!

venerdì 6 dicembre 2013

PACE FINTA

L’America oggi giace sotto la potenza seduttrice di una bugia satanica. Tuttavia, prima che io aggiunga altro, sappi che quanto dirò qui non ha nulla a che fare con la politica, ma ha solo a che fare con una verità spirituale. La verità è che i capi della nostra nazione hanno completamente messo da parte la Parola di Dio dimostrando una mancanza di rispetto totale per la verità biblica. Ed ora il Signore ha permesso che cadesse su di noi l’inganno.

La bugia diabolica che avvolge l’America oggi è una pace finta; è l’idea per cui possiamo fare qualsiasi cosa ci aggradi senza temerne le conseguenze. Abbiamo già oltrepassato la linea in quest’inganno e ora il giudizio è inevitabile.

Paolo espone questo giudizio divino in Romani 1. Egli parla di coloro che una volta si aggrappavano alla verità biblica, ma poi hanno cercato di ritenere la verità nell’empietà. In breve, volevano la Parola di Dio e la propria concupiscenza allo stesso tempo. Così il Signore li ha abbandonati alle proprie menti reprobe. Essi volevano credere a una menzogna ed Egli ha mandato su di loro una grande illusione.

Questa è la condizione della nostra nazione in questo momento. Uno dei nostri recenti Presidenti ha detto alla nazione, “Io non ho commesso questo peccato”, ma in seguito è stato smascherato per aver commesso proprio il peccato da lui stesso nominato. Oggi, l’ottanta percento degli americani ha chiuso un occhio sia sul suo peccato che sulla sua menzogna, dicendo che nulla di tutto ciò importa. Come profetizzato, la verità è caduta nelle strade.

Gli americani scommettono alla borsa come marinai ubriachi – e prosperano. Inoltre, una statistica indica che il sessantacinque percento degli studenti universitari imbroglia e pensa che non ci sia niente di male nel farlo. Gente di ogni età tratta la legge di Dio con noncuranza, pensando, “Ciò che sto facendo dev’essere buono, perché me la sto cavando”.

Ascoltiamo costantemente bugie, insabbiamenti e manipolazioni dalla capitale della nostra nazione. Ma il grande inganno che la nostra nazione sta vivendo non riguarda semplicemente il sordido caos di Washington D.C. No, la potenza ingannatrice di Satana va molto al di là di tali slealtà e depravazioni. La sua grande bugia è un’inondazione infernale sul popolo di Dio.

Paolo avverte, “Verrà il tempo, infatti, in cui non sopporteranno la sana dottrina ma, per prurito di udire, si accumuleranno maestri secondo le loro proprie voglie e distoglieranno le orecchie dalla verità per rivolgersi alle favole [bugie]” (2 Timoteo 4:3-4).

Chi sono queste masse sedotte di cui Paolo parla? Sono cristiani sedotti! Egli scrisse questa epistola alla chiesa di Tessalonica – indirizzata a credenti nati di nuovo! Queste persone sottostavano all’insegnamento biblico e avevano conosciuto la verità divina, eppure restavano aggrappati alle loro concupiscenze e ricercavano eresie che li consolassero nel loro peccato.

giovedì 5 dicembre 2013

IL MISTERO DELL’INIQUITÀ

In una lettera ai cristiani di Tessalonica, Paolo parla di un evento futuro che definisce “il giorno del Signore”. Egli scrive, “Or vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del Signor nostro Gesù Cristo e al nostro adunamento con lui, di non lasciarvi subito sconvolgere nella mente né turbare o da spirito, o da parola, o da qualche epistola come se venisse da parte nostra, quasi che il giorno di Cristo sia già venuto. Nessuno v'inganni in alcuna maniera, perché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e prima che sia manifestato l'uomo del peccato, il figlio della perdizione” (2 Tessalonicesi 2:1-3).

Credo che Paolo stia parlando della seconda venuta di Cristo ed egli afferma che il Suo ritorno non avverrà prima che due cose in particolare accadano:
  1. Ci sarà una grande apostasia. Molti che una volta conoscevano Dio si allontaneranno dalla verità del vangelo. 
  2. L’anticristo, o l’uomo del peccato, verrà rivelato. 
Un certo “allontanamento” sta già avvenendo. Molti credenti oggi, come pure i cristiani di questi ultimi decenni, si sono raffreddati nel loro amore per Dio. Tenendo ciò a mente, mi soffermerò sul secondo punto di Paolo, per cui il giorno del Signore non arriverà finché “l’uomo del peccato non sarà manifestato”. Paolo sta forse dicendo che Gesù non ritornerà finché l’anticristo non venga posto sul trono come dominatore del mondo e tutti noi non ne conosceremo l’identità? Non credo. Paolo sapeva che Cristo poteva tornare in qualsiasi momento e Gesù Stesso disse che sarebbe tornato quando meno Lo si aspetta, in un batter d’occhio.

Abbiamo una chiave per capire ciò che Paolo intende dire nell’uso del termine “manifestato”. Il termine greco è “scoperto”. Credo che Paolo stia dicendo, “Gesù non tornerà finché tutto il piano dell’anticristo e il suo programma non sia esposto e la chiesa non ne sarà consapevole”. Il piano dell’anticristo è già stato esposto nella Scrittura. Paolo dichiara, “Il mistero dell'empietà infatti è già all'opera” (2 Tessalonicesi 2:7). Sta dicendo che una misteriosa forma di peccato, sin d’ora all’opera, introdurrà l’anticristo. A quanto pare, cadrà uno spirito d’iniquità sull’umanità perduta, afferrando il cuore degli uomini così potentemente che l’uomo del peccato ascenderà subito al potere.

Ma esiste un altro significato di questa espressione, “mistero dell’iniquità”. Essa deriva dalla radice greca che significa “iniziazione silenziosa”. Paolo sta parlando di un’iniziazione segreta al culto dell’anticristo – un’influenza demoniaca subdola che vide prendere piede già ai suoi giorni.

Proprio adesso, questo stesso spirito misterioso è al pieno del suo potere seduttivo, preparando le masse a ricevere l’uomo del peccato. Migliaia di persone ogni giorno ricevono un lavaggio del cervello, silenziosamente e nel segreto, per essere iniziati alla sua via. E quest’opera satanica sta avvenendo così velocemente ed efficacemente che l’uomo de peccato potrebbe ascendere al potere in un futuro non troppo distante.

mercoledì 4 dicembre 2013

PORTA LA VITA!

Mi sarebbe piaciuto incontrare Paolo negli ultimi giorni di maturità nel suo cammino col Signore. Gli avrei chiesto, “Fratello, cosa ti ha trattenuto dal venire meno e mollare? Sei sempre stato abbattuto da ogni lato”.

Credo che Paolo avrebbe risposto, “Sì, ero schiacciato, ma non ero angosciato da nulla di tutto ciò”.

“Ma spesso scrivi di essere perplesso dalle tue prove”, direi.

“Vero, ma mai una volta ho ceduto alla disperazione”, potrebbe rispondermi.

“Sei anche stato perseguitato più di chiunque altro”.

“Sì, ma il Signore non mi ha mai abbandonato in tutto questo”.

“Spesso sei stato colpito con infermità e avversità”.

“Certo. Ma nessuna di esse mi ha distrutto”.

Oggi Paolo testimonia al mondo intero, “Noi siamo afflitti in ogni maniera, ma non ridotti agli estremi; perplessi, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; abbattuti, ma non distrutti” (2 Corinzi 4:8-9). Egli vuole che il popolo di Dio sappia, “Ogni vostra avversità è un’afflizione leggera e momentanea ed esse stanno producendo un peso eterno di gloria, al di là di ogni tua comprensione (vedi il verso 17).

Paolo ci dice, “Cosicché in noi opera la morte, ma in voi la vita” (2 Corinzi 4:12). L’apostolo afferma molto chiaramente, “Ecco il motivo per cui Dio ci consegna alla morte. Egli lo fa affinché la vita di Cristo fluisca da noi sugli altri! Se permettiamo alla morte di completare la sua opera, ne scaturirà una manifestazione della vita di Cristo in noi. E la nostra testimonianza produrrà vita in tutti coloro che l’udranno!”

Ricorda che quando i problemi finanziari arrivano, il dolore fisico ci colpisce, quando il tuo nome e la tua reputazione vengono diffamati, tutti gli occhi sono su di te. I tuoi colleghi, i membri della tua famiglia, i tuoi fratelli e sorelle in Cristo, persino gli estranei guardano e attendono la tua reazione.

Cosa vedono scaturire da te in momenti del genere? Vedono fede, fiducia, arresa? Oppure vedono un cristiano disperato e lamentoso che non si affida alla potenza della resurrezione di Gesù? Amato, lascia che la morte compia la sua opera in te! Lascia che rimuovi ogni cosa che ostacola il fluire della vita di Cristo da te agli altri.

Dì al Signore, “Padre, so che questi problemi non mi stanno succedendo perché sei adirato con me, ma perché stai cercando di arrivare a qualcosa di specifico nella mia anima. Occupatene, Signore. Portala alla morte, e da quella morte, porta la vita!

martedì 3 dicembre 2013

IO NON MOLLO!

Sono sicuro che nei primi giorni del suo cammino con Cristo, Paolo attraversò dei momenti terribili; e, come la maggior parte di noi, probabilmente sperò che se solo avesse confidato nel Signore abbastanza, sarebbe stato protetto da ogni male.

La prima volta che Paolo venne gettato in prigione, per esempio, avrà gridato per ricevere liberazione: “Signore, spalanca le porte di questa prigione. Fammi uscire da qui per la causa dell’evangelo!” Allo stesso modo, il suo primo naufragio avrà probabilmente messo a dura prova la sua fede; e le prime percosse che ricevette potrebbero avergli fatto mettere in dubbio la capacità di Dio di mantenere la Sua parola: “Signore, Tu hai promesso di proteggermi. Non capisco perché sto sopportando questa prova orribile”.

Ma le cose non facevano che peggiorare per Paolo. La Scrittura non offre molte prove per cui l’apostolo abbia mai visto molto sollievo dalle proprie avversità.
Credo che al suo secondo naufragio, Paolo abbia pensato, “So che il Signore dimora in me e quindi deve avere una ragione per questa prova. Egli mi ha detto che ogni cosa coopera al bene per coloro che amano Dio e che sono chiamati secondo il Suo proponimento [vedi Romani 8:28]. Se questo è il Suo modo di causare una manifestazione di Cristo maggiore in me, che sia. Che io affondi o nuota, la mia vita è nelle Sue mani”.

Al terzo naufragio, Paolo forse disse, “Guardatemi, voi tutti angeli nella gloria! Guardatemi, voi tutti vili demoni dell’inferno. Guardatemi, voi tutti fratelli e peccatori. Sto scendendo di nuovo in acque profonde e scure e voglio che tutti voi sappiate che la morte non può trattenermi! Dio mi ha detto che non è finita per me – e io non mollo. Non chiederà al mio Signore perché vengo provato in questo modo. So soltanto che questa situazione di morte si concluderà con una grande gloria per Lui. Quindi, guardate come la mia fede ne uscirà pura come l’oro!”

Per dirla con parole semplici, le nostre situazioni di morte sono volte a porre fine a determinate lotte personali. Nostro Padre ci porta in un luogo in cui ci rendiamo conto di dover dipendere completamente da Cristo, altrimenti non ce la faremo. Egli vuole che diciamo, “Gesù, se Tu non mi liberi, è finita. Ripongo la mia fiducia in Te affinché sia Tu a compiere ogni cosa!”

lunedì 2 dicembre 2013

LEVATI, E VA' A SAREPTA by Gary Wilkerson

Dio disse al profeta Elia di profetizzare che una carestia sarebbe presto arrivata sul paese. Questo compito non avrebbe di certo reso popolare il profeta, ma Elia ubbidì comunque a Dio. Il Signore lo protesse e lo mandò in un luogo che si trovava nei pressi di un ruscello chiamato Kerith. È un bel nome per un ruscello, sebbene non sappiamo se fosse bello come suona.

Tuttavia di lì a poco tempo si prosciugò (leggere 1 Re 17:3-7). Ognuno di noi può sopravvivere molto tempo senza mangiare ma non può vivere molto senza acqua. Quindi m'immagino Elia preoccupato per via del fiume prosciugato, unica sua fonte di ristoro.

Allora la parola dell'Eterno gli fu indirizzata dicendo: “Lèvati e va' a Sarepta... là ho ordinato a una vedova di provvederti da mangiare” (verses 8-9). Elia, che sembrava avesse davvero poche provviste, ebbe fiducia in Dio e obbedì, ma stava per essere mandato presso una povera vedova. “Egli dunque si levò e andò a Sarepta; come giunse alla porta della città, ecco lí una vedova che raccoglieva legna. Egli la chiamò e le disse: «Va' a prendermi un po' di acqua in un vaso perché possa bere” (verso 10).

Elia chiese alla vedova dell'acqua ed un pezzo di pane e lei rispose: “Com'è vero che vive l'Eterno, il tuo DIO pane non ne ho, ma solo una manciata di farina in un vaso e un po' di olio in un orcio” (verso 12).

La vedova rispose ad Elia nonostante il suo dolore. Lei e suo figlio stavano morendo di fame quando Elia arrivò e disse: “Dio mi ha mandato qui affinché tu mi dia da mangiare”. Lei, guardando a ciò che aveva a disposizione pensò: “È impossibile!” ma rispose: “ora sto raccogliendo due pezzi di legna, per andare a prepararla per me e per mio figlio; la mangeremo e poi moriremo” (verso 12).

La risposta di Elia fu piuttosto strana: “Non temere; va' e fa' come hai detto” (verse 13).

Perché Elia disse così? Perché egli sapeva che Dio non avrebbe abbandonato questa donna ed il suo bambino. Egli sapeva che dal momento in cui avesse obbedito a Dio e aiutato qualcun altro grazie a quel poco che aveva, ella sarebbe stata una benedizione per se stessa. Più avrebbe dato, più Dio avrebbe accresciuto ciò che aveva (leggere i versi 14:16).

Ubbidisci a Dio e vedrai aprirsi le porte del cielo. Dio non ritirerà via da te la Sua mano. Egli brama elargire le Sue benedizioni su di te, per mostrarti il Suo favore.

venerdì 29 novembre 2013

DIO PARLA SERIAMENTE

Solitamente ascolti un tipo di predicazione forte che espone amorevolmente il tuo peccato? Se è così, consenti a quella parola di convincerti? Oppure ritorni al tuo peccato senza soffrirne minimamente?

Se stai rifiutando gli avvertimenti del restrittivo Spirito Santo – disobbedendo a Dio volta dopo volta, senza soffrirne nel tuo cuore – allora sei stato reclutato per il culto all’anticristo. Il diavolo ti sta silenziosamente introducendo al suo “mistero dell’iniquità”, e quando il promettente anticristo, operatore di prodigi, apparirà sulla scena, sarai spazzato via dalle sue bugie e abbandonato all’illusione!
Ascolta cosa dice Paolo riguardo i credenti compromessi che si rifiutano di amare e obbedire alla Santa Parola di Dio: “affinché siano giudicati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma si sono compiaciuti nella malvagità!

Ecco gli infausti risultati del non credere e del non agire secondo la verità di Dio:
  1. Il cuore si indurisce a causa dell’inganno del peccato. 
  2. Satana lavora il cuore indurito per giustificarlo, cosicché si senta sollevato da ogni timore e punizione. 
  3. Il credente viene accecato dalla bugia per la quale non c’è retribuzione per il peccato e non esiste il giorno del giudizio e che può proseguire nei suoi piaceri lussuriosi. 
  4. Il credente cade preda di dottrine di demoni, pensando che il male sia bene e il bene sia male. 
  5. Egli infine si allontana talmente tanto da Cristo e dalla verità da non riuscire a discernere chi sia l’anticristo – e finisce per adorarlo e servirlo come dio. 
  6. Nel giorno del giudizio, Dio dirà a una persona così, “Allontanati da Me, operatore d’iniquità!” 
Amato, non deve essere così per nessuno di noi. Dio ha fatto una promessa di patto, la promessa di rimuovere da noi ogni illusione e darci vittoria sul peccato, mediante la potenza della croce di Cristo. Tutto ciò che Egli chiede è che noi dichiariamo guerra al nostro peccato, dicendo, “Non farò pace con questo vizio. Mi rifiuto di tollerarlo. Liberami, Padre, per il Tuo Spirito”. Quando Egli udrà questa preghiera, manderà una potenza di Spirito Santo e una gloria dal cielo tale che il diavolo non avrà alcuna possibilità di successo.

Prega proprio ora che Dio radichi in te una grande riverenza per la Sua Parola. Chiedigli di aiutarti ad essere disciplinato nel leggere le Scritture e chiedi allo Spirito di aiutarti a prendere a cuore cosa leggi e credere che Dio parla seriamente!

giovedì 28 novembre 2013

A COLORO CHE NON OBBEDISCONO

In tutta la Scrittura, Dio ci offre un’immagine chiara di quanto sia importante obbedire alla Sua Parola. Ne vediamo un esempio nella vita del Re Saul. Dio diede a Saul dei comandi specifici e chiari attraverso il profeta Samuele: “Ora va', colpisci Amalek e vota allo sterminio tutto ciò che gli appartiene senza avere alcuna pietà di lui, ma uccidi uomini e donne, fanciulli e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini” (1 Samuele 15:3).

Saul obbedì a questo comandamento del Signore? La Scrittura ci dice, “Saul sconfisse gli Amalekiti…Ma Saul e il popolo risparmiarono Agag e il meglio delle pecore e dei buoi, gli animali grassi, gli agnelli e tutto il meglio, rifiutandosi di votarli allo sterminio” (versi 7-9).

Dio aveva parlato a Saul in termini chiarissimi. Eppure, dopo che Saul andò in battaglia, obbedì al Signore solo in parte. Invece di sterminare tutto e tutti, risparmiò il Re Agag e si tenne persino una parte del bottino.

Samuele fu molto addolorato da ciò. Disse a Saul, “L'Eterno ti aveva dato una missione, dicendo: "Va', vota allo sterminio quei peccatori degli Amalekiti e combatti contro di loro finché siano sterminati". Perché dunque non hai ubbidito alla voce dell'Eterno, ma ti sei gettato sul bottino e hai fatto ciò che è male agli occhi dell'Eterno?” (versi 18-19).

A questo punto, la Scrittura ci offre una parola grave, agghiacciante: “Allora la parola dell'Eterno fu rivolta a Samuele, dicendo: Io mi pento di aver costituito Saul re, perché si è allontanato da me e non ha eseguito i miei ordini” (versi 10-11).

Ciò descrive la tua vita? Dio ti ha detto in termini chiari di occuparti di una certa abitudine nella tua vita, ma tu continui ad aggrapparti ad essa, rifiutandoti di rimuoverla? Il Suo Spirito forse ti sta parlando proprio ora con una voce dolce e soave, dicendoti, “Il tuo peccato si è frapposto tra noi, interrompendo la nostra comunione. Non posso più benedirti mentre tu continui a persistere in esso. Confida nel mio Spirito affinché ti aiuti, figlio Mio”.

Samuele disse a Saul, “Poiché la ribellione è come il peccato di divinazione, e l'ostinatezza è come il culto agli idoli e agli dèi domestici. Poiché hai rigettato la parola dell'Eterno, anch'egli ti ha rigettato come re” (verso 23). Dio rigettò Saul a motivo della sua disobbedienza.

Dio ci sta dicendo attraverso questo passo che Egli parla seriamente. Sta dicendo, “Ti sto mostrando cosa provo riguardo la tua obbedienza nei miei confronti. Voglio tutto il tuo cuore, non soltanto un’obbedienza che proviene da un cuore a metà!”

mercoledì 27 novembre 2013

FLIRTARE COL PECCATO

I malvagi sono sempre stati “privi” della verità – disprezzandola, calpestandola, deridendola con disdegno. Ne ho visto un esempio di recente sul New York Post, quando uno scrittore ha dichiarato con baldanza, “La scienza ha ora sostituito la fede”.

La più grande preoccupazione di Paolo era sempre per coloro che avevano conosciuto la strada della verità, confessando la loro fede in Cristo, continuando però a flirtare col peccato. Paolo scrisse di coloro che cercano di afferrare la verità nell’ingiustizia – un qualcosa che fa adirare Dio. “Hanno cambiato la verità di Dio in menzogna…Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami” (Romani 1:25-26).

Altri, imprigionati nelle catene dei loro piaceri lussuriosi, si sono rivolti a falsi insegnanti per cercare di trovare pace. Sono finiti per accettare “eresie di perdizione…E molti seguiranno le loro deleterie dottrine, e per causa loro la via della verità sarà diffamata” (2 Pietro 2:1-2).

Tutti i messaggi di Paolo sull’apostasia e l’anticristo erano indirizzati a tali cristiani carnali. Non erano rivolti agli idolatri di Roma, i pagani della Grecia, le tribù pagane in luoghi ignoti. Il messaggio di Paolo era di grande importanza per la chiesa e lo scrisse affinché si leggesse nelle chiese, direttamente ai credenti!

Vedi, Paolo stava chiamando il popolo di Dio sparso ovunque ad amare la verità – a ricercarla, studiarla ed obbedire ad essa. Egli scrisse, in pratica, “Lasciate che la verità sia la vostra guida e non vi discostate da essa. Chiedete allo Spirito Santo che vi doni occhi per vederla, orecchie per udirla e un cuore per amarla. Altrimenti, darete luogo all’inganno e finirete per credere a una bugia. Satana potrà introdurvi al culto dell’anticristo!”

Se non ci credi, ricorda semplicemente le Scritture. La Bibbia dice che nei giorni che precedono il ritorno di Gesù, Satana porterà una valanga di seduzione talmente travolgente che cercherà di sedurre persino gli eletti, se fosse possibile. Non importerà da quanto un cristiano abbia camminato con Gesù; affronterà delle tentazioni che non ha mai avuto in vita sua. Persino il credente più forte sarà tentato a dubitare della fedeltà di Dio e la Sua Santa Parola.

“Perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e miracoli tanto da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti” (Matteo 24:24).

martedì 26 novembre 2013

LO SPIRITO DI ANARCHIA

“Infatti il mistero dell'empietà è già in atto” (2 Tessalonicesi 2:7).

Il termine greco che Paolo usa per iniquità qui in questo passo significa, letteralmente, “anarchia”. Dunque, il mistero è quello dell’anarchia, ad intendere che migliaia agiranno senza legge o restrizioni.

Tuttavia, quest’anarchia non è una semplice ribellione contro le regole umane. Non si tratta di ribellarsi contro un’autorità civile o di commettere rapine, violenze o omicidi. Queste cose provocano l’ira divina, ma il mistero dell’anarchia va molto più in profondità. È un rifiuto intenzionale della verità che è in Cristo, un mettere da parte la Santa Parola di Dio e una ribellione contro le restrizioni della Scrittura!

Questo spirito d’anarchia è dilagante nella nostra nazione oggi. È la forza che si cela dietro ogni legislazione che cerchi di bandire Dio dalla nostra società ed è lo stesso spirito che Satana usò per ingannare Eva quando le disse con tante parole, “Dio è accondiscendente; Egli non ti punirà per aver disobbedito. Puoi mangiare il frutto e indulgere nella tua concupiscenza e non dovrai pagare per questo!”

Oggi Satana sta usando la stessa bugia per convincere masse di credenti che possono indulgere nei propri peccati senza pagare alcuna punizione. Si tratta di uno schema diabolico per pervertire il vangelo di grazia di Cristo e trasformarlo in un messaggio di licenziosità. Tragicamente, molti cristiani tiepidi stanno soccombendo sotto lo spirito di anarchia.

Paolo dice che l’anticristo prenderà il potere perché le persone saranno accecate e ingannate dal proprio peccato: “Per l'azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi, con ogni tipo d'inganno e d'iniquità a danno di quelli che periscono perché non hanno aperto il cuore all'amore della verità per essere salvati” (2 Tessalonicesi 2:9-10).

Satana ingannerà masse di persone convincendole con una bugia subdola ma potente, proprio come fece con Eva: “Dio non punisce il peccato!”

Paolo dice che quest’inganno verrà, “con ogni tipo d'inganno e d'iniquità…perché non hanno aperto il cuore all'amore della verità per essere salvati” (verso 10). Poi aggiunge, “Perciò Dio manda loro una potenza d'errore perché credano alla menzogna” (verso 11).

L’apostolo sta dicendo, “Coloro che si rifiutano di obbedire o rispettare la Parola di Dio cadranno sotto un’illusione potente. All’inizio ammiccheranno al proprio peccato e lo giustificheranno. Ma presto cercheranno con forza un messaggio di grazia a buon mercato. Inventeranno una grazia che è decisamente lontana da ciò che Dio intende. La Sua grazia non conduce mai al permessivismo – essa conduce sempre al ravvedimento”.

lunedì 25 novembre 2013

STIVALI DA COWBOY by Gary Wilkerson

“Chi semina generosamente mieterà altresì abbondantemente” (2 Corinzi 9:6).

Diversi anni fa lavoravo come assistente pastore presso la Chiesa di Times Square a New York. Precedentemente, quando vivevo in Texas, avevo comprato un paio di stivali texani da cowboy originali – ed erano stivali davvero buoni! Le indossavo un giorno nel mio ufficio, quando un senzatetto entrò. Aveva vagabondato e fatto l’autostop per tutto il paese e aveva un atteggiamento di sfida.

“Non so perché mi trovo qui”, disse. “Le vostre chiese sono tutte uguali. Spendete i vostri soldi in edifici e voi, pastori ricchi, avete tutte queste macchine e un sacco di roba”.

Poi guardò in basso e disse, “Guardati. Hai quei bei stivali da cowboy e io ho queste vecchie scarpe di tela consumate”.

“Ti piacciono questi stivali?” Chiesi. E prima che rispondesse, non ci pensai due volte. Me li tolsi e glieli diedi – poi m’incamminai verso casa, senza scarpe.

Circa sei mesi dopo ricevetti una chiamata da un amico pastore di Greensboro, nel Nord Carolina. “Gary”, disse, “Non crederai mai a quello che sto per raccontarti. C’è un ragazzo, seduto qui nel mio ufficio, che dice di aver ricevuto da te un paio di stivali da cowboy sei mesi fa. Non riesce a dimenticare né te né la tua chiesa. Ha fatto l’autostop per tutto il paese per sei mesi e, mentre cammina, continua a guardare quei stivali e a pensare all’amore di Gesù”.

Quest’uomo entrò nella chiesa del mio amico e disse, “Ehi, un pastore di New York mi ha dato questi stivali da cowboy. Sono andato in una chiesa che si chiama Times Square Church e lui era uno degli assistenti pastori”.

Steve chiese, “Si chiamava Gary?”

“Sì, proprio lui. Si chiamava Gary”.

Il mio amico Steve disse a quell’uomo, “Bene, per sei mesi lo Spirito Santo ti ha corteggiato. Sei pronto a dare la tua vita a Cristo?”

L’uomo rispose, “Ecco perché sono qui. Sono venuto in questa chiesa per dare la mia vita a Gesù oggi”.

Voglio incoraggiarti – anche se ti sembra di trovarti in una carestia – cerca delle opportunità. Stai vivendo una carestia nel tuo matrimonio? Cerca un’opportunità per servire, amare e benedire il tuo coniuge. Stai vivendo una carestia coi tuoi figli? C’è divisione e subbuglio? Cerca un’opportunità per amare, servire, per mettere ordine nella tua casa secondo le vie del Signore.

Hai difficoltà economiche? Cerca un modo per benedire gli altri in mezzo alla carestia e troverai le porte del cielo aperte. Dio spanderà ricche benedizioni sulla tua vita.

venerdì 22 novembre 2013

OSTACOLI CHE IMPEDISCONO LA MANIFESTAZIONE DELLA VITA DI CRISTO IN NOI

Se il tuo ostacolo è l'ambizione Dio potrebbe offrirti una valanga di opportunità. Potrebbe ad esempio essere il più grande, il più ambizioso progetto della tua vita e Dio ti permetterà di intraprenderlo e pensare: “Ecco, finalmente la mia grande occasione è arrivata!”

Successivamente il Signore permetterà che tutto si infranga. Finirai per ritrovarti in piedi nel bel mezzo del tuo sogno infranto, gridando: “Signore, pensavo che questo progetto fosse nella Tua volontà. Pensavo di aver avuto la Tua benedizione. Ti ho pregato con fede in merito a questo progetto e Tu mi ha portato fino a questo punto. Come hai potuto permettere che tutto questo fallisse miseramente?”

Il fallimento del tuo progetto non significa altro che morire ad ogni cosa che impedisce alla vita di Cristo di manifestarsi in te.

Le incredibili rivelazioni che ricevi dalla Parola di Dio potrebbero esserti di ostacolo. Ti potresti chiedere: “Come può una fresca rivelazione essere mai d'impedimento ad una persona che ama Gesù?” Magari un giorno ti si potrebbero rivelare delle nuove verità che non hai mai scoperto prima. La tua fiducia cresce in te, perché applichi costantemente ogni nuova rivelazione al tuo cammino col Signore.

Ed ecco che subito, senza alcuna ragione apparente, la tua anima comincia ad inaridirsi. Improvvisamente la tua gioia e la tua sicurezza lasciano il posto ad un senso di fragilità ed inutilità. Un'inspiegabile depressione riempie la tua anima e ogni giorno diventa un fardello sempre più pesante.

Le Scritture che sono arrivate al tuo cuore come parole di vita adesso sono come un libro chiuso. Invece di ricevere una rivelazione, ti chiedi se imparerai mai di nuovo qualcosa, ma il problema non risiede nel tuo intelletto. L'aridità che provi è il solo mezzo per far morire velocemente tutta la fiducia che riponi nella tua carne. Significa morire alla tendenza che hai di gloriarti della rivelazione che hai ricevuto, piuttosto che ottenere la tua gioia da Cristo.

Il fatto è che la rivelazione tende a produrre orgoglio. È questa la vera ragione per cui Dio mise a Paolo una spina nel fianco. Egli volle tenere Paolo ben lontano dal gloriarsi delle molte rivelazioni che gli diede. Dio volle che il suo fedele servitore rimanesse umile in ogni cosa.

Questo intero processo di costante esposizione a “situazioni di morte” può sembrare crudele. Senza dubbio, è uno dei più dolorosi aspetti del nostro cammino con Gesù. Ma se permettiamo alla morte di finire il suo lavoro in noi, la vita che scaturisce dalla resurrezione di Gesù Cristo fluirà da noi come un fiume. Se, al contrario, resistiamo alla morte ed essa non completa la sua opera, non avremo mai la vita di Cristo dentro di noi! 

giovedì 21 novembre 2013

LA VITA DI GESÙ

L'apostolo Paolo dice: “Perché io ritengo che Dio ha designato noi apostoli come gli ultimi di tutti, come uomini condannati a morte, poiché siamo stati fatti un pubblico spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini” (1 Corinzi 4:9).

In poche parole, quando i santi di Dio ripieni della vita di Cristo sono portati a vivere delle circostanze di morte, non è mai un fatto esclusivamente privato. Le Scritture dicono che siamo esposti a tre differenti intelligenze: angeli, demoni e uomini.

A volte potresti sentirti solo nella tua afflizione, ma non ti trovi coinvolto in una sorta di battaglia segreta che si combatte in angoli remoti e nascosti. Al contrario, ben tre realtà ti stanno guardando con grande interesse. I demoni ti stanno guardando, gli angeli ti stanno guardando ed anche la gente lo sta facendo. Tutti si stanno chiedendo: “Come affronterà la prova questo servo di Dio?”

Cosa rappresentano queste prove-spettacolo? Perché dobbiamo passare per queste situazioni di morte? Il nostro Padre celeste sa che certe aree della nostra vita sono ancora immerse nel peccato e impediscono la piena manifestazione della vita di Cristo in noi. Egli conosce ciò che costituisce un ostacolo, le nostre paure, le nostre ambizioni, le nostre concupiscenze, insomma, tutto ciò che impedisce a Gesù di risplendere in noi. Egli permette che noi attraversiamo “situazioni di morte” per liberare i nostri cuori da tutti questi impedimenti.

Se il tuo ostacolo è la paura degli uomini, probabilmente Dio manderà qualcuno nella tua vita la cui presenza ti paralizzerà e ti spaventerà.

Qualunque cosa faccia o dica questa persona aumenterà le tua paure fino a farle diventare insopportabili.

Io ho visto questa paura causare dolore fisico a uomini di Dio. Molti finivano per andare in iperventilazione a causa di “queste persone”, perdendo letteralmente il fiato. Perché Dio permette che un tale uomo o donna entrino a far parte della tua vita? Accade perché il tuo amato Padre ti sta mettendo a morte. Ti sta dicendo: “La tua paura impedisce che la vita di Cristo penetri dentro di te, di conseguenza non può produrre vita in altri. Questa tua paura deve scomparire. Devi morire ad essa!”

Forse dovrai gridare al Signore: “Signore, tirami fuori da tutto questo!” Ma Dio risponderà: “No, lascerò completare alla morte il suo lavoro. Ho fatto in modo che tutto questo avvenga affinché la vita di Gesù si manifesti in te!” 

mercoledì 20 novembre 2013

MESSI QUOTIDIANAMENTE A MORTE

L'apostolo Paolo era ripieno dello Spirito Santo e della conoscenza rivelatagli dall'alto. Egli pregava ferventemente e camminava ogni giorno in intima comunione con Gesù. Tuttavia ammise di essere continuamente tormentato, diffamato, disprezzato e vituperato. Era vittima di maldicenza, la sua reputazione veniva attaccata ed il suo nome screditato.

Paolo soffriva molto e così spesso che persino i suoi figli spirituali si chiedevano costantemente il perché egli affrontasse problemi e persecuzione. Ogni volta che lo vedevano la sua faccia era ferita, le sue ossa rotte ed il corpo ricoperto di lacerazioni. Certamente tutto ciò feriva molto Paolo. Ecco, un potente e sincero predicatore della Grazia e della Salvezza di Dio che ovunque andava veniva vituperato e diffamato.

L'apostolo disse di avere un amico, Onesiforo, che “non si è vergognato delle mie catene” (2 Timoteo 1:16). Paolo disse del suo amico: “Quest'uomo non si è vergognato della mia prigionia. Egli ha di meglio da fare che pensare se ci sia nella mia vita qualche peccato nascosto!”

Paolo disse anche che venne incoraggiato da un gruppo di credenti e di loro scrisse: “avete anche sofferto con me nelle mie catene” (Ebrei 10:34). Egli stava dicendo: “Questa gente prova ciò che provo io”. Stettero vicini a Paolo nel momento della prova perché loro stessi vennero “esposti agli oltraggi e alle vessazioni... facendosi solidali con quelli che erano trattati in questo modo” (verso 33). Questi credenti divennero i “compagni d'afflizione” dell'apostolo perché ciò che successe a Paolo successe anche a loro!

Conosco molto bene un ministro spirituale che per anni fu vittima di tormenti satanici e di persecuzione da parte di altri credenti. Ogni volta che ci incontravamo lui mi chiedeva sempre di pregare per Lui a causa di questi problemi. Di buon grado accettavo tutte le volte di farlo, ma col tempo, poiché le sue prove persistevano, il mio interesse per la sua afflizione si fece sempre più forte. Finalmente, riuscii a chiedergli a bruciapelo: “Io non capisco perché tu sia sempre così tormentato. Fra tutti i pastori che conosco tu sei senza dubbio uno dei più consacrati. Hai un'intima relazione con il Signore, preghi sempre, studi continuamente la Sua Parola. Perché Dio permette che tu affronti così tanti problemi?”

Ma adesso capisco che questo ministro di Dio viveva quotidianamente circostanze di morte perché la sua vita era ripiena della resurrezione. Dio voleva usarsi di Lui in modo così potente da dover continuamente mettere a morte ogni aspetto della sua vita. Dio voleva che nulla fosse di impedimento e che niente potesse nascondere la meravigliosa manifestazione del Cristo in lui.

Satana si scagliò contro Paolo per distruggerlo perché sapeva che una grande manifestazione del Cristo stava per risplendere nella sua vita! 

martedì 19 novembre 2013

CONSEGNATI ALLA MORTE

L'Apostolo Paolo scrive: “Infatti, noi che viviamo siamo sempre esposti alla morte per amore di Gesù, affinché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale” (2 Corinzi 4:11).

Quando Paolo dice: “Infatti, noi che viviamo”, egli sta solo ripetendo le parole di Gesù che ritroviamo in Apocalisse 1:18, “Io sono il vivente”. Qui Paolo parla dei cristiani, di coloro che confidano in Cristo e che fanno si che la vita di Cristo dimori in loro. In realtà Paolo ci sta dicendo che anche noi siamo stati consegnati alla morte.

Proprio così, esattamente come il Padre consegnò Suo Figlio alla morte, allo stesso modo Egli consegna tutti coloro che sono in Cristo. Dio, tenendoci per la mano, guida ognuno di noi verso i cancelli della morte e dice: “Ecco morte, prenditi anche questo. Fa' di lui ciò che vuoi!” E a quel punto la mano di Dio non ci protegge più, anzi, ci accompagna fin dentro le fauci della morte.

Perché Dio farebbe tutto questo, ti starai chiedendo. Egli lo fa per lo stesso motivo che lo spinse a consegnare il Suo amato Figlio alla morte. Egli sa che la morte, il dolore e la sofferenza non potranno più ingoiarci o distruggerci perché dentro di noi abbiamo la Vita di Cristo stesso!

Dio sa che non ci sono rischi per noi, così come non ce ne furono per Gesù. Egli ha un piano di vittoria per noi, così come lo ebbe per il Suo proprio Figlio, ma questa vittoria può essere compiuta in noi solo attraverso la morte. Paolo ci mette in guardia, “Se non avete la resurrezione di Cristo in voi, Dio vi consegnerà alla morte ogni giorno della vostra vita!”

L'apostolo aggiunge, “Com’è scritto: Per amor di te siamo messi a morte tutto il giorno; siamo stati considerati come pecore da macello” (Romani 8:36). Il significato Greco di questo verso è: “Ogni giorno veniamo consegnati alla morte”. In breve, Paolo sta dicendo: “Ogni giorno affronto una nuova esperienza di morte”.

Però stiamo ben attenti nel comprendere che qui Paolo non sta parlando di morte fisica, ma della morte che ha luogo ogni giorno in noi durante il nostro cammino con Cristo. Quando egli attesta: “Io muoio ogni giorno” (1 Corinzi 15:31), si riferisce alla tribolazione, al dolore, alla persecuzione, al pericolo ed a problemi di ogni tipo.

Paolo ci sta dicendo, in sostanza, “Noi che abbiamo la vita di Cristo dentro di noi sperimentiamo costantemente circostanze di morte una dopo l'altra. Ogni giorno cade su di noi una nuova prova, ma sappiamo di avere la vita del Figlio di Dio dentro di noi!” 

lunedì 18 novembre 2013

BENEDETTO PER ESSERE UNA BENEDIZIONE by Gary Wilkerson

Dio vuole benedirti e favorirti. Egli vuole arricchire il tuo matrimonio e la tua vita spirituale. Vuole che tu sia saggio e sia in grado discernere per poter prendere decisioni avvedute che nella tua vita porteranno benedizione.

Dobbiamo essere attenti riguardo le benedizioni di Dio, tuttavia. Non cauti perché Egli ci benedice, ma attenti riguardo cosa fare con queste benedizioni. Molti di noi ricevono benedizioni da Dio, ma poi le trasformiamo in qualcosa di egoistico.

In Luca 12:16-19, Gesù parla di un uomo che era benedetto: “La tenuta di un uomo ricco diede un abbondante raccolto ed egli ragionava fra sé dicendo: Che farò, perché non ho posto dove riporre i miei raccolti?”

Dio è generoso e ama elargire doni ai Suoi figli. L’uomo in questa storia era abbondantemente benedetto, ma se osserviamo attentamente il contrasto in questa storia, vediamo che prende la piega sbagliata.

Vediamo quest’uomo benedetto “ragionare fra sé”. Spesso è qui che inizia il problema, amico mio. Dio inizia a benedirci e noi cominciamo a pensare, “Cosa ne farò di tutto questo?” quando iniziamo a percorrere la strada degli interrogativi su cosa fare con le nostre risorse, solitamente segue l’egoismo. Osserva il linguaggio qui usato: “Che farò, perché non ho posto dove riporre i miei raccolti?”

Di chi sono quei raccolti (benedizioni)? Esse appartengono di Dio – tutto appartiene a Dio! Così la mente di quest’uomo divenne egoista. Iniziò a vedere i doni di Dio, i rapporti, i talenti, come cose da usare a proprio vantaggio e l’egoismo iniziò a permeare ogni fibra del suo essere.

“Questo farò, demolirò i miei granai e ne costruirò di più grandi, dove riporrò tutti i miei raccolti e i miei beni, poi dirò all'anima mia: Anima, tu hai molti beni riposti per molti anni; riposati, mangia, bevi e godi”.

Dobbiamo stare molto attenti quando sentiamo predicare sulle benedizioni di Dio. La nostra percezione delle Sue benedizioni è estremamente importante. Vogliamo accumulare benedizioni per noi stessi in modo da creare un piccolo, perfetto bozzolo in cui stare comodi e beati? Oppure vogliamo guardarci intorno e benedire gli altri? Noi siamo benedetti dal principio col patto di benedizione di Dio con l’umanità – benedetti per essere una benedizione! 

sabato 16 novembre 2013

SENZA FEDE È IMPOSSIBILE PIACERGLI by Claude Houde

Credo profondamente che il peccato dell’incredulità sia uno dei più devastanti nel cristianesimo moderno. L’incredulità spirituale ci fa addormentare e ci rende ciechi poco alla volta, inesorabilmente, anno dopo anno, finché non accettiamo l’inaccettabile.

Il regno di Dio in tutto il mondo oggi sta vivendo il risveglio più grande della storia dell’umanità. Tuttavia, in questo stesso periodo, più del 90 percento delle chiese evangeliche nel Nord America e in Europa non hanno mostrato una crescita significativa. Si sono ridotte a ricordare i risvegli passati, oppure si aggrappano disperatamente all’ultima moda passeggera che promette qualche risveglio istantaneo e straordinario. Ti prego, comprendi ciò che voglio dire. I risvegli in Africa, Cina, Corea, America Latina e in paesi formalmente dietro la Cortina di Ferro ci riempiono di gioia e di lode. Ringrazio Dio per ciò che ha fatto ieri – ma io sono qui oggi! Devo ravvedermi (cambiare direzione) per l’apatia nella mia fede che mi ha fatto tollerare l’intollerabile. È inconcepibile vivere in una tale siccità spirituale e accettare quest’orribile routine mentre davanti ai nostri occhi vengono scritte nuove pagine del più grande risveglio della storia che vince le anime in tutto il mondo.

L’incredulità è più seria e devastante di quanto possiamo capire o immaginare. Circondato da un mondo pieno di immoralità, decadenza, idolatria e rituali religiosi demoniaci, Gesù rimase fermo e forte. Ma pianse davanti all’incredulità; essa Gli spezzava letteralmente il cuore. Nei vangeli, nel vedere i cari di Lazzaro, Gesù pianse a motivo della durezza del loro cuore e del loro rifiuto di confidare in Lui (Giovanni 11:33-35). Egli pianse quando loro si rifiutarono di credere nelle Sue promesse di potenza e resurrezione – ed Egli piange oggi per noi che restiamo seduti comodamente nella nostra apatia spirituale, mentre mettiamo su imbarazzanti “dottrine” razionalizzatrici e pseudo-religiose, rituali e spiegazioni sofisticate che ci consentono di giustificare le nostre vite così vuote di vera potenza e frutti soprannaturali.

Amici miei, Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno e non esistono favoritismi presso Dio (vedi Ebrei 13:8 e Atti 10:34-35). Egli è immutabile (Egli non cambia mai), onnipotente (non c’è niente che non possa fare), assolutamente giusto e totalmente impegnato e desideroso di compiere nella tua vita, nella tua città, nella tua chiesa ciò che sta maestosamente e straordinariamente facendo in tutto il mondo. Tra noi e la grandezza e l’illimitatezza della Sua potenza c’è il baratro dell’incredulità. Ecco perché non possiamo vivere un solo altro giorno senza gridare: Signore, aumenta la nostra fede!


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Claude Houde, pastore della Eglise Nouvelle Vie (Chiesa della Vita Nuova) a Montreal, Canada, è frequente oratore alle Conferenze di Expect Church Leadership condotte da World Challenge in tutto il mondo. Sotto la sua leadership, la Chiesa Nouvelle Vie è cresciuta da una manciata di credenti a più di 3500 persone, in una zona del Canada dove ci sono poche chiese protestanti affermate. 

venerdì 15 novembre 2013

VITA DI RESURREZIONE

Mentre Gesù giaceva silenzioso nella tomba, Satana e le sue orde gongolavano. Pensavano di aver ottenuto una vittoria irreversibile, ma per tutto il tempo il piano preordinato di Dio stava continuando a progredire – il piano della vita della resurrezione!

Il Signore fece scendere il Suo Spirito Santo fin dentro le viscere della morte e lì lo Spirito ravvivò il corpo di Gesù, resuscitandolo dai morti. Il nostro benedetto Salvatore uscì dalla tomba, attraverso la roccia e venne fuori con questa testimonianza:

“Io sono il vivente; io fui morto, ma ecco sono vivente per i secoli dei secoli, amen; e ho le chiavi della morte e dell'Ades” (Apocalisse 1:18). Cristo qui sta dicendo, “Io sono Colui che ha vita eterna! Ero morto, ma sono vivo ora e per sempre. Custodisco le chiavi della vita e della morte nelle Mie mani!”

Nel momento in cui Gesù uscì dalla prigione della morte, Egli divenne la resurrezione e la vita. Egli non compì ciò solo per Sé stesso, ma per tutti coloro che avrebbero creduto in Lui da quel giorno in poi. Egli ci ha donato una vita di resurrezione totalmente al di là della potenza della morte! Dunque, non c’è più alcun motivo per cui un cristiano debba temere la morte o vederla come un nemico. Il nostro Signore l’ha vinta in modo completo: “Ma Dio lo ha risuscitato, avendolo sciolto dalle angosce della morte” (Atti 2:24).

Se hai ricevuto Gesù come tuo Salvatore e Signore, allora Egli dimora in te come potenza di vita di resurrezione. Quella stessa potenza della resurrezione che Lo ha fatto uscire dalla tomba sosterrà anche te. “Non riconoscete voi stessi che Gesù Cristo è in voi?” (2 Corinzi 13:5). Tu possiedi dentro di te tutto ciò che è in Cristo, una forza vitale potente che Satana non può distruggere.

“Per questa ragione, io piego le mie ginocchia davanti al Padre del Signor nostro Gesù Cristo, dal quale prende nome ogni famiglia nei cieli e sulla terra, perché vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere fortificati con potenza per mezzo del suo Spirito nell'uomo interiore” (Efesini 3:14-16). 

giovedì 14 novembre 2013

CONSEGNATO ALLA MORTE

Nel giorno della Pentecoste, l’apostolo Pietro dichiarò alle folle a Gerusalemme, “[Gesù di Nazareth] secondo il determinato consiglio e prescienza di Dio, vi fu dato nelle mani e voi lo prendeste, e per mani di iniqui lo inchiodaste alla croce e lo uccideste” (Atti 2:22-23).

Cosa intendeva dire Pietro con questo? Un dizionario greco traduce le sue parole così: “Gesù venne consegnato ai nemici, consegnato alla morte secondo il piano prestabilito di Dio”.

Che atto strano e incomprensibile da part di un presunto Padre celeste amorevole. Dio ha deliberatamente consegnato Suo Figlio alla morte! Fu come se avesse condotto Gesù di proposito nelle mani dei Suoi peggior nemici e avesse detto, “Ecco Mio Figlio – fate di Lui ciò che volete”. Poi rimase lì, senza fare nulla per impedire che i malvagi nemici di Suo Figlio Lo uccidessero.

Che razza di piano prestabilito era questo? Perché Dio avrebbe consegnato il Suo amato Figlio alla morte? Pietro ci offre la risposta nel verso successivo: “poiché non era possibile che fosse da essa [la morte] trattenuto” (Atti 2:24).

Dio sapeva che era impossibile per Gesù restare bloccato permanentemente nella morsa della morte. Dunque non correva alcun rischio nel consegnare Suo figlio alla morte, perché sapeva che Gesù sarebbe uscito dalla tomba con una vittoria gloriosa sulla morte – risorto mediante la potenza vitale dello Spirito Santo!

È importante, tuttavia, comprendere il momento in cui Pietro proferì queste parole. Prima del Calvario, la morte era qualcosa di terrificante per l’umanità. Era ancora dominio del diavolo, sotto il suo governo e la sua signoria e quindi un nemico da temere.

Dio sapeva che questo potere della morte doveva essere spezzato ed è per questo che consegnò Suo Figlio alla morte.

“Per distruggere, mediante la sua morte, colui che ha l'impero della morte, cioè il diavolo” (Ebrei 2:14). Dio voleva distruggere il dardo della morte, spezzare la potenza di Satana sulla morte una volta per tutte, così permise che Gesù sperimentasse la morte per poterla inghiottire. 

mercoledì 13 novembre 2013

CREDI ALLA SUA PAROLA

Se ti chiedi perché continui a cadere – perché continui a sentirti debole e impotente e continui a fare ciò che proprio odi – potrebbe essere perché non hai confidato appieno nelle gloriose promesse di Dio.

Dio fece molte promesse ad Abrahamo, promesse di essergli scudo e ricompensa, di sconfiggere ogni suo nemico, persino di compiere per lui miracoli – come quello di donargli un figlio nella sua anzianità. Abrahamo credette a queste promesse e Dio disse che la sua fede gli venne imputata a giustizia.

Allo stesso modo, nel momento in cui smettiamo di combattere i nostri nemici spirituali con le nostre forze e iniziamo a disporre i nostri cuori in modo che Dio possa compiere qualsiasi cosa Egli prometta, vedremo l’inizio della nostra giustizia.

Dio ci viene in aiuto mandando il Suo stesso Spirito per risiedere nei nostri cuori. Lo Spirito Santo è potenza di Dio e quella potenza dichiara guerra ad ogni potenza demoniaca: “Lo Spirito guerreggia contro la carne” (Galati 5:17).

Lo Spirito dichiara, “Questa ora è la Mia dimora, diavolo. Non signoreggi più qui e la tua battaglia non è più contro Mio figlio. Ora sei contro di Me ed io sventerò ogni tuo piano e ti combatterò su ogni fronte. Questo figlio adesso è il tempio dello Spirito Santo!”

Camminare nello Spirito non è complicato. Significa semplicemente credere in ciò che Dio ha detto: “Camminate secondo lo Spirito e non adempirete i desideri della carne” (verso 16). In breve, “Confida nello Spirito Santo! Credi nel Suo impegno di assumere la tua causa e camminare nella potenza della Sua promessa di combattere per te!”

La Parola di Dio ci offre una promessa inviolabile che rappresenta una cura certa contro ogni angoscia mentale:

“Spanderò quindi su di voi acqua pura e sarete puri; vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli. Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dalla vostra carne il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Metterò dentro di voi il mio Spirito e vi farò camminare nei miei statuti, e voi osserverete e metterete in pratica i miei decreti” (Ezechiele 36:25-27).

Comprendi ciò che Dio sta dicendo? Il Suo Spirito compie tutta l’opera in te! Egli ti purificherà e ti donerà un cuore nuovo e poi Egli ti condurrà all’obbedienza. La tua parte è quella di credere che Egli manterrà la Sua parola – con fede incrollabile!

Affida i tuoi problemi, il tuo futuro, la tua vita e i tuoi peccato nelle mani di Dio onnipotente. 

martedì 12 novembre 2013

LA TUA GRANDISSIMA RICOMPENSA

Oggi molte voci nel mondo cercando di analizzare perché le persone siano così perplesse e turbate, ma non riescono a giungere a niente di più che a una Babele di motivazioni confuse. La realtà è che nessuno che ami Gesù Cristo potrà essere turbato dalla potenziale perdita di cose materiali. Piuttosto, egli sarà angosciato per i problemi nel regno spirituale!

Paolo conosceva la vera causa delle nostre perplessità e delle nostre afflizioni e affronta l’argomento in Romani 7:15-19: “Giacché non capisco quel che faccio, perché non faccio quello che vorrei, ma faccio quello che odio…Infatti il bene che io voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio” (Romani 7:15-19).

L’apostolo sta dicendo, “Quello che proprio non voglio fare, finisco per farlo. Ma quella cosa che davvero vorrei fare, in obbedienza a Dio, non riesco a trovarla in me per poterla compiere!”

Paolo qui sta parlando per migliaia di credenti sinceri. Essi sono turbati perché non riescono semplicemente a trovare la vittoria sul peccato. Vogliono fare il bene – vivere in modo santo e puro davanti al Signore – e odiano il peccato che così facilmente li tenta e interrompe la loro comunione con Cristo. Eppure continuano a ritornare ad esso!

Essi si ritrovano angosciati, travagliati e afflitti, gridano, “Oh, che uomo spregevole sono! Non voglio più farlo. Ma sembra che non riesca a resistere! Perché sono così debole? E per quanto dovrò sopportare questa lotta? Passerò tutta la vita a piangere fiumi di lacrime, confessando e pentendomi per poi ritornare al mio peccato?”

Abrahamo pose una domanda simile al Signore quando non sentì alcuna liberazione dal dilemma in cui si trovava. La risposta di Dio fu, “Io sono il tuo scudo, e la tua ricompensa sarà grandissima” (Genesi 15:1). Il Signore gli disse, “Abrahamo, Io ti donerò Me stesso e questo sarà tutto. Sarò il tuo difensore e la tua enorme ricompensa, perché Io sono Colui che sono. Non dovrai mai temere un solo nemico finché vivrai, perché Io sarò il tuo Dio!”