venerdì 30 dicembre 2016

UN POPOLO PIENO DI FEDE

“Infatti prima che fosse portato via [Enoc] ebbe la testimonianza di essere stato gradito a Dio. Or senza fede è impossibile piacergli” (Ebrei 11:5-6). Cos'era che piaceva così tanto a Dio di Enoc? Era il camminare accanto a Dio che produceva in lui quel tipo di fede che Dio ama.
Attraverso tutta la Bibbia e tutta la storia, coloro che camminarono con Dio divennero uomini e donne di fede. Se la chiesa camminasse quotidianamente sottobraccio con Dio, stesse in continua comunione con Lui, il risultato sarebbe un popolo con una grande fede.
Alcuni fanno seminari sulla fede, distribuiscono materiale sulla fede, citano parti della scrittura dove si parla della fede, tutti provano a produrre fede. Ed è vero: “Così la fede viene da ciò che si ascolta” (Romani 10:17). Ma Gesù è la Parola. “La lettera uccide”, dicono le Scritture in 1 Corinzi 3:6. Senza intimità con Gesù, la lettera produce la morte, egoismo, pretende emozione che non è affatto fede, e Dio lo odia! Questo cammino intimo con Dio manca nelle chiese di oggi. La fede sa davvero chi è Dio e diventa familiare con la Sua gloria e maestà. Coloro che Lo conoscono meglio, si fidano di più.
Mostratemi un popolo che cammina affianco a Lui, che odia il peccato, che è distaccato da questo mondo e che riconosce la Sua voce, e vedremo un popolo che non ha bisogno di molte predicazioni ed insegnamenti sulla fede.
Il cammino di Enoc con Dio non sarebbe stato vantaggioso per lui se non avesse prodotto una corrispondente fede che cresceva costantemente. “Enoc fu rapito” (leggere Ebrei 11:5). Che verità incredibile! Tutta la sua fede era focalizzata su un grande desiderio del suo cuore: stare con il Signore!

giovedì 29 dicembre 2016

EGLI NON ERA DI QUESTO MONDO

Elia ed Enoc, gli unici due profeti ad essere stati rapiti, hanno qualcosa in comune. Entrambi odiavano il peccato e si opponevano ad esso. Entrambi camminarono così vicino a Dio che gli risultò difficile non condividere il Suo odio per l'iniquità.
In tutti coloro che camminano con Dio vi è un sempre più crescente effetto evidente di odio per il peccato, e non solo odio, ma separazione da esso. Se ami ancora questo mondo e ti senti a tuo agio con i non credenti, se sei amico di coloro che Lo maledicono, non stai camminando con il Signore, ma è come se te ne stessi seduto e Lo mettessi apertamente in ridicolo.
“Enoc camminò con Dio; poi scomparve, perché Dio lo prese” (Genesi 5:24). Sappiamo, dal libro degli Ebrei, che parla appunto del rapimento di Enoc, che lui non vide la morte. Ma vuol dire anche qualcosa di più profondo di questo: “Egli non era” come definisce Genesi 5 vuol dire anche, “Egli non era di questo mondo”.
Col suo spirito e con i suoi sensi, Enoc non era parte di questo mondo malvagio. Egli fu rapito nello spirito verso un reame celeste. Come Paolo, egli moriva quotidianamente a questo mondo mentre si prendeva cura della sua famiglia, mentre lavorava, ministrava ed era occupato. Ma “egli non era”, non era legato a questa terra! Il Signore lo consumava. Ogni giorno la sua mente tornava a Lui. Il suo cuore era legato a Dio ed era paragonabile ad una enorme elastico. E più tiri l'elastico, più scatta indietro velocemente quando lo lasci. Il cuore di Enoc “scattava” sempre verso il Signore.
Mentre l'umanità diventava sempre più malvagia intorno a Lui, mentre gli uomini diventavano come delle bestie, pieni di concupiscenza, duri di cuore e attratti dalla sensualità, Enoc diventò sempre più come l'Unico con il quale camminava.

mercoledì 28 dicembre 2016

DA CHE PARTE STAI?

In questi giorni, molti cristiani corrono a nascondersi dalle calamità crescenti. I cosiddetti profeti dicono alla gente di andare al sicuro nei loro rifugi. I cristiani di origine giudea sono stati avvisati di ritornare in Israele per fuggire dal tracollo finanziario che è stato anticipato avverrà in America.
Io so dov'è che voglio essere quando le cose peggioreranno. Quando i mercati finanziari crolleranno, voglio tornare a Wall Street dove mi trovavo durante il crollo finanziario del 19 Ottobre 1987. Voglio essere lì come un moderno Enoc, a camminare e parlare con Dio, senza paura. Voglio essere un testimone pacifico e senza timore che predica di Gesù alle persone alle quali è crollato il mondo addosso.
Gesù non ci dice di nasconderci, Egli ci dice: “Andate!” Io voglio essere lì dove c'è lo Spirito Santo, e tu puoi essere certo che Egli sarà in prima linea in battaglia, a chiamare a Lui coloro che sono tribolati e timorosi.
Enoc vide che la sua società era malvagia, e arrivato quasi alla fine dei suoi giorni, tutto ciò che riuscì a dire fu solo: “Empi!” Enoc, settimo della settima generazione da Adamo, profetizzò su di loro dicendo: “Ecco, il Signore è venuto con le sue sante miriadi per giudicare tutti; per convincere tutti gli empi di tutte le opere di empietà da loro commesse e di tutti gli insulti che gli empi peccatori hanno pronunciati contro di lui" (Giuda 14-15).
Stai camminando con il Signore? Quindi dovresti vedere il mondo così come lo vide Enoc: empio e pieno dello spirito dell'Anticristo. Come puoi far parte di ciò che è empio? Come puoi tu associarti con coloro che Egli sta venendo a giudicare? Egli sta arrivando con le Sue sante miriadi a giudicare un mondo perduto e pieno di peccato. Tu, da che parte stai?

martedì 27 dicembre 2016

CONVERSARE CONTINUAMENTE CON DIO

“Per fede Enoc fu rapito perché non vedesse la morte; e non fu più trovato, perché Dio lo aveva portato via; infatti prima che fosse portato via ebbe la testimonianza di essere stato gradito a Dio. Or senza fede è impossibile piacergli;” (Ebrei 11:5-6).
“Ed Enoc camminava con Dio”. Il significato Ebraico di camminò implica che Enoc conversava continuamente con Dio. Egli visse trecentosessantacinque anni — o un “anno” di anni! Egli ci presenta un nuovo tipo di credente, dato che lui stesso fu un tipo di credente dedito a Cristo.
Enoc imparò a camminare con Dio in mezzo ad una società malvagia. Egli non era un eremita nascosto lontano in una caverna sperduta. Egli era un padre di famiglia ordinario con gli stessi problemi e pesi che tutti noi abbiamo — coinvolto nella vita di ogni giorno con sua moglie, con obblighi nei confronti dei figli e responsabilità familiari.
Coloro che camminano con Dio vengono condotti fuori dalla portata di Satana, fuori dal suo regno oscuro per essere traslati nel regno di luce di Cristo. “ Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio” (Colossesi 1:13). Veniamo liberati dalla dalla trappola del diavolo per essere traslati nel cuore di Gesù.
La parola Greca per traslati suggerisce che Cristo venne personalmente a portarci via dal potere del diavolo per collocarci in un luogo celeste. Ma solo Dio può traslare coloro che camminano accanto a Lui, come Enoc fece. Coloro che sono tenuti in cattività dal volere di Satana non possono essere liberati dall'oscurità. Tu non sei veramente salvato finché non decidi con il cuore di camminare con Dio. 

lunedì 26 dicembre 2016

CIÒ CHE LA LEGGE CI DIMOSTRA - Gary Wilkerson

Paolo esortò Timoteo a restare ad Efeso anche se sembrava che Timoteo non volesse (leggere 1 Timoteo 1:3-4). Forse era a motivo dei problemi che la chiesa di Efeso stava affrontando. Sembra che la chiesa stesse vivendo nell'arroganza credendosi superiore e cercasse di apparire bene. Quando si vive nell'arroganza, spesso si cade nell'inganno e si diventa avidi ed ambiziosi; e  spesso si comincia anche ad accumulare avidamente le cose.
In quel periodo in Macedonia vi fu una carestia che colpì anche Gerusalemme, portando la povertà all'estremo. E mentre la Macedonia e Gerusalemme stavano combattendo questa carestia, l'economia di Efeso era buona; avevano molte risorse ma le tenevano tutte per loro.
Paolo dice in Timoteo 6:17-18: “ordina di non essere d'animo orgoglioso, di non riporre la loro speranza nell'incertezza delle ricchezze, ma in Dio, che ci fornisce abbondantemente di ogni cosa perché ne godiamo; di far del bene, d'arricchirsi di opere buone, di essere generosi nel donare, pronti a dare”.
La prima Parola usata da Paolo; ordina, vuol dire, “comandare o dare ordini precisi”. In alcune traduzioni leggiamo, “Comanda ai ricchi di questa generazione di essere generosi”.
Perché Paolo avrebbe detto di ordinare alla gente di essere generosa e di non tenere per sé le cose? Sembra così legalista e lo è — è la Legge. La legge ci mostra dov'è che siamo fuori dalla grazia, dove sbagliamo. L'ordine che Paolo comandò a Timoteo di dare agli Efesini non aveva solo come scopo quello dell'offerta, ma voleva fargli capire che qualcosa della grazia mancava nelle loro vite.

sabato 24 dicembre 2016

SCRITTI DALLO SPIRITO SANTO - Claude Houde

Nel Nuovo Testamento, Cristo è il perfetto Agnello di Dio che viene sacrificato per il peccato del mondo. Il Suo sangue viene sparso sulla croce e rappresenta per ognuno di noi una Pasqua soprannaturale. Veniamo salvati dalla morte e in Lui troviamo protezione eterna e pace. Chiunque si mette, per fede, sotto il sangue di Cristo viene risparmiato dalla morte eterna e trova salvezza.
Cinquanta giorni dopo è Pentecoste, l'origine della chiesa dove la promessa della grande discesa dello Spirito Santo è potente e personale. Le leggi, i desideri, i propositi, i piani e le promesse di Dio non sono più scritti su tavole di pietra, ma possono essere scritti ogni giorno dallo Spirito Santo sulle tavole dei nostri cuori. È una delle più vere e più straordinarie manifestazioni dello Spirito Santo a disposizione degli esseri umani.
Ezechiele, uomo di Dio e scrittore della Bibbia, ricevette una visione profetica. Si tratta di una promessa per ogni credente che prega: “Signore, aumenta la  nostra fede”. Ezechiele descrisse profeticamente ciò che accade in maniera soprannaturale quando qualcuno chiede a Dio con sincerità di ricevere potenza e risolutezza da Lui e per Lui
“Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra (impenetrabile), e vi darò un cuore di carne (sopra il quale Dio può lasciare il Suo segno — un'analogia moderna sarebbe come cemento ancora umido). Metterò dentro di voi il mio Spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni” (leggere Ezechiele 36:26-27).
Che certezza, che fiducia! Le promesse di Dio per mezzo della passione del Suo Spirito, i valori, cambiamenti, convinzioni e impegni diventano possibili.

Claude Houde è il pastore della chiesa Nuova Vita a Montreal, Canada. Sotto la sua guida la Chiesa Nuova Vita è cresciuta da una decina di persone a più di 3500 in una parte del Canada dove le chiese protestanti hanno da sempre avuto poco successo.

venerdì 23 dicembre 2016

LA PRESENZA DI DIO

Il Vecchio Testamento è pieno di racconti sulle meravigliose benedizioni che arrivarono su coloro che camminarono alla presenza di Dio.
La presenza di Dio era così evidente nella vita di Abraamo che anche i pagani attorno a lui riconobbero che c'era differenza fra le loro vite e la sua: “Abimelec... parlò ad Abraamo, dicendo: «Dio è con te in tutto quello che fai” (Genesi 21:22). Questo re pagano stava dicendo: c'è qualcosa di diverso in te, Abraamo. Dio è con te ovunque tu vada”.
Dio promise a Giosuè che nessun nemico sarebbe sorto contro di lui se la Sua presenza era con lui: “Nessuno potrà resistere di fronte a te tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; io non ti lascerò e non ti abbandonerò. Sii forte e coraggioso” (Giosuè 1:5–6). Quando lo Spirito di Dio è con noi, possiamo essere forti e coraggiosi perché confidiamo nelle Sue promesse.
Dio fece ad Isaia una promessa speciale che Egli fa a chi ama: “Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà, perché io sono il Signore, il tuo Dio... io ti amo. ... Non temere, perché io sono con te” (Isaia 43:1–5, corsivo mio).
Con la presenza di Dio che abita in noi, possiamo andare in contro al fuoco, e non solo sopravviveremo ma verremo custoditi e protetti in ogni situazione.
Le storie del Vecchio Testamento non sono solo mere storielle. Il loro scopo è quello di incoraggiarci a confidare in Dio affinché la Sua presenza dimori nelle nostre vite.

giovedì 22 dicembre 2016

LA LUCE DELLA SUA AMOREVOLE BENIGNITÀ

“E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore Gesù, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione del Signore, che è lo Spirito” (2 Corinzi 3:18).
Se Gesù Cristo è il vostro Signore, Egli ha comandato alla luce della Sua benignità di splendere nella vostra anima.
Questa gloria di Cristo, questa benignità che splende nei nostri cuori mentre preghiamo e ricerchiamo la Sua Parola, ci cambia “di gloria in gloria”, facendoci somigliare a Cristo. E la rivelazione dell'amore, compassione e cura che riceviamo da Lui deve risplendere per gli altri.
Questa rivelazione viene incrementata quotidianamente dentro di noi “per mezzo dello Spirito del Signore”. Infatti, è lo Spirito Santo che ci guida alla gloria di Cristo. Lo Spirito risplende in noi e ci cambia durante ogni nostra circostanza. Alla fine, Egli ci mostra come far brillare la Sua cura ed amorevole bontà negli altri che sono nel bisogno.
Ti chiedo: cosa stanno provocando a te ed in te le circostanze che stai affrontando oggi? La dolcezza di Cristo brilla dentro e fuori di te? Stai chiedendo allo Spirito Santo di darti occhi per vedere il dolore ed il bisogno che altri hanno? È questo il cambiamento di cui parla Paolo e che prende luogo in noi per mezzo dello Spirito di Dio.
Solo coloro che riposano nella perfetta volontà di Dio possono avere quella fiducia che: “tutte le cose cooperano per il bene” in mezzo alle circostanze peggiori. Dunque, caro santo, rialza il capo e dici a te stesso, al cielo ed alle tue circostanze: “Sto vivendo nella perfetta volontà di Dio, accada quel che accada”.

mercoledì 21 dicembre 2016

LA GLORIA DI CRISTO

“Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria, mentre abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne” (2 Corinzi 4:17–18).
Paolo ci sta dicendo: “Distogli il tuo sguardo dai problemi. Non ti focalizzare sulle cose che avverranno sulla terra perché passeranno tutte. I tuoi problemi non sono nulla se messi a confronto con la luce della gloria eterna del popolo di Dio. Appena dopo un momento in paradiso con Lui non ti ricorderai più di essi!”
È scritto di Cristo che: “Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l'infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio” (Ebrei 12:2). Gesù stesso disse: “Quando vedrete arrivare queste cose, guardate in alto e gioite! Perché il giorno della redenzione è vicino” (leggere Luca 21:28).
Secondo Paolo, quando l'oscurità e l'incertezza si avvicinano, Dio comanda ad una luce meravigliosa di brillare nei nostri cuori.
Paolo qui sta parlando di una gloriosa manifestazione della conoscenza della gloria di Cristo che viene a noi durante le nostre prove:
“Perché il Dio che disse: «Splenda la luce fra le tenebre», è quello che risplendé nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio che rifulge nel volto di Gesù Cristo” (2 Corinzi 4:6). Paolo sta descrivendo niente meno che una fresca rivelazione della gloria di Dio nella persona di Cristo.
Quando Paolo ricevette questa rivelazione, si trovava in prigione e privato di ogni cosa. Anche se era si sostentava con il misero cibo della prigione, egli veniva mantenuto in vita dalla fresca rivelazione della gloria di Cristo che riceveva quotidianamente.

martedì 20 dicembre 2016

LA NOSTRA PIÙ GRANDE BATTAGLIA

Noi cristiani lottiamo duramente per capire quale sia la volontà di Dio per le nostre vite. E una volta capita qual è la sua volontà, lavoriamo duro per vederla realizzarsi.
Sono convinto che questa lotta per cercare la volontà di Dio, per vivere in essa, camminare in essa e vederla realizzata, può diventare la nostra più grande battaglia. E la battaglia si intensifica se ci ritroviamo in circostanze disastrose.
Molti cristiani non riescono ad accettare di essere dove si trovano adesso. Le loro vite sono appesantite da seri problemi. Per alcuni, il peso è costituito da una malattia persistente. Per altri è un caro parente non salvato. Ed oggi per un numero sempre crescente, la battaglia è costituita dalla crisi finanziaria. Davvero pochi cristiani accettano che un tale peso possa essere parte della perfetta volontà di Dio per le loro vite.
Come predicatore del vangelo, so che tutta la fede e la speranza che fanno a noi da sostegno devono avere la verità come fondamento per poter crescere. Ma che cos'è questa verità fondamento? È semplicemente questo: devo sapere e credere di essere nella perfetta volontà di Dio — proprio adesso, proprio qui dove mi trovo, in questo presente ed in questo luogo.
Ammettere semplicemente che non importa la condizione in cui mi ritrovo, se sono ricco o povero, ammalato o in salute, in prigione o libero; io devo credere di essere nel centro della perfetta volontà di Dio per la mia vita. Riconosco che i miei passi sono guidati dal Signore.
Io mi identifico personalmente con Paolo: “ho imparato ad accontentarmi dello stato in cui mi trovo” (leggere Filippesi 4:11).
Ringrazio il Signore per l'esempio di Paolo. Questo fedele apostolo che sapeva bene come abbondare in benedizioni ed gioire anche in tempi di avversità. A lui non importavano le Sue condizioni esteriori e quanto fossero pressanti le sue circostanze, Paolo sapeva sempre di essere nel centro della perfetta volontà di Dio.

lunedì 19 dicembre 2016

TOCCÒ L'ORLO DELLA SUA VESTE - Gary Wilkerson

Ci sono momenti nella vita durante i quali le cose sembrano così tetre, ma noi possiamo dire a Dio: “Ripongo tutta la mia fede in Te perché nonostante la mia situazione appaia senza speranza, con Te nulla è impossibile” (leggere Luca 18:27).
In Marco 5 leggiamo che Gesù si stava recando a casa di un uomo chiamato Iairo ed una grande folla Lo stava seguendo.
“Una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, e che molto aveva sofferto da molti medici e aveva speso tutto ciò che possedeva senza nessun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata, avendo udito parlare di Gesù, venne dietro tra la folla e gli toccò la veste” (Marco 5:25-27).
La versione della King James dice che lei tocco l'orlo della Sua veste. Ed anche se la sua condizione stava peggiorando, disse a sé stessa: “Se riesco a toccare almeno le sue vesti, sarò salva” (verse 28).
La sua fede stava dicendo: “posso fare questo” e dopo, “Gesù farà il resto”. Lei stava guardando all'impossibile e allo stesso tempo era certa che Gesù poteva farlo.
Amo questa donna di fede. Non aveva alcuna ragione per averne perché niente di tutto quello che aveva fatto aveva funzionato. Ma finalmente afferrò quest'unica ed ultima speranza, questo unico  ed ultimo desiderio. Disse a sé stessa: “toccherò solo l'orlo della Sua veste. Mi aggrapperò a Gesù!”
Si fece largo fra la folla e tocco l'orlo della Sua veste e “in quell'istante la sua emorragia ristagnò; ed ella sentì nel suo corpo di essere guarita da quella malattia” (Marco 5:29).

sabato 17 dicembre 2016

IL MOMENTO GIUSTO - Nicky Cruz

La volta in cui Gesù viaggiò dalla Giudea alla Galilea, l'apostolo Giovanni scrisse che: “doveva passare per la Samaria” (Giovanni 4:4). Il punto è che, Gesù non doveva passare per la Samaria per arrivare in Galilea, geograficamente parlando. Infatti, a causa dell'odio dei Giudei per i Samaritani, i Giudei per l'appunto preferivano regolarmente prendere la strada più lunga proprio per evitare di passare per quella regione. Ma Gesù si sentì obbligato ad attraversare la Samaria perché era lì che lo Spirito lo guidò. Egli dovette passare per la Samaria non per una questione geografica, ma per una questione missionaria, in ubbidienza alla guida dello Spirito.
Quando Gesù giunse in Samaria Egli mandò i Suoi discepoli avanti a Lui mentre Lui si sedette nei pressi del pozzo di Giacobbe. Lì attese la donna Samaritana che era il suo appuntamento divino, e fu lì che venne a conoscenza in modo sovrannaturale di tutto ciò che la riguardava. La loro conversazione cambiò per sempre la vita della donna, e lei divenne la prima vera evangelista che testimoniò di Gesù alla gente della sua città. Gesù rimase con questi Samaritani per altri due giorni e portò alla salvezza molte altre persone prima di riprendere il viaggio. Questo incontro non sarebbe mai avvenuto se Gesù non avesse seguito la guida dello Spirito.
Più tardi, poiché si avvicinava la festa Giudaica dei Tabernacoli a Gerusalemme, i fratelli di Gesù lo sollecitarono a farvi ritorno: “affinché anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu fai. Poiché nessuno agisce in segreto quando cerca di essere riconosciuto pubblicamente. Se tu fai queste cose, manifestati al mondo” (Giovanni 7:3-4).
Ma Gesù aveva un programma diverso. E infatti rispose loro: “Salite voi alla festa; io non salgo ancora a questa festa, perché il mio tempo non è ancora compiuto” (Giovanni 7:8).
Ancora una volta Gesù stava aspettando chiarezza da parte dello Spirito Santo per muoversi. Stava attendendo il momento giusto per fare la Sua entrata alla festa, rivelare la Sua sapienza ed insegnare al popolo di Gerusalemme. Egli sapeva, infatti, che Lui stesso era la festa — il Messia che loro stavano aspettando. Egli stesso era la ragione per cui celebravano quella festa, ma il popolo fu in grado di comprenderlo.

Nicky Cruz, evangelista di fama internazionale ed autore prolifico, si convertì a Gesù Cristo da una vita di violenza e crimine dopo aver incontrato David Wilkerson a  New York City nel 1958. La storia della sua drammatica conversione venne per la prima volta raccontata ne La Croce e il Pugnale di David Wilkerson e successivamente nel suo vendutissimo libro Run, Baby, Run.

venerdì 16 dicembre 2016

LA GLORIA DI CRISTO

Nelle ultime settimane ho cercato il Signore per ottenere una parola in grado di darmi pace in mezzo a tutte le notizie brutte ed inquietanti.
Ho udito lo Spirito Santo sussurrarmi: “David, riguarda alla gloria di Cristo. È così che ti manterrai ancorato alla pace”.
“Grazie Signore”, pregai. “Ma cos'è realmente la gloria di Cristo?”
Per me, la Sua gloria, non è altro che qualcosa di cui io ho bisogno e devo comprendere: la Sua benignità. Ma vi è molto di più della sola bontà di Cristo. Vi è la sua amorevole bontà — e dopo c'è anche la Sua tenera e amorevole bontà.
Questa potrebbe essere solo una sfaccettatura della Sua gloria. Ma è cosi che abbiamo bisogno di vedere Cristo — l'esatta immagine del Padre celeste è, amorevole, affettuosa, premurosa e gentile verso i Suoi figli.
Paolo riguardava alla gloria di Cristo ogni mattina. Questo servo di Dio afflitto da molte tribolazioni si svegliò per molti giorni immerso in profonde problematiche. Ci furono svariati momenti in cui era abbattuto e perplesso. Ma Paolo diede una scossa alla sua anima affinché potesse guardare in alto, vedere così la gloria di Cristo e dare un senso alla misericordia ed all'amorevole bontà della persona di Cristo. Quando Paolo lo fece, lo Spirito Santo lo rinnovò dandogli forza per affrontare ogni giorno.
Geremia scrisse questa profezia: “ma chi si gloria si glori di questo: che ha intelligenza e conosce me, che sono il Signore. Io pratico la bontà, il diritto e la giustizia sulla terra, perché di queste cose mi compiaccio” (Geremia 9:24).
Da notare il primo aggettivo di questa lista delle cose nelle quali Dio si compiace: la bontà. Il Suo messaggio per noi è chiaro: siamo chiamati alla gloria attraverso Sua amorevole bontà.
Davide dichiara nei Salmi: “Un abisso chiama un altro abisso, al fragore delle tue cascate, tutti i tuoi flutti e le tue onde sono passati sopra di me. Di giorno l'Eterno mi elargisce la sua benignità, e di notte innalzo a lui un cantico, una preghiera al Dio della mia vita.” (Salmo 42:7–8, corsivo mio).

giovedì 15 dicembre 2016

COOPERANDO INSIEME PER IL BENE

Paolo scrive: “Noi siamo tribolati in ogni maniera... perplessi... perseguitati... atterrati ma non uccisi” (2 Corinzi 4:8–9).
“tribolati in ogni maniera” — Riesci ad identificarti in questa frase? Forse stai affrontando il dolore fisico, disagio nel tuo matrimonio, problemi finanziari, preoccupazione per i tuoi figli. A volte la vita è davvero difficile.
Il fatto è che è possibile stare nella perfetta volontà di Dio ed a volte essere atterrati. Possiamo camminare nel bel mezzo della Sua volontà e sentirci ancora perplessi, tribolati e perseguitati.
Alcuni cristiani sono stati tribolati in ogni maniera per tanto tempo e quindi pensano: “Questo non può provenire da Dio. È troppo per me da sopportare. La mia sofferenza va avanti da troppo e sento di essere stato completamente abbandonato. Il Signore mi starà castigando per i miei peccati passati. Non c'è altra spiegazione”.
Paolo mette davanti a noi una verità meravigliosa alla quale lui si aggrappò e che gli permise di non cedere alla disperazione:
“Ma, anche se il nostro uomo esteriore si va disfacendo, il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno” (2 Corinzi 4:16).
Ascoltiamo la verità che Paolo ci sta dichiarando:
“Sì, tutte queste prove e tribolazioni hanno logorato il mio corpo esteriore. La mia carne viene meno. Ma, allo stesso tempo, qualcosa di meraviglioso sta accadendo nella mia anima. Tutte queste cose stanno cooperando insieme per il mio bene ed io sto accrescendo la conoscenza che ho del Signore e delle Sue vie”.
Paolo sapeva che stava vivendo nella perfetta volontà di Dio. Egli realizzò che tutte queste prove non stavano accadendo a causa dell'ira di Dio. Al contrario, Paolo sapeva come mai prima di essere grandemente e profondamente amato dal Signore.
In breve, Paolo aveva preso coscienza della sua condizione e stava imparando ad avere pazienza: “Infatti avete bisogno di costanza, affinché, fatta la volontà di Dio, otteniate quello che vi è stato promesso” (Ebrei 10:36).

mercoledì 14 dicembre 2016

IN OGNI COSA RENDETE GRAZIE

Non molto tempo fa, Christian, un meraviglioso giovane si liberò con me dal peso della sua ansietà.
“Sento che il Signore mi sta chiamando a lavorare con i giovani ed i bambini, ma tutte le porte al ministero sembra si stiano chiudendo davanti a me. Prego che altre porte si aprano, ma sembra che Dio non ascolti il mio grido. Mi sento così inutile”.
“L'unico ministero che svolgo adesso è prestare un aiuto una volta a settimana in una delle nostre aree malfamate. Faccio da fratello maggiore al figlio di un pastore perché suo padre è molto malato. Ma questo è tutto ciò che faccio. Voglio credere che Dio abbia di più da farmi fare”.
Quando ascoltai tutto questo, dissi al giovane ragazzo: “Voglio che tu capisca una cosa. Quello che tu stai facendo adesso è molto più prezioso per il Signore di quanto tu possa fare predicando a migliaia di persone in uno stadio. L'inutilità per Lui non ha niente a che fare con i numeri”.
“Tu stai recitando la tua parte nel salvare il figlio di quel predicatore. Va' e sii amico di quei ragazzini poveri che Dio ti ha donato. Sii soddisfatto in questo momento ed in quel luogo. E sappi che stai vivendo nella perfetta volontà di Dio perché gli sei fedele nelle piccole cose”.
Dimmi Christian, stai in pace con la situazione che oggi stai vivendo? Riesci a fidarti di Dio e che Egli stia facendo un'opera perfetta in te attraverso ogni circostanza? Se non riesci a farlo, tu crescerai irrequieto, senza speranza ed infine potresti arrivare ad adirarti con Dio. Diventerai una persona amareggiata e dura.
Pietro scrive: “Perciò anche a quelli che soffrono secondo la volontà di Dio, affidino le anime loro al fedele Creatore, facendo il bene” (1 Pietro 4:19). Similmente, Paolo istruisce: “In ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi” (1 Tessalonicesi 5:18).

martedì 13 dicembre 2016

UN PRIGIONIERO DI CRISTO

Paolo scrisse molte delle sue epistole alle chiese mentre era prigioniero in una cella angusta, incatenato, disprezzato, separato dai credenti ed apparentemente da tutto il ministero. Versava in condizioni davvero dolorose. Ma Paolo non parlò mai di essere prigioniero delle sue circostanze, disse di sé stesso che era “un prigioniero di Cristo” (leggere Efesini 3:1).
Nella sua epistola ai Colossesi, Paolo espresse il suo desiderio per tutti i santi che soffrono: “che siate ricolmi della profonda conoscenza della volontà di Dio con ogni sapienza e intelligenza spirituale, perché camminiate in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio; fortificati in ogni cosa dalla sua gloriosa potenza, per essere sempre pazienti e perseveranti” (Colossesi 1:9–11).
Sorprendentemente, l'esortazione e le parole di speranza di Paolo furono un prodotto della sua lunga prigionia, probabilmente a Cesarea. Quando Paolo scrisse queste parole non aveva alcuna speranza di essere liberato. Per quanto ne sapeva, avrebbe trascorso lì degli anni, forse il resto dei suoi giorni. È chiaro che aveva fatto pace con le sue dolorose circostanze.
Da nessuna parte in queste lettere troviamo Paolo fare domande al Signore. L'apostolo era entrato nella piena consapevolezza del volere di Dio ed aveva accettato le sue circostanze come volontà di Dio per la sua vita in quel momento. Pertanto Paolo scrisse trionfalmente ai Colossesi: “siate ricolmi della profonda conoscenza della volontà di Dio con ogni sapienza e intelligenza spirituale”.
Riesci ad immaginarlo? Paolo qui era in completa cattività, privo di ogni libertà. Eppure parlò di “camminare in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio”.

lunedì 12 dicembre 2016

CHIAMATI AD ESSERE DIVERSI - Gary Wilkerson

Dio ci ha chiamati ad essere diversi dal mondo, decisamente diversi.
“Ma l'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente” (1 Corinzi 2:14).
Questa differenza è esattamente ciò di cui il mondo ha bisogno. Come Paolo dice: “Ma se tutti profetizzano ed entra qualche non credente o qualche estraneo, egli è convinto da tutti, è scrutato da tutti, i segreti del suo cuore sono svelati; e così, gettandosi giù con la faccia a terra, adorerà Dio, proclamando che Dio è veramente fra voi” (1 Corinzi 14:24-25).
Il nostro primo compito è quello di fermare la fame della Parola di Dio che c'è fra di noi. Un incontro con la Sua Parola ci libererà dalla “monotonia” del cristianesimo. Essa ci metterà a confronto con la nostra aridità, freddezza e superficialità nei confronti dell'opera di Cristo. Essa ci farà cadere sulle nostre ginocchia in preghiera chiedendo a Dio di portare un cambiamento.
La preghiera cambia le cose! Essa cambia i nostri cuori, le nostre famiglie, le nostre chiese ed infine il nostro mondo. Vi chiedo cortesemente di unirvi a me impegnandovi a fare tre cose:
Pregare affinché la Parola di Dio compia un'opera nei nostri cuori
Restare integri ed essere una sola voce per la sua Parola
Pregare affinché porti cambiamenti che solo Lui può operare
Prego che Dio manifesti sé stesso come fece in molti risvegli e movimenti che sconvolsero le culture. Solo Lui è in grado di fermare l'ondata di male che sta per scatenarsi e riportare nuovamente il rispetto per una cultura che ha perso la Sua via. Solo Lui può ravvivare la chiesa, farci pentire e portare un risveglio spirituale alla nostra società.
Torniamo al Signore con tutto il nostro cuore. Cerchiamo la Sua faccia e rivolgiamoci al cielo per vedere una nuova e grande opera nel nostro paese.

sabato 10 dicembre 2016

GLI OCCHI DEL CUORE - Jim Cymbala

È più probabile che si trovi un neo credente nelle montagne del Perù che ne capisca di più sulla Bibbia che un teologo con un dottorato di ricerca. Infatti, quel Peruviano privo di istruzione non solo potrebbe saperne di più della Bibbia, ma potrebbe anche conoscere il Signore in un modo che lo studente Greco o Ebreo ignorano. Ricorda, fu Gesù a gioire e dire:
“Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli” (Luca 10:21, enfasi mia).
PREGA PRIMA DI LEGGERE LA PAROLA
È facile per molti di noi approcciare quotidianamente la Parola di Dio dando poco spazio allo Spirito Santo. Spesso non preghiamo prima di leggere la Bibbia anche se abbiamo bisogno dell'aiuto di Dio per comprendere la Sua Parola. Più siamo intelligenti e istruiti, più è difficile per noi approcciarci come piccoli fanciulli, fidandoci dello Spirito affinché faccia diventare reale la Parola. Dobbiamo desiderare l'aiuto dello Spirito, e se lo chiediamo in fede, Egli ci aiuterà.   
Il salmista pregava:
“Apri i miei occhi, e contemplerò le meraviglie della tua legge” (Salmo 119:18).
Da notare che la preghiera non chiede che gli vengano aperti gli occhi per “leggere la Tua legge” o per “comprendere la Tua legge”. No, la preghiera del salmista chiede a Dio qualcosa che raramente pensiamo quando apriamo la Parola: “Apri i miei occhi affinché possa vedere le cose meravigliose della Tua legge”. Egli non stava parlando dei suoi occhi fisici, stava parlando degli occhi del suo cuore.
RIVELAZIONE COSTANTE
Tutti noi abbiamo due paia di occhi. Abbiamo occhi nella nostra testa e poi abbiamo gli occhi del cuore, ai quali la Bibbia fa spesso riferimento (per esempio, Efesini 1:18). Il processo mediante il quale vediamo le cose spirituali attraverso gli occhi del cuore (non soltanto della mente) è chiamato “rivelazione”. Questa non è la tipica follia selvaggia dei credenti di fede pentecostale, ma è un'opera quotidiana fatta dallo Spirito Santo su tutti coloro che lo desiderano.

Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo e fatiscente edificio in una parte difficile della città. Nativo di Brooklyn, è amico di vecchia data sia di David che di Gary Wilkerson.

venerdì 9 dicembre 2016

DIO NON SI È DIMENTICATO DI TE

C'è tanta afflizione, tanta sofferenza, tanto dolore causato dalla malattia e dalla catastrofe generale. Ci sono tanti cristiani feriti, tante persone che stanno facendo fronte a crisi finanziarie.
La Bibbia ci dice: “Molte sono le afflizioni del giusto” (Salmo 34:19). Ma la seconda parte di questo verso ne cambia interamente il significato: “Ma il Signore lo libera da tutte”.
Davide gridò: “Ricordati, Signore, di Davide, di tutte le sue fatiche,” (Salmo 132:1). Questo uomo di Dio dovette affrontare molti problemi. La sua preghiera fu: “Signore, Tu hai liberato altri dalle loro afflizioni. Non dimenticarti di me! Aiutami, liberami”.
L'apostolo Paolo dovette sopportare molte afflizioni. Egli scrisse: “So soltanto che lo Spirito Santo in ogni città [mi attesta] che [mi attendono] catene e tribolazioni” (Atti 20:23). Paolo aggiunse: “affinché nessuno fosse scosso in mezzo a queste tribolazioni” (1 Tessalonicesi 3:3). Stava dicendo: “Cari santi, non chiedetevi il perché io stia affrontando così tante afflizioni. Perché io stesso non chiedo il perché a Dio di tutte queste cose”.
“Ma in ogni cosa raccomandiamo noi stessi come servitori di Dio, con grande costanza nelle afflizioni, nelle necessità, nelle angustie” (2 Corinzi 6:4). Notate l'enfasi che Paolo mette qui: “con grande costanza”. Hai perso la pazienza durante la tua afflizione? Ti sei scoraggiato così tanto da arrivare al punto di accantonare la tua fede?
Afferra le Scritture e lascia che la fede rinasca nel tuo cuore. Dio non si è dimenticato di Te!

giovedì 8 dicembre 2016

IN SUA PRESENZA

Se mediti la scrittura costantemente e stai in comunione con Dio in preghiera, diventerai sempre più come Gesù. E quando vedrai quanto Lui sia amorevole e misericordioso, ti fiderai di Lui sempre di più quando ti ritroverai in mezzo alle prove. La Sua Parola dice chiaramente: “Infatti il Signore percorre con lo sguardo tutta la terra per spiegare la sua forza in favore di quelli che hanno il cuore integro verso di lui” (2 Cronache 16:9).
Cercalo con tutto il tuo cuore e desidera ogni giorno la Sua presenza nella tua vita. Allora comprenderai e sperimenterai la Sua incredibile gloria.
Non riesco a capire come facciano i non credenti a provare pace in periodi pericolosi come questi senza la presenza rassicurante di Gesù. Paura e angoscia sono oggi paragonabili ad una nuvola nera sopra il genere umano.
Ad un recente incontro degli uomini più ricchi al mondo, un relatore disse con tono agonizzante: “Viviamo tutti nel peggiore dei caos. Siamo stati noi stessi a causarlo e non sappiamo come uscirne”.
Io ringrazio Dio per la Sua presenza costante in questa ora oscura. Porto ogni mia paura, ansietà e problema nel luogo di preghiera in cui non faccio altro che amare Gesù in semplicità. Lì Lo adoro con molta tranquillità, ringraziandoLo e mettendoGli davanti ogni mio dolore, stress e problema familiare. Canto ogni giorno quel vecchio coro gospel che dice:
Lì nel luogo segreto con Dio,
Sto in Sua presenza per vedere il volto Suo,
Corro la gara con la forza che da Lui acquisto,
Io bramo star con Dio nel luogo segreto.
Amato, Gesù camminerà con te in mezzo ai tuoi problemi. Egli si rallegra di te. Ce la farai, mio caro vincitore. 

mercoledì 7 dicembre 2016

LA RIVELAZIONE DELLA GLORIA DI DIO

Potremmo chiederci il perché Mosè volle ardentemente vedere la gloria di Dio ed io credo che possiamo trovare la spiegazione nel verso che segue:
“Lì mi troverò con i figli d’Israele e la tenda sarà santificata dalla mia gloria” (Esodo 29:43, corsivo mio).
La parola santificata vuol dire “rendere pulito”. Dio stava dicendo: “mentre tu Mi adorerai, mi incontrerò con te e ti darò la Mia presenza. E quando starai alla mia presenza Io ti rivelerò la Mia gloria. Essa ti innalzerà al di sopra delle tue circostanze”.
Dunque, dov'è che possiamo trovare questa rivelazione di Cristo? La troviamo solo mentre andiamo a Lui in preghiera fidandoci della Sua Parola. Paolo dice che quando permettiamo alla scrittura di riflettere in noi una sempre più crescente rivelazione di Gesù, verremo cambiati di gloria in gloria:
“E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione del Signore, che è lo Spirito” (2 Corinzi 3:18).
Questa rivelazione della gloria di Cristo provvederà noi una potenza che sosterrà le nostre vite: “perché su tutta la gloria vi sarà un padiglione” (Isaia 4:5, corsivo mio). In altre parole, nei momenti peggiori la Sua gloria terrà la nostra mente concentrata sulle cose celesti.
Ciò che Dio ci sta dicendo qui è di prenderci del tempo per conoscere Suo Figlio. Ogni giorno dobbiamo pregare e meditare la Parola. Solo dopo essere stati alla Sua presenza, i nostri occhi si apriranno alla Sua gloria. Essa si rivela tutta in Cristo. Gesù è la piena rivelazione del Suo amore, della Sua grazia, misericordia e bontà.

martedì 6 dicembre 2016

DIO VUOLE APRIRE I NOSTRI OCCHI

Qualcuno potrebbe domandare: “cosa ne pensi dell'incredibile esperienza sul Monte della Trasfigurazione? Non fu quella una manifestazione della gloria di Dio? Ci fu una luce potente e la miracolosa apparizione di Mosè ed Elia”.
In quell'incredibile momento, la gloria di Dio non era in Mosè o Elia e nemmeno in quella luce spettacolare. Piuttosto, la Sua gloria radiosa era in Gesù:
“La sua faccia risplendette come il sole e i suoi vestiti divennero candidi come la luce... ecco una voce dalla nuvola che diceva: «Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo»” (Matteo 17:2, 5, corsivo mio).
Ecco la gloria di Dio personificata in Cristo. Gesù è la rivelazione di tutto ciò che Dio disse di essere a Mosè: misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in bontà e fedeltà, che conserva la sua bontà fino alla millesima generazione, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato. Sul Monte della Trasfigurazione Dio rivelò un'immagine viva della Sua gloria. “Adesso è tutto incarnato nel Mio figlio”.
Amati, Dio vuole aprire i vostri occhi alla “ricchezza della gloria della sua eredità che vi riserva tra i santi” (Efesini 1:18). Questo vuol dire, semplicemente, che tutta la gloria rivelata a Mosè è incarnata nel Figlio di Dio. E ora Cristo ci è stato dato come nostra eredità.
“In lui [Cristo Gesù, nostro Signore] abita corporalmente tutta la pienezza della Deità” (Colossesi 2:9, parafrasi mia).

lunedì 5 dicembre 2016

LA SUA PRESENZA IN UN MONDO DI TENEBRE - Gary Wilkerson

“Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili” (2 Timoteo 3:1).
Paolo non dice questo per spaventarci. Egli da tutta la colpa al peccato che risiede nel cuore umano:
“Perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, irreligiosi, insensibili, sleali, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, sconsiderati, orgogliosi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza. Anche da costoro allontànati!” (2 Timoteo 3:2-5).
Sembra quasi una lista dei peccati. Ma Paolo sta parlando non solo del mondo ma anche di noi cristiani: “aventi l’apparenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la potenza”.
Quando dice che la gente sarà amante di sé stessa, sta descrivendo con molta accuratezza la situazione di molte chiese di oggi. Mentre il male incrementa, queste chiese aumentano anch'esse il loro scopo di auto promozione, guadagno e agiatezza. Dio non ci dice di evitare chi non è salvato, perché è il target primario della nostra missione. Quindi, ciò che Paolo ci sta dicendo: “da costoro allontànati” si riferisce ai fratelli cristiani che rinnegano l'autorità di Dio nelle loro vite. Infatti egli afferma questo, dicendo: “ Poiché, devo forse giudicare quelli di fuori? Non giudicate voi quelli di dentro? Quelli di fuori li giudicherà Dio. Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi”(1 Corinzi 5:12-13). Come popolo di Dio, quale chiamata al pentimento più chiara di questa potremmo ascoltare?
Satana continuerà a vomitare morte. E solo una cosa può resistere al suo inferno in terra: una chiesa che è in grado di alzarsi e parlare con franchezza della Parola di Dio con integrità. Senza una presenza santa in questo mondo di tenebre, il mondo non conoscerebbe mai che esiste un'alternativa.

sabato 3 dicembre 2016

RIAPPACIFICATI CON DIO - Carter Conlon

Oggi ti supplico, come pastore, come padre, come fratello, di riappacificarti con Dio. A volte mi sento come Noè, in piedi in un luogo sicuro mentre la gente passa. Ai tempi di Noè, molti che lo udirono probabilmente erano d'accordo con lui, ma si rifiutarono comunque di cambiare il loro percorso e seguire Dio. Ad ogni modo, tu ed io dobbiamo renderci conto che non saremo in grado di affrontare i giorni che verranno se non ci impegniamo completamente ad ubbidire al Signore. Come affermano le Scritture:
“Dio dunque, passando sopra i tempi dell’ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano” (Atti 17:30).
In altre parole, il Signore ci comanda di cambiare il nostro cuore; di tornare in armonia con Lui e abbandonare ciò che è sbagliato.
ASCOLTARE LA VOCE DI DIO
Ultimamente sto pregando: “Signor Gesù, aiutami a vedere se c'è qualcosa nella mia vita che possa portarmi nella direzione sbagliata e se c'è, dammi la grazia di abbandonarla”. Durante il corso della mia vita, Dio ha messo la Sua mano su attitudini che avevo abbracciato e che pensavo fossero accettabili ma in realtà non erano all'altezza degli standard di Dio. Alcune pratiche lo erano e altre no. Ma sono certo che ciò che mi ha portato fino a questo punto della mia vita sia stato il mio cuore che si è aperto davanti al Signore affinché potesse parlarmi e rimproverarmi se fosse stato necessario.
E quindi te lo chiedo di nuovo: permetti a Dio di parlarti? Permetti a Lui di andare oltre quel problema del tuo cuore; quella situazione nella tua vita; quel senso di giustizia personale? O rigetterai il Suo consiglio e finirai per non avere più accesso al Suo potere?
SCEGLI DI UMILIARTI
Se continuerai a scegliere di andare a Lui in umiltà di cuore e con volontà di accettare la Sua Parola, Dio spianerà le montagne e colmerà le vallate. Egli creerà un chiaro sentiero fra te e Lui, e tu scoprirai che Egli promette non solo di sostenerti ma di darti potere, gioia e vittoria nei giorni che verranno!

Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 sotto l’invito del pastore fondatore, David Wilkerson, e venne nominato Pastore Anziano nel 2001.

venerdì 2 dicembre 2016

UNA RIVELAZIONE DELLA SUA GLORIA

È una cosa meravigliosa poter spendere del tempo di qualità con il Signore. Egli promette che quando cerchi più intimità con Lui, la Sua presenza irromperà nella tua vita, operando il suo divino ordine intorno a te. Ma accadrà qualcosa di ancora più grande: la continua ricerca della presenza di Dio ti porterà verso una rivelazione della gloria di Dio.
Mosè cercò il Signore affinché manifestasse la Sua presenza: “affinché io ti conosca” (Esodo 33:13). Ecco come Dio rispose al Suo servo: “La mia presenza andrà con te e io ti darò riposo” (33:14).
La richiesta di Mosè sarebbe sufficiente per molti cristiani. Chi fra di noi non vorrebbe la pace ed il riposo che Dio promette? Che altro potremmo desiderare? Ma, avere la sicurezza della presenza di Dio non fu abbastanza per Mosè. Egli sapeva che poteva avere di più e quindi gridò: “Ti prego, fammi vedere la tua gloria” (Esodo 33:18).
E Dio mostrò a Mosè la Sua gloria!
La gloria del Signore non si manifesta in nuvole che emanano luce o in clamorose dimostrazioni di potenza. Al contrario, Dio espresse la Sua gloria in una semplice rivelazione della Sua natura: “Il Signore passò davanti a lui, e gridò: Il Signore! Il Signore! Il Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira, ricco in bontà e fedeltà, che conserva la sua bontà fino alla millesima generazione, che perdona l’iniquità, la trasgressione e il peccato” (Esodo 34:6–7). Vedi? La gloria di Dio fu una rivelazione della Sua bontà, misericordia, amore e compassione.

giovedì 1 dicembre 2016

LA PRESENZA DI DIO NEL DESERTO

Quando manca la presenza di Dio, tutto è sbilanciato, senza guida o giusto insegnamento. Ognuno diventa legge dentro di sé, facendo ciò che vuole. Questa è l'immagine di molte case cristiane di oggi: tutto è fuori controllo, senza pace o riposo, tutti fanno ciò che più gli piace. Il Signore nella Sua misericordia si addolora di tutto questo disordine.
Ma, non deve essere cosi. Le promesse di Dio sono immutabili e la Sua Parola ci assicura: “Per il resto della vostra vita, se voi continuerete a cercarmi Io sarò con voi. Quando griderete a me mi troverete” (leggere Geremia 29:13).
Non è una di quelle teologie complicate. Chiunque può ottenere la presenza di Dio in modo duraturo se si rivolge a Lui semplicemente e con fede. Ci viene promesso: “il Signore... si farà trovare” (2 Croniche 15:2). La parola Ebraica per trovare qui vuol dire: “la Sua presenza verrà per certo per riscattare, per benedire”. In altre parole: “Cerca il Signore con tutto il tuo cuore ed Egli manifesterà la Sua presenza. Essa sarà per te una grande potenza che ti permetterà di restare saldo e cancellare ogni timore”. Solo quando la presenza di Dio è sopra di noi possiamo vedere e comprendere la Sua gloria.
Quando gli Israeliti erano nel deserto, Dio manifestò loro la Sua presenza attraverso una nuvola. Questa nuvola era una manifestazione fisica della promessa di Dio di essere col Suo popolo. Essa copriva il tabernacolo giorno e notte e faceva da guida in ogni situazione. Quando la nuvola si muoveva, loro si muovevano e quando si fermava loro si fermavano. Il popolo non dovette mai preoccuparsi di cercare la direzione o del suo futuro. Misero tutta la loro fiducia in quella nuvola visibile della presenza del Signore.

mercoledì 30 novembre 2016

IL TUO TEMPO CON LUI

Il re Asa guidò il popolo verso una vittoria miracolosa sull'esercito Etiope che contava un milione di uomini. Subito dopo egli testimoniò che la presenza di Dio aveva fatto a pezzi il nemico.
“Asa invocò il suo Dio e disse: Signore, per te non c’è differenza tra il dare soccorso a chi è in gran numero e il darlo a chi è senza forza; soccorrici... Poiché su di te noi ci appoggiamo e nel tuo nome siamo venuti contro questa moltitudine... E il Signore sconfisse gli Etiopi davanti ad Asa” (2 Cronache 14:10–12).
Mentre Asa guidava il suo esercito trionfante verso Gerusalemme, il profeta Azaria lo incontrò alle porte della città con questo messaggio: “Ascoltatemi! Il Signore è con voi, quando voi siete con lui; se lo cercate, egli si farà trovare da voi, ma se lo abbandonate, egli vi abbandonerà. Per lungo tempo Israele è stato senza vero Dio... ma nella sua angoscia egli si è convertito al Signore, Dio d’Israele, l’ha cercato, ed egli si è lasciato trovare da lui” (2 Cronache 15:2–4).
Ecco il segreto per ottenere e mantenere la presenza del Signore nella vostra vita. Il Signore volle ricordare ad Asa con termini chiari: “Asa non dimenticare mai come hai ottenuto vittoria. Quando eri nei problemi, Mi hai cercato con tutto il tuo cuore. Ricorda, è stata la Mia presenza a portarti la vittoria”.
Oggi, la nuvola della presenza di Dio aleggia sopra la tua stanzetta segreta della preghiera. Egli ti guiderà, ti rafforzerà e ti terrà nel riposo di Dio, donandoti buoni consigli sulla tua casa, sul lavoro e sulle tue relazioni. Puoi entrare in comunione con il Signore ovunque tu voglia, sia mentre sei impegnato a lavoro o mentre vai a scuola. Puoi chiedergli qualunque cosa e dirGli: “Signore, ho solo mezzora di tempo adesso e voglio parlare con Te”. Questo è il tempo nella “stanza segreta” con Lui.

martedì 29 novembre 2016

TRANQUILLITÀ RIPOSO E FIDUCIA

Mosè era convinto che senza la presenza di Dio nella sua vita fosse inutile tentare di fare ogni cosa. Quando parlò faccia a faccia con il Signore, egli affermò con coraggio: “Se la tua presenza non viene con me, non farci partire di qui” (Esodo 33:15). Stava dicendo: “Signore, se Tu non sei con noi, non ce la faremo. Non muoveremo alcun passo finché non ci assicurerai che la Tua presenza sarà con noi”.
Mosè sapeva che era la presenza di Dio tra di loro ad averli messi in salvo da tutte le altre nazioni, e vale so stesso per il popolo di Dio oggi. La presenza di Dio “con noi” ci conduce, guida ed opera nella Sua volontà dentro e attraverso di noi. La Sua presenza inoltre ci libera dalla paura e dalla confusione.
L'attitudine di Mosè fu, “Noi agiamo solo basandoci su un principio: per noi l'unico modo per essere guidati o governati, per guerreggiare e sopravvivere in tempi come questi, è quello di avere la presenza di Dio con noi. Quando la Sua presenza è nel nostro mezzo nessuno può distruggerci. Ma senza di Lui ci viene a mancare l'aiuto e ci riduciamo a nulla. Lasciamo che tutte le nazioni del mondo facciano affidamento sui loro potenti eserciti, carri di ferro e soldati ben addestrati. Noi avremo fiducia nella manifesta presenza del Signore”.
Dio rispose a Mosè con una chiara dichiarazione: “La mia presenza andrà con te e io ti darò riposo” (Esodo 33:14). La parola Ebraica per riposo qui vuol dire “fiducia pacifica e rassicurante”. Dio stava dicendo: “non importa quali battaglie o prove stai affrontando, in Me troverai sempre tranquillità, riposo e fiducia”.

lunedì 28 novembre 2016

SEGUENDO L'ESEMPIO DI GESÙ - Gary Wilkerson

Appena dieci anni fa, se un esponente politico nazionale si ritrovava coinvolto in uno scandalo qualsiasi, si dimetteva immediatamente. Ma oggi ci si vergogna davvero poco degli scandali. Penso alle parole del Signore dette a Geremia: “Essi saranno confusi perché commettono delle abominazioni. Non si vergognano affatto, non sanno che cosa sia arrossire, perciò cadranno fra quelli che cadono; quando io li visiterò saranno abbattuti”, dice il Signore” (Geremia 8:12).
Come cristiani sappiamo che la nostra speranza non è riposta in questo mondo. Anche se abbiamo riposto la nostra speranza in un leader politico o istituzione siamo rimasti delusi. Ma, il peccato dilagante degli ultimi venti anni è diventato un oltraggio. E come Dio disse a Geremia, Egli non resterà in silenzio.
In appena pochi anni l'omosessualità è diventata una cosa normale quando invece la Bibbia insegna chiaramente contro di essa. Da cristiani quali siamo, amiamo gli omosessuali e chiunque altro abbia a che fare con peccati sessuali. Ma, non importa come ti poni nei confronti di questo peccato, fare sesso con una persona dello stesso genere non può essere riconciliata alla luce della Scrittura. (Alcune chiese dicono che si può, ma tentando di metterlo in pratica compromettono profondamente l'autorità di Dio). 
Poiché seguiamo l'esempio di Gesù di amare ogni persona, incluso gli omosessuali, siamo spesso etichettati come bigotti o come quelli che li odiano. Ma nella Bibbia non se ne parla con odio — se ne parla in modo spiacevole solo in merito al peccato in sé. In pratica oggi la società ci sta comandando di eliminare i passi che parlano dell'omosessualità come peccato. Il mio cuore si spezza davanti a questo, perché agli omosessuali stiamo dando a bere una menzogna. Non importa ciò che siamo; se non abbandoniamo il peccato, il nostro rapporto con Dio deraglierà terribilmente.

sabato 26 novembre 2016

SCENDERE GIÙ DALLA MONTAGNA - Carter Conlon

“Il giorno seguente tutta la comunità dei figli d’Israele mormorò contro Mosè e Aaronne e disse: «Voi avete fatto morire il popolo del Signore». 42 E avvenne che, mentre la comunità si radunava contro Mosè e Aaronne, i figli d’Israele si volsero verso la tenda di convegno; Aaronne prese il turibolo, come Mosè aveva detto, corse in mezzo all’assemblea, ed ecco che il flagello era già cominciato fra il popolo. Aaronne mise l’incenso nel turibolo e fece l’espiazione per il popolo. Si fermò tra i morti e i vivi e il flagello cessò” (leggere Numeri 16:41-48).
In questo passo vediamo un'immagine potente ed importante di molte chiese dei tempi moderni, noi stessi, che stiamo costantemente attenti a restare dentro, nella “tenda di convegno”, chiusi in una mentalità che afferma: “i nostri bisogni sono così grandi e la gente fuori, i pagani, i “non salvati” sono così malvagi”.
CRISTIANI EGOCENTRICI
La congregazione egocentrica resta dentro, senza passione, senza tempo, energia o passione per uscire fuori perché le battaglie infuriano dentro le quattro mura della chiesa. Il rituale dei religiosi costituisce un vero e proprio impedimento ad ogni iniziativa di redenzione e di conseguenza la chiesa sta morendo. Le banalità hanno preso il posto della passione. Il razionalismo ha arrestato la rivelazione. C'è una vera e propria gerarchia religiosa ma nessun vero eroe.
I discepoli erano sul Monte della Trasfigurazione in piedi, alla presenza di Gesù. La gloria di Dio li circondava e stavano nel bel mezzo di una rivelazione profetica mozzafiato. Ma Pietro annunciò trionfante ciò che purtroppo diventò poi un grido, l'inno, per centinaia di migliaia di credenti moderni, “È bene che stiamo qui; se vuoi, farò qui tre tende e resteremo qui”.
SII UN EROE PER DIO
Il popolo voleva restare “nella tenda di convegno” e Pietro voleva stabilirsi sul Monte della Trasfigurazione”. Ma ai piedi della montagna, c'è un uomo tormentato, prigioniero, senza speranza e abbandonato da tutti, che ha bisogno di un eroe che scenda giù dalla montagna per portargli liberazione.

Claude Houde è il pastore della chiesa Nuova Vita a Montreal, Canada. Sotto la sua guida la Chiesa Nuova Vita è cresciuta da una decina di persone a più di 3500 in una parte del Canada dove le chiese protestanti hanno da sempre avuto poco successo.

venerdì 25 novembre 2016

MERAVIGLIOSA PROMESSA

Sappiamo che nel corso dei secoli coloro che hanno confidato in Gesù hanno sofferto molto. Fin dai tempi della croce sono stati martirizzati e alcuni brutalmente. Alcuni credenti del Nuovo Testamento hanno perso le loro case e le loro terre e sono stati costretti a vivere in caverne.
Amati, nessun sincero predicatore della Parola di Dio vi avrà mai promesso che non soffrirete, che non perderete i vostri possedimenti, che il vostro stile di vita sarà sempre protetto. Ma c'è una grande “nuvola di testimoni” in cielo che vorrebbe dire a tutti noi che amiamo Gesù:
“È vero che in Cristo siamo al sicuro — eternamente al sicuro. La Sua Grazia è stata sufficiente per ogni crisi avvenire. Sì, ci sono state stagioni di dolore, sofferenza e tempi difficili. Ma nessuna prova potrà mai portarti lontano da Cristo, l'Arca di salvezza”
Voglio che restiate saldi su questa meravigliosa promessa tratta da 1 Pietro 1:3–9:
“Nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per un’eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile. Essa è conservata in cielo per voi, che siete custoditi dalla potenza di Dio mediante la fede, per la salvezza che sta per essere rivelata negli ultimi tempi”.
“Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell’oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo. Benché non lo abbiate visto, voi lo amate; credendo in lui, benché ora non lo vediate, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa, ottenendo il fine della {vostra} fede: la salvezza delle anime”.

giovedì 24 novembre 2016

L'ARCA DI SALVEZZA

Se devo vivere per la fede, devo fare come fece Noè e costruire un'arca per superare la tempesta.
“Per fede Noè... con pio timore, preparò un’arca per la salvezza della sua famiglia” (Ebrei 11:7).
L'arca che Noè costruì rappresenta Gesù Cristo e non esiste altro luogo sicuro sulla terra.
Quando Isaia profetizzò di un re che sarebbe venuto a regnare con giustizia, stava chiaramente descrivendo Cristo:
“Quell’uomo sarà come un riparo dal vento, come un rifugio contro l’uragano, come dei corsi d’acqua in luogo arido, come l’ombra di una gran roccia in una terra riarsa” (Isaia 32:2).
In tutto il mondo le persone sono alla disperata ricerca di un luogo sicuro per nascondere il loro denaro. Molti stanno comprando delle armi per proteggere le proprie famiglie durante quello che loro credono sarà il periodo buio del “ogni uomo per sé stesso”. E sono inclusi anche i cristiani che credono alla Bibbia.
Ma non c'è alcun luogo in cui sia garantita la sicurezza sulla terra, ad eccezione del dimorare in Gesù. Non affermo quanto sto dicendo così come fosse vuota teologia che i cristiani spesso dichiarano senza nemmeno pensarci. Per più di duemila anni, coloro che hanno confidato in Gesù per la loro sicurezza hanno avuto prova che la parola di Dio è fedele.
“Il nome del Signore è una forte torre; il giusto vi corre e vi trova un alto rifugio.” (Proverbi 18:10).
“Il Signore è la mia rocca, la mia fortezza, il mio liberatore; il mio Dio, la mia rupe, in cui mi rifugio, il mio scudo, il mio potente salvatore, il mio alto rifugio” (Salmo 18:2).