giovedì 25 maggio 2017

SOLO GESÙ CI DONA LA VITA

Dio è chiaro quando dice: “Il salario del peccato è la morte” (Romani 6:23).
In Romani 8, Paolo sottolinea il reale potere distruttivo del peccato. Infatti dichiara: “Se vivete per la carne, per certo morirete. Farsi guidare dalla carnalità, vivere solo per i sensi, porta alla morte. Il corpo è morto a causa del peccato”.
In breve, morte vuol dire non avere vita. Solo Gesù provvede la vita dichiarando: “Io sono la resurrezione e la vita” (Giovanni 11:25).
Qualsiasi cosa intraprendano i non credenti li porta alla morte e la causa è proprio la mancanza di vita in loro. Ecco perché molti si abbandonano all'alcol ed alle droghe. Arrivare al limite non è più divertente per loro; anzi è piuttosto un tentativo per anestetizzare il dolore creato dal peccato, un dolore causato da un vuoto reale.
“Con l’intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell’ignoranza che è in loro, a motivo dell’indurimento del loro cuore. Essi, avendo perduto ogni sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza, fino a commettere ogni specie di impurità con avidità insaziabile” (Efesini 4:18–19).
Che condizione orribile ci descrive Paolo. Egli sta dicendo: “Queste persone si sono così lasciate andare al mondo del piacere, da aver perso ogni sentimento”. In breve, sono diventati insensibili a Dio e alla vita. Nella Sua misericordia, il Signore è alla ricerca di ogni anima insensibile.
Paolo mette a confronto le condizioni di coloro che sono nel Corpo di Cristo: “Ma voi non è così che avete imparato a conoscere Cristo. Se pure gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti secondo la verità che è in Gesù, avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente” (Efesini 4:20–23).
Paolo rende semplice il suo messaggio: “Puoi risorgere per mezzo di Lui. Puoi essere cambiato. Puoi ottenere una vita nuova”. Che speranza! 

mercoledì 24 maggio 2017

EGLI È FEDELE DA LIBERARE

In una occasione Paolo stava predicando ad Efeso, una città dove si adorava la dea Diana. Gli orefici di Efeso avevano fatto fortuna vendendo piccole statue della divinità. Ma quando Paolo giunse sulla scena, predicò: “Il vostro dio è falso. C'è solo un vero Dio ed il Suo figliolo visse e morì affinché coloro che sono morti possano vivere”.
Infuriati, i mercanti d'argento realizzarono che il loro mezzo di sostentamento era stato messo in pericolo. Così incitarono la folla ad aggredire Paolo con lo scopo di ucciderlo (leggere Atti 19:24-31).
Paolo era convinto  che stesse andando a morire ed anche in punto di morte confessò: “Fratelli... siamo stati grandemente oppressi, oltre le nostre forze, tanto da farci disperare perfino della vita” (2 Corinzi 1:8, corsivo mio). Come spiegazione aggiunse: “Anzi, avevamo già noi stessi pronunciato la nostra sentenza di morte, affinché non mettessimo la nostra fiducia in noi stessi, ma in Dio, che risuscita i morti” (1:9, corsivo mio).
Dimmi, ti sei mai ritrovato nella stessa situazione di Paolo, senza più forza alcuna? Sei stato privato completamente delle poche forze che ti restavano, ritrovandoti così debole da preoccuparti perfino della tua vita? Quando Paolo disse: “Mi dispero per la mia vita” stava pronunciando e fronteggiando una sentenza di morte: “Abbiamo pronunciato una sentenza di morte dentro di noi”.
Ma Dio arrivò sulla scena e lo liberò. Avendo sperimentato un miracolo, Paolo scrisse alla chiesa di Efeso: “Sono stato risuscitato dalla morte. Il Signore mi ha tratto fuori dalla tomba. Ho visto l'inferno in faccia, ma Dio mi ha risuscitato!”
Paolo testimoniò, in breve, “Il Signore mi liberò da grande morte, Egli continua a liberarmi, e resterà fedele nel liberarmi ancora in futuro”.

martedì 23 maggio 2017

VITA DI RESURREZIONE DA DIO

Essendo cristiani crediamo nella resurrezione di Gesù Cristo. Dopo la crocifissione del Signore, lo Spirito Santo entrò nella tomba in cui Lui giaceva e Lo risuscitò. Ecco perché a Pasqua cantiamo che Cristo risuscitò dalla tomba, vittorioso sui Suoi nemici, ed ora regna per sempre.
Crediamo anche che per la potenza di Cristo noi risusciteremo. Questo accadrà quando Gesù tornerà di nuovo. Le Scritture dicono che tutti noi verremo cambiati in un batter d'occhio (leggere 1 Corinzi 15:52). Lo Spirito Santo ci farà risorgere da questa terra con corpi incorruttibili e ci porterà alla presenza del Signore. Questo è il potere della resurrezione che Paolo descrive nelle sue epistole, il potere di Dio che fa risorgere dalla morte!
Voglio dimostrarti che anche oggi Cristo continua a far risorgere dalla morte. Sto parlando della resurrezione che Dio porta nella vita di coloro che sono spiritualmente morti. Paolo nella sua lettera agli Efesini descrive questo potere in grado di donare la vita:
“Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l’andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell’aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli. Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri; ed eravamo per natura figli d’ira, come gli altri”.
“Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo (è per grazia che siete stati salvati), e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù” (Efesini 2:1–6).

lunedì 22 maggio 2017

GESÙ VUOLE DISTRUGGERE I VECCHI SCHEMI - Gary Wilkerson

La paura può diventare un legame che ci impedisce di fare passi di fede. Ma Gesù ha un rimedio per la nostra paura. Alla festa dei Tabernacoli, si alzò in piedi e dichiarò: “Questo fiume d'acqua viva non si fermerà. Chiunque crede in Me troverà nutrimento vitale in quest'acqua. Essa fluirà fuori da lui come un fiume, dimostrando la bontà del nostro Padre celeste” (leggere Giovanni 7:37-38).
Quando il nostro cuore impaurito viene rinvigorito, una delle cose che fluiscono in esso è la franchezza: “Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica” (Filippesi 4:13). Molti cristiani conoscono questo verso come una preziosa promessa. Ma è molto più di questo, è realtà. Per esempio, non dobbiamo fare appello alla franchezza per testimoniare di Gesù perché Lui stesso sopperisce a essa. Infatti, la fa sovrabbondare in noi.
Questa trasformazione avviene in due modi: (1) ristoro circostanziale e (2) ristoro interiore. Quando Dio dà ristoro alle nostre circostanze, cambia i nostri vecchi schemi. Diamo uno sguardo a due aree comuni: le finanze ed il matrimonio. Se ti ritrovi in problemi finanziari, Lui potrebbe darti ristoro facendoti vedere le tue malsane abitudini da spendaccione per poi convincerti a cambiarle. Potrebbe guidarti a cercare dei consulenti finanziari che possano aiutarti a rimettere in sesto quelle abitudini e diventare un saggio amministratore.
È possibile che voglia distruggere vecchi schemi del tuo matrimonio, schemi che ti mantengono intrappolato nei tuoi modi di fare duri e privi di amore. Troppe coppie dicono l'uno all'altra: “Fai sempre così”, oppure, “Hai fatto la stessa cosa cinque anni fa”, oppure, “Non cambierai mai”. La domanda importante che ogni coppia dovrebbe porsi: “Come posso credere che le cose possano andare meglio con mia moglie e allo stesso tempo gestire realisticamente i nostri problemi?” Tutto parte dal quel famoso pulsante di aggiornamento. Davvero pochi problemi si risolvono durante la notte; altri richiedono un'attenta cura ogni giorno.
Ricorda, Gesù è pronto a ravvivarci con grazia abbondante ogni volta che ne abbiamo bisogno.

sabato 20 maggio 2017

AFFRONTARE IL NEMICO FACCIA A FACCIA - Nicky Cruz

In uno dei suoi salmi più quotati ed anche più fraintesi il Re Davide dice: “Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte,io non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza” (Salmo 23:4). Non credo che Davide stesse chiedendo a Dio di allontanare il male da lui; stava chiedendo di essere spinto in battaglia, essere forzato ad affrontare il nemico faccia a faccia. Era pronto ad andare in battaglia con Satana, e non a nascondersi da lui!
Quando l'apostolo Paolo stava cercando di inculcare ai suoi fratelli nella fede quale fosse il loro proposito come cristiani e la loro ricompensa in cielo, gli disse: “Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole” (1 Tessalonicesi 4:18). In effetti, stava dicendo: “Spingetevi a vicenda verso la battaglia contro il nemico”.
E quando Gesù promise ai suoi discepoli che il Consolatore sarebbe venuto dopo la Sua morte, si trattava di un annuncio di guerra. Lo Spirito Santo li avrebbe sia ispirati che potenziati ad andare in guerra in prima linea. Questa è un aspetto dello Spirito di Dio così reale che ancora oggi viene compresa e abbracciata raramente.
Se vuoi vedere lo Spirito di Dio in piena opera di gloria sulla terra, prova a scendere in prima linea nella battaglia fra bene e male, la battaglia per le anime umane, che viene combattuta con intensità. Se vuoi provare l'ira di Satana, vai un po' sul suo territorio mentre parla alle persone che tiene in cattività dicendo loro cose su Gesù. Guardalo alzare la sua brutta testa nel tentativo di intimidirti e prenderti in giro.
Niente rende Satana più arrabbiato e nervoso del vedere come il popolo di Dio porti la luce della grazia nell'oscurità delle sue prigioni. È lì che lui combatte più con più forza e dove vediamo che lo Spirito Santo brilla con ancora più potenza.
Nicky Cruz, evangelista di fama internazionale ed autore prolifico, si convertì a Gesù Cristo da una vita di violenza e crimine dopo aver incontrato David Wilkerson a  New York City nel 1958. La storia della sua drammatica conversione venne per la prima volta raccontata ne La Croce e il Pugnale di David Wilkerson e successivamente nel suo vendutissimo libro Run, Baby, Run.

venerdì 19 maggio 2017

VEDERE E CONOSCERE L'AMORE DI DIO

Tragicamente, il mondo religioso è stato diviso per secoli. Di generazione in generazione si sono verificate divisioni che hanno messo i cristiani gli uni contro gli altri. Fratello contro fratello, sorella contro sorella e intere denominazioni sono andate in rovina.
La verità è, io amo il mio fratello solo quando posso stare fianco a fianco con lui adorando Gesù. So di amare veramente il mio fratello quando posso stare con fiducia davanti al trono di Cristo sapendo di non avere nulla nel mio cuore contro di lui. E so di amare davvero il mio fratello quando ho per lui lo stesso amore che Gesù mostrò per me.
Quindi, come possiamo amarci veramente gli uni gli altri come Cristo ha amato noi?
Accade quando perdoniamo coloro che ci hanno ferito, proprio come Gesù ha perdonato noi.
Accade quando facciamo tutto quello che è in nostro potere fare per aiutare chi cade nel peccato.
Accade quando stimiamo gli altri più di noi stessi.
Caro santo, oggi ti prego: metti via ogni amarezza, contesa e ogni mancanza di rispetto. Non impedire alla benedizione di Dio di entrare nella tua vita e nella tua casa. Ubbidisci al Suo comandamento per te e ricorda ciò che dice la Sua parola: “Da questo conosceranno che siete Miei, se vi amate gli uni gli altri!” (leggere Giovanni 13:35). Il perduto vedrà e conoscerà l'amore di Dio attraverso il Suo popolo ubbidiente, gioioso e amorevole, la chiesa. Amen!
“Non fate nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascuno, con umiltà, stimi gli altri superiori a se stesso” (Filippesi 2:3).

giovedì 18 maggio 2017

SERMONI ILLUSTRATI

Il mondo ha bisogno di sermoni illustrati, potenti esempi personali, dell'amore di Dio.
In Giovanni 17:21, Gesù pregò: “Che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano [uno] in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato” (corsivo mio).
Pensaci: Anche nelle sue ultime ore, il desiderio di Gesù era ancora rivolto all'umanità perduta. Egli stava dando alla Sua chiesa delle direttive specifiche su come vincere a Lui quelle moltitudini di perduti. Considera le Sue parole finali sull'argomento: “Siate una cosa sola! Mettete da parte ogni contesa e divisione, che il mondo possa credere in Me”.
Potresti pensare: “Suona tutto così semplice. È davvero così che la chiesa sta cercando di raggiungere i duri di cuore? L'amarci a vicenda sarà veramente in grado di fornirci quella potenza soprannaturale per poter combattere l'odio?”
La risposta è sì, sì e sì, assolutamente! Secondo Gesù, il potente amore di Dio è rivelato ancora più chiaramente al mondo per mezzo dell'amore incondizionato che c'è fra il Suo popolo.
Oggi una delle principali strategie di Satana contro la chiesa è quella di causare divisioni e contese. Ovunque guardi nel Corpo di Cristo in tutto il mondo, sono convinto che orde di demoni siano stati inviati dentro le mura della chiesa ed il loro scopo è quello di distruggere l'amore dei cristiani l'uno per l'altro.
La strategia del Diavolo e subdola: mette razza contro razza e ricco contro povero nel Corpo di Cristo. La lotta razziale, nello specifico, viene alimentata in tutto il mondo attraverso la televisione e altri media. Non ho mai visto un tale odio razziale durante il corso degli anni e adesso si sta infiltrando fra le mura della casa di Dio.
Ringrazio Dio che la Times Square Church sia cresciuta senza fare differenze di colore e senza fare distinzione fra ricco o povero. Tutti coloro che sono entrati per le nostre porte vengono trattati con lo stesso rispetto e con lo stesso amore. Abbiamo goduto della benedizione di Dio per molti anni ed io credo che in parte sia dovuto al fatto che abbiamo ubbidito al comandamento di Cristo di amarci gli uni gli altri come Lui ha amato noi.

mercoledì 17 maggio 2017

ATTIRARE L'ATTENZIONE DI UNA GENERAZIONE PERDUTA

Mentre era con i discepoli poco prima della Sua crocifissione, Gesù avvertì: “Alcuni di voi verranno rifiutati, altri verranno imprigionati, mentre altri ancora verranno uccisi. E tutti voi sarete perseguitati” (leggere Giovanni 16:2). Che messaggio!
Ma, allo stesso tempo Gesù diede loro un messaggio di direzione su come raggiungere la loro generazione dopo che Lui se ne sarebbe andato. Questa direzione non aveva niente a che fare con i metodi di evangelismo. Gesù aveva già detto ai discepoli che sarebbero andati in tutto il mondo a predicare il vangelo ed era chiaro che avrebbero avuto bisogno della potenza dello Spirito Santo per poterlo fare.
Gesù disse loro apertamente: “Se obbedite a questo nuovo comandamento, tutti gli uomini conosceranno chi siete e comprenderanno esattamente da che parte state. Probabilmente vi odieranno, vi chiameranno fanatici e vi cacceranno dalle loro sinagoghe, ma sapranno che siete miei”.
Ecco cos'è che Gesù disse ai Suoi discepoli: “Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri” (Giovanni 13:34, corsivo mio). Questa non è un'opzione; è un comandamento di Gesù. È da qui che deve partire ogni sforzo evangelistico.
Vedi, le Scritture dicono chiaramente che dobbiamo dar da mangiare al povero, e la chiesa lo fa sempre con grande fedeltà alla Parola di Dio. Dobbiamo fare molte opere buone attraverso le quali predicare francamente di Cristo. Ma per penetrare la “grande oscurità” dobbiamo fare nostro questo nuovo comandamento di Gesù. Cristo spiega: “Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (13:35, corsivo mio).
Secondo Gesù solo questo amore particolare, l'amore fraterno, attirerà l'attenzione della generazione perduta. È lo stesso tipo di amore sacrificale che Gesù mostrò per ciascuno di noi. Questo amore per i nostri cari in Cristo non può essere compiuto solo a parole, ma con i fatti.

martedì 16 maggio 2017

LA STUPENDA OFFERTA DI GRAZIA DI DIO

Si parla molto ultimamente della condizione spaventosa in cui versa il nostro mondo. Nazione dopo nazione si trova nella tribolazione, sull'orlo del disastro ecologico. Ma in mezzo alla paura ed al tumulto, Dio continua ancora ad amare e salvare le anime perdute.
La sua meravigliosa opera di salvezza non cambia mai, non è collegata all'economia. Il Suo Spirito che ci attira a sé e ci convince non può essere ostacolato da dalle condizioni di Wall Street o dall'incertezza della finanza globale. Il potere salvifico di Dio non è mai stato limitato dal prosciugamento dei conti bancari.
Il fatto è che il nostro Signore non apporta mai correzioni alle sue promesse. Esse sono sempre “sì ed amen” in ogni tempo ed in ogni circostanza (leggere 2 Corinzi 1:20). Dio non promette di provvedere a tutto ciò di cui abbiamo bisogno tranne quando siamo senza lavoro. E non promette di essere Yahweh Jireh, colui che provvede, tranne quando il periodo economico diventa preoccupante.
Le promesse del Nostro Signore non cambiano mai! E questo include la Sua promessa di salvare il perduto. Quando Dio ci comandò di andare per il mondo alla ricerca del perduto, non incluse una clausola di esclusione. Egli non disse: “Predica il Vangelo del Mio Figlio Cristo Gesù a tutte le nazioni, tranne nei periodi difficili”. E non ha mai detto: “Credi nella salvezza di molti, tranne quando c'è grande sconvolgimento nel mondo”.
Grazie a Dio, Lui non ha mai detto che il mondo è così malvagio, così duro di cuore o troppo amante della carnalità per poter essere raggiunto dalla Sua Buona Notizia. In nessun periodo della storia il Signore ha mai messo limiti alla Sua dolce misericordia, e non lo farà mai. Proprio oggi, l'America ed il resto del mondo potrebbe ancora essere risparmiato dal giudizio, se c'è vero pentimento. Certo, questo pentimento richiederebbe un grande umiltà ed un ritorno in massa al Signore. Ma il nostro Dio non ha mai revocato la Sua meravigliosa offerta di misericordia.

lunedì 15 maggio 2017

QUELLA ROCCIA ERA CRISTO - Gary Wilkerson

Quando i figli d'Israele si trovavano nel deserto la sete cominciò a tormentarli ed iniziarono a lamentarsi con Mosè. “Là il popolo patì la sete e mormorò contro Mosè, dicendo: «Perché ci hai fatto uscire dall’Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli e il nostro bestiame?» Mosè gridò al Signore, dicendo: «Che cosa devo fare per questo popolo? Ancora un po’, e mi lapideranno». Allora il Signore disse a Mosè: «Mettiti di fronte al popolo e prendi con te alcuni degli anziani d’Israele; prendi anche in mano il bastone col quale hai percosso il Fiume e va’. Ecco io starò là davanti a te, sulla roccia che è in Oreb; tu colpirai la roccia: ne scaturirà dell’acqua e il popolo berrà». Mosè fece così in presenza degli anziani d’Israele” (Esodo 17:3-6).
Alcuni dettagli di questa scena e la compassione di Dio per il popolo, si ripeteranno successivamente attraverso il sacrificio di Dio. Cristo è la roccia che venne colpita per le nostre trasgressioni quando eravamo persi e senza una dimora. Lui è l'acqua viva che ci sostenta. Paolo ci dice: “Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola, passarono tutti attraverso il mare... bevvero tutti la stessa bevanda spirituale, perché bevevano alla roccia spirituale che li seguiva; e questa roccia era Cristo” (1 Corinzi 10:1, 4).
La scena nel deserto dimostra ciò che Gesù fa per la gente che come Israele si lamenta: Prende su di sé la loro punizione. Egli dichiara: “Io sarò condannato per loro; sarò flagellato; sarò inchiodato alla croce al posto loro, tutto affinché possano ricevere vita abbondante”. Alcuni cristiani rinunciano a questo meraviglioso dono a causa della loro amarezza. Paolo continua dicendo: “Ma della maggior parte di loro Dio non si compiacque: infatti furono abbattuti nel deserto. Or queste cose avvennero per servire da esempio a noi” (10:5-6).
Le nostre vite possono morire nell'amarezza, oppure possono essere ravvivate alla meravigliosa grazia che Dio ci offre, è una nostra scelta.

sabato 13 maggio 2017

QUAL È IL PROBLEMA? - Jim Cymbala

La grande tentazione della cristianità odierna è quella di rendere così gradevole il nostro messaggio alle masse da perdere l'elemento del fuoco.  Giovanni rispose, dicendo a tutti: «Io vi battezzo in acqua; ma viene colui che è più forte di me, al quale io non sono degno di sciogliere il legaccio dei calzari. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco»” (Luca 3:16).
Abbiamo dato vita a dei servizi dolci e delicati. Ma tutto questo non permetterà al regno di estendersi e non glorificherà Gesù. La gente non verrà a Dio senza l'ardente opera dello Spirito Santo.
Non dimenticherò mai l'esperienza personale fatta con Dio anni fa quando ero all'inizio del ministero. Stavo pregando da solo prima del servizio serale del martedì. In quel periodo la chiesa si trovava dentro un edificio fatiscente e sapevo che avremmo avuto meno di dieci persone all'incontro di quella sera. Stavo pregando Dio affinché portasse più persone in chiesa per accrescere l'entusiasmo della congregazione.
Mentre pregavo, lo Spirito Santo operò. Egli andò dritto al mio cuore e sembrò dirmi: “Il problema principale non è la mancanza di persone e la loro immaturità spirituale. Tu sei l'unico che ha bisogno di essere cambiato. Tu manchi di compassione per le persone e non le ami nel modo in cui Io voglio che tu le ami. Nella tua insicurezza tu stai solo provando di portare a termine un altro incontro”.
Parla del fuoco! Parla della parola di Dio che penetra nei cuori! Questo per me non fu facile da udire. Finii con la faccia a terra davanti a Dio. Andai a Lui e Gli chiesi di aiutarmi con i problemi di tutte le persone della chiesa, e invece il Suo fuoco penetrò nel profondo dei miei problemi.
Quando lo Spirito opera nelle nostre vite, Egli ci tiene lontani dalle scuse superficiali e dal giochetto della colpa con il quale ci piace tanto giocare. Il fuoco brucia ciò che è falso e ci porta verso la verità.
Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo e fatiscente edificio in una parte difficile della città. Nativo di Brooklyn, è amico di vecchia data sia di David che di Gary Wilkerson.

venerdì 12 maggio 2017

IL SIGNORE È IL SALVATORE DEL SUO POPOLO

Leggendo il Nuovo Testamento la mia fede viene grandemente incoraggiata dall'esempio di Davide. Sono sbalordito dalla Sua determinazione ad ascoltare Dio anche in mezzo alle tribolazioni.
Dopo una battaglia, Davide ed il suo esercito stavano affrontando il viaggio di ritorno di tre giorni verso casa quando il loro villaggio venne improvvisamente assalito dagli Amalechiti. Questo nemico feroce rapì le famiglie di Davide e dei suoi uomini bruciando l'intera città. Immagina la scena al loro ritorno: “Quando Davide e la sua gente giunsero alla città, essa era distrutta dal fuoco e le loro mogli, i loro figli e le loro figlie erano stati condotti via prigionieri” (1 Samuele 30:3).
Immagino questi uomini potenti che camminano storditi e sconcertati, gridando in agonia: “Com'è potuto accadere? Perché Dio ha permesso tutto questo?”
“Allora Davide e tutti quelli che erano con lui alzarono la voce e piansero, finché non ebbero più forza di piangere” (30:4, corsivo mio).
Questa scenda della vita di Davide ci mostra che c'è certamente un tempo per piangere quando le calamità colpiscono. Effettivamente, questo non fu un piccolo disastro, non si trattò solo della perdita delle loro case, del bestiame o delle colture a causare il pianto di questi uomini possenti; presto avrebbero superato questo momento. Piuttosto era la minaccia che incombeva sulle vite delle loro mogli amate e sui loro figli a tormentate le loro anime. E ciò che susseguì a questa scena avrebbe potuto essere ancora più disastroso per Davide: “Davide fu grandemente angosciato: la gente parlava di lapidarlo, perché tutti erano amareggiati” (30:6).
Amato, anche la persona più devota fra noi può sentire il cuore tremare, provare una paura improvvisa quando arriva un momento critico. In quel momento non è peccato provare una profonda ansietà. Ma il Signore vuole che ogni cuore stanco e travagliato sappia: “Non aver paura! Prendi coraggio, poiché il Signore è il Salvatore del Suo popolo”.

giovedì 11 maggio 2017

IL SUO FUOCO SPRANNATURALE

Isaia gridò: “Signore, tu sei nostro Padre e tutti noi siamo il Tuo popolo! Rivelati e toccaci ancora una volta” (leggere Isaia 64:8-9).
Secoli dopo, lo stesso grido si udì in mezzo ad un altro residuo, i 120 credenti che avevano preso in affitto una stanza a Gerusalemme. Era un periodo simile a quello vissuto da Isaia, giorni di grande osservanza religiosa, con moltitudini che si ammassavano al tempio da ogni parte di Israele. C'era molto sfarzo e le sinagoghe brulicavano di persone religiose. La gente faceva ogni cosa in modo meccanico, osservando solo dei rituali.
Potresti chiederti: “Com'è possibile? Questa era la generazione che ascoltò la potente predicazione di Giovanni Battista. La generazione che vide Dio in carne e ossa, Gesù, camminare fra loro, operando miracoli”. Nonostante questo erano senza vita, aridi e vuoti.
Gesù stesso pianse a causa di questa gente molto religiosa. Gridò loro: “Voi avete l'apparenza della santità, e fate anche opere caritatevoli. Ma dentro siete morti”. Non vennero scossi nemmeno dai segni e dalle meraviglie che Gesù fece. Non vennero scossi quando cacciò i demoni e liberò persone che avevano sofferto per anni a causa dei legami demoniaci. E alla fine lo rigettarono, allontanandosi dall'offerta di grazia che Dio offrì loro.
Ma il Signore non rinunciò a loro. Gesù profetizzò ai 120 discepoli: “Spanderò il mio Spirito su ogni carne”. Per prepararli a tutto questo li istruì dicendo: “Andate a Gerusalemme e trattenetevi finché non verrò a voi”.
Il messaggio di Cristo ai Suoi seguaci fu essenzialmente questo: “Quando sarete insieme, il mio fuoco cadrà su tutta l'adunanza ed il vostro cuore si scioglierà. Il Mio fuoco soprannaturale  rimuoverà tutte le montagne, in chi vi sta vicino, nei vostri compagni Giudei e in tutte le nazioni. La durezza di cuore e l'incredulità si dissolveranno e migliaia si convertiranno in una sola ora. Solo al menzionare il Mio nome moltitudini si ravvederanno e convinceranno di peccato”.

mercoledì 10 maggio 2017

OTTENERE FORZA

In un periodo in cui il grande giudizio stava cadendo sulle nazioni intorno a lui, Isaia testimoniò di avere una doppia porzione di pace.
La stessa meravigliosa prospettiva che Isaia ebbe nei periodi difficili del suo tempo è disponibile anche per noi. Questa promessa di riposo si applica a tutti: “A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida” (leggere Isaia 26:3).
Anche se Isaia era sopraffatto da ciò che vedeva accadere intorno a sé, la Scrittura ci rivela che Lui godeva di una grande serenità. C'erano due ragioni per questo:
Primo, poiché il giudizio era in procinto di colpire le nazioni, Isaia era in costante comunione con Dio in preghiera. “Sulla via dei tuoi giudizi, Signore, noi ti abbiamo aspettato! Al tuo nome, al tuo ricordo anela l'anima” (Isaia 26:8). Isaia era pronto a tutto perché era pronto a “pregare senza cessare”.
Devo chiederti: Mentre la tempesta infuria, sei pronto ad andare al Signore, come fece Isaia? Se lo sei allora otterrai forza, perché la tua mente è fissata sull'amore sovrano del tuo Padre celeste, e Lui ti rivelerà costantemente la Sua potenza e ti incoraggerà ad andare avanti.
L'apostolo Paolo ci rassicura con queste istruzioni: “Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri” (Filippesi 4:8, corsivo mio).
In altre parole: “Hai ascoltato tutti gli avvertimenti. Ora, presta attenzione a ciò che la Parola di Dio rivela e a ciò che i Suoi guardiani stanno dicendo. E, infine, fissa i tuoi pensieri su Gesù e la Sua bontà”.

martedì 9 maggio 2017

COLORO CHE HANNO FIDUCIA

L'Apostolo Paolo descrive proprio i nostri tempi quando scrive: “Negli ultimi giorni verranno tempi difficili... Ma gli uomini malvagi e gli impostori andranno di male in peggio, ingannando gli altri ed essendo ingannati” (2 Timoteo 3:1, 13). Penso agli anni 90 quando le grandi compagnie bancarie sedussero e ingannarono la povera gente, la gente ignorante e i disoccupati con tassi d'interesse elevatissimi. Queste persone del tutto inconsapevoli vennero indotti a firmare e pagare mutui che non avrebbero mai potuto pagare, e quando arrivò il momento di pagare vennero lasciati senza case. Banche rispettabili fallirono a causa dell'inganno, ma i loro dirigenti si salvarono con “paracaduti d'oro” di miliardi di dollari.
Lessi di un tale dirigente che diede una festa costosissima dove si ballò tutta la notte e venne offerto liquore a fiumi, e lo fece sapendo bene che la sua compagnia stava crollando. Lui ed altri fecero festa selvaggiamente nonostante sapessero che centinaia di migliaia di persone avrebbero perso le loro case. Questo è un chiaro adempimento della profezia di Sofonia 1:9: “Quel giorno punirò tutti quelli che saltano la soglia, che riempiono di violenza e di frode le case dei loro padroni”.
Per quanto tempo ancora Dio sopporterà questa follia, e che il Suo nome venga preso così palesemente in giro? Il Signore ha la parola finale in merito, ed infatti dice: “Quel giorno li punirò” (1:9). In breve: “Li svergognerò”.
“La loro spada penetrerà nel loro cuore, e i loro archi si spezzeranno” (Salmo 37:15). Anche mentre sto scrivendo questo, due miliardari stanno per salvarsi perché chissà come mai il loro capitale svanirà nella notte.
Così come il Signore sta ripagando gli infedeli, ricompenserà coloro che si fidano di Lui.
“Confida nel Signore e fa' il bene; abita il paese e pratica la fedeltà.” (Salmo 37:3).

lunedì 8 maggio 2017

ASCOLTARE DIO - Gary Wilkerson


Noi non apparteniamo a noi stessi, ma a Dio! Tutto ebbe inizio quando diventammo nuove creature in Cristo smettendo di vivere per noi stessi. La nostra testimonianza divenne: “Mi ero smarrito ma ora ho ritrovato me stesso. Sottomettendo la mia vita a Lui continuamente”. 
In Giovanni 7 leggiamo che Gesù non viaggiò fuori dalla Galilea perché i Giudei stavano tentando di ucciderlo. Tuttavia, la Festa Giudaica dei Tabernacoli si avvicinava ed i Suoi fratelli volevano che Lui andasse con loro in Giudea affinché potesse essere riconosciuto e affinché Lui si facesse riconoscere al mondo. Gesù rispose loro: “Salite voi alla festa; io non salgo a questa festa, perché il mio tempo non è ancora compiuto” (verso 8).
Ma poco dopo accadde qualcosa di curioso sulla scena proprio a Gesù. Il verso successivo dice: “Ma quando i suoi fratelli furono saliti alla festa, allora vi salì anche lui; non palesemente, ma come di nascosto” (7:10). Perché inizialmente Gesù disse che non sarebbe andato, ma poi decise di andare? Ovviamente, ascoltò la voce del Padre. In un primo momento disse ai Suoi fratelli: “Il mio tempo non è ancora giunto” e dopo un giorno o un'ora oppure appena un istante dopo, il Padre disse Lui: “Questo è il momento giusto, la stagione giusta, il posto giusto. Va'!”
Spesso voglio prendere da solo delle decisioni per la mia vita invece di sottometterle alle vie di Dio. Siamo chiamati a dipendere da Lui, cercare la Sua direttiva, ad aspettare la Sua guida per decisioni importanti della nostra vita. Fare tutto questo può risultarci scomodo e stretto. A volte nel corso degli anni mi è capitato di dire a mia moglie: “Talvolta vorrei non dovermi rapportare con Dio in merito a questo o quello”. Ho sempre invidiato le persone che si candidano ad annunci di lavoro se vogliono farlo o che si trasferiscono quando vogliono andare a vivere da qualche altra parte.
Non credo di essere l'unico ad avere questi pensieri. Ascoltare Dio e sottomettere le nostre vite al Suo volere ed alle Sue direttive è un sacrificio ma i benefici sono innumerevoli. Se i nostri cuori sono allineati al Suo noi saremo in grado di fare qualsiasi cosa.

sabato 6 maggio 2017

CHE NULLA TI SIA D'OSTACOLO - Carter Conlon

Quando scegli di camminare con Dio, tutto ciò che una volta aveva il potere di ostacolarti non ti sarà più di impedimento. Ed ecco la buona notizia! “Allora Labano e Betuel risposero: «La cosa procede dal Signore; noi non possiamo dirti né male né bene. Ecco, Rebecca ti sta davanti: prendila, va’, e sia moglie del figlio del tuo signore, come il Signore ha detto»” (Genesi 24:50-51).
Labano e Betuel erano le due autorità più importanti per la vita di Rebecca e che potevano esserle di ostacolo. Ma tutto ciò che poterono dire fu solamente: “Non possiamo fare nulla perché questo viene dal Signore”. In altre parole, nessun potere infernale, nessuna mancanza, nessuna esperienza passata, nessuna parola proferita sulla tua vita potrà impedirti di essere ciò che Dio ti ha chiamato ad essere in Cristo! Le porte di ogni prigione si apriranno; ogni legame verrà sciolto. Tutto ciò che dovrai fare è alzarti ed ascoltare la voce di Dio.
Ti prometto una cosa: Vivrai una vita incredibile dal momento in cui sceglierai di vivere per Dio! Si, è vero, quando sei determinato a seguirLo pienamente, per certo arriveranno giorni difficili. Ma quando arriverai alla fine del tuo viaggio, ti renderai conto di tutto e non rimpiangerai nemmeno uno dei giorni passati, perché avrai portato gloria al nome di Cristo.
Certamente, come Rebecca, ognuno di noi deve prendere la decisione di seguire Cristo pienamente. È una scelta personale quella di camminare nella purezza, essere disponibili per i bisogni altrui, conoscere la generosità del padre ed essere poi in grado di farla conoscere agli altri. Quindi il messaggero che ti sta dinanzi, lo Spirito Santo, oggi ti sta chiedendo: “Sarai tu una sposa perfetta per il mio Figliolo Prediletto?”
Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 sotto l’invito del pastore fondatore, David Wilkerson, e venne nominato Pastore Anziano nel 2001.  

venerdì 5 maggio 2017

VIVERE SULLE PROMESSE

“Ricordati di tutto il cammino che il Signore, il tuo Dio, ti ha fatto fare in questi quarant'anni nel deserto... Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provar la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per insegnarti che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che vive di tutto quello che procede dalla bocca del Signore” (Deuteronomio 8:2-3).
Ripeto queste parole durante il corso della mia giornata: “Vivo per ogni singola parola che procede dalla bocca di Dio”.
Se non si ha fiducia della parola di Dio, se non si considera la Bibbia coma Parola ispirata di Dio, allora la vita è vana. Non può esserci speranza sulla faccia di questa terra.
Quando questa parola che leggiamo in Deuteronomio giunse ad Israele, le condizioni nel deserto erano diventate davvero spaventose per loro. Dio permise loro di sperimentare la sete ed il dolore causato dalla fame, e in quel momento udirono queste parole direttamente dalla bocca del Signore: “Io ti ho umiliato, ti ho fatto provare la fame e la sete. Perché? Tutto questo perché ho voluto farti sapere che puoi fidarti di Me. “Puoi vivere sulle mie promesse”.
Dio non avrebbe lasciato che il Suo popolo morisse di fame o di sete. Egli sapeva esattamente ciò che avrebbe dovuto fare per liberarli. E, amato, Dio ha un piano per la tua liberazione.
Oh, quanto abbiamo bisogno dello Spirito Santo affinché ci guidi nei tempi di prova. Senza la Sua presenza, la Sua guida, la Sua forza che giornalmente ci dona , nessuno di noi potrebbe farcela. Nessuna determinazione umana può sopravvivere alle prove che quotidianamente dobbiamo affrontare sul nostro cammino.
Ogni giorno dobbiamo affidarci alla rivelata Parola di Dio e fidarci dello Spirito Santo affinché insieme ci possano donare la vita. “I cieli furono fatti dalla parola del Signore, e tutto il loro esercito dal soffio della sua bocca. Poiché Egli parlò, e la cosa fu; egli comandò e la cosa apparve” (Salmo 33:6, 9).

giovedì 4 maggio 2017

CRISTO È IN NOI

Il sentiero che porta alla speranza è un sentiero di sofferenza, tristezza e dolore. Non importa quanto tu sia devoto, amorevole o buono, se Cristo è in te, diventerai compartecipe con le Sue sofferenze.
“Anzi, rallegratevi in quanto partecipate alle sofferenze di Cristo” (1 Pietro 4:13, corsivo mio). Pietro ce lo dice apertamente: “Rallegratevi nella vostra sofferenza”. Mentre Paolo dice qualcosa di simile: “...ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio” (Romani 5:2).
Gioire nella sofferenza? Questo è uno dei modi di dire più duri da accettare che troviamo nelle Scritture, in effetti, uno fra i più duri. Ma Paolo va anche oltre: “non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni” (Romani 5:3, corsivo mio). Paolo qui non sta parlando di un grido o di un'esclamazione da fare quando siamo nella prova. Piuttosto, ciò che sta tentando di dirci è che dobbiamo semplicemente essere in grado di vedere Gesù in mezzo alle nostre prove. A dispetto delle nostre paure umane e di situazioni che ci appaiono completamente senza speranza, possiamo ancora dire, “Dio farà una via”.
Alcuni cristiani potrebbero esclamare: “Camminare in santità è semplicemente questo: La mia speranza è in «Cristo in voi, la speranza della gloria»” (Colossesi 1:27). È proprio vero, ma se Cristo è in noi, Egli ci guiderà per il sentiero descrittoci da Paolo. Vedi, lo Spirito Santo desidera che la tua fede vada oltre una semplice frase teologica. Deve essere una speranza reale, una fiducia che sia ferma e con un fondamento sicuro sotto di essa. In breve, la nostra speranza deve essere “Cristo in noi, all'opera in noi”.

mercoledì 3 maggio 2017

SUL CAMMINO DI SANTITÀ


Paolo conferma la nostra riconciliazione con Dio mediante Cristo: “Se infatti, mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio mediante la morte del Figlio suo, tanto più ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo anche in Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo, mediante il quale abbiamo ora ottenuto la riconciliazione” (Romani 5:10-11).
 
Sebbene il nostro cuore ci condanni, Giovanni ci dice: “E se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto” (1 Giovanni 2:1). Lasciate che vi faccia un esempio prendendolo direttamente dalla vita stessa di Gesù.
Il giorno prima della Sua crocifissione Gesù lavò i piedi dei Suoi discepoli. A quegli uomini imperfetti disse queste parole: “Chi è lavato tutto non ha bisogno che di aver lavati i piedi, è tutto quanto puro; e voi siete puri, ma non tutti” (Giovanni 13:10). Potresti chiederti: “Come faceva Gesù a dire che quei discepoli fossero puliti?” Un osservatore poco attento della scena potrebbe rimanere stupito davanti alla dichiarazione di Gesù. Gli undici uomini a cui Gesù si rivolse avevano già dimostrato di essere orgogliosi, increduli, egoisti, ambiziosi, avari, incoerenti e vendicativi. Il fatto è che Cristo fece questa dichiarazione su di loro perché li aveva scelti. Lui li portò sul sentiero della santità. E tutto avvenne solo per grazia!
Gesù sapeva anche cosa c'era nel cuore dei discepoli nonostante la loro assoluta imperfezione. Inoltre, sapeva anche che di lì a poco tempo sarebbero entrati in un periodo di disperazione e afflizione.
Mettiamo il caso che io ti abbia chiesto di fare una lista dei peccati commessi da questi discepoli. Credo di poter dire con certezza che tu ed io siamo stati colpevoli degli stessi peccati in certi momenti della nostra vita. Ma Gesù ha la stessa risposta anche per tutti noi: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore” (Romani 5:1).

martedì 2 maggio 2017

ABBONDARE NELLA SPERANZA

“Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo (Romani 15:13, corsivo mio).
Secondo Paolo, quando si parla in merito alla speranza, l'opera dello Spirito Santo deve sempre essere coinvolta. Dunque, come possiamo abbondare nella speranza, così come Paolo ci prega di fare? Come possiamo gioire nella speranza? E come possiamo ottenere piena certezza in essa? Un seme di speranza viene piantato nel momento della salvezza, è ovvio, ma vi è bisogno che questa fede maturi durante il nostro cammino con Gesù.
Il libro degli Ebrei ci dice che abbiamo una speranza che ci serve: “come un’ancora dell’anima, sicura e ferma, che penetra oltre la cortina” (Ebrei 6:19). In breve, il sentiero della speranza comincia con l'essere pienamente certi che con Dio siamo resi giusti. Stiamo parlando dell'avere pace con Dio, e Paolo ce lo conferma dichiarando: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore” (Romani 5:1).
In uno dei suoi famosi inni per la chiesa, lo scrittore Edward Mote dichiara: “La mia speranza è riposta solo nel sangue e nella giustizia di Gesù”. Infatti, questa è la pace: Credere nella promessa di Dio che per la fede nel sangue si Gesù, sono considerato (reputato) giusto. Egli lo fa anche se sa che non sono perfetto, e la Sua giustizia mi viene conferita non per il bene che faccio ma per la fede che ho in Lui.
Il fatto è che finché non smetti di dubitare nell'accettazione che hai in Cristo rischi di non trovare né pace né speranza vera. Questa accettazione non si basa su ciò di cui ti accusa la tua carne o sulle accuse che ti fa il diavolo. Si basa solamente su come Dio ti vede in Cristo. 

lunedì 1 maggio 2017

SE HAI SETE - Gary Wilkerson

All'inizio del Suo ministero, Gesù fece un annuncio che lo riguardava: “Nell’ultimo giorno, il giorno più solenne della festa, Gesù stando in piedi esclamò” (Giovanni 7:37, enfasi mia). Gesù non fece solo una dichiarazione, bensì esclamò. Aspettò fino all'ultimo giorno della festa per alzarsi in piedi e fare il Suo annuncio: “Esclamò: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno»” (7:37-38).
Questa fu più che una semplice dichiarazione teologica; fu un vero e proprio atto di compassione. La religione oramai morta aveva demoralizzato il popolo di Dio. Essa avrebbe dovuto portar loro ristoro, e invece li lascio quasi senza vita. Ma ora Gesù annunciò: “Io sono la vostra coppa d'acqua fresca, una fonte rinfrescante che non si ferma mai. Puoi bere da me per trovare continuamente una vita rinnovata”.
No c'è bisogno di particolari qualifiche per bere da questa meravigliosa sorgente. Cristo ci assicura: “Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno!” (7:38).
Quando Gesù dice che: “Fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno” ci sta permettendo di vedere com'è che saranno le nostre vite con un semplice Suo tocco. Si tratta di un tocco che ravviva come nessun altro può fare, un tocco che è in grado di rinnovare con potenza dal cielo l'anima più arida, disperata e triste. Il Suo Spirito è in grado di riempirci così tanto da farci traboccare di vita in modo abbondante, come anche di grazia, misericordia e amore.
Sì, amico mio, il Suo flusso di vita trasforma ogni cosa!

venerdì 28 aprile 2017

NESSUNA VIA DI SCAMPO

Parliamo un po' del legame con il peccato, cioè, della tua battaglia con la carne. Sotto il Nuovo Patto, Dio permette a delle situazioni di entrare nella tua vita per mostrarti la tua impotenza e totale dipendenza da Lui a liberarti mediante la sola fede. Dio non ci espone mai alla tentazione ma a volte ci permette di arrivare allo sfinimento.
Se hai un peccato nascosto, spiriti di menzogna insorgeranno contro di te continuamente con menzogne demoniache: “Non ce la farai. Stai sprofondando! Finirai per essere distrutto”. Ti chiederai: “Signore, riuscirò mai ad uscire fuori da tutto questo? Sono arrivato così in basso!”
Sai bene che non riuscirai mai a sconfiggere il nemico e non puoi competere con lui. Così stai davanti a lui, tremando, indietreggiando e terrificato. Forse corri da amici, da consiglieri o qualcuno che ascolti mentre piangi e preghi. Stai facendo tutto tranne stare fermo e confidare che sia il Signore a portare liberazione.
Il Vecchio Testamento ci fornisce esempi su esempi per farci comprendere che non abbiamo alcun potere nella nostra carne per combattere battaglie spirituali. Il nostro vecchio uomo è assolutamente debole e inerme, ma abbiamo un nuovo uomo dentro di noi che deve sottomettere la sua intera esistenza nelle mani del Signore. Questo nuovo uomo sa bene che l'uomo non ha via di scampo e che deve essere Dio a combattere per lui. Noi resistiamo al diavolo per la potenza dello Spirito Santo che è rivelato in noi mediante la fede.
“Tu, non temere, perché io sono con te; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico” (Isaia 41:10). 

giovedì 27 aprile 2017

RESTATE FERMI

Stai attraversando un forte momento di crisi? Probabilmente ti starai chiedendo: “Come devo comportarmi quando mi ritrovo in una situazione così disperata? Cosa dovrei fare quando tutto sembra senza speranza, quando non so che direzione prendere e non ho via di scampo? Cosa succede quando vengo sopraffatto dalla paura che tutto intorno a me sta cadendo a pezzi senza ottenere risposta ai miei problemi e nessuno mi dice come venir fuori dal mio problema?”
Il nostro Signore non è una persona severa e quando ci vede in una situazione difficile e spaventosa, desidera sentirci gridare a Lui. Lui si compiace nell'ascoltare preghiere come questa: “Signore, ho paura! Tu sei sempre stato fedele nel liberarmi e so che hai il potere di liberarmi anche ora. Padre, metto la mia vita nelle Tue mani”.
Ecco come Dio rispose ad Israele quando dovettero affrontare momenti davvero difficili: “Non abbiate paura, state fermi e vedrete la salvezza che il Signore compirà oggi per voi... Il Signore combatterà per voi e voi ve ne starete tranquilli” (Esodo 14:13-14).
Il Signore stava dicendo loro: “Il primo problema che dovete affrontare è la vostra paura! Io combatterò per voi, vi salverò e vi libererò. Ora, voglio che questa promessa sia la vostra forza. Lasciate che porti via tutta la vostra paura!”
Anche oggi sta dicendo a te la stessa cosa. 

mercoledì 26 aprile 2017

QUANDO NON C'È VIA DI SCAMPO

In Esodo 14 leggiamo che Dio disse ai figli d'Israele di accamparsi: “davanti a Pi-Achirot, fra Migdol e il mare di fronte a Baal-Sefon” (14:2). Questo luogo si trovava tra i passi di due montagne con il mare confinante su un terzo lato. L'unica via di fuga possibile era tornare verso il deserto e proprio quella via era bloccata dall'esercito del Faraone che si stava avvicinando.
Gli Israeliti erano terrorizzati dalla quella situazione ed allo stesso tempo erano sconvolti perché Dio li aveva condotti lì! C'erano così tanti modi in cui Dio poteva mettere in salvo il Suo popolo. Avrebbe potuto distruggere le ruote dei carri Egiziani abbandonandoli nel deserto facendoli morire di fame.
Oppure avrebbe potuto mandare una nuvola soprannaturale sopra l'accampamento Egiziano per confonderli e far cadere i soldati nel caos e nella confusione per giorni. Invece Dio scelse di mandare la nuvola dietro gli Israeliti come protezione.
Oppure avrebbe potuto mandare un solo angelo ad uccidere in un batter d'occhio l'intero esercito Egiziano. Dio avrebbe potuto scegliere molti modi per distruggerlo in qualsiasi momento.
Ad ogni modo, il Signore scelse di non fare tutte queste cose. Al contrario, ritenne opportuno schiacciare Israele in una stretta ed allarmante situazione dalla quale era umanamente impossibile scappare. Come facciamo a sapere che Dio organizzò questa situazione spaventosa per provare il Suo popolo? La Sua stessa Parola dice così: “Ricordati di tutto il cammino che il Signore, il tuo Dio, ti ha fatto fare in questi quarant’anni nel deserto per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore e se tu avresti osservato o no i suoi comandamenti” (Deuteronomio 8:2).
Il Signore guida i Suoi figli in situazioni difficili per dargli opportunità di mettere le loro vite nelle Sue mani, per restare saldi, fidarsi di Lui e da Lui ottenere liberazione e direzione. 

martedì 25 aprile 2017

“DIO, DOVE SEI?”

Nei momenti di crisi vogliamo metterci in azione e sistemare la situazione. È contro la nostra natura stare fermi e aspettare; infatti, attendere pazientemente che Dio agisca probabilmente è la cosa più difficile da attuare durante il cammino cristiano. Anche i credenti più devoti a volte vanno nel panico quando il Signore non agisce prontamente, e spesso gridano disperatamente a Lui: “Signore, fai qualcosa!”
Dio sta cercando un popolo che abbia fiducia di Lui nei momenti di crisi, e nei momenti di prova e nelle situazioni prive di speranza. Infatti, nonostante sia difficile da comprendere, spesso Dio ci guida in situazioni difficili per testarci. Lui vuole vedere se siamo in grado di restare saldi ed attendere che sia Lui donarci la Sua liberazione soprannaturale. Lui sta producendo in noi del buon frutto e ci sta modellando in veri esempi di fede per essere la Sua testimonianza in questa epoca malvagia e senza fede alcuna.
“I passi dell’onesto sono guidati dal Signore; egli gradisce le sue vie” (Salmo 37:23). Guidati vuol dire “predisposti, fissati, ordinati da Dio”. Questo vuol dire che è Dio, non il diavolo, a guidarci in situazioni difficili. Non solo è Lui a permettere le nostre prove, ma lo fa deliberatamente, e per noi è questo ad essere difficile da accettare!
Non credo che Dio voglia portarci sull'orlo di una situazione difficile per poi abbandonarci. Egli è completamente fedele ai Suoi figli in ogni situazione critica. Il Suo intervento forse non seguirà mai i nostri programmi ma Lui agisce sempre ed è nostro dovere e privilegio restare fermi e confidare in Lui finché non arriverà per noi la vittoria.

lunedì 24 aprile 2017

RESISTI SOLO UN PO' PIÙ A LUNGO - Gary Wilkerson

Vi è mai capitato di viaggiare così a lungo e dopo aver guidato per centinaia di chilometri vedere finalmente il segnale stradale che vi dice che mancano soli trenta chilometri alla vostra destinazione? Pensate che quegli ultimi chilometri passeranno velocemente ma invece sembrano andare a rilento. L'ultima parte di un viaggio può essere la più dura.
Lo stesso possiamo dire della nostra fede durante le circostanze avverse. Mio padre una volta mi disse: “Figliolo, quando senti di voler gettare la spugna, quando pensi che la tua vita sia andata fuori strada e non senti più la voce di Dio, aspetta! Quell'ultima parte è la più dura”.
“Infatti avete bisogno di costanza, affinché, fatta la volontà di Dio, otteniate quello che vi è stato promesso” (Ebrei 10:36).
Voglio incoraggiarvi a resistere solo un altro po'. So che forse potreste pensare che il vostro sogno non diventerà mai realtà e rinunciare ad esso. Ma Dio vi sta dicendo: “Resistete solo un altro po', miei cari. La vostra vittoria è proprio dietro l'angolo”.
Ho incontrato così tante persone che vivono una vita mediocre perché le promesse di Dio per loro sono lente a materializzarsi. Se avessero resistito solo un po' più a lungo avrebbero realizzato quanto avevano tanto atteso. Ma hanno abbandonato la loro fede, messo via ogni valore, abbandonato il loro sogno e proposito. E così facendo, hanno cominciato a vivere una vita di disperazione perché non hanno più avuto fiducia in Dio.
Quando non crediamo più che Dio possa fare grandi cose, allora ci muoviamo con le nostre forze, completamente senza la Sua potenza. Quindi, resisti solo un altro po' perché “dopo aver fatto la volontà di Dio, riceverai ciò che Lui ti ha promesso”. 

sabato 22 aprile 2017

APPROACH HIM WITH CONFIDENCE - Nicky Cruz

Se vogliamo essere in grado di seguire lo Spirito ed essere sensibili a tutte le Sue deviazioni di percorso, dobbiamo prima avere un cuore aperto e desideroso di pregare, affinché rimanga connesso con Dio e in questo Gesù è il nostro più grande esempio.
Nessun aspetto della vita di Dio brilla più della Sua dipendenza dalla preghiera e comunione con il Suo Padre celeste. È la caratteristica che definì il Suo ministero, la forza che c'era dietro tutto ciò che fece e disse. Gesù pregava costantemente, ogni volta che ne aveva l'opportunità. Pregò per i peccatori, per i Suoi discepoli, per ottenere sapienza e guida, per il cibo e per l'acqua, per tutto insomma. Molto spesso si appartava per poter ascoltare chiaramente la voce dello Spirito senza distrazioni.
La preghiera è il portale tramite il quale permettiamo allo Spirito Santo di avere accesso nei nostri cuori e nelle nostre menti. Ogni richiesta seria volta ad ottenere la guida e la direzione di Dio deve cominciare con questo semplice atto di comunione.
Quando preghiamo, possiamo essere completamente onesti. Gesù conosce i nostri cuori, le nostre  motivazioni, i nostri pensieri, i nostri peccati e le nostre lotte. Lui comprende completamente il nostro dolore ed ogni nostra tentazione: “Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare grazia ed essere soccorsi al momento opportuno” (Ebrei 4:15-16).
Gesù ci conosce più di quanto possiamo conoscere noi stessi. Lui ci ha creati e vive in mezzo a noi e sa ciò che stiamo attraversando. E essere strumenti nelle mani di Cristo vuol dire anche avere la volontà di aprire i nostri cuori e le nostre anime a Lui, permettendogli di condividere con Lui i nostri successi e i fallimenti.
Nicky Cruz, evangelista di fama internazionale ed autore prolifico, si convertì a Gesù Cristo da una vita di violenza e crimine dopo aver incontrato David Wilkerson a  New York City nel 1958. La storia della sua drammatica conversione venne per la prima volta raccontata ne La Croce e il Pugnale di David Wilkerson e successivamente nel suo vendutissimo libro Run, Baby, Run.

venerdì 21 aprile 2017

NOI CREDIAMO!

Era la notte prima della crocifissione di Cristo. Gesù radunò i Suoi discepoli in una stanza per prepararli alla Sua dipartita dalla terra. Dopo aver condiviso insieme il pasto, il Signore prese un asciugatoio e cominciò a lavare i piedi dei discepoli.
Quella sera, Gesù disse ai Suoi devoti seguaci che stava per “andarsene” (essere crocifisso) per mano di uomini malvagi. Quando disse gli tutto questo, stava preannunziando loro ciò che stava per accadere.
Gesù terminò il Suo messaggio dicendo: “Sono proceduto dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio il mondo, e vado al Padre” (Giovanni 16:28).
A queste parole i discepoli risposero: “«Ecco, adesso tu parli apertamente e non usi similitudini. Ora sappiamo che sai ogni cosa... perciò crediamo che sei proceduto da Dio»” (16:29–30).
I discepoli fecero capire a Gesù di aver compreso chiaramente ciò che Lui disse loro. Ma, è importante notare ciò che dissero nell'ultimo verso: “Ora sappiamo che sai ogni cosa... perciò crediamo”.
Sembrava che una grande fede avesse fatto presa sulle loro anime. Questi uomini stavano dichiarando a Gesù: “Adesso vediamo, Gesù! Adesso sappiamo. Adesso crediamo”.

giovedì 20 aprile 2017

MISERICORDIA, PACE E GIOIA


“Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti” (Giovanni 14:27).
Alla croce, misericordia e pace assunsero il volto di Gesù Cristo. In tutta la storia, qualunque figlio di Dio si fidò completamente del potere guaritore e purificatore del sangue di Cristo, gli fu sempre promessa la Sua pace. È la pace stessa di Cristo, la vera pace che governa il paradiso.
Le parole dell'apostolo Paolo su questo soggetto sono volte ad aiutare ogni credente ad applicare questa verità al suo stesso percorso di vita:
E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti” (Colossesi 3:15, corsivo mio).
Caro santo, questa è la nostra speranza in tutte le nostre battaglie: Lasciate che la pace regni nei vostri cuori riposando nelle promesse di Dio. “Il Signore della pace vi dia egli stesso la pace sempre e in ogni maniera. Il Signore sia con tutti voi” (2 Tessalonicesi 3:16).
Possa la seguente preghiera di Paolo diventare la nostra, anche in questi giorni di incertezza:
“Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo” (Romani 15:13).
Grazie a Dio per la Sua gioia e la Sua pace!

mercoledì 19 aprile 2017

DIO SI È STUFATO DI TE?

“«Perché il Signore corregge quelli che egli ama, e punisce tutti coloro che riconosce come figli». Sopportate queste cose per la vostra correzione. Dio vi tratta come figli; infatti, qual è il figlio che il padre non corregga?” (Ebrei 12:6-7).
Sei più amato di quanto pensi quando vieni rimproverato o corretto dal Signore. Infatti, l'intero processo di correzione ha a che fare con il desiderio che Dio ha per te. Tutto è stato pensato per portarti a conoscere Dio e la Sua gloria. E ricorda, Dio non corregge mai i Suoi figli con rabbia.
Tuttavia, è indubbio, la Bibbia dice che questi momenti di correzione sono dolorosi. Non recano affatto gioia. “È vero che qualunque correzione sul momento non sembra recare gioia” (12:11). Ciò nonostante, ci viene detto: “In seguito tuttavia produce un frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa” (stesso verso).
Negli anni ho dovuto spegnere molti dardi e bugie di Satana, ma oggi posso dire con certezza: “Dio non si è stufato di me e, caro seguace di Gesù, non si è nemmeno stufato di te. Quindi, annienta tutto ciò che il diavolo prova a dire per convincerti del contrario!”
Questa è la vittoria della croce: Pace con Dio e la vera pace di Dio.

martedì 18 aprile 2017

L'INCOMPRENSIBILE MISERICORDIA DI DIO

Lo scenario del Calvario non sembra affatto una vittoria. Ma quel giorno c'era qualcosa all'opera e Satana non ne era a conoscenza. Si trattava di qualcosa che non sarebbe mai riuscito a comprendere del nostro benedetto Salvatore. Sto parlando dell'incomprensibile misericordia di Dio in Cristo!
Succede qualcosa di incredibile quando una persona riceve Gesù come Signore. Una volta abbandonato il mondo per seguirLo, essa è legata per sempre al Signore con corde d'amore indistruttibili. Consideriamo la descrizione di Paolo di questa profonda, imperscrutabile misericordia:
“Chi ci separerà dall’amore di Cristo? ...né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8:35, 38–39).
Nonostante il vergognoso fallimento dei discepoli, la misericordia di Dio operò in modo completo in loro attraverso lo Spirito Santo e quella stessa misericordia sancì la loro vittoria dopo l'oscuro giorno della croce. Un seme di fede era stato piantato nei seguaci di Gesù e le loro case erano state costruite sulla roccia. Le loro case vennero scosse, è vero, quando le tempeste sataniche infuriarono contro loro le mura e le sue scosse potenti colpirono le fondamenta. Ma quando le tempeste passarono, ovviamente quelle case rimasero in piedi superando il test.

lunedì 17 aprile 2017

IL TASTO DI AGGIORNAMENTO DI DIO - Gary Wilkerson

Tutti noi abbiamo delle distrazioni nella vita, ma diciamocelo, gli uomini sono i peggiori quando si tratta di sport. Non mi riferisco allo sport praticato, che farebbe davvero bene a molta gente sedentaria, ma al seguire lo sport. Gli smartphone e le app dei canali tv sportivi hanno trasformato i mariti una volta attenti in veri e propri osservatori di schermi. Tutto quello che un ragazzo deve fare è premere tranquillamente il tasto di aggiornamento per scaricare istantaneamente dozzine di giochi. Ogni appuntamento serale è messo a rischio dalle continue occhiate sotto il tavolo.
Ora lasciate che vi tessa le lodi del tasto di aggiornamento del regno di Dio. Con un solo tocco della Sua meravigliosa grazia, tutto il vecchio viene spazzato via e la vita viene completamente rinnovata. Ci sono momenti nelle nostre vite in cui c'è bisogno che tutto questo avvenga e ovviamente l'Unico che può farlo è Gesù. “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, [tutte le cose] sono diventate nuove” (2 Corinzi 5:17).
Proprio come la schermata di una app, niente nella nostra vita cambia, tutto resta congelato, bloccato, finché non si preme il pulsante di aggiornamento. Sei bloccato negli schemi del tuo vecchio modo di vivere, modi che ti tengono lontano dal gustare la freschezza della vita in Cristo?
Gesù ha il potere di cambiare tutto! E proprio come la donna che venne guarita toccando la Sua veste, tu puoi essere guarito e rinnovato con un solo Suo tocco. 

domenica 16 aprile 2017

CRISTO IL NOSTRO RISORTO INTERCESSORE E SIGNORE

"Perciò egli può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, dal momento che vive sempre per intercedere per loro." (Ebrei 7:25).
Che cosa intende la scrittura quando dice che Gesù intercede per noi? Credo che questo soggetto sia così profondo e e così importante da andare oltre l'umana comprensione, tremo anche solo al parlarne. Gli studiosi della Bibbia vedono il suo significato sotto vari punti di vista. Ma nessun libro o commentario ha soddisfatto la mia ricerca. Infatti, più insegnamenti leggevo sul tema, più il tutto mi sembrava confuso.
Ma, attraverso la preghiera e la fiducia nella guida dello Spirito Santo, ho cominciato a carpire solo un po' di più su questo incredibile soggetto. Pregando semplicemente, "Signore, come può la Tua intercessione avere effetto sulla mia vita? La Tua parola dice che Tu appari davanti al padre in nome mio. Cosa vuol dire questo se applicato al mio cammino quotidiano con te? Non ho bisogno di sapere cosa hanno imparato i grandi studiosi.  Mostrami solamente una semplice verità da poter afferrare e fare mia per la mia vita".
La visione evangelica più popolare dell'intercessione di Cristo è quella di Gesù che tornato in cielo agisce da sommo sacerdote per noi. Non c'è dubbio in merito. La Bibbia dichiara chiaramente: "Infatti Cristo non è entrato in un luogo santissimo fatto da mano d’uomo, figura del vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora alla presenza di Dio per noi” (Ebrei 9:24).
Credo che Gesù oggi interceda per preservare il Suo popolo, difendendolo dal peccato e facendolo rimanere saldo nell'amore di Dio. Non permetterà a niente, a nessuna paura, nessuna caduta temporanea, nessuna accusa da parte di Satana, di farci allontanare dal nostro Padre. In breve, Egli prega per noi nello stesso modo in cui pregò per il Suo discepolo Pietro: "Affinché la tua fede non venga meno" (Luca 22:32).
Il nostro Salvatore è vivo in gloria proprio adesso. Egli è sia Dio che uomo, con mani, piedi, occhi e capelli. Ha anche le cicatrici dei chiodi su mani e piedi e ferite sui fianchi. Lui non ha mai rigettato la Sua umanità; è ancora un uomo in gloria. E proprio in questo momento il nostro Dio e uomo eterno sta lavorando per assicurarci che nessuno rubi la pace che Lui stesso ci ha dato quando salì al cielo. Sta ministrando come nostro sommo sacerdote, attivamente coinvolto nel tenere il Suo corpo sulla terra ripieno della Sua pace. E  quando tornerà di nuovo, vorrà trovarci: "irreprensibili nella pace'' (2 Pietro 3: 14).
Possa questa Pasqua essere un giorno per celebrare che Cristo è risolto e che la Sua pace possa essere riversata su noi a motivo di questo.