giovedì 28 maggio 2015

ACCESSO A UNA VITA VITTORIOSA

Nel Suo cammino sulla terra. Gesù Si rese disponibile a tutto il popolo. Insegnò nelle sinagoghe, sulle colline, sulle barche. Guarì i malati, compì prodigi e miracoli. Alzò la voce nelle feste, gridando, “Io sono l’acqua vivente. Venite a Me e Io soddisferò la tua anima assetata”. Chiunque poteva accostarsi a Lui e sentirsi soddisfatto.

Ma l’invito del nostro Signore fu largamente ignorato. Egli pianse per il popolo, “Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che ti sono mandati! Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!” (Matteo 23:37). Egli stava dicendo a Israele, “Io ora sono qui, disponibile a voi. Vi ho detto di venire a Me per ricevere guarigione e soddisfare i vostri bisogni, ma voi non siete venuti”.

In che modo Gesù rispose al rifiuto del popolo nei Suoi confronti? Dichiarò, “Ecco, la vostra casa vi è lasciata deserta” (23:38). La parola usata da Gesù per deserta qui significa solitudine, desolazione, infruttuosità. Egli disse, “La vostra vita di chiesa, la vostra famiglia, il vostro cammino spirituale – tutto questo s’inaridirà e morirà”.

Pensaci. Se i genitori non cercano Dio ogni giorno, non lo faranno nemmeno i loro figli. Piuttosto, la loro casa sarà piena di mondanità, di sterilità spirituale, una solitudine oltre ogni descrizione. Alla fine quella famiglia finirà nella desolazione totale.

Tieni a mente che Gesù proferì questi ammonimenti in un tempo di grazia. Aggiunse poi, “Poiché io vi dico, che da ora in avanti non mi vedrete più, finché non direte: ‘Benedetto colui che viene nel nome del Signore!’” (Matteo 23:39). Il significato qui è, “Vi ho fornito tutto l’accesso a voi necessario per una vita vittoriosa, ma voi avete ignorato la Mia offerta. Mi dispiace, ma la vostra decisione porterà desolazione alla vostra vita e alla vostra casa. E non Mi vedrete più fino all’eternità”.

Quand’è stata l’ultima volta che sei andato a Dio per trovare tutto ciò di cui avevi bisogno per vivere? Eri in difficoltà, affrontavi una crisi nella tua famiglia, sul lavoro, con la salute? Non c’è niente di sbagliato nell’usufruire dell’accesso a Dio in momenti di bisogno impellente. Isaia scrive, “O Eterno, nell'avversità si sono ricordati di te, hanno effuso una preghiera, quando il tuo castigo li colpiva” (Isaia 26:16). Il salmista testimonia, “Io grido con la mia voce all'Eterno; con la mia voce imploro l'Eterno. Davanti a lui io effondo il mio lamento, davanti a lui espongo la mia avversità” (Salmo 142:1-2).

mercoledì 27 maggio 2015

IL PIÙ GRANDE DOLORE DELL’ANIMA DI CRISTO

Qual è il più grande dolore che l’anima di Cristo possa mai sperimentare? Credo sia il fatto che una generazione che ha ricevuto accesso pieno e illimitato non vada a Lui.

Per secoli, il popolo di Dio ha anelato e bramato vedere la benedizione dei nostri giorni. L’accesso del quale ora godiamo è quello che Mosè desiderava. È lo stesso accesso che il cuore di Davide poteva vedere ma non raggiungere. È l’accesso che Daniele non ebbe mai, sebbene pregasse il Signore tre volte al giorno. I nostri padri videro questo accesso succedere ai nostri giorni e si rallegrarono per noi.

Eppure, chi ha ricevuto il diritto a questo meraviglioso dono, lo dà per scontato. La porta è stata aperta per noi, eppure ci rifiutiamo di entrare per giorni, a volte per settimane. Che crimine! Ogni volta che ignoriamo l’accesso che Gesù ha garantito per noi, ignorandola, prendiamo alla leggera il Suo sangue. Il nostro Signore ci ha detto che tutti noi abbiamo le risorse necessarie se solo andassimo a Lui. Però continuiamo a ignorare il Suo dono prezioso.

La Scrittura ci ammonisce, “Accostiamoci con cuore sincero, in piena certezza di fede…Riteniamo ferma la confessione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha fatto le promesse” (Ebrei 10:22-23). Questo passo parla chiaramente della preghiera. Dio ci esorta, “Vieni spesso alla Mia presenza, quotidianamente. Non puoi mantenere la fede se non ti accosti a Me. Se non entri alla Mia presenza con franchezza, la tua fede vacillerà”.

Forse conosci cristiani che una volta erano infuocati per Gesù, che cercavano sempre del tempo di qualità per il Signore, che investigavano la Sua Parola e avevano costante comunione con Lui. Sapevano come accostarsi a Lui per mantenere viva la loro fede.

Eppure, questi stessi cristiani “pensano” soltanto le loro preghiere. Oppure corrono alla presenza di Dio in tutta fretta per qualche minuto, solo per dire, “Ciao, Signore. Ti prego guidami oggi. Ti amo, Gesù. Ciao”. Il loro cuore desideroso non c’è più. La calma comunione di una di cui una volta godevano non c’è più. E quando chiedi loro della loro vita di preghiera abbandonata, dichiarano di “riposare nella fede”.

Posso dirti che le persone che non pregano presto perdono la fede. Più abbandonano il dono di quell’accesso, rifiutandosi di attingere dalla provvidenza divina, più scivolano lontano.

martedì 26 maggio 2015

ACCESSO ILLIMITATO

In un momento improvviso di gloria, Gesù provvide accesso illimitato e totale al Padre. La Bibbia dice che al Golgota, su una croce macchiata di sangue, “Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito. Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo; la terra tremò e le rocce si spaccarono” (Matteo 27:50-51).

Nel momento in cui Gesù morì, la cortina del tempio a Gerusalemme si strappò letteralmente. Fu in quell’istante che il nostro destino venne suggellato. Nel momento stesso in cui il nostro Signore rese l’anima, ci fu dato accesso totale e illimitato al luogo santissimo: “Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel santuario, in virtù del sangue di Gesù, che è la via recente e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne” (Ebrei 10:19-20).

Lo squarcio del velo fisico rappresentò ciò che avvenne nel mondo dello spirito. Alle fine, fummo in grado di godere di qualcosa che le generazioni precedenti non poterono vedere. Abbiamo un privilegio che nemmeno Abrahamo, Mosè e Davide ebbero – l’accesso al luogo santissimo, la stanza del trono del Dio onnipotente. La porta non è più chiusa per noi. L’accesso illimitato ora è possibile.

Inoltre, con la Sua morte, Gesù divenne il nostro Sommo Sacerdote. Egli ascese alla Nuova Gerusalemme, verso un tempio non fatto da mani d’uomo, in cui assunse il ruolo di sommo sacerdote. Camminò direttamente alla santa presenza di Dio e, con l’incenso delle Sue intercessioni, presentò il Suo sangue al trono della grazia. Poi sedette alla destra del Padre con ogni potenza, autorità e gloria.

A quel punto, Gesù reclamò il Suo diritto di patto di ricevere in un corpo spirituale tutti coloro che si sarebbero ravveduti e L’avrebbero ricevuto come Signore. E mandò lo Spirito Santo a portare una chiamata ai Suoi figli: “Io ho aperto la porta al Padre. Ora siete accetti semplicemente essendo in Me, per fede. Dunque, venite con franchezza al trono! Vi porterò alla presenza di Mio Padre, che ora è anche vostro Padre. Avete accesso illimitato a Lui giorno e notte”.