lunedì 13 marzo 2017

LA GRAZIA DI DIO CHE CI POTENZIA - Gary Wilkerson

“In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia, che egli ha riversata abbondantemente su di noi” (Efesini 1:7-8).
Noi nella chiesa non abbiamo nemmeno cominciato a grattare la superficie della grazia. Beviamo solo piccoli sorsi dalla coppa della grazia di volta in volta durante il nostro cammino cristiano prima di cominciare a far affidamento nelle nostre abilità.
Quando Gesù dice che dobbiamo nascere di nuovo, avere fede, pregare, cercare la Sua faccia ed amare il nostro prossimo, ogni Suo comandamento è  ed amen. Siamo chiamati a fare ciò che Egli ci dice di fare e non a prendere e scegliere le nostre aree di ubbidienza.
Alcune chiese prediligono certe aree di ubbidienza fra le altre. Enfatizzano l'evangelismo, la giustizia sociale, l'attivismo politico, servire il povero o pregare. Ma a Dio non piace una chiesa che corre con un cilindro invece che con otto. Ogni persona o chiesa che non ubbidisce ai comandamenti di Dio sta vivendo nella disubbidienza! Egli non vuole affatto che ignoriamo alcuni dei Suoi comandamenti.
Certo, l'ubbidienza perfetta non è possibile; non rientra nelle nostre possibilità e abilità. La ragione per cui noi scegliamo certe aree di ubbidienza è perché sono più facili da realizzare rispetto ad altre.
Avere una vita di vittoria e gioia non dipende dal successo o dal fallimento di ubbidire ai comandamenti di Dio; dipende tutto da come noi ci disponiamo ad ubbidire ai Suoi comandamenti. Quando ero giovane uno dei responsabili dei giovani mi disse: “Puoi tentare di cambiare te stesso in modo da far sì che le tentazioni non tornino. Tu non hai l'abilità di tirarti fuori da niente”. Davvero? E non ci vorrà molto tempo per capire quanto sia futile tentare.
Noi non possiamo cambiare nulla da soli. Dobbiamo permettere alla grazia di Dio di potenziarci e portare trasformazione, dentro di noi e nel mondo attorno a noi.