giovedì 17 novembre 2011

L’EVANGELO “PREDICATO APPIENO”

L’apostolo Paolo poteva dire alla sua generazione: “Ho predicato appieno l’evangelo di Cristo” (vedi Romani 15:19). E poi descriveva l’evangelo “predicato appieno” come qualcosa in più che solo parole. È un evangelo di parole e fatti! “Infatti non ardirei dir cosa che Cristo non abbia operata per mezzo mio, per condurre all’ubbidienza i gentili con la parola e con l’opera” (Romani 15:18).

Paolo stava dicendo: “I Gentili si sono convertiti a Cristo non solo a motivo della mia predicazione, ma perché le mie parole sono state accompagnate da segni miracolosi!”.

“..con potenza di segni e di prodigi, con la potenza dello Spirito di Dio; così, da Gerusalemme e nei dintorni fino all’Illiria, ho compiuto il servizio dell’evangelo di Cristo” (v. 19).

Se Paolo avesse predicato ed insegnato senza segni e prodigi, il suo messaggio non avrebbe avuto lo stesso impatto. Non sarebbe stato un evangelo predicato appieno! Egli disse ai Corinzi: “Ora i segni dell’apostolo sono stati messi in opera fra voi con grande pazienza, con segni e prodigi e con potenti operazioni” (2 Corinzi 12:12).

Notate le parole di Paolo in questo verso: segni, prodigi e potenti operazioni. La maggior parte dei cristiani oggi muore di vergogna al solo udire queste parole! Perché? Perché queste parole sono state rese un abominio da predicatori ed insegnanti privi di scrupolo e affamati di potere! La grande tragedia è che questa perversione ha fatto sì che molti pastori, evangelisti e laici timorati di Dio si allontanassero dalla verità di un evangelo predicato appieno.

Carissimi, Dio è ancora Dio – ed è potente da compiere miracoli e prodigi! Egli è ancora il nostro guaritore e vuole mostrarsi potente a favore di quelli che confidano in Lui! Grandi e potenti operazioni furono compiute nella chiesa del Nuovo Testamento senza alcuna perversione – senza fare pubblicità e senza innalzare qualcuno in particolare per la sua potenza e autorità. Il ministero di Paolo ne è un esempio.

A Troas, mentre Paolo stava predicando un messaggio che andava per le lunghe, un giovane cadde dal terzo piano perché si era seduto sul davanzale della finestra e si era addormentato. La Bibbia dice che il giovane fu “condotto morto” (vedi Atti 20:9-12).

Quando Paolo andò a vedere il ragazzo, tranquillizzò tutti. Poi, proprio come aveva fatto Eliseo, si stese sul ragazzo ed improvvisamente questi tornò in vita. Il ragazzo risorse – risuscitò dalla morte! Che miracolo portentoso!

Dopo questo avvenimento, Paolo non mandò nessuno a diffondere la notizia di questo grande evento. No, non funzionava così allora. Tutti ritornarono semplicemente al terzo piano, fecero la Santa Cena insieme, e Paolo continuò a predicare. La Scrittura non menziona più quel giovane. Perché? Perché per la chiesa di allora era normale vedere miracoli! Essi predicavano un messaggio completo – seguito da segni e prodigi!