sabato 25 febbraio 2017

LO SENTI BUSSARE ALLA PORTA? - Claude Haude

Gesù parlò alla chiesa di Laodicea che rappresentava la Chiesa degli ultimi tempi. Gesù le diede un avvertimento che nel corso dei secoli è giunto fino a te e a me oggi per dirci: “Perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca” (leggere Apocalisse 3:16). Che parole incredibili!
Qual è il crimine, l'incredibile peccato commesso dalla Chiesa moderna? Ascoltate le parole dell'Unico, al di sopra di tutti, che vuole la nostra fede, fiducia e totale arresa: “Io conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo... Io riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti. Ecco, io sto alla porta e busso, se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me” (Apocalisse 3:15, 19-20).
Questo passaggio della Scrittura, spesso menzionato, non è diretto ad un mondo perduto che ha bisogno di “far entrare Gesù”. Piuttosto è diretto e chiama solennemente i credenti moderni che se ne stanno ad oziare sul loro letto dell'indifferenza, abbastanza felici di sé e di ciò che hanno.
Il diavolo ha reso questa generazione cieca alla rivelazione spirituale che senza una fede ardente è impossibile piacerGli. Gesù è letteralmente e drammaticamente in attesa fuori la porta di una chiesa autosufficiente che fa affidamento su metodi, strategie, cambiamenti e tattiche all'avanguardia presi in prestito dal mercato secolare. Lui sta gridando: “Lasciatemi entrare! Allontanatevi da queste cisterne che non offrono acqua viva! Voglio un popolo che cammini in fede, la cui fiducia si poggi esclusivamente sulle Mie promesse. Io bramo un popolo con una fede che permetta loro di vedere l'invisibile, credere nell'incredibile e ricevere l'impossibile!”

Claude Houde è il pastore della chiesa Nuova Vita a Montreal, Canada. Sotto la sua guida la Chiesa Nuova Vita è cresciuta da una decina di persone a più di 3500 in una parte del Canada dove le chiese protestanti hanno da sempre avuto poco successo.

venerdì 24 febbraio 2017

NON CREDERE AD UNA BUGIA

Gli idolatri vivono nell'inganno, credendo che una bugia sia la verità!
“Poiché, se un individuo qualsiasi della casa d'Israele o degli stranieri che risiedono in Israele si separa da me, erige i suoi idoli nel suo cuore e pone davanti a sé l'intoppo che lo fa cadere nell'iniquità e poi viene dal profeta per consultarmi per suo mezzo, gli risponderò io, l'Eterno da me stesso” (Ezechiele 14:7).
Questo passaggio delle Scritture vuol dire: “Poiché vi siete ostinati nel vostro peccato, senza alcun desiderio ravvedervi e pentirvi, ogni parola che udrete da adesso in poi vi confermerà che vivete nell'iniquità e nell'inganno”.
Vediamo di seguito un'immagine del Re Achab, che probabilmente fu il re più idolatra nella storia di Israele. In questo passo si alleò con il Re Giosafat per andare in battaglia contro Ramoth di Galaad.
“L'Eterno disse: "Chi sedurrà Achab perché salga e perisca a Ramoth di Galaad?". Ora chi rispose in un modo e chi in un altro. Allora si fece avanti uno spirito, che si presentò davanti all'Eterno e disse: "Lo sedurrò io". L'Eterno gli disse: "In che modo?". Egli rispose: "Uscirò e sarò spirito di menzogna in bocca a tutti i suoi profeti". L'Eterno gli disse: "Riuscirai certamente a sedurlo; esci e fa' così"” (1 Re 22:20-22).
Ne conseguì che quattrocento profeti che erano alla presenza di Achab lo incoraggiarono a muoversi ed attaccare. Riesci ad immaginare la scena? Un'orda di uomini adulatori le cui  parole non facevano altro che alimentare l'idolatria di Achab. Tutti gli stavano mentendo, confermando il suo peccato.
Che orribile tragedia. Achab non riuscì ad ascoltare la voce di Dio a causa degli idoli che avevano fatto radici nel suo cuore. Dunque, Dio mandò lui una grande illusione, una che lo avrebbe distrutto. 
“Perché hanno rifiutato di amare la verità per essere salvati. E per questo Dio manderà loro efficacia di errore, perché credano alla menzogna” (2 Tessalonicesi 2:10-11). 

giovedì 23 febbraio 2017

RESO LIBERO DALLA VERITÀ

“Ambedue porteranno la pena della loro iniquità: la pena del profeta sarà uguale alla pena di chi lo consulta, affinché quelli della casa d'Israele, non vadano più errando lontano da me... ma siano mio popolo e io sia il loro DIO, dice il Signore l'Eterno” (Ezechiele 14:10-11).
Dio ci sta dicendo dolcemente: “Qualunque cosa ci sia bisogno di fare per allontanarti dai tuoi idoli, Io la farò. Io cercherò di attirarti amorevolmente verso di Me, ma se non dovesse funzionare, provvederò a punirti come riterrò più necessario”.
“Quando vedrete la loro condotta e le loro azioni. Così riconoscerete che non senza ragione ho fatto quel che ho fatto” (verso 23). Il Signore sta dicendo: “Riconoscerai che i Miei modi severi che uso con te hanno uno scopo. Io non ti lascerò mai andare!”
C'è nel tuo cuore un peccato che ti blocca o che ti attacca? C'è qualche legame che potrebbe distruggerti? Se è così e questo messaggio ha messo allo scoperto le tue colpe, c'è speranza per te.
Non importa quale sia il tuo idolo, chiedi allo Spirito Santo di aprire i tuoi occhi ad esso. Egli convincerà il tuo cuore con la Sua Parola e tu comincerai ad odiare il tuo peccato. Prendi la decisione nel tuo cuore di abbandonarlo!
Grida a Lui ora: “Signore, non lasciarmi cieco. Se in me c'è qualche illusione o inganno, rivelameli. Non voglio credere più ad alcuna bugia. Voglio solo udire la Tua voce e che la Tua potenza ed autorità regnino nella mia vita”.
C'è libertà per te se la vuoi davvero. Ma prima Dio aspetterà che tu ti allontani dai tuoi idoli. E quando arriverà il momento in cui sarai pronto ad abbandonarli davanti a Lui, Dio ti potenzierà con il suo Spirito, non sarai più schiavo di un legame ma un figlio di Dio reso libero dalla verità!

mercoledì 22 febbraio 2017

NON AVETE TEMPO PER PREGARE, DAVVERO?

Nel primo secolo della chiesa a Gesuralemme, le vedove Greche furono trascurate nel servizio giornaliero di distribuzione del cibo. Chiesero aiuto ai discepoli che però non ritennero giusto abbandonare il tempo che dedicavano alla preghiera ed allo studio della Parola di Dio per occuparsi dei compiti amministrativi.
I discepoli, radunarono la chiesa e dissero: “Non è bene che noi, lasciata la parola di Dio, serviamo alle mense” (Atti 6:2). Come risultato, sette uomini di “buona testimonianza” furono eletti per gestire i compiti relativi alla cura della chiesa. Nel contempo, gli apostoli promisero: “Ma noi continueremo a dedicarci alla preghiera e al ministero della parola” (6:4). Il risultato di questa organizzazione fu che la Parola di Dio si diffuse e il numero dei discepoli si moltiplicò (leggere 6:7).
Sono davvero pochi i pastori che oggi fanno questo tipo di sacrificio. Un ministro di culto tempo fa mi guardò negli occhi e disse: “Ho tante richieste a cui badare che non mi resta nemmeno tempo per pregare”. Un altro pastore mi confessò: “Non prego da mesi. Medito e faccio occasionalmente qualche devozionale veloce ma non riesco a mettermi in preghiera in modo disciplinato”.
Non starò qui a condannare il duro lavoro dei ministri di Dio, ma il punto è che ogni servo sorge e cade davanti al suo padrone. Molti predicatori di oggi non sono consapevoli del fatto di essere diventati vittime di una cospirazione satanica volta ad interrompere l'opera di Dio. Alcuni di loro sono costantemente in fuga, bloccati in una valanga di compiti e dettagli.
Ringrazio Dio che noi non siamo mai stati alla mercé di Satana o dei suoi mezzi di distrazione. Siamo in grado di svelare le sue tattiche, parlare della parola della verità e fermare ogni interruzione nel nome di Cristo Gesù. Per mezzo del potere dello Spirito Santo dentro di noi possiamo mantenere libera e sgombra la via che porta al Signore e possiamo anche andare con franchezza al Suo trono per chiedere grazia di ricevere aiuto nel momento del bisogno. È questo ciò che il Signore vuole per tutti noi!

martedì 21 febbraio 2017

NOI SEI SOLO NEI TUOI PROBLEMI

“Invano dunque ho purificato il mio cuore e ho lavato le mie mani nell'innocenza” (Salmo 73:13).
Lo scrittore di questo salmo, Asaf, era confuso a causa della sua sofferenza, in special modo, quando osservava la vita facile degli uomini malvagi che lo circondavano. Stava quasi per cadere in una fossa di incredulità, pronto ad accusare Dio di averlo abbandonato e di non preoccuparsi affatto di lui. Infatti, stava quasi per abbandonare completamente la battaglia.
Questo uomo di Dio avrà pensato: “Sto vivendo rettamente e sopportato momenti difficili tutto questo tempo per nulla. Tutta la mia diligenza è stata vanificata. Sono rimasto fedele nel lodarLo e nello studiare la Sua Parola e tutta questa sofferenza e questa afflizione non hanno senso. Che senso ha andare avanti così?”
Amati, quando le calamità, le cadute e le prove, si riversano su di voi, dovete stare molto attenti. Quando siete nell'afflizione dovete stare in guardia affinché il vostro cuore non vacilli.
Se non siete personalmente nelle stesse condizioni di Asaf, magari conoscete qualcuno che invece sta vivendo lo stesso disagio. Forse un parente o un vostro amico oppure un membro di chiesa sta attraversando un grave problema. Quando vedete che una persona giusta sta soffrendo, vi chiedete: “Dio, Perché? Come puoi permettere che questo accada?”
Asaf si recò al tempio e pregò. Allo stesso modo, quando arriva per voi il tempo della sofferenza e dell'afflizione, dovete andare a pregare nel vostro stanzino segreto. Appartatevi con Dio e gridate con tutto il vostro cuore a Lui. Lui vi capirà.
Lo Spirito Santo parlò ad Asaf: “Certo, tu li metti in luoghi sdrucciolevoli e così li fai cadere in rovina” (verso 18). Asaf comprese: “Non sarò certo io a cadere, è il malvagio che cadrà in rovina”.
Quando Asaf cominciò a vedere l'intera immagine, si rinfrancò: “Dio è la rocca del mio cuore e la mia parte in eterno” (verso 26). Egli poté affermare: “Sì, la mia forza viene meno e sto affrontando una grande battaglia ma io non sono solo nelle mie lotte. Ho un padre amorevole in cielo che veglia su di me!” 

lunedì 20 febbraio 2017

QUANDO LA RICERCA NON HA SUCCESSO - Gary Wilkerson

“Or le asine di Kish, padre di Saul, si erano smarrite” (1 Samuele 9:3).
Nella Parola di Dio, le storie sulla perdita di qualcosa ci mostrano quanto il Padre abbia a cuore ciò che è perduto. Dio vuole che il Suo popolo sia volenteroso nell'andare a salvare ciò che è perduto, ed è proprio ciò che vediamo in questa storia.
Il padre di Saul gli disse: “«Deh, prendi con te uno dei servi, alzati e va' a cercare le asine». Così egli passò per la regione montuosa di Efraim” (versi 3 e 4). Andare su e giù per le colline di Efraim era la via più difficile per cominciare la ricerca ma Saul si impegnò a portare a termine la missione che suo padre gli ordinò di fare.
Nonostante Saul cercò in lungo e in largo per le colline del paese, cercando in diversi territori, non fu in grado di trovare le asine. Avrà pensato che quella ricerca fosse senza speranza, ma continuò a cercare perché era determinato ad ubbidire al comando di suo padre.
Alla fine, Saul disse al suo servo: “Su, torniamo indietro, perché non avvenga che mio padre smetta di darsi pensiero delle asine e incominci a preoccuparsi per noi” (verso 5).
Saul in realtà stava ammettendo la sconfitta, dicendo: “Abbiamo fatto del nostro meglio. Ho pensato che avremmo potuto farcela ma non ci siamo riusciti, quindi dobbiamo accettare la cosa ed andare avanti”.
Per alcuni, fare un passo di fede fa parte di un impegno più grande, quello di ubbidire ad ogni costo. Per altri, l'ansia di non riuscire a portare a termine qualcosa è semplicemente paura di fallire. In altre parole, sono persone che non si impegnano su ciò che Dio li ha chiamati a fare perché hanno paura che potrebbero non riuscire a farcela.
È importante che capiate che quando Dio vi chiama a fare qualcosa, non sempre vi chiama ad avere successo, vi chiama ad ubbidire!
L'ubbidienza alla chiamata dipende da te, il successo della chiamata dipende da Lui!

sabato 18 febbraio 2017

UNA VISIONE DEI NOSTRI FIGLI - Nicky Cruz

Qualche anno fa Dio mi diede una visione del futuro. Mi mostrò un periodo in cui lo Spirito Santo si muoverà nella calma della notte per chiamare a gran voce i nostri figli come mai prima. Saranno come il giovane Samuele nella Bibbia che corre dal sacerdote Eli perché non riesce a capire chi è che gli stia parlando nella notte (leggere 1 Samuele 3). Ho visto come questi bambini correranno spaventati nelle camere da letto dei loro genitori di notte, non riuscendo a capire che è Dio stesso che sta parlando loro.
Dio sta chiamando i nostri figli affinché facciano la differenza. Egli sa che molti dei loro genitori non hanno completamente arreso le loro vite, il loro tempo, le loro energie, le loro mani, piedi, menti e cuori al Suo controllo. Ecco perché sta chiamando i nostri figli, perché è tempo di colmare il vuoto.
Il mio messaggio per i genitori di questi preziosi ragazzi è questo: Non fermateli! È Dio stesso che li sta chiamando. È il Suo fuoco, il Suo Santo Spirito che sta preparando la strada per una delle più grandi trasformazioni che abbiano mai avuto luogo in questo mondo.
Così tanti giovani non hanno pace oggi, stanchi di andare in chiesa dove tutto segue la stessa routine. Loro vogliono vedere lo Spirito Santo in azione. Vogliono sperimentare tutto di Gesù adesso!
“E avverrà negli ultimi giorni, dice Dio, che spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri giovani avranno delle visioni e i vostri vecchi sogneranno dei sogni” (Atti 2:17).

Nicky Cruz, evangelista di fama internazionale ed autore prolifico, si convertì a Gesù Cristo da una vita di violenza e crimine dopo aver incontrato David Wilkerson a  New York City nel 1958. La storia della sua drammatica conversione venne per la prima volta raccontata ne La Croce e il Pugnale di David Wilkerson e successivamente nel suo vendutissimo libro Run, Baby, Run