venerdì 1 maggio 2015

GENITORI CHE PREGANO

Un giorno tutti ci troveremo davanti al trono di Dio e risponderemo di come abbiamo cresciuto i nostri figli. E in quel momento, nessuno di noi potrà fornire delle scuse o incolpare qualcun altro. Dunque, oggi dobbiamo esaminare noi stessi e chiederci: Abbiamo cresciuto i nostri figli nel timore e nell’ammonimento del Signore? Abbiamo modellato per loro una vita d’amore e riverenza per Dio?

Ricordo che da bambino giocavo fuori e sentivo mia madre pregare per me dal terzo piano della nostra casa. Il suo esempio rimane vivido nella mia memoria. In seguito, quando io e Gwen crescemmo i nostri figli, facemmo lo stesso, pregando per i nostri figli secondo la Parola di Dio: “Signore, rendi i nostri figli come delle querce lungo fiumi di vita. E rendi le nostre figlie delle pietre preziose nel tuo palazzo. Proteggili da ogni macchinazione del malvagio” (cfr. Isaia 61:3 e Salmo 144:12).

Ogni genitore cristiano serba grandi speranza per i propri figli. Vedo questo regolarmente nella nostra congregazione, quando i genitori portano i figli all’altare per essere consacrati al Signore. Il nostro staff pastorale prega per questi piccoli invocando l’amore e la protezione divina. Poi li ungiamo con olio e chiediamo allo Spirito Santo di mettere un muro di fuoco intorno a loro.

Ma talvolta, non riesco a non domandarmi: Quanti di questi preziosi piccini finiranno nelle grinfie del diavolo – nella droga, nel crimine – perché le loro mamme o i loro papà sono stati incuranti circa l’atmosfera spirituale della loro casa? Finiranno in rovina perché i loro genitori erano troppo avviluppati dai loro problemi, senza donare loro la giusta attenzione o un’adeguata disciplina?

Forse sei un genitore che soffre perché tuo figlio o tua figlia ormai adulti non servono più il Signore. Oppure, il tuo cuore è spezzato perché tuo figlio adolescente è adescato dalle droghe o dall’alcol. Hai visto tuo figlio, una volta tenero, diventare amareggiato, indurito e perso.

Questo messaggio non è inteso a condannarti. Nessuno può riappropriarsi del proprio passato, ma ho una domanda da porti. Nel riguardare ai tuoi anni da genitore, chiediti: sei stato un vero guardiano sulla tua casa? Hai coperto quotidianamente i tuoi figli di preghiere? Oppure eri troppo occupato? Hai permesso che i tuoi figli t’intimidissero?

Tutto ciò è passato ormai. Però c’è qualcosa che puoi fare: sei ancora chiamato a pregare diligentemente per la salvezza di tuo figlio. Sì, oggi puoi recuperare in preghiera ciò che forse hai perso negli anni passati. Puoi ancora ricercare il volto di Dio, presentare i tuoi cari in preghiera e invocare la convinzione dello Spirito Santo su di essi per portarli alla croce.

giovedì 30 aprile 2015

UNA PAROLA DI SPERANZA PER TUTTI I GENITORI

La Scrittura rende molto chiaro che se allevi i tuoi figli secondo l’autorità della Parola di Dio, essi non se ne dipartiranno negli anni a venire. Potrebbero deviare da essa per un certo tempo – persino per anni – ma alla fine li riporterà alla verità. “Ammaestra il fanciullo sulla via da seguire, ed egli non se ne allontanerà neppure quando sarà vecchio” (Proverbi 22:6).

La Bibbia offre una parola di speranza a tutti i genitori che soffrono per un figlio sviato. Ecco una promessa di patto che ogni genitore dovrebbe imparare a memoria. Essa vale sia ai figli perduti che a quelli attualmente sotto la vostra cura: “Ora ascolta, o Giacobbe mio servo, o Israele che io ho scelto! Così dice l'Eterno che ti ha fatto e ti ha formato fin dal seno materno, colui che ti aiuta: Non temere, o Giacobbe mio servo, o Jeshurun che io ho scelto! Poiché io spanderò acqua sull'assetato e ruscelli sulla terra arida; spanderò il mio Spirito sulla tua progenie, e la mia benedizione sui tuoi discendenti. Essi cresceranno in mezzo all'erba, come salici lungo corsi d'acqua” (Isaia 44:1-4).

Questa promessa ad Israele vale anche per noi oggi. Le sue parole di consolazione sono un dono per tutti gli eletti (cfr. verso 1) – ossia, tutti coloro che sono in Cristo.

Il Signore inizia dicendoci nei versi 1 e 2, “Io sono l’Eterno che ti ha creato e conosco il tuo dolore. Ora Io ti aiuterò. Non devi temere”. Il termine Jeshurun in questo verso significa “giusto”. In altre parole, Dio fa queste promesse ai Suoi giusti – promesse gloriose, vincolanti, di patto. Le promesse sono:

  • Dio provvederà acqua che soddisfi la tua sete: “Io spanderò acqua sull'assetato e ruscelli sulla terra arida” (verso 3). Il Signore ti ha portato la Sua Parola, che sa spegnere la sete? È venuto a te nella tua arsura inondandoti col Suo Spirito? Stai bevendo la pura acqua della Sua Parola? 
  • “Spanderò il mio Spirito sulla tua progenie, e la mia benedizione sui tuoi discendenti. Essi cresceranno in mezzo all'erba, come salici lungo corsi d'acqua” (versi 3-4).

mercoledì 29 aprile 2015

L’INIZIO DI UN VERO RISVEGLIO

L’inizio di un vero risveglio viene quando un santo gruppo di credenti si fa carico del peso del Signore per una chiesa o una città intrappolata nel peccato. Questa santa compagnia digiuna e prega, supplicando Dio di iniziare a riedificare le mura e le porte che proteggono il Suo popolo da ogni nemico.

Una volta che le mura di Gerusalemme furono riedificate e le porte rialzate, furono designate sentinelle e guardiani alle porte di ogni casa. Mura e porte non servono a nulla senza dei guardiani che sappiano cosa possa entrare o meno. Così, Nehemia disse, “Quando le mura furono terminate e io ebbi messo a posto le porte, e i portinai, i cantori e i Leviti furono stabiliti nelle loro mansioni” (Nehemia 7:1).

Nota che questi guardiani non erano necessariamente sacerdoti. Erano delle persone ordinarie – musicisti, portieri, persone provenienti da diversi cammini di vita, e questi furono istruiti: “Le porte di Gerusalemme non devono essere aperte finché il sole non scotta; e mentre le sentinelle sono ancora al loro posto di guardia le porte vengano chiuse e sbarrate” (verso 3). Dio stava dicendo al Suo popolo, “La mia casa sarà un luogo di luce, nessun tipo di tenebre avrà il permesso di entrare. Fate in modo che chiunque o qualsiasi cosa entri qui sia un libro aperto, soggetto alla luce della Mia Parola”.

Dico ad ogni anziano che sta leggendo questo messaggio, inclusi gli anziani della Chiesa di Times Square: Non permettete mai a voi stessi di essere privi della luce della Parola di Dio a motivo di qualche stretto legame con qualche pastore. Siete stati designati da Dio come custodi delle porte della Sua casa; e se qualcuno porta un vangelo nella tua chiesa che non è in accordo con la Scrittura, è vostro dovere farlo amorevolmente notare a quel predicatore.

Come custodi delle porte, dobbiamo vegliare alle porte della casa di Dio con umiltà – mediante digiuno, preghiera e cura amorevole espressa attraverso il timore di Dio.

Nehemia disse, “Si stabiliscano delle guardie fra gli abitanti di Gerusalemme, alcuni al loro posto sulle mura e altri davanti alla loro casa” (Nehemia 7:3). Secondo Nehemia, i guardiani dovevano essere stabiliti non solo alle porte della città santa, ma ad ogni casa. In breve, i capi di ogni famiglia – ossia, i genitori – erano responsabili di ogni cosa entrasse nella propria casa.