lunedì 21 luglio 2014

APRI LE MIE LABBRA by Gary Wilkerson

“Allora insegnerò le tue vie ai trasgressori, e i peccatori si convertiranno a te…O Signore, apri le mie labbra, e la mia bocca proclamerà la tua lode” (Salmo 51:13,15).

Quando Dio accende un fuoco in noi, esso non è per il nostro solo beneficio; serve ad infiammarci di zelo per i perduti nei nostri quartieri e nel mondo. Se permettiamo a questa fiamma di ardere in noi, essa ci spingerà a portare la buona notizia al di là delle mura della chiesa. Ci renderemo conto, “Questo fuoco ardente in me non si spegnerà. Guai a me se lo trattengo!”

Semplicemente, non possiamo contenere il nostro zelo quando siamo stati personalmente purificati da Dio e riempiti con una fame persistente della Sua vita dimorante in noi. Questo ci fa venire voglia di gridare le Sue lodi al mondo. Alcuni dei migliori adoratori domenicali sono quelli che gridano, “Grazie, Gesù, che oggi il mio collega siede affianco a me nel banco e sta sperimentando il Tuo amore meraviglioso”.

Se non possediamo questo tipo di fuoco, non importerà quanto saranno potenti i nostri culti. Le fiamme celesti potrebbero restare sulle nostre teste e potremmo tutti cadere faccia a terra, ma questo da solo non mostra la potenza della Pentecoste. Finché il risveglio resta all’interno della chiesa, forse non è un vero risveglio. Se c’è un fuoco vero che arde, questo si sposterà per creare un fuoco nella nostra città. La nostra preghiera dev’essere, “Dio, se vorrai donarmi una scintilla, allora fammi parlare ai peccatori. Ungimi per insegnare loro del Tuo amore. Mandami per le strade con un amore avvincente per Gesù”.

Se il fuoco dello Spirito Santo di Dio sta operando nella tua vita, sappi che la tua vita non è più una scintilla, ma una torcia.

sabato 19 luglio 2014

RIPIENI DI SPIRITO SANTO by Jim Cymbala

“E, dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano radunati tremò; e furono tutti ripieni di Spirito Santo, e annunziavano la parola di Dio con franchezza” (Acts 4:31).

La prima volta che il vocalist Steve Green cantò alla Brooklyn Tabernacle, ci riunimmo nel mio ufficio con il pastore associato per pregare poco prima che la riunione cominciasse. Pregammo all'unisono che Dio venisse in mezzo a noi quel giorno.

Quando aprimmo i nostri occhi, Steve aveva una faccia stranita. “Cos'era quella vibrazione che ho appena sentito?” chiese. “C'è per caso un treno che passa nei paraggi qui, o era davvero...?”

Gli spiegai che, per quanto ne sapessi, quella vibrazione non era causata dal potere dello Spirito Santo; bensì era il treno della metropolitana che passava proprio sotto il nostro edificio.

Per la prima chiesa di Gerusalemme, tuttavia, lo scossone che essi sentirono non fu altro che indotta dallo Spirito. In quell'incontro di preghiera il potere di Dio scese in modo fresco, nuovo e profondo. Quelle persone erano già state riempite dallo Spirito Santo nel giorno di Pentecoste (Atti 2), ma qui loro sentirono un nuovo bisogno e Dio gli venne incontro con una nuova infusione di potenza.

Il nostro magazzino di potere si svuota man mano che passa il tempo. La vita di tutti i giorni, le distrazioni ed i combattimenti spirituali sono un tributo pesante da pagare. Leggendo le parole che Paolo usò in Efesini 5:18, ci rendiamo conto che dobbiamo “sempre essere riempiti con lo Spirito Santo” (traduzione letterale).

Se riteniamo di essere evangelici tradizionalisti, classici, fondamentalisti, pentecostali o carismatici, tutti noi dobbiamo far fronte alla mancanza di potenza reale e chiedere una fresca unzione di Spirito Santo. Abbiamo bisogno che il vento fresco di Dio ci risvegli dalla letargia. Non dobbiamo più nasconderci dietro discorsi teologici. I giorni sono troppo bui e pericolosi.


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Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo edificio situato in una zona molto difficile della città. Originario di Brooklyn, è un vecchio amico di David e Gary Wilkerson e assiduo relatore alle conferenze della Expect Church Leadership sponsorizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 18 luglio 2014

LE ACQUE AVVELENATE DI GERICO

Dopo aver ricevuto un tocco speciale da parte di Dio, Eliseo proseguì nel suo cammino di fede e la sua prima fermata fu Gerico (2 Re 2:15). Il collegio di cinquanta profeti che lì s’incontrava riconobbe immediatamente la mano di Dio su di lui e dissero, “Lo stesso spirito che era su Elia ora è su Eliseo”. Era ovvio a tutti che questo servo nascosto si stesse muovendo in una potenza e in un’autorità dello Spirito più profonde.

I giovani profeti dissero ad Eliseo, “Ecco, il soggiorno di questa città è piacevole, come il mio signore può constatare, ma le acque sono cattive e il paese è sterile” (2:19). Stavano dicendo, “C’è veleno nell’acqua e sta uccidendo tutto”. Tuttavia, sembra che questi cinquanta uomini di Dio non fossero in grado di impedire che il veleno portasse la morte a Gerico.

Secondo Isaia, questa “città piacevole” rappresenta il ministero: “Or la vigna dell'Eterno degli eserciti è la casa d'Israele, e gli uomini di Giuda sono la piantagione della sua delizia” (Isaia 5:7). Inoltre, l’acqua qui rappresenta la parola di Dio.

Vedi l’immagine? Le acque avvelenate di Gerico rappresentano la parola inquinata che viene predicata dai pulpiti della città. Questi uomini di Dio non avevano mai affrontato il proprio peccato, così i loro sermoni erano pieni di veleno scaturente da cuori corrotti. E le loro lezioni prive di vita e indirizzate alla carne causavano morte spirituale fra il popolo.

Qual era la cura per questo veleno a Gerico? Era di purificare la provvigione dell’acqua - e fu esattamente ciò che fece Eliseo. Prese un piatto pulito, lo riempì di sale e lo sparse alla sorgente dell’acqua. Presto le acque furono pulite e la vita iniziò a fiorire ovunque.

Certo, il sale usato da Eliseo rappresenta il vangelo della purezza e della santità. E i piatti puliti da lui usati rappresentano quei ministeri che sono stati purificati dal sangue di Cristo e santificati dal fuoco affinatore dello Spirit, pronti a predicare un vangelo puro. Amato, dei contenitori puliti e puri che camminano in santità e predicano una parola pura, con una fresca unzione, possono arginare il male nella casa di Dio.

giovedì 17 luglio 2014

POTENZIATO DALLO SPIRITO

Una delle ultime cose che Elia fece prima di essere rapito in cielo da Dio fu di chiedere ad Eliseo cosa potesse fare per lui. Quando Eliseo rispose di volere su di sé la doppia porzione dello spirito di Elia, questi rispose dicendo che sarebbe stata una cosa difficile.

Tuttavia, per chi esattamente sarebbe stato difficile un compito simile? Sarebbe stato difficile per Dio? Sarebbe stato difficile per Elia, un uomo che aveva resuscitato morti e fatto scendere fuoco dal cielo? No, sarebbe stato difficile per Eliseo! Sarebbe stato qualcosa che avrebbe dovuto prendersi da solo, perché Elia non aveva la capacità di potenziare il suo servo con una porzione dello Spirito dimorante in lui. Soltanto Dio può impartire il Suo Spirito all’uomo.

Ma Elia rispose, “Tuttavia, se mi vedi quando io ti sarò rapito, ti sarà dato quello che chiedi; ma, se non mi vedi, non ti sarà dato” (verso 10); è importante notare che le parole “quando” e “sarò” in questo verso non appaiono nell’originale ebraico. Vennero inserite in seguito; dunque, credo che Elia stesse dicendo ad Eliseo, “Se mi vedi allontanarmi da te”.

Elia stava dicendo, “Lo Spirito Santo non può compiere un’opera speciale in te se tu continui a indugiare sui ricordi. Devi considerarmi andato via. Non hai bisogno di me, Eliseo. Rivolgiti al Signore, il Cui Spirito ha operato anche in me ed Egli risponderà al tuo grido”.

Nel momento in cui Eliseo vide il proprio maestro portato via con i carri celesti, immaginò che ora fosse sua la responsabilità di portare avanti l’opera di Dio nella sua generazione. E mentre stava lì al fiume Giordano e colpì le acque, le parole che gridò furono, “Dov’è il Signore, Dio d’Elia?” (2 Re 2:14). Il giovane profeta stava dicendo, “Signore, tutti i miei ladri spirituali sono morti e non ci sono più. E quest’ora terribile richiede più di quanto Tu mi abbia donato fin ora. Opera ancora, Signore, stavolta attraverso di me. Devo essere potenziato con più del Tuo Spirito”.

mercoledì 16 luglio 2014

DIO VUOLE DIVIDERE LE ACQUE PER TE

Mentre il profeta Elia rifletteva circa i suoi ultimi giorni sulla terra, decise di visitare le città di Bethel e Gerico. Invitò il suo servo, Eliseo, ad accompagnarlo, e i due partirono per quello che io vedo come un “viaggio istruttivo”. Dopo aver visitato entrambe le città, arrivarono alle rive del fiume Giordano. Elia si tolse il mantello - una veste grande e ampia - e vi colpì le acque. In maniera soprannaturale, le acque si divisero e i due attraversarono il fiume su terra asciutta (vedi 2 Re 2:8).

Perché Elia insistette nell’attraversare il fiume in maniera miracolosa? Il Giordano non era un fiume profondo e vasto, e la Scrittura non lascia intendere che fosse in piena. Inoltre, c’erano cinquanta giovani e forti profeti dall’altra parte che avrebbero potuto costruire per loro una zattera in poche ore.

Credo che Elia stesse cercando di insegnare al suo successore che i passaggi miracolosi del passato - da Mosè a Giosuè fino al tempo presente - erano tutta storia antica. Egli volle sfidare Eliseo, come a dire: “Quando inizi il tuo ministero e predichi che Dio è il Dio dei miracoli, devi testimoniare di quello che Lui ha fatto per te personalmente. Presto me ne andrò, Eliseo, quindi domani, quando tornerai a questo fiume, voglio che tu lo riattraversi nello stesso modo in cui l’hai attraversato ora. Credi in Dio per ricevere miracoli nella tua vita”.

Molti di noi non hanno fede per credere che Dio compia miracoli per noi oggi. Trascorriamo il tempo a sciorinare i grandi prodigi della Scrittura, ma nel frattempo Dio vuole dirci, “Ho qualcosa di molto meglio per te. Voglio compiere miracoli nella tua vita - voglio cambiare la tua famiglia, sistemare il tuo matrimonio, salvare i tuoi cari inconvertiti. Dovrai affrontare il tuo Mar Rosso, il tuo fiume Giordano, e io voglio dividere le acque per te”.

martedì 15 luglio 2014

DIO VUOLE COMPIERE COSE MAGGIORI

Secondo Re 2 contiene uno dei passi più spettacolari di tutto l’Antico Testamento. Questo capitolo narra la miracolosa storia dell’anziano profeta Elia e del suo servo, Eliseo. Quando iniziamo la narrazione, vediamo che Dio aveva informato Elia che il suo ministero sulla terra era giunto al termine. Ora stava per attraversare il fiume Giordano per andare in un determinato luogo, in cui un carro celeste l’avrebbe portato nella gloria.

Quando Elia ed Eliseo raggiunsero la loro destinazione, Elia si rivolse al suo servo, dicendo: “Chiedi quello che vuoi che io faccia per te, prima che io ti sia tolto”. Senza esitare, il giovane rispose, “Ti prego, mi sia data una parte doppia del tuo spirito!” (stesso verso).

A un primo sguardo, Elia appare sorpreso dalla risposta di Eliseo, dicendo, “Tu domandi una cosa difficile” (verso 10). Ma Elia proseguì nell’istruire Eliseo, dicendogli di osservare attentamente ciò che Dio stava per compiere, affinché non lo perdesse e non tornasse a casa deluso.

Mentre i due camminavano, all’improvviso apparve un carro dal cielo e li separò. In un lampo, Elia venne rapito nel carro ed Eliseo testimoniò di tutta la scena! Egli gridò, “Padre mio, padre mio! Carro e cavalleria d'Israele!» Poi non lo vide più. E, afferrate le proprie vesti, le strappò in due pezzi” (verso 12).

Elia era andato via, ma il suo mantello era caduto a terra. Quando Eliseo lo vide, si strappò i vestiti facendoli a pezzi e indossò il mantello di Elia. Ritornando al Giordano, rimosse il mantello e con esso vi colpì le acque, proprio come aveva fatto il suo maestro. Immediatamente le acque si aprirono in due ed Eliseo camminò su terra asciutta. Così iniziò lo straordinario ministero del giovane profeta.

Gli eventi in questo capitolo sono assolutamente incredibili. Tuttavia, cos’ha da dirci oggi questo passo? Credo che Dio ci abbia dato una lezione inequivocabile qui, con un significato chiaro e semplice: Dio vuole compiere cose maggiori con ogni generazione che si sussegue. Ed ogni nuova generazione deve ricercare il Signore per ricevere la propria esperienza con lo Spirito Santo e la propria pienezza di potenza da parte Sua.

lunedì 14 luglio 2014

NON TOGLIERMI LO SPIRITO SANTO by Gary Wilkerson

Il salmista Davide scrive, “Non respingermi dalla tua presenza e non togliermi il tuo santo Spirito” (salmo 51:11). Sappiamo che Dio è onnipresente, ma la Sua presenza manifesta è qualcosa di completamente diverso; è il motivo per cui molti culti d’adorazione iniziano con canti che implorano lo Spirito Santo di scendere e far sentire la Sua presenza. Davide qui sta dicendo, “Signore, ho bisogno della Tua presenza non solo oggi, ma anche domani. Non voglio che diminuisca, perché non voglio tornare alla mia vita tiepida. Ti prego, Signore, non togliermi lo Spirito tuo Santo. Rimani con me dopo che ho finito di adorarti”.

Sappiamo tutti com’è. In chiesa e nella comunione con gli altri magari sentiamo la presenza manifesta di Dio. SI accende in noi una scintilla, portando un senso di freschezza, di vita nuova e noi piangiamo pregando Dio di muoversi in noi così ogni ora del giorno. Ma quella scintilla svanisce col passare dei giorni e veniamo bombardati da esigenze lavorative, obblighi familiari e doveri che ci consumano e ci sopraffanno.

Io cado in questo circolo ogni Settembre alla nostra conferenza di ministri, “EXPECT”. Sono commosso e ispirato dai santi ministri che parlano in questa occasione, il loro potente messaggio mi porta sulle ginocchia. Ma lo scorso Settembre ho rivolto una preghiera audace a Dio: “Signore, Se non hai intenzione di mantenere quella scintilla, non farla nemmeno iniziare”.

Ero stanco degli alti e bassi, di ricevere una scintilla senza la fiamma a sostenerla, di stare sulla cima del monte una settimana solo per poi sprofondare nella routine quotidiana quella dopo. Così ho chiesto, “Dio, qualsiasi tipo di fiamma Tu accenda in me, fa che diventi sempre più intensa. Donami uno spirito leale, Come disse Davide. Se mi donerai una scintilla, trasformala in una torcia!” Dio ha mantenuto quella fiamma in questi mesi passati. La chiesa che ora conduco ha un pastore che brucia di passione per il suo popolo. Forse non riesco a portare tutti a prendere un caffè o a giocare a golf, ma ho uno spirito leale che intercede per loro giorno e notte per vedere le loro vite diventare tutto ciò che possono per Gesù.

sabato 12 luglio 2014

NON È PER NOI by Carter Conlon

Le Scritture ci dicono che Anna, nel momento più disperato della sua vita, finalmente: “fece un voto, dicendo: «O Eterno degli eserciti, se veramente riguardi all'afflizione della tua serva, ti ricordi di me e non dimentichi la tua serva, ma vuoi dare alla tua serva un figlio maschio, io lo darò all'Eterno per tutti i giorni della sua vita, e il rasoio non passerà sulla sua testa»” (1 Samuele 1:11).

Era questo che Dio stava aspettando! Vedi, spesso quando riceviamo una risposta troppo presto, la nostra tendenza umana è di portarci a casa la risposta. Certo, potremmo testimoniare di quanto Dio sia stato fedele e ci abbia benedetto, invece alla fine ci portiamo con noi la benedizione e la teniamo tutta per noi. Ecco perché spesso Dio deve aspettare finché noi arriviamo al punto di disperazione proprio come successe ad Anna—quel momento in cui ci ripromettiamo in cuore di prendere quella risposta e ridarla indietro al Signore per la Sua gloria.

In quel momento Anna non aveva idea che la sua santa disperazione era ciò che Dio stava producendo nel Suo popolo come risposta al dolore che il paese stava attraversando. Ciò che lei sapeva, comunque, era che il suo voto avrebbe avuto un costo. Immagina quanto sia stato difficile, sapere che il sacerdote fosse completamente caduto nel peccato e che la nazione fosse in declino, ma scegliere ugualmente di dare via il proprio figlio—desiderio del suo cuore per il quale aveva pregato da tanto tempo—e darlo in affidamento al tempio.

Posso immaginare ciò che i vicini di casa di Anna avranno detto quando la donna partì per andare al tempio durante gli ultimi momenti che passò con il suo bambino. “Cosa stai facendo Anna? Dio ha finalmente risposto alla tua preghiera e dato questo bambino!” È la stessa cosa che io e te dovremo affrontare durante il cammino—il falso ragionamento; il consiglio di coloro che non farebbero mai una cosa del genere.

Ad ogni modo Anna ebbe la capacità di sapere che la vita che Cristo ci dona non è per noi bensì per gli altri. E fu qualcosa che lei stessa realizzò nel tempio quando fece quel voto al Signore, promettendo di ridare a Lui la vita che Egli stesso avrebbe dato a lei. Intatti fu in quel momento che Anna andò via e la tristezza non fu più sul suo viso (leggi 1 Samuele 1:18).


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Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 11 luglio 2014

A UN PUNTO DI SVOLTA

Molti pastori mi hanno scritto esprimendo la loro preoccupazione per i fedeli che stanno venendo meno. “Molti buoni e onesti cristiani sono talmente sopraffatti dalla colpa e dalla condanna da disperare. Quando non riescono a vivere all’altezza delle loro aspettative, quando ricadono nel peccato, decidono di mollare”.

Un numero crescente di cristiani si trovano a un punto di svolta. Sono pochi i cristiani che osano anche solo cullare il pensiero di abbandonare il proprio amore per Gesù, ma nella disperazione considerano di poter abbandonare sé stessi.

Alcuni ministri oggi predicano solo un messaggio positivo. A sentir loro, ogni cristiano riceve risposte istantanee alle proprie preghiere e riceve miracoli; tutti stanno bene, vivono bene; e tutto il mondo è bello e roseo. Mi piace ascoltare quel tipo di predicazione perché davvero desidero tutte queste cose buone e salutari per il popolo di Dio. Ma non è questo il modo in cui le cose vanno per molti cristiani onesti e sinceri.

Non c’è da meravigliarsi che i nostri giovani si arrendano alla sconfitta. Non riescono a vivere all’altezza dell’immagine creata dalla religione del cristiani senza preoccupazioni, ricco, di successo, che pensa sempre positivo. Il loro mondo non è così ideale; vivono con crisi che spezzano il loro cuore, con crisi costanti e problemi familiari.

Paolo ha parlato dei problemi: “Siamo stati eccessivamente gravati al di là delle nostre forze, tanto da giungere a disperare della vita stessa” (2 Corinzi 1:8).

Pensare positivo non farà dissolvere questi problemi e “confessare” che questi problemi non esistono non cambia nulla. Qual è la cura? Ecco due assoluti che mi hanno recato grande consolazione e aiuto:
  • Dio mi ama. Egli è un Padre amorevole che vuole solo rialzarci dalla nostra debolezza. 
  • È la mia fede che Egli gradisce di più. Egli vuole che io confidi in Lui. 
“Ti amo, o Eterno, mia forza. L'Eterno è la mia rocca, la mia fortezza e il mio liberatore, il mio Dio, la mia rupe in cui mi rifugio, il mio scudo, la potenza della mia salvezza, il mio alto rifugio. Io invoco l'Eterno, che è degno di essere lodato, e sono salvato dai miei nemici” (Salmo 18:1-3).

giovedì 10 luglio 2014

IL NOSTRO PASTORE

Il nostro Grande Pastore ama ogni pecora che s’è allontanata a motivo delle prove, delle avversità, delle ferite e delle sofferenze. Non osiamo mai accusare il nostro Pastore di averci abbandonato, perché Egli ancora cammina affianco a noi e veglia su noi in ogni tempo.

Proprio ora, forse sei impegnato in una battaglia perdente contro qualche tipo di tentazione o prova. Qualsiasi sia la tua lotta, hai deciso di non allontanarti dal Signore. Ti rifiuti di concederti alla morsa del peccato e, piuttosto, hai preso a cuore la Parola di Dio.

Tuttavia, come Davide, ti sei indebolito e sei giunto al punto in cui ti senti assolutamente impotente. Il nemico ti sta inondando di disperazione, paura, bugie.

Gesù ci assicura, “Io non vi lascerò e non vi abbandonerò” (Ebrei 13:5). E il nostro Padre celeste – Yahweh Rohi, l’Eterno il nostro Pastore – Si è rivelato a noi nel Salmo 23. Egli ci dice, “Io ti conosco per nome e so cosa stai attraversando. Vieni, riposati nella Mia grazia e nel Mio amore. Non cercare di venire a capo di tutto, accetta solo il Mio amore per te e riposa nelle Mie braccia amorevoli. Sì, Io sono l’Eterno degli eserciti e il Dio santo e maestoso. Voglio che tu abbia tutte queste rivelazioni su di Me. Ma l’unica rivelazione che voglio tu abbia in questo momento è quella di Yahweh Rohi. Voglio che tu mi conosca come il tuo Pastore amorevole e premuroso. E voglio che tu sia certo che ti sosterrò in tutte le tue prove, nella Mia tenerezza e nel Mio amore”.

“Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me, come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore” (Giovanni 10:14-15).

mercoledì 9 luglio 2014

L’ETERNO È LÌ

Nella vera chiesa di Dio, devi essere noto col nome di Yahweh Shammah – l’espressione ebraica per “l’Eterno è lì” (Ezechiele 48:35). Altri devono poter dire di te, “È chiaro per me che il Signore sia con questa persona. Ogni volta che la vedo, avverto la presenza del Signore. La sua vita riflette davvero la gloria e la presenza di Dio”.

Se siamo onesti, dobbiamo ammettere di non avvertire la dolce presenza del Signore gli uni negli altri così spesso. Perché? I cristiani trascorrono il proprio tempo in buone opere religiose – gruppi di preghiera, studi biblici, ministeri d’evangelizzazione, cellule in casa – e tutto ciò è molto lodevole. Ma molti di questi stessi cristiani passano poco o alcun tempo ministrando al Signore, nello stanzino segreto della preghiera e dello studio.

La presenza del Signore non si può falsificare. Questo vale sia se applicato alla vita individuale di una persona che a un corpo ecclesiastico. Quando parlo della presenza di Dio, non parlo di una qualche aura spirituale che circonda misticamente una persona o che scende durante un servizio di culto.

Piuttosto, parlo del risultato di un cammino di fede semplice ma potente. Che questo si manifesti nella vita di un cristiano o di un’intera congregazione, farà sì che la gente lo noti. Essi dicono a sé stessi, “Questa persona è stata con Gesù”, oppure, “Questa congregazione crede davvero in quello che predica”.

Ci vuole più di un pastore giusto per produrre una chiesa “Yahweh Shammah”. Ci vuole un popolo giusto, appartato. Se un estraneo esce da un culto e dice, “Ho avvertito la presenza di Gesù lì”, puoi star certo che non si è trattato solo della predicazione o dell’adorazione. È stato perché una congregazione giusta era entrata nella casa di Dio e la gloria del Signore dimorava nel loro mezzo.
In Atti 4:13 leggiamo di Pietro e Giovanni, quando furono portati davanti al Sommo Sacerdote e altri governanti: “Essi, vista la franchezza di Pietro e di Giovanni, si meravigliavano, avendo capito che erano popolani senza istruzione; riconoscevano che erano stati con Gesù”.

martedì 8 luglio 2014

LA LEZIONE DEL FIGLIO PRODIGO

La Bibbia dice, “Mentre era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò…Il padre disse ai suoi servi: Portate qui la veste più bella e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei sandali ai piedi. Portate fuori il vitello ingrassato e ammazzatelo; mangiamo e rallegriamoci” (Luca 15:20-23).

Credo che il figlio prodigo sia tornato a casa a motivo dei suoi trascorsi col padre. Questo giovane conosceva il carattere del padre – e sembra aver ricevuto un grande amore da parte sua. Deve aver saputo che, se fosse tornato, non sarebbe stato rimproverato o condannato per i suoi peccati.

Nota in che modo il padre del prodigo lo ricevette a dispetto della sua condizione pietosa. Il giovane avrebbe voluto fargli una confessione sentita, ma quando vide il padre, non ebbe la possibilità di confessarsi appieno, perché il padre lo interruppe correndogli incontro e abbracciandolo.

Il giovane riuscì solo a pronunciare le prime parole del suo discorso, dicendo, “Padre, ho peccato contro il cielo e davanti a te e non sono più degno di essere chiamato tuo figlio” (Luca 15:21). Ma suo padre non aspettò che finisse. Per lui, il peccato del giovane era già stato sistemato. L’unica risposta del padre fu di dare un ordine ai suoi servi: “Mettete una veste su mio figlio e anelli alle sue dita. Preparate una festa, perché festeggeremo. Che tutti si rallegrino – mio figlio è a casa!” Il padre conosceva il cuore di suo figlio e sapeva che si era veramente ravveduto.

Il peccato non era la questione principale per questo padre. L’unica questione importante nella sua mente era l’amore. Voleva che suo figlio sapesse di essere accettato ancora prima di poter proferire una confessione. E questo è il punto che Dio vuole far capire a tutti noi: il Suo amore è più grande di tutti i nostri peccati. “La bontà di Dio ti spinge al ravvedimento” (Romani 2:4).

lunedì 7 luglio 2014

UNA SCINTILLA by Gary Wilkerson

Una scintilla è momentanea, dura solo un breve istante prima di svanire. Tuttavia, lo scopo di una scintilla è di accendere qualcosa, farlo iniziare. Ad esempio, è necessaria una scintilla per un fornello affinché si accenda la fiamma per cucinare. Ma la scintilla in sé non è un fuoco; non cuocerà la carne.

Per poter vivere nella pienezza che Dio vuole per la nostra vita, abbiamo bisogno di una fiamma che sia alimentata del continuo dall’olio della grazia convincente di Dio. La vita di Davide ci mostra la differenza. Egli aveva le stesse esperienze spirituali di Saul, essendo stato toccato e unto dalla mano di Dio; però la scintilla ricevuta da Davide venne alimentata fino a diventare una fiamma. “Allora Samuele prese il corno dell'olio e lo [Davide] unse in mezzo ai suoi fratelli; da quel giorno in poi lo Spirito dell'Eterno investì Davide” (1 Samuele 16:13).

Quest’ultima frase, “da quel giorno in poi”, mostra la differenza tra la vita di Davide e quella di Saul. Una volta che Davide ricevette una scintilla da parte di Dio, lui la custodì, la mantenne e la alimentò. Egli decise, “Voglio che questa scintilla aumenti e diventi una fiamma ardente per il Signore”.

Quando la scintilla di Dio arriva potrebbe recarci conforto, ma serve anche a creare un fuoco che raffina. La fiamma della Sua santità ci purifica da ciò che non ci appartiene e, mentre brucia le scorie del peccato, ci fa odiare i nostri compromessi. Essa inoltre suscita in noi una passione ad essere santi, così che diciamo come Davide, “Signore, voglio essere puro davanti a Te e avere uno spirito integro”.

Molti cristiani resistono a ciò. La convinzione può condurre al cambiamento, e potremmo non essere disposti a cambiare alcune delle nostre abitudini o cose che bramiamo. Davide espone la resistenza del suo cuore, supplicando, “Non rigettarmi dalla tua presenza e non togliermi il tuo santo Spirito. Rendimi la gioia della tua salvezza e sostienimi con uno spirito volenteroso” (Salmo 51:11-12).

Nota l’enfasi di Davide sull’obbedienza in questo verso. L’apostolo Paolo avrebbe potuto disobbedire alle indicazioni di Dio e andare per la sua strada nelle sue missioni. In realtà, stava per cedere al suo desiderio di portare il vangelo in Asia, ma dice che lo Spirito Santo gli proibì di recarsi lì. Paolo sapeva che se avesse proseguito da solo, avrebbe contristato lo Spirito Santo. Sarebbe rimasto comunque salvato e amato da Dio, ma avrebbe spento la potenza dello Spirito, che non avrebbe più potuto muoversi nella sua vita.

Questo è esattamente ciò che accadde al Re Saul. Mentre continuava a disobbedire, la potenza dello Spirito di Dio, che avrebbe dovuto usarsi di lui, iniziò a diminuire. A breve, Saul non udiva più la voce di Dio, né sentiva il Suo agire nel suo cuore, perché non aveva mai permesso a quella scintilla iniziale di trasformarsi in una fiamma purificatrice.

sabato 5 luglio 2014

NUOVE OGNI MATTINA by Claude Houde

“È una grazia dell'Eterno che non siamo stati interamente distrutti, perché le sue compassioni non sono esaurite. Si rinnovano ogni mattina; grande è la tua fedeltà” (Lamentazioni 3:22-23).

Sto scrivendo questo articolo nel mese di Gennaio. Stiamo iniziando l'anno con un periodo di quaranta giorni dedicati alla preghiera e al digiuno. Migliaia di persone della nostra chiesa e da tutto il mondo, tramite internet, si uniscono a noi come possono, uomini e donne, coppie, giovani e anziani vengono nella nostra chiesa per pregare durante decine di incontri di preghiera così che ogni credente possa iniziale il nuovo anno con un rinnovato proposito e nuove soluzioni davanti a Dio.

In Quebec, come in altri luoghi nel mondo, l'inizio di ogni anno è spesso un periodo di impegni e decisioni. Nella nostra provincia c'è uno stupendo “folklore” in merito alle decisioni da prendere per il nuovo anno. Giornali, riviste, radio e televisione mostrano liste pubbliche e suggerimenti per ogni tipologia di decisione e “nuovo inizio”. Per esempio, migliaia di persone decidono di perdere peso ed iscriversi in palestra. Io mi alleno regolarmente e l'ho fatto per più di vent'anni, ma ogni gennaio si ripropone sempre lo stesso fenomeno: un nuovo gruppo di vigorosi atleti che va in palestra. Mostrano con orgoglio le loro sneaker e l'abbigliamento da palestra, hanno il cosiddetto “occhio della tigre” e solitamente si iscrivono in palestra pagando in contanti abbonamenti di un anno intero.

Un mio amico che possiede un centro fitness mi ha spiegato una volta che conosce bene il fenomeno dell'elevato numero di persone che si iscrive in palestra a gennaio e che questo incrementa il volume e la richiesta di attrezzature e spazi che la sua palestra non potrebbe mai soddisfare. In ogni caso, c'è un fattore inevitabile ed invariabile sul quale lui può sempre contare, anno dopo anno: più dell'ottanta percento di coloro che pagano un abbonamento di un intero anno scomparirà dalla palestra prima di pasqua.

Sottopongono loro stessi a torture per un periodo, provano dolore ai muscoli ed in posti che nemmeno pensavano di avere per poi soccombere al cibo spazzatura ed alla tirannia della vita diventando un tutt'uno col divano e facendo del telecomando il loro migliore amico.

Nel regno spirituale, ogni giorno è un'opportunità per un nuovo inizio. La vera essenza del nostro Dio è che la Sua grazia si rinnova ogni mattina. Tutto il Suo potere, la Sua bontà ed il Suo desiderio di pace e appagamento per noi come anche l'illimitata grandezza della Sua redenzione, tutto si rinnova ed è quotidianamente a nostra disposizione!


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Claude Houde, pastore della Eglise Nouvelle Vie (Chiesa della Nuova Vita) a Montreal, Canada, è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo. Sotto la sua guida La Chiesa della Nuova Vita è cresciuta da poche persone a più di 3500 in una parte del Canada dove le chiese Pentecostali hanno da sempre avuto poco successo.

mercoledì 2 luglio 2014

I SUOI PROPOSITI ETERNI

In 1 Samuele 9, leggiamo che il padre di Saul lo mandò a cercare delle asine che erano fuggite. Portando con sé uno dei servi, Saul cercò per tutto il paese finché non si scoraggiò ed era ormai pronto ad abbandonare la ricerca. Allora il suo servo gli parlò del profeta Samuele, che avrebbe potuto dirgli dove si trovavano le asine.

Samuele era un uomo di Dio, un tipo dello Spirito Santo, che conosceva la mente di Dio. Aveva più che delle direzioni da dare a Saul, perché sapeva che Dio aveva scelto Saul per giocare un ruolo importante nei propositi eterni del cielo!

La prima cosa che Samuele fece quando Saul arrivò fu indire una festa (vedi 1 Samuele 9:19). Questo è esattamente ciò che lo Spirito Santo desidera per noi: sedere alla mensa del Signore e ministrare a Lui – trascorrendo del tempo di qualità da soli, ascoltando il Suo cuore.

Samuele chiese a Saul di sgombrare la sua mente affinché potessero avere comunione insieme (1 Samuele 9:20-25). Samuele stava dicendo, “Non concentrarti sul ricevere direzione ora – è tutto sistemato. C’è qualcosa di più importante in gioco. Devi giungere a conoscere il cuore di Dio – i Suoi propositi eterni!”

Dopo quella sera di comunione, Samuele chiese a Saul di far uscire dalla stanza il suo servo, affinché potessero avere una conversazione intima, faccia a faccia (vedi 1 Samuele 9:27; 10:1).

Comprendi cosa sta dicendo Dio qui? “Se davvero vuoi camminare nello Spirito – se davvero vuoi la Mia unzione – devi cercare più che solo direzione da parte Mia. Devi entrare alla Mia presenza e conoscere il Mio cuore, i Miei desideri! Vedi, io voglio ungerti – usarti nel Mio regno!”

Amato, dimentica la direzione – dimenticati di tutto per un attimo! Permetti allo Spirito Santo di insegnarti le cose profonde e nascoste di Dio. Fermati alla Sua presenza e lascia che ti mostri il cuore stesso del Signore. Questo è il cammino nello Spirito nella sua forma più elevata.

martedì 1 luglio 2014

DIO È LA NOSTRA FORTEZZA

Nel Salmo 46:1 leggiamo: “Dio è…un aiuto sempre presente nella distretta”. Il nostro Dio è presente ora! Egli è stato il nostro aiuto nelle ere passate ma è un aiuto presente adesso, oggi – in mezzo ad ogni sorta d’avversità.

“Perciò non temeremo” (46:2). Non dobbiamo temere, perché il nostro Dio è un fuoco consumante, un difensore e uno scudo per i Suoi figli.

“Dio infatti non ci ha dato uno spirito di paura, ma di forza, di amore e di disciplina” (2 Timoteo 1:7). Egli è assolutamente fedele e verace nella Sua Parola.

“Dio è nel mezzo di lei, essa non sarà smossa; Dio la soccorrerà alle prime luci del mattino” (Salmo 46:5). Il mio corpo è il tempio dello Spirito Santo – ed Egli dice che Egli dimora in mezzo a quel tempio. Cristo Stesso ha la Sua dimora, la Sua abitazione nel mio cuore e io non posso essere smosso o scosso! “Le nazioni tumultuarono, i regni vacillarono” (46:6). Lascia che i pagani tumultuino, lascia che i regni della terra vengano smossi e scossi. Il nostro Dio distruggerà completamente ogni nemico diabolico.

“Egli fa cessare le guerre fino all'estremità della terra…egli rompe gli archi e spezza le lance, e brucia i carri col fuoco” (46:9). Egli è nel mio esercito contro il nemico, contro coloro che mi muovono guerra. “Nessun'arma fabbricata contro di te avrà successo…Questa è l'eredità dei servi dell'Eterno, e la loro giustizia viene da me, dice l'Eterno” (Isaia 54:17).

Egli dice, “Fermatevi e riconoscete che io sono Dio” (46:10). Riposerò completamente nella consapevolezza che Egli è Dio. Egli è il mio Dio, il mio Redentore, il mio Difensore – il Signore sovrano di tutto ciò che mi riguarda. Sono circondato dalla Sua presenza nella tenda del Suo amore e io resterò fermo ad ammirare la Sua maestà e la Sua gloria!

“L'Eterno è la mia rocca, la mia fortezza e il mio liberatore, il mio Dio, la mia rupe in cui mi rifugio...Io invoco l'Eterno, che è degno di essere lodato, e sono salvato dai miei nemici” (Salmo 18:2-3).

lunedì 30 giugno 2014

UN FONDAMENTO SICURO by Gary Wilkerson

Viviamo in tempi di grande incertezza – incertezza sul lavoro, sulle nostre finanze e/o sulle nostre relazioni. Questo può farci sentire scossi, instabili o persino insicuri nella fede. In tali momenti, Dio vuole che sappiamo che Egli è un fondamento sicuro. Tutto intorno a noi può e sarà scosso, ma Egli rimane costante.

Nel sesto capitolo di Marco, subito dopo la potente guarigione della donna dal flusso di sangue (Marco 5:25-34) e la guarigione della figlia del capo della sinagoga (5:35-43), Gesù tornò nella sua città dove si scontrò con un’incredulità totale.

Sono sempre rimasto sbalordito dal seguente verso: “E non potè fare lì alcuna opera potente, salvo che guarire pochi infermi, imponendo loro le mani" (Marco 6:5).

Questo verso manda completamente in tilt la mia teologia. Come può un Dio sovrano avere le mani legate dall’incredulità di esseri umani? La verità è che Gesù stava mandando un messaggio a quella città, dicendo, “Mi dispiace, ma altri hanno talmente tanta fede da fare un buco nel proprio tetto per far scendere un uomo malato verso Me affinché io potessi guarirlo – e voi non riuscite nemmeno a credere che io possa guarire”.

Questo passo si conclude con quest’affermazione incredibile: “E si meravigliava della loro incredulità” (Marco 6:6). Che questa sia un’ammonizione per tutti noi. Non lasciare questa lettura con incredulità nel tuo cuore.

Certo, ci sono momenti nella nostra vita in cui Dio potrebbe scegliere di agire in un modo che risulta contrario ai nostri desideri. Preghiamo, supplichiamo, crediamo che il Signore possa intervenire – e Lui invece va in un’altra direzione. Ma ciò non significa che Dio vuole che abbandoniamo la nostra fede, senza mai chiedere, mai sperare, vivendo senza desideri.

Credi ancora che Gesù lo possa fare? Credi che Egli lo farà? Non importa quale sia la tua prova, non importa quanto sembri oltre ogni speranza, Egli è pronto ad intervenire. Chiedigli di soffiare fede in te.

sabato 28 giugno 2014

SIAMO NEI GUAI by Jim Cymbala

Dico che siamo nei guai e che è tempo di svegliarsi! Con alcune eccezioni, la Chiesa di oggi è come la chiesa di Laodicea. Infatti, abbiamo talmente istituzionalizzato il Lodiceanismo che ormai pensiamo che l'essere tiepidi sia normale. È considerato come qualcosa di “notevole” se oggi ogni chiesa porta a Cristo pressoché un numero esiguo di persone.

Le dure parole di Gesù sono applicabili a noi tanto quanto ai cristiani della fine del primo secolo: “tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca. Poiché tu dici: Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla” (Apocalisse 3:15-17). In altre parole, essi stavano esprimendo una stupenda “confessione positiva”. Stavano proclamando vittoria e benedizione. L'unico problema era che Gesù non ne era impressionato. Egli rispose:

“e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo. Io riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti.” (Apocalisse 3:17, 19).

Ovviamente, era un linguaggio forte, ma Gesù tratta sempre con fermezza coloro che Egli ama. “Qual è infatti il figlio che il padre non corregga?” leggiamo in Ebrei (12:7).

Notiamo che il Laodicesi erano i santi di Dio, ereditieri di tutte le promesse. Erano parte del corpo di Cristo—cantavano inni, lodavano Dio la Domenica, stavano fisicamente bene, ne gioivano e non c'era alcun dubbio se li si considerava più giusti dei loro vicini pagani. Invece, essi stavano quasi per essere vomitati. Che chiamata al risveglio!

Quando il corpo di Cristo si trova nei guai, vi è bisogno di un'azione forte. Non possiamo starcene semplicemente seduti e sperare che il problema si risolva da solo.

La chiesa primitiva cominciò in modo dinamico e potente. Essi erano uniti, costanti nella preghiera, ripieni dello Spirito Santo, pronti a compiere l'opera di Dio come Dio voleva e vedendone i risultati che glorificavano Lui.
Poi arrivò il primo attacco (leggiamo Atti 4:2-3). Come reagì la chiesa? Si mise subito a pregare così:

“Signore, tu sei il Dio che hai fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi . . . Ed ora, Signore, considera le loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare la tua parola con ogni franchezza, stendendo la tua mano per guarire e perché si compiano segni e prodigi nel nome del tuo santo Figlio Gesù».” (Atti 4:24, 29-30).

Questo è esattamente quanto i profeti dissero loro di fare durante i secoli: quando siete sotto attacco, quando affrontate una nuova sfida, in ogni stagione, in ogni tempo, invocate il nome del Signore ed Egli vi aiuterà.


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Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo edificio situato in una zona molto difficile della città. Originario di Brooklyn, è un vecchio amico di David e Gary Wilkerson e assiduo relatore alle conferenze della Expect Church Leadership sponsorizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 27 giugno 2014

IL FIUME DI VITA

In Ezechiele 47, al profeta viene mostrato questo: negli ultimi giorni, la Chiesa di Gesù Cristo sarà più gloriosa, più vittoriosa di quanto non lo sia mai stata in tutta la storia. Il vero Corpo di Cristo non s’indebolirà né diminuirà di potenza o autorità spirituale. No, la Sua Chiesa uscirà nello splendore della potenza e della gloria e godrà della piena rivelazione di Gesù più di quanto chiunque abbia mai conosciuto.

Ezechiele scrive, “Il suo pesce sarà dello stesso genere e in grande quantità, come il pesce del Mar Grande” (Ezechiele 47:10). Sorgerà un corpo di credenti che nuoterà nelle acque che aumentano, le acque della presenza del Signore.

La visione di Ezechiele delle acque in aumento (Ezechiele 47:3-4) parla di un aumento di Spirito Santo. Negli ultimi giorni, ci sarà un incremento della presenza di Dio fra il Suo popolo.

Il fondamento stesso di questo fiume è la croce. Vediamo l’adempimento di quest’immagine nel seguente verso: “Ma uno dei soldati gli trafisse il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua” (Giovanni 19:34).

Questo fiume crescente è l’immagine della Pentecoste, quando lo Spirito Santo fu dato ai discepoli. Insieme a questo dono dello Spirito, i seguaci di Cristo ricevettero la promessa per cui Egli sarebbe stato un fiume di vita traboccante in loro. E quel fiume avrebbe fluito in tutto il mondo (vedi Giovanni 7:38-39).

Secondo la visione di Ezechiele, il fiume di vita sarà al suo massimo subito prima della venuta del Signore. Dio condusse il profeta in un viaggio meraviglioso ed Ezechiele testimonia, “Mi fece attraversare le acque” (Ezechiele 47:3). E il Signore continuava a spingere il profeta avanti, sempre più in profondità nelle acque. Ezechiele dice che infine l’acqua era troppo profonda per lui, troppo travolgente. “Erano acque nelle quali bisognava nuotare: un fiume che non si poteva attraversare” (47:5).

Riesco solo a immaginare lo stupore di quest’uomo mentre il Signore gli chiedeva, “Ezechiele, cos’è questo fiume che sale? Se questo fiume è la vita e la potenza della resurrezione, chi sono coloro che saranno così benedetti da poter notare in tale gloria?” Ezechiele poteva solo vedere quello di cui noi invece godiamo.

giovedì 26 giugno 2014

CANTA, GRIDA E ADORA!

Satana sembra non sapere che più attacchi un servo ripieno di Spirito, più lode sorgerà da lui! Getta un santo di Dio in una crisi e questi canterà, griderà e adorerà Gesù! Se leghi con problemi e avversità un figlio di Dio ripieno di Spirito, questi canterà, griderà e adorerà ancora di più!

Subito dopo che Paolo ebbe sgridato dei demoni da una ragazza posseduta (Atti 16:16-18), Satana iniziò a smuovere le cose. Attizzò la folla contro Paolo e Sila – e improvvisamente si trovarono in una crisi terribile!

I magistrati della città li fecero frustare e gettare in prigione. E ad ogni colpo sulle loro schiene, posso sentire il diavolo dire, “Allora, pensate di aver ottenuto vittoria? Pensate di scacciare i miei demoni e prendere autorità su di me?”

Sembra che il diavolo non sapesse che più frusti un servo di Dio che cammina nello Spirito, più lode farai uscire da Lui! “Verso la mezzanotte Paolo e Sila pregavano e cantavano inni a Dio; e i prigionieri li udivano” (Atti 16:25).

Se dobbiamo camminare nello Spirito, allora dobbiamo credere che Dio possa compiere liberazioni soprannaturali da ogni legame di Satana, anche se per farlo dovesse creare un terremoto. Questo è esattamente quanto fece per Paolo: “Improvvisamente si fece un gran terremoto, tanto che le fondamenta della prigione furono scosse: e in quell'istante tutte le porte si aprirono e le catene di tutti si sciolsero” (Atti 16:26).

Satana cercherà di farti piombare addosso la tentazione o la prova più tremenda che tu abbia mai affrontato. Vuole che tu resti impantanato nella colpa, nella condanna e nell’autocommiserazione. Caro santo, devi elevarti nello Spirito e distogliere lo sguardo dalle circostanze e dai legami. Non cercare di capire tutto. Inizia a lodare, cantare e confidare in Dio – ed Egli si prenderà cura della tua liberazione.

mercoledì 25 giugno 2014

UNE FOI QUI OSE

Niente onora Dio più della nostra fiducia in Lui davanti alle difficoltà. Nel Salmo 106 vediamo Israele contemplare un miracolo incredibile, mentre il Mar Rosso si richiudeva sull’esercito egiziano, annegandone ogni soldato. “Li salvò dalla mano di chi li odiava e li riscattò dalla mano del nemico. E le acque ricopersero i loro nemici, e non sopravvisse di loro neppure uno. Allora credettero alle sue parole e cantarono la sua lode” (versi 10-12). E le parole seguenti sono, “Ben presto però dimenticarono le sue opere” (verso 13). Quanto velocemente dimentichiamo i miracoli e le benedizioni passate.

Non possiamo fidarci della nostra fede nelle esperienze passate – siamo troppo noncuranti – e queste da sole non saranno sufficienti a fortificarci nelle difficoltà presenti. Abbiamo bisogno di una fede fresca – ancorata in una provvidenza quotidiana dalla Parola di Dio – una parola fresca da parte di Dio!

Confida in Dio nelle difficoltà ed Egli ti concederà più grazia, la Sua provvidenza e la Sua forza.

Confidare in Dio in mezzo alle distrette richiede una fede ardita – significa affidare ogni cosa nelle Sue mani premurose. Arriva il tempo in cui dobbiamo tuffarci con fiducia e gettare ogni peso su di Lui. Questa fede ardita Gli è gradita più di tutto.

La fede è la nostra sola speranza, la nostra unica via d’uscita dalle difficoltà, quindi facciamo un passo di fede e affidiamo tutto a Lui.

Prendi, ad esempio, le prove tremende che Israele affrontò nel deserto. Non c’era pane, non c’era cibo d’alcun tipo. Immagina un gruppo d’intercessione che dice: “Preghiamo che domani ci sveglieremo e scopriremo fiocchi bianchi di cibo angelico (manna) – col sapore di miele – che coprano tutto il suolo” (vedi Esodo 16).

Dio aveva un piano – un piano miracoloso e inconcepibile. Dunque ricorda, Dio ha un piano anche per noi e noi dobbiamo confidare in Lui!

martedì 24 giugno 2014

UNA VITA VITTORIOSA

Al Calvario, Gesù privò il diavolo di ogni potenza e autorità. Quando Cristo risorse vittorioso dalla tomba, condusse in libertà un esercito innumerevole di redenti prigionieri nella presa di Satana, e quella processione di redenti, acquistati col sangue, sta marciando ancora oggi.

È meraviglioso come il trionfo di Cristo al Calvario ci abbia dato ancora più della vittoria sulla morte. Essa ha conquistato per noi tesori incredibili in questa vita: grazia, misericordia, pace, perdono, forza, fede – tutte le risorse necessarie a condurre una vita vittoriosa. “Or sia ringraziato Dio, il quale ci fa sempre trionfare in Cristo e attraverso noi manifesta in ogni luogo il profumo della sua conoscenza” (2 Corinzi 2:14).

Dio ha provveduto ogni cosa per mantenere il Suo tempio: “Cristo, come Figlio, lo è sopra la propria casa e la sua casa siamo noi, se riteniamo ferma fino alla fine la franchezza e il vanto della speranza” (Ebrei 3:6).

Lo Spirito Santo qui ci sta mostrando una verità meravigliosa: Gesù ha provveduto per noi ogni risorsa di cui abbiamo bisogno, nel Suo Spirito Santo. Ma è nostra responsabilità mantenere il Suo tempio, e le risorse per farlo devono provenire direttamente dai nostri bottini di guerra.

Cristo ci ha donato tutto il necessario affinché questo mantenimento sia possibile. Egli ci ha adottati nella Sua casa ed Egli veglia alla pietra angolare della casa, la quale ha completamente purificato. Infine, Egli ci ha consentito l’accesso al Luogo Santissimo. Dunque, per fede, ora siamo un tempio completamente stabilito e completo. Gesù non ha edificato una casa completa solo a metà.

Le risorse per mantenere questo tempio in buone condizioni si trovano nello Spirito stesso di Cristo. Egli è il tesoriere di ogni bottino. Queste risorse vengono rilasciare quando vediamo il nostro bisogno e cooperiamo con Dio, e quella cooperazione inizia quando ci troviamo in mezzo al conflitto.

Le nostre risorse consistono nella capacita di somigliare a Cristo, che acquisiamo mentre siamo immersi nella battaglia. Sono le lezioni, la fede, il carattere che otteniamo dalla guerra contro il nemico.

lunedì 23 giugno 2014

POTENZA DI RESURREZIONE by Gary Wilkerson

“Vennero alcuni dalla casa del capo della sinagoga, dicendo: ‘La tua figlia è morta’” (Marco 5:35).

Questa notizia deve aver colpito il cuore di Giairo come un pugnale. Aveva appena sentito Gesù dire alla donna dal flusso di sangue che la sua sofferenza era finita e ora gli veniva detto che la sua sofferenza era appena iniziata. Immagino quest’uomo pio pensare, “La mia mancanza di fede ha fatto morire mia figlia”.

In questo passo c’è un messaggio importante per chiunque si trovi in una situazione che è precipitata completamente. Forse la tua guarigione non è avvenuta o il tuo matrimonio è finito. Forse quel tuo caro perduto non è mai venuto a Gesù. Non riusciamo a capire perché Dio permetta certe tragedie.
Il tipo di fede che Gesù mostra in questa scena è la più difficile da avere. Tutte le circostanze ci dicono che è troppo tardi perché Dio intervenga. Eppure Gesù cerca una vede davvero speciale in questi momenti, una fede che dica, “Sì, la mia situazione è oltre ogni speranza, ma Gesù può ancora farlo”.

Questo tipo di fede fu richiesta ad Abrahamo. Suo figlio Isacco era già considerato morto quando Abrahamo sollevò il coltello per ucciderlo in obbedienza al Signore. Ma proprio quando le promesse di Dio sembravano false, l’Onnipotente intervenne (vedi Genesi 22).

Questo fu esattamente il modo col quale Gesù intervenne con Giairo. Gli disse, “Non temere, credi solamente” (5:36). Non credo che Cristo qui stesse richiedendo fede da parte di Giairo, quanto che stesse dichiarando fede nella sua vita. Proprio come il Signore disse alla creazione, “Sia la luce”, così disse a Giairo, “Sia la fede”.

Amico, se Gesù ti parlasse in maniera udibile oggi, credo che direbbe la stessa cosa per la tua situazione: “Credi solamente!” Egli sa che sei al di là delle tue forze e capacità ed Egli crea in te la fede. Egli profetizza su te, dicendo, “Solo abbi fede per il tuo matrimonio, per i tuoi figli, per la tua afflizione fisica, per le tue finanze, per la tua opera nel ministero – per ogni area della vita che è peggiorata e non migliorata, e che persino ora giace sul letto di morte”.

Conosciamo il resto della storia di Giairo. Gesù disse a tutta la casa, “Perché fate tanto chiasso e piangete? La fanciulla non è morta, ma dorme” (5:39). Forse anche la tua situazione forse sembra disperata – ma non lo è per Gesù. Egli risuscitò la figlia di Giairo dalla morte ed Egli è pronto a intervenire nella tua situazione con la stessa potenza di resurrezione!

sabato 21 giugno 2014

NON SIAMO SENZA SPERANZA by Carter Conlon

Quando un grido profondo si forma nei cuore del popolo di Dio, qual è la Sua risposta? Credo che la risposta si trovi in 1 Samuele. Dio permette che una santa disperazione prenda luogo non solo in una nazione, ma nei cuori di coloro che Egli userà per chiamare la gente a Sé. In questo caso, si trattava di una donna sterile di nome Anna.

“Or la sua rivale la molestava continuamente per farla irritare, perché l'Eterno aveva chiuso il suo grembo. Così succedeva ogni anno; tutte le volte che Anna saliva alla casa dell'Eterno, Peninna la molestava; per cui ella piangeva e non prendeva più cibo. Allora suo marito Elkanah le disse: «Anna, perché piangi? Perché non mangi? Perché è triste il tuo cuore? Non sono io per te meglio di dieci figli?». Dopo che ebbero mangiato e bevuto a Sciloh, Anna si levò. Or il sacerdote Eli stava seduto sul sedile all'entrata del tabernacolo dell'Eterno. Nell'amarezza della sua anima pregava l'Eterno piangendo dirottamente” (1 Samuele 1:6-10).

Ecco qui Anna in un momento di santa disperazione—un momento che molti di noi stanno passando quest'oggi. Nota bene che questo tipo di disperazione è ben diverso da quello del mondo che vive lontano da Dio. Le persone senza Dio si disperano nel momento in cui le circostanze cominciano a sopraffarle e quando la disperazione comincia a riempire i loro cuori. Noi, invece, non siamo persone senza speranza. Ma ciò nonostante, un grido profondo si sta formando nel cuore del popolo di Dio.

La Bibbia ci dice che alla fine Anna giunse ad un livello tale di disperazione in cui non riuscì nemmeno a parlare. Ho sperimentato che nel momento in cui prego—arrivo al punto in cui non riesco più a dire una parola. Ma è in quei momenti, che come viene detto in Romani: “lo Spirito sovviene alle nostre debolezze, perché non sappiamo ciò che dobbiamo chiedere in preghiera, come si conviene, ma lo Spirito stesso intercede per noi con sospiri ineffabili” (Romani 8:26).

Non è per caso se una santa disperazione che Dio stesso ha lasciato crescere nel tuo cuore ti abbia colpito in questo momento particolare. È la prova che Dio desidera fare qualcosa dentro e attraverso te.


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Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 20 giugno 2014

LA MANO DEL SIGNORE ERA SU DI LUI

Quando leggo delle grandi gesta degli uomini di Dio nell’Antico Testamento, il mio cuore brucia. Questi servitori erano così aggravati per la causa di Dio che le opere potenti da loro compiute sono sconcertanti per i cristiani oggi. I loro esempi rivelano un modello da seguire per noi. Questi uomini possedevano qualcosa nei loro cuori e nel loro carattere da far sì che Dio li scegliesse per compiere i Suoi scopi ed Egli ci sta esortando a cercare le stesse caratteristiche.

Esdra fu un uomo di Dio che risvegliò un’intera nazione, un uomo che aveva la mano di Dio su di lui, secondo la Scrittura. Esdra testimoniò, “Così mi sentii incoraggiato, perché la mano dell'Eterno, il mio Dio, era su di me” (Esdra 7:28). In altre parole, Dio stese la Sua mano, avvolse Esdra e lo trasformò in un uomo diverso.

Perché Dio l’avrebbe fatto? C’erano centinaia di scribi in Israele a quel tempo e tutti loro avevano la stessa chiamata a studiare e spiegare la Parola di Dio al popolo. Cosa rendeva Esdra speciale rispetto agli altri? Cosa fece mettere la mano di Dio su quest’uomo per metterlo al di sopra di oltre cinquantamila persone per ricostruire la città distrutta di Gerusalemme?

La Scrittura ci offre questa risposta: “Esdra si era dedicato con il suo cuore a ricercare la legge dell'Eterno, a metterla in pratica” (Esdra 7:10). Per dirla in parole semplici, Esdra prese una decisione cosciente. Egli prese la risoluzione, al di sopra di tutto il resto, di investigare la Parola di Dio ed obbedirle e non deviò da tale decisione. Egli si disse, “Sarò uno studioso della Parola e agirò in base a tutto quello che leggerò”.

Molto prima che Dio mettesse la Sua mano su Esdra, questo era diligente nell’investigare le Scritture. Egli si lasciava esaminare da essa e purificare da tutta la sporcizia nel corpo e nello spirito. Esdra era affamato delle Scritture e si rallegrava in esse; egli lasciava che le Scritture preparassero il suo cuore per ogni opera alla quale Dio lo chiamava. Ecco perché il Signore pose la Sua mano su Esdra e lo unse.

giovedì 19 giugno 2014

MEDICINA CHE GUARISCE

Il comandamento di Dio di amare i nostri nemici può sembrare una medicina amara e disgustosa. Ma come l’olio di ricino che ho dovuto ingoiare, è una medicina che guarisce.

Gesù affermò molto chiaramente, “Voi avete udito che fu detto: "Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico". Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano” (Matteo 5:43-44).

Stava forse Gesù contraddicendo la legge qui? Affatto. Egli stava ribaltando lo spirito della carne che si era insinuato nella legge. A quel tempo, i giudei amavano solo altri giudei. Un giudeo non doveva stringere la mano a un gentile, né lasciare che la propria veste toccasse quella di un estraneo. Tuttavia, non si trattava dello spirito della santa legge che istruiva, “Se il tuo nemico ha fame, dagli pane da mangiare, e se ha sete, dagli acqua da bere, perché così accumulerai carboni ardenti sul suo capo, e l'Eterno ti ricompenserà” (Proverbi 25:21-22).

Possiamo odiare le azioni immorali di quelli che sono al potere. Possiamo odiare i peccati degli omosessuali, di quelle che abortiscono e di quanti disprezzano Cristo. Ma il Signore ci comanda di amarli come persone – persone per le quali Gesù è morto – ed Egli ci comanda di pregare per loro. Se in qualsiasi momento disprezzo una persona invece del principio che si cela dietro di essa, non sto veramente rappresentando Cristo.

Sono stato testimone di una parata omosessuale sulla Quinta Strada, qui a New York. Duemila e cinquanta gay marciarono, molti mezzi nudi e altri con cartelli che proclamavano, “Dio è gay”. Sono però anche testimone del loro rompere le fila e assalire dei cristiani con dei cartelli sui quali c’era scritto, “Dio ODIA il tuo peccato – ma ama te”.

Diventai rosso di rabbia. Avevo voglia di invocare su di loro lo stesso fuoco che cadde su Sodoma. Ma pensandoci, mi sono detto, “Sono come i discepoli che volevano invocare il fuoco dal cielo e consumare coloro che rifiutavano Gesù”.

Ama i tuoi nemici! Ama coloro che ti sbandierano in faccia il loro peccato! Prega per loro! Benedici coloro che ti maledicono!

Questo è esattamente ciò che Gesù ha detto! Allora fallo!

mercoledì 18 giugno 2014

IL SUO REGNO

In nessun altro regno Dio regna tanto supremamente e potentemente quanto nel Suo – in quello che Egli ha stabilito nel cuore del Suo popolo.

Gesù disse, “Ecco, il regno di Dio è dentro di voi” (Luca 17:21). Ed è in questo regno – il regno dei nostri cuori – che Cristo regna supremo sul Suo popolo, guidandoci, guarendoci, governando le nostre azioni e i nostri comportamenti.

“Non ci sarà fine all'incremento del suo impero e pace sul trono di Davide e sul suo regno” (Isaia 9:7). Questo verso parla del dominio eterno di Gesù nell’eternità. Tuttavia, esso ha anche un altro significato importante: dobbiamo sempre aumentare la nostra sottomissione al regno del nostro Re.

Puoi dire onestamente che, giorno dopo giorno, il governo di Gesù sulla tua vita sta aumentando? Stai portando il tuo comportamento sempre più sotto la Sua autorità?

Ti chiederai – se Gesù è in cielo, governando in tutta la Sua autorità alla destra del Padre, come fa a governare il Suo regno qui sulla terra? Troviamo la risposta nel libro degli Ebrei, in cui l’autore ci dice che nell’Antico Testamento, Dio parlava al Suo popolo mediante profeti. Ma oggi il Signore ha scelto di parlare mediante Suo Figlio.

“Dio, dopo aver anticamente parlato molte volte e in svariati modi ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo di suo Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, per mezzo del quale ha anche fatto l'universo” (Ebrei 1:1-2).

Gesù è il messaggio esplicito di Dio per noi – la Parola divina fatta carne. A Sua volta, il Padre ha mandato lo Spirito Santo per ricordarci le parole che Gesù proferì qui sulla terra. Dunque, Gesù ci governa mediante la Parola di Dio scritta e rivelata. La Bibbia è lo scettro del nostro Re, mediante la quale Egli ci fa conoscere la Sua parola.
Se vuoi sentire la testimonianza di un uomo governato dalla Parola di Dio, guarda il Salmo 119:11: “Ho conservato la tua parola nel mio cuore, per non peccare contro di te”.

martedì 17 giugno 2014

VERA CONSOLAZIONE

“Come una madre consola il proprio figlio, così io consolerò voi e sarete consolati in Gerusalemme. Voi vedrete questo, e il vostro cuore gioirà, le vostre ossa riprenderanno vigore come l'erba fresca. La mano dell'Eterno si farà conoscere ai suoi servi e si adirerà grandemente contro i suoi nemici” (Isaia 66:13-14).

Lasciami porre una domanda: Per quanto tempo un insegnante tollererà uno studente cocciuto e ostinato che si rifiuta di ascoltare consigli? Non molto! Il profeta Isaia porta uno degli esempi più eccelsi possibili per gli uomini – quello dell’amore di una madre per il figlio – e ci mostra qualcosa dell’amore che il Padre nutre per noi.

Una madre nella nostra chiesa impiega un giorno intero per andare a fare visita a suo figlio, che si trova in una prigione a nord del nostro stato. Sale su un autobus e impiega ore, solo per vederlo qualche istante. Questa mamma guarda attraverso un vetro suo figlio in quella divisa scialba e vede l’agonia nel suo sguardo – e ad ogni viaggio, un’altra piccola parte di lei muore. Ma non lo abbandona mai. Lui è sempre suo figlio e lei lo ama!

Questo è il tipo d’amore che lo Spirito Santo vuole che tu conosca, l’amore che Dio ha per te! Egli ci consola dicendoci, “Una volta hai detto di aver dato tutto a Gesù. Gli hai dato il tuo amore, e Lui ancora ti ama. Ed ora, non ti lascerà andare. Sono stato mandato da Lui per compiere un’opera, e continuerò a compierla!”

Non esiste vera consolazione per alcuno su questa terra che non provenga dallo Spirito Santo. Ecco perché hai bisogno che Lui dimori in te. Solo Lui può farti addormentare la notte, come i un letto caldo, e riempire il tuo cuore di una pace perfetta. Solo Lui può davvero consolarti in momenti di dolore e sofferenza. Egli è Colui che ti rassicura, “Questa consolazione non è solo per adesso – è eterna!”

sabato 14 giugno 2014

QUESTA È FEDE CON PENTIMENTO by Claude Houde

Gesù ebbe una visione di Pietro che sarebbe diventato un pilastro per la Sua Chiesa e colui che avrebbe aperto le porte del regno di Dio per la prima volta ai non Giudei, un momento nella storia (Atti 10) che portò ad una innumerevole raccolta di anime durante i secoli.

Caro lettore, non dimenticare mai che la Chiesa di Cristo, con circa un miliardo di persone forti e più di due mila anni dopo, ebbe inizio col semplice messaggio di un uomo che fu considerato più come un perdente ed uno spirituale trapassato. Coloro che frequentarono Pietro ti avrebbero detto che era un “gran chiacchierone” e che fallì miseramente, l'ennesima storia di potenziale sprecato. Gesù fu abbagliato da questa visione che, per fede, di Pietro sarebbe diventato un uomo di Dio, un uomo di coraggio e d'influenza eterna. Caro amico, questa è fede con pentimento! È una fede che grida: “oh, Signore, insegnami a vedere me stesso e a vedere gli altri con una fede che trascenda le limitazioni delle circostanze, trascorsi, tragedie, fallimenti, il mio intendimento e le abilità umane”.

La bellezza della Chiesa sparsa nel mondo non si trova nei suoi edifici, nella sua architettura o nei suoi programmi. Lo splendore ed il valore della Chiesa del 21° secolo sta nelle testimonianze delle vite trasformate dalla fede con pentimento, una persona alla volta, nata con una storia da raccontare, un messaggio di grazia, speranza e redenzione per persone reali con vite reali che vivono nel mondo reale d'oggi. Questo è ciò che mi motivò a rispondere, per mezzo della fede con pentimento, alla Sua chiamata, alla Sua causa ed a dedicare la mia vita per l'opera di Dio.

Credo che nei cuori di milioni di uomini e donne di ogni epoca ed esperienza di vita, vi sia un'insaziabile sete, una ricerca ed un sogno per un Dio che non conoscono ancora, che non hanno trovato nella religione tradizionale, che attraverso la fede, offre la possibilità di trovare una nuova direzione e speranza.

Caro lettore, ti prego di unirti a me ovunque tu sia per pregare semplicemente: “Signore, aumenta la nostra fede! Vogliamo abolire ogni fatalismo, rituale, incredulità e cinismo. Vogliamo cambiare direzione”. Amato, sentirai una voce che ti permetterà di alzare la testa ed asciugare le lacrime dal tuo viso, mentre ti dirà queste parole di speranza: “Beati coloro che sono affamati e assetati... perché essi saranno saziati” (Matteo 5:6).

La fede con pentimento otterrà sempre resurrezione.


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Claude Houde, pastore della Eglise Nouvelle Vie (Chiesa della Nuova Vita) a Montreal, Canada, è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo. Sotto la sua guida La Chiesa della Nuova Vita è cresciuta da poche persone a più di 3500 in una parte del Canada dove le chiese Pentecostali hanno da sempre avuto poco successo.

venerdì 13 giugno 2014

INONDATI DALL’AMORE DI DIO

Il Padre ti ama! È non giungendo a comprendere questo punto che migliaia di credenti deludono Dio. Sono disposti ad essere convinti di peccato e di essere mancanti, sempre di più, ma non permettono allo Spirito Santo di inondarli dell’amore del Padre.

Il legalista ama vivere sotto convinzione. Non ha mai compreso l’amore di Dio o consentito allo Spirito Santo di ministrare quell’amore alla sua anima.

Noi alla Chiesa di Times Square insegniamo che la persona retta, colui che davvero ama Gesù ama il rimprovero. Costui impara ad accogliere lo Spirito Santo quando Questo espone ogni area nascosta di peccato e incredulità – perché più affronta il peccato, più diviene felice e libero.

L’attitudine che noto in risposta al ministero delle newsletter è varia. Quando scrivo messaggi tuonanti di giudizio, sono coperto di risposte d’approvazione. Quando condivido la dolcezza e l’amore di Gesù ricevo lettere che dicono, “Non stai più predicando la verità!” è come se le persone dicessero, “Se non rimproveri, allora ciò di cui stai parlando non può essere evangelo”.

Tali credenti non sono mai entrati nella grande missione d’amore dello Spirito Santo. Questa è un’area in cui devi imparare a camminare nello Spirito e non per sentimento! Camminare nello Spirito significa permettere allo Spirito Santo di compiere in te ciò per cui è stato mandato. E ciò significa permettergli di inondare il tuo cuore, proprio ora, dell’amore di Dio! “Perché l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Romani 5:5).

Isaia disse, “Come una madre consola il proprio figlio, così io consolerò voi e sarete consolati in Gerusalemme” (Isaia 66:13). Isaia stava scrivendo a un testardo popolo di Dio che “si è allontanato seguendo la via del suo cuore” (Isaia 57:17).

giovedì 12 giugno 2014

FIDUCIA TOTALE IN CRISTO

Quando parlo di fiducia totale in Cristo, non intendo soltanto la Sua potenza salvatrice ma anche la Sua potenza protettrice. Dobbiamo confidare che il Suo Spirito ci custodisca e ci renda in grado di essere conformi all’immagine di Gesù.

Pensa alla tua testimonianza. Un tempo eri lontano da Dio a motivo delle tue opere malvagie. Quale buona opera hai compiuto per mettere le cose apposto con Lui? Nessuna! Nessuno è mai riuscito a salvarsi da solo.

Allo stesso modo, nessuno ha mai potuto rendersi e mantenersi santo. Siamo portati alla santità di Cristo ogni giorno solo per mezzo della fede, confidando in quello che dice la Parola di Dio: “Ma come colui che vi ha chiamati è santo, voi pure siate santi in tutta la vostra condotta” (1 Pietro 1:15).

“E voi stessi, che un tempo eravate estranei e nemici nella mente con le vostre opere malvagie, ora vi ha riconciliati nel corpo della sua carne, mediante la morte, per farvi comparire davanti a sé santi, irreprensibili e senza colpa, se pure perseverate nella fede” (Colossesi 1:21-23).

Nota la frase “se pure perseverate nella fede”. Gesù sta dicendo, “Continua a confidare in Me, vivendo per fede. Io ti presenterò davanti al Padre puro, senza macchia, santo”.

Non esistono livelli di santità, ma solo livelli di maturità in Cristo. È sciocco confrontarti con qualcuno che tu descrivi come “santo”. Tutti noi siamo misurati da uno standard: la santità di Cristo. Se siamo in Lui, la Sua santità è nostra in eguale misura.

Mai più devi guardare un altro cristiano e dire, “Oh, vorrei essere santo come lui”. Forse non possiedi la disciplina o la vita di preghiera di quella persona; forse lotti più frequentemente e sbagli più spesso di lui. Ma lui non è più accetto dal Padre di te. Non devi confrontarti con nessuno, perché nessuno è più amato agli occhi del Padre di te!

Caro santo, deponi ogni fiducia nella carne e fa questa dichiarazione: “Io dichiaro la mia santità, che è in Cristo Gesù. Io sono parte del Suo corpo e Mio Padre mi vede santo perché io dimoro in Lui”.