sabato 28 maggio 2016

GUARDA DIO BENEDIRTI - Claude Houde

Fui invitato a condividere la Parola alla Times Square Church, la congregazione di Manhattan guidata dal Pastore David Wilkerson. Cenammo insieme e passeggiando per tornare indietro, gli chiesi un consiglio, visto l'approssimarsi dell'apertura della nostra chiesa nell'arco di alcuni mesi. Il Pastore Wilkerson, autore di più di quaranta libri, fondò i Centri Teen Challenge che continuano a portare liberazione ai tossicodipendenti di tutto il mondo. Diede inizio alla World Challenge, un'organizzazione cristiana che supporta missioni in tutto il mondo ed anche un numero indefinito di altri ministeri. In tarda età, il Pastore Wilkerson parlò in conferenze a migliaia di pastori faccia a faccia ed è considerato l'uomo che ha veramente marchiato per Dio la nostra generazione.

Ero un po' nervoso. Il Pastore Wilkerson era un uomo molto umile, simpatico, gentile e premuroso, ma era anche estremamente serio e molto intenso. Lo amo, rispetto ed ammiro e sono molto grato per tutto ciò che ha fatto per me e per l'opera di Dio nel mondo Francese.

Mentre camminavo con lui per le strade affollate della Città di New York, con una luce così brillante che sembrava fosse giorno, volevo evitare di dire la cosa sbagliata. Alla fine trovai il coraggio e dissi: “Pastore Dave, a breve diventeremo una chiesa. Hai la chiave, qualche consiglio che vorresti condividere con me? Ciò che sto cercando di dire è, se c'è qualcosa che io devo fare o sapere, cosa sarebbe?”

Fui sbalordito dalla sua risposta. Si fermò all'improvviso e cominciò a dire con intensità meravigliosa ed una passione ardente: “vuoi sapere quale sia la chiave? Vuoi davvero saperlo?”

Risposi lui quasi balbettando: “Si, signore, vorrei davvero saperlo”.

Improvvisamente, la sua espressione ed il suo tono di voce cambiarono, e tutta la sua faccia si accese. Come un bambino che conosce un segreto, disse: “Trova il povero! Dai al povero! Aiuta il povero! Disponi il tuo cuore e la tua passione ad aiutare la gente che non sarà mai in grado di ripagarti o fare nulla per te”. Prese una pausa per qualche secondo e con gioia assoluta aggiunse: “e dopo guarda come Dio ti benedirà!”

“Chi ha pietà dei poveri è beato” (Proverbi 14:21).

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Claude Houde è il pastore della chiesa Nuova Vita a Montreal, Canada. Sotto la sua guida la Chiesa Nuova Vita è cresciuta da una decina di persone a più di 3500 in una parte del Canada dove le chiese protestanti hanno da sempre avuto poco successo.

venerdì 27 maggio 2016

PROMESSE PER RINNOVARCI E FORTIFICARCI

Sono convinto che in questo momento la fede del Corpo di Cristo sia sotto un feroce attacco satanico.

Sappiamo che Satana ha sempre inflitto attacchi pensanti contro il popolo di Dio, causando terribili sofferenze. Per secoli, è stato sparso il sangue dei martiri. Santi come Giobbe sono stati provati duramente. Ma la carica contro i fedeli, alla quale assistiamo oggi, è l’ultima sferrata di Satana.

Proprio come la malvagità abbonda in tutto il mondo oggi, lo stesso vale per le afflizioni e le prove della Chiesa di Dio. Vediamo una raffica senza precedenti di malattie, afflizione, problema dopo problema, difficoltà dopo difficoltà – e tutto sembra rendere impossibile una vita di vittoria per qualsiasi credente.

La nostra fede e le nostre forze potrebbero indebolirsi, ma nei momenti di debolezza, Dio ci ha fatto delle promesse meravigliose per rinnovarci e fortificarci. Ecco alcune delle promesse che mi sostengono:
  • “Dio è la mia potente fortezza e rende la mia via perfetta…Egli dall'alto stese la mano e mi prese, mi trasse fuori dalle grandi acque. Mi liberò dal mio potente nemico e da quelli che mi odiavano, perché erano più forti di me…Egli è lo scudo di tutti quelli che sperano in lui” (2 Samuele 22:33, 17-18, 31).
  • “Tu mi hai cinto di forza per la battaglia” (2 Samuele 22:40).
  • “L'Eterno darà forza al suo popolo; l'Eterno benedirà il suo popolo con la pace” (Salmo 29:11).
  • “Il Dio d'Israele è quello che dà forza e vigore al popolo. Benedetto sia Dio!” (Salmo 71:9, 16).
  • “Beati quelli che ripongono la loro forza in te…Essi vanno di valore in valore, e infine compaiono davanti a Dio in Sion” (Salmo 84:5, 7).
Credi che il tuo Dio sia forte, come dichiara il salmista? Se lo è, nessun potere può resistere al Suo cospetto. Arrendi ogni cosa nella Sua potente mano forte ed Egli aprirà una via. E soprattutto, credi alla Sua parola: “Nel giorno in cui ti ho invocato, tu mi hai risposto ed hai accresciuto il vigore dell'anima mia” (Salmo 138:3).

mercoledì 25 maggio 2016

L’AULA DELLA PREGHIERA

A volte siamo troppo indifferenti alla preghiera, ma nei momenti di prova ci ritroviamo a lottare col Signore in preghiera ogni giorno, finché non ci sentiamo rassicurati nello spirito che Egli abbia tutto sotto controllo. Più vogliamo che quella certezza ci sia ricordata, più andiamo nello stanzino della preghiera.

La verità è che Dio non permette mai un’afflizione nella nostra vita se non come un atto d’amore. Ne vediamo un’illustrazione nella tribù d’Efraim, in Israele. Il popolo era caduto in grande afflizione e gridò a Dio nel dolore. Egli rispose, “Ho ripetutamente udito Efraim lamentarsi” (Geremia 31:18).

Come Davide, Efraim testimoniò, “Tu mi hai castigato…come un torello non domato; fammi ritornare…perché tu sei l'Eterno, il mio Dio” (31:18). In altre parole: “Signore, Tu ci hai castigati per un motivo. Eravamo come giovani torelli indomati, pieni d’energia, ma Tu ci hai castigati per renderci docili per il Tuo servizio. Hai portato la nostra sfrenatezza sotto il tuo controllo”.

Vedi, Dio aveva grandi progetti per la tribù d’Efraim, progetti soddisfacenti e fruttiferi, ma prima doveva essere istruita e addestrata. Così, Efraim dichiarò, “Mi sono pentito; dopo aver riconosciuto il mio stato, mi sono battuto l'anca” (31:19). Stavano in pratica dicendo: “In passato, quando Dio ci aveva portato in aula per prepararci al Suo servizio, non sopportavamo la correzione. Siamo scappati, gridando, ‘è troppo difficile’. Eravamo testardi, ci sottraevamo sempre dal giogo che metteva su noi. Poi Dio ha posto su noi un giogo più stretto ed ha usato la Sua amorevole verga per spezzare la nostra volontà ostinata. Ora siamo arresi al Suo giogo”.

Anche noi siamo come Efraim: giovani torelli egocentrici che non vogliono essere posti sotto un giogo. Evitiamo la disciplina dell’aratura, di sperimentare dolore e stare sotto la verga. E ci aspettiamo di avere tutto e subito – vittoria, benedizione, prosperità – semplicemente dichiarando le promesse di Dio o “impossessandocene per fede”. Siamo stizziti quando veniamo addestrati nella preghiera privata, quando dobbiamo lottare con Dio finché le Sue promesse non si adempiono nelle nostre vite. Poi, quando arriva l’afflizione, pensiamo “Siamo il popolo eletto di Dio. Perché sta succedendo tutto questo?”

La stanza della preghiera è la nostra aula, e se non abbiamo quel tempo “da soli” con Gesù – se abbiamo ridotto quell’intimità con Lui – non saremo pronti quando arriverà la fiumana.

martedì 24 maggio 2016

IMPORTANTE PER GESÙ E PER IL SUO REGNO

Nonna Carosso, la madre di mia moglie Gwen, è morta all’età di novantacinque anni. Era una donna di preghiera, silenziosa e senza pretese.

Dopo essersene andata col Signore, io e Gwen abbiamo trovato nel suo armadio una scatola piena di matrici di assegni, raccolti in tanti anni. Nonna Carosso aveva speso poco per sé stessa, ma quei libretti mostravano che aveva sostenuto dei missionari per tanti anni. Mandava piccole somme per volta: cinque, sei, dieci dollari.

Per tutto quel tempo, nonna Carosso pensava di non aver fatto molto nell’opera del regno. Diceva di non avere talenti, ministeri, ma era importante per Gesù e per il Suo regno come i tanti missionari sostenuti negli anni coi suoi doni, fatti con sacrificio.

Quando il nostro benedetto Signore ricompenserà quei meravigliosi missionari da lei sostenuti, nonna Carosso condividerà tutti i bottini delle loro vittorie spirituali ottenute in prima linea. Ricorda cosa disse Gesù della povera vedova che gettò due spiccioli nell’offerta: “In verità io vi dico che questa povera vedova ha gettato più di tutti gli altri” (Luca 21:3). La vedova aveva dato tutto ciò che aveva.

Mia moglie Gwen rimaneva a casa quando io, per anni, viaggiavo per evangelizzare in prima linea. Gwen è molto simile alla madre: silenziosa, senza pretese e molto devota alla famiglia. In quegli anni in cui viaggiavo per il mondo, nel ministero, ero quasi sempre lontano da casa. Gwen doveva restare a casa per badare ai nostri quattro figli; lei c’era sempre quando tornavano a casa da scuola, c’era sempre quando esprimevano un bisogno.

Quando tornavo dai miei viaggi, Gwen gioiva con me per i racconti delle numerose anime vinte a Cristo, o dei drogati e gli alcolizzati guariti. Non poteva però andare a compiere quell’opera di persona.

Molte volte ho sentito mia moglie dire, “Non so predicare o cantare. Non sono una scrittrice. Mi sembra di fare poco, se non niente, per il Signore”. Ma Gwen capì che la sua chiamata era di essere moglie e madre fedele (e, alla fine, nonna).

Nello scrivere questo messaggio, ho detto a mia moglie: “Quel giorno, in cui starò davanti a Gesù, se sono stato usato per vincere anime o far sorgere opere buone per piacergli, se ci sarà una qualche ricompensa per me, Gwen, tu ne parteciperai allo stesso modo”.

lunedì 23 maggio 2016

L’AMORE FA UN PASSO IN PIÙ - Gary Wilkerson

Alcuni cristiani pensano che essere in pace significhi evitare il conflitto – ma ciò porta solo a ulteriori divisioni, lotte e disordini. Quand’è stata l’ultima volta che hai evitato un confronto necessario con qualcuno? Hai finito per essere passivo-aggressivo verso quella persona e hai trattenuto gentilezza? Le tue email o i tuoi post su Facebook su quelle persone contengono frecciatine?

Di per sé, non c’è niente di guidato dallo Spirito nell’evitare il conflitto. In realtà, Gesù ci comanda di fare il contrario. Egli ci offre persino le istruzioni specifiche su come muoverci. “Ora, se il tuo fratello ha peccato contro di te, va' e riprendilo fra te e lui solo; se ti ascolta, tu hai guadagnato il tuo fratello” (Matteo 18:15). La direttiva di Gesù qui è impregnata di sapienza. Affrontare una persona in privato protegge la dignità altrui davanti al suo peccato. Consente inoltre alla verità di gettare luce su quel peccato.

Tuttavia, affrontare qualcuno in questo modo non è una soluzione unica. Perché? Innanzitutto, potrebbe non funzionare, come Gesù evidenzia. “Se non ascolta…” (18:16). Inoltre, non si tratta di un comandamento semplicista, nel quale in seguito puoi allontanarti e dire, “Beh, ho fatto quello che Gesù ha detto. Ecco qua. Non dovrò più avere a che fare con questa persona”. Secondo Gesù, c’è di più da fare – perché l’amore fa un passo in più: “Ma se non ti ascolta, prendi con te ancora uno o due persone, affinché ogni parola sia confermata per la bocca di due o tre testimoni” (18:16).

Non finisce nemmeno qui. L’amore continua a fare passi in più, senza fermarsi: “Se poi rifiuta di ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta anche di ascoltare la chiesa, sia per te come il pagano e il pubblicano” (18:17). Quest’ultima frase suona come un rifiuto conclusivo, ma non è così. Le nostre azioni devono fare da riflesso al comportamento del peccatore, affinché questi si ravveda e goda nuovamente di comunione.

Questa sequenza di azioni ci mostra qualcos’altro. Ci insegna fino a dove Dio estende la Sua grazia – e cosa ci costa come agenti di quella grazia. Il cuore di Dio è sempre volto a riportare la pecora perduta nel suo ovile. Quanto si estende questa grazia? Come Gesù disse a Pietro, dobbiamo perdonare il nostro fratello nel peccato “settanta volte sette” – a intendere tutte le volte necessarie. Ancora una volta, ciò richiede un tipo d’amore che rimanda al deporre la propria vita sulla croce. È un amore che dice, “Sono ancora qui per te. Non vado da nessuna parte”. Quest’amore richiede un cammino ripieno di Spirito, perché la nostra carne non potrebbe mai esserne capace.

sabato 21 maggio 2016

POTENZIATI PER FARE GRANDI COSE - Nicky Cruz

Tu ed io abbiamo ricevuto un dono più grande di quanto sia possibile immaginare o chiedere. Ci è stata data una delle benedizioni più potenti che potessimo mai ricevere, il dono dello Spirito Santo. Lo Spirito di Dio. Lo Spirito che è Dio, che vive dentro di noi, che ci dirige, ci guida, potenziandoci in modo da poter fare cose grandi e potenti.

E a questo dono segue una grande responsabilità. Noi dobbiamo prenderlo ed usarlo per la gloria di Dio. Usarlo per portare avanti la gloria di Dio, portare avanti l'opera del regno.

Quando ci muoviamo nella benedizione di Dio, non possiamo mai dimenticare la fonte di questa benedizione o la ragione per cui Egli ci ha benedetti. Non per farci restare a disagio, ma per darci potenza per svolgere un servizio più grande.

Nessuno è più ossessionato di Dio per la salvezza delle anime. Il Suo cuore brucia per coloro che hanno bisogno del Suo amore e del Suo perdono, per coloro che non hanno fiducia in Lui per il loro futuro, per coloro che devono ancora capire quanto Lui li ami e si prenda cura di loro, quanto li voglia tenere fra le Sue braccia amorevoli, cancellare ogni dolore e portarli verso l'eternità!

Dio vive per vedere il giorno in cui il cielo scoppierà per la quantità di anime ed Egli ha fiducia in me ed in te affinché questo accada. Egli ha messo in noi la Sua fede per portare questo fardello al posto Suo, per portare li Suo messaggio di speranza al mondo perduto. Egli brama che noi sviluppiamo un'ossessione per le anime nel profondo del nostro cuore.

Se non hai ancora sviluppato la passione per le anime che Dio vuole che nasca in ciascuno di noi, quella passione che Gesù mostrò durante i giorni che passò sulla terra, allora devi cominciare oggi a chiedereGli di fartela sentir bruciare nel tuo cuore.

“Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra” (Atti 1:8).

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Nicky Cruz, evangelista di fama internazionale ed autore prolifico, si convertì a Gesù Cristo da una vita di violenza e crimine dopo aver incontrato David Wilkerson a New York City nel 1958. La storia della sua drammatica conversione venne per la prima volta raccontata ne La Croce e il Pugnale di David Wilkerson e successivamente nel suo vendutissimo libro Run, Baby, Run.

venerdì 20 maggio 2016

AFFRONTARE LE IMPOSSIBILITÀ

Ho una parola speciale per tutti coloro che devono affrontare delle impossibilità: “L'Eterno, il tuo Dio, in mezzo a te è il Potente che salva. Egli esulterà di gioia per te, nel suo amore starà in silenzio, si rallegrerà per te con grida di gioia” (Sofonia 3:17).

Ecco una rivelazione gloriosa sulla fermezza dell’amore di Dio per il Suo popolo. La Scrittura ci dice che Egli riposa e si rallegra nel Suo amore per noi!

L’espressione ebraica per “starà in silenzio” qui indica che Dio non ha alcun dubbio sul Suo amore per noi. In altre parole, Egli ha fissato, o stabilito, il Suo amore per noi, e non lo rimuoverà mai. In realtà, leggiamo che Dio è così soddisfatto del Suo amore per noi che canta di esso.

Riesci a immaginarlo? In cielo c’è una manifestazione del diletto di Dio per te. John Owen interpreta il passo in questo modo: “Dio salta, come sopraffatto dalla gioia”.

Inoltre, Paolo ci dice, tutto ciò che è al di fuori dell’ordine divino – tutto ciò che viene dall’incredulità e dalla confusione – viene trasformato quando appare l’amore di Dio. “Ma quando apparvero la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore verso gli uomini, egli ci ha salvati” (Tito 3:4).

Nel verso precedente, Paolo dice, “Anche noi infatti un tempo eravamo insensati, ribelli, erranti” (3:3). In altre parole, “non funzionava niente. La nostra fede non era vittoriosa, ma la bontà e l’amore di Dio apparvero, sparsi abbondantemente dal Padre su di noi, mediante Cristo”.

Quando Paolo dice che l’amore di Dio “apparve”, in greco usa un termine che significa “sovrapporre”. In breve, il Signore guardò su noi, povere anime in lotta, piene di paure e dubbi, e sovrappose questa rivelazione: “Il mio amore ti libererà. Riposa e godi del Mio amore per te”.

Ringrazio Dio per il giorno in cui il Suo amore “apparve” a me. Non c’è fede che possa resistere alle impossibilità, a meno che tutto – ogni problema, ogni afflizione – non sia affidato all’amorevole cura di nostro Padre. Quando le situazioni che vivo peggiorano, devo riposare solo nella fede.