mercoledì 30 novembre 2016

IL TUO TEMPO CON LUI

Il re Asa guidò il popolo verso una vittoria miracolosa sull'esercito Etiope che contava un milione di uomini. Subito dopo egli testimoniò che la presenza di Dio aveva fatto a pezzi il nemico.
“Asa invocò il suo Dio e disse: Signore, per te non c’è differenza tra il dare soccorso a chi è in gran numero e il darlo a chi è senza forza; soccorrici... Poiché su di te noi ci appoggiamo e nel tuo nome siamo venuti contro questa moltitudine... E il Signore sconfisse gli Etiopi davanti ad Asa” (2 Cronache 14:10–12).
Mentre Asa guidava il suo esercito trionfante verso Gerusalemme, il profeta Azaria lo incontrò alle porte della città con questo messaggio: “Ascoltatemi! Il Signore è con voi, quando voi siete con lui; se lo cercate, egli si farà trovare da voi, ma se lo abbandonate, egli vi abbandonerà. Per lungo tempo Israele è stato senza vero Dio... ma nella sua angoscia egli si è convertito al Signore, Dio d’Israele, l’ha cercato, ed egli si è lasciato trovare da lui” (2 Cronache 15:2–4).
Ecco il segreto per ottenere e mantenere la presenza del Signore nella vostra vita. Il Signore volle ricordare ad Asa con termini chiari: “Asa non dimenticare mai come hai ottenuto vittoria. Quando eri nei problemi, Mi hai cercato con tutto il tuo cuore. Ricorda, è stata la Mia presenza a portarti la vittoria”.
Oggi, la nuvola della presenza di Dio aleggia sopra la tua stanzetta segreta della preghiera. Egli ti guiderà, ti rafforzerà e ti terrà nel riposo di Dio, donandoti buoni consigli sulla tua casa, sul lavoro e sulle tue relazioni. Puoi entrare in comunione con il Signore ovunque tu voglia, sia mentre sei impegnato a lavoro o mentre vai a scuola. Puoi chiedergli qualunque cosa e dirGli: “Signore, ho solo mezzora di tempo adesso e voglio parlare con Te”. Questo è il tempo nella “stanza segreta” con Lui.

martedì 29 novembre 2016

TRANQUILLITÀ RIPOSO E FIDUCIA

Mosè era convinto che senza la presenza di Dio nella sua vita fosse inutile tentare di fare ogni cosa. Quando parlò faccia a faccia con il Signore, egli affermò con coraggio: “Se la tua presenza non viene con me, non farci partire di qui” (Esodo 33:15). Stava dicendo: “Signore, se Tu non sei con noi, non ce la faremo. Non muoveremo alcun passo finché non ci assicurerai che la Tua presenza sarà con noi”.
Mosè sapeva che era la presenza di Dio tra di loro ad averli messi in salvo da tutte le altre nazioni, e vale so stesso per il popolo di Dio oggi. La presenza di Dio “con noi” ci conduce, guida ed opera nella Sua volontà dentro e attraverso di noi. La Sua presenza inoltre ci libera dalla paura e dalla confusione.
L'attitudine di Mosè fu, “Noi agiamo solo basandoci su un principio: per noi l'unico modo per essere guidati o governati, per guerreggiare e sopravvivere in tempi come questi, è quello di avere la presenza di Dio con noi. Quando la Sua presenza è nel nostro mezzo nessuno può distruggerci. Ma senza di Lui ci viene a mancare l'aiuto e ci riduciamo a nulla. Lasciamo che tutte le nazioni del mondo facciano affidamento sui loro potenti eserciti, carri di ferro e soldati ben addestrati. Noi avremo fiducia nella manifesta presenza del Signore”.
Dio rispose a Mosè con una chiara dichiarazione: “La mia presenza andrà con te e io ti darò riposo” (Esodo 33:14). La parola Ebraica per riposo qui vuol dire “fiducia pacifica e rassicurante”. Dio stava dicendo: “non importa quali battaglie o prove stai affrontando, in Me troverai sempre tranquillità, riposo e fiducia”.

lunedì 28 novembre 2016

SEGUENDO L'ESEMPIO DI GESÙ - Gary Wilkerson

Appena dieci anni fa, se un esponente politico nazionale si ritrovava coinvolto in uno scandalo qualsiasi, si dimetteva immediatamente. Ma oggi ci si vergogna davvero poco degli scandali. Penso alle parole del Signore dette a Geremia: “Essi saranno confusi perché commettono delle abominazioni. Non si vergognano affatto, non sanno che cosa sia arrossire, perciò cadranno fra quelli che cadono; quando io li visiterò saranno abbattuti”, dice il Signore” (Geremia 8:12).
Come cristiani sappiamo che la nostra speranza non è riposta in questo mondo. Anche se abbiamo riposto la nostra speranza in un leader politico o istituzione siamo rimasti delusi. Ma, il peccato dilagante degli ultimi venti anni è diventato un oltraggio. E come Dio disse a Geremia, Egli non resterà in silenzio.
In appena pochi anni l'omosessualità è diventata una cosa normale quando invece la Bibbia insegna chiaramente contro di essa. Da cristiani quali siamo, amiamo gli omosessuali e chiunque altro abbia a che fare con peccati sessuali. Ma, non importa come ti poni nei confronti di questo peccato, fare sesso con una persona dello stesso genere non può essere riconciliata alla luce della Scrittura. (Alcune chiese dicono che si può, ma tentando di metterlo in pratica compromettono profondamente l'autorità di Dio). 
Poiché seguiamo l'esempio di Gesù di amare ogni persona, incluso gli omosessuali, siamo spesso etichettati come bigotti o come quelli che li odiano. Ma nella Bibbia non se ne parla con odio — se ne parla in modo spiacevole solo in merito al peccato in sé. In pratica oggi la società ci sta comandando di eliminare i passi che parlano dell'omosessualità come peccato. Il mio cuore si spezza davanti a questo, perché agli omosessuali stiamo dando a bere una menzogna. Non importa ciò che siamo; se non abbandoniamo il peccato, il nostro rapporto con Dio deraglierà terribilmente.

sabato 26 novembre 2016

SCENDERE GIÙ DALLA MONTAGNA - Carter Conlon

“Il giorno seguente tutta la comunità dei figli d’Israele mormorò contro Mosè e Aaronne e disse: «Voi avete fatto morire il popolo del Signore». 42 E avvenne che, mentre la comunità si radunava contro Mosè e Aaronne, i figli d’Israele si volsero verso la tenda di convegno; Aaronne prese il turibolo, come Mosè aveva detto, corse in mezzo all’assemblea, ed ecco che il flagello era già cominciato fra il popolo. Aaronne mise l’incenso nel turibolo e fece l’espiazione per il popolo. Si fermò tra i morti e i vivi e il flagello cessò” (leggere Numeri 16:41-48).
In questo passo vediamo un'immagine potente ed importante di molte chiese dei tempi moderni, noi stessi, che stiamo costantemente attenti a restare dentro, nella “tenda di convegno”, chiusi in una mentalità che afferma: “i nostri bisogni sono così grandi e la gente fuori, i pagani, i “non salvati” sono così malvagi”.
CRISTIANI EGOCENTRICI
La congregazione egocentrica resta dentro, senza passione, senza tempo, energia o passione per uscire fuori perché le battaglie infuriano dentro le quattro mura della chiesa. Il rituale dei religiosi costituisce un vero e proprio impedimento ad ogni iniziativa di redenzione e di conseguenza la chiesa sta morendo. Le banalità hanno preso il posto della passione. Il razionalismo ha arrestato la rivelazione. C'è una vera e propria gerarchia religiosa ma nessun vero eroe.
I discepoli erano sul Monte della Trasfigurazione in piedi, alla presenza di Gesù. La gloria di Dio li circondava e stavano nel bel mezzo di una rivelazione profetica mozzafiato. Ma Pietro annunciò trionfante ciò che purtroppo diventò poi un grido, l'inno, per centinaia di migliaia di credenti moderni, “È bene che stiamo qui; se vuoi, farò qui tre tende e resteremo qui”.
SII UN EROE PER DIO
Il popolo voleva restare “nella tenda di convegno” e Pietro voleva stabilirsi sul Monte della Trasfigurazione”. Ma ai piedi della montagna, c'è un uomo tormentato, prigioniero, senza speranza e abbandonato da tutti, che ha bisogno di un eroe che scenda giù dalla montagna per portargli liberazione.

Claude Houde è il pastore della chiesa Nuova Vita a Montreal, Canada. Sotto la sua guida la Chiesa Nuova Vita è cresciuta da una decina di persone a più di 3500 in una parte del Canada dove le chiese protestanti hanno da sempre avuto poco successo.

venerdì 25 novembre 2016

MERAVIGLIOSA PROMESSA

Sappiamo che nel corso dei secoli coloro che hanno confidato in Gesù hanno sofferto molto. Fin dai tempi della croce sono stati martirizzati e alcuni brutalmente. Alcuni credenti del Nuovo Testamento hanno perso le loro case e le loro terre e sono stati costretti a vivere in caverne.
Amati, nessun sincero predicatore della Parola di Dio vi avrà mai promesso che non soffrirete, che non perderete i vostri possedimenti, che il vostro stile di vita sarà sempre protetto. Ma c'è una grande “nuvola di testimoni” in cielo che vorrebbe dire a tutti noi che amiamo Gesù:
“È vero che in Cristo siamo al sicuro — eternamente al sicuro. La Sua Grazia è stata sufficiente per ogni crisi avvenire. Sì, ci sono state stagioni di dolore, sofferenza e tempi difficili. Ma nessuna prova potrà mai portarti lontano da Cristo, l'Arca di salvezza”
Voglio che restiate saldi su questa meravigliosa promessa tratta da 1 Pietro 1:3–9:
“Nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per un’eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile. Essa è conservata in cielo per voi, che siete custoditi dalla potenza di Dio mediante la fede, per la salvezza che sta per essere rivelata negli ultimi tempi”.
“Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell’oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo. Benché non lo abbiate visto, voi lo amate; credendo in lui, benché ora non lo vediate, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa, ottenendo il fine della {vostra} fede: la salvezza delle anime”.

giovedì 24 novembre 2016

L'ARCA DI SALVEZZA

Se devo vivere per la fede, devo fare come fece Noè e costruire un'arca per superare la tempesta.
“Per fede Noè... con pio timore, preparò un’arca per la salvezza della sua famiglia” (Ebrei 11:7).
L'arca che Noè costruì rappresenta Gesù Cristo e non esiste altro luogo sicuro sulla terra.
Quando Isaia profetizzò di un re che sarebbe venuto a regnare con giustizia, stava chiaramente descrivendo Cristo:
“Quell’uomo sarà come un riparo dal vento, come un rifugio contro l’uragano, come dei corsi d’acqua in luogo arido, come l’ombra di una gran roccia in una terra riarsa” (Isaia 32:2).
In tutto il mondo le persone sono alla disperata ricerca di un luogo sicuro per nascondere il loro denaro. Molti stanno comprando delle armi per proteggere le proprie famiglie durante quello che loro credono sarà il periodo buio del “ogni uomo per sé stesso”. E sono inclusi anche i cristiani che credono alla Bibbia.
Ma non c'è alcun luogo in cui sia garantita la sicurezza sulla terra, ad eccezione del dimorare in Gesù. Non affermo quanto sto dicendo così come fosse vuota teologia che i cristiani spesso dichiarano senza nemmeno pensarci. Per più di duemila anni, coloro che hanno confidato in Gesù per la loro sicurezza hanno avuto prova che la parola di Dio è fedele.
“Il nome del Signore è una forte torre; il giusto vi corre e vi trova un alto rifugio.” (Proverbi 18:10).
“Il Signore è la mia rocca, la mia fortezza, il mio liberatore; il mio Dio, la mia rupe, in cui mi rifugio, il mio scudo, il mio potente salvatore, il mio alto rifugio” (Salmo 18:2).

mercoledì 23 novembre 2016

LA MAESTÀ ED IL POTERE DI DIO

Proprio ora, credo che la chiesa abbia bisogno di un corso di aggiornamento sulla maestà ed il potere di Dio, molto simile a quello che ricevette Giobbe. In poche parole il Signore disse a Giobbe:
“Cos'è tutta questa oscurità, questo parlare senza speranza che odo da parte tua? Levati e ascoltaMi. Io ho fondato la terra; ho creato la luce ed il buio; ho creato la pioggia, la neve, il ghiaccio ed il vento; ho dato le ali agli uccelli ed ho sfamato le bestie dei campi. Io ho il controllo di tutta la natura”.
“Dimmi Giobbe, chi è che ha una voce tuonante come la Mia? Chi è in grado di guardare dentro il cuore di ogni uomo e vederne le sue condizioni? Chi è in grado di identificare gli insolenti, trovarli e umiliarli?” (leggere Giobbe 38).
Amati, lo stesso Dio che conosce il nome e l'indirizzo di ogni persona orgogliosa conosce anche il tuo nome, il tuo indirizzo e la tua condizione. Egli ti terrà sul Suo cuore per tutti i tuoi giorni, attraverso ogni prova. Accettare tutto ciò significa vivere per fede.
Se vivo per fede, non temerò per il futuro del popolo di Dio o per la chiesa in tempi di prova.
“E su questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere” (Matteo 16:18).
Questa promessa di Dio ha incoraggiato la fede di molte generazioni. E sosterrà anche noi oggi durante l'odierna catastrofe globale.

martedì 22 novembre 2016

VANHURSKAS ON ELÄVÄ USKOSTA

”Katso, sen kansan sielu on kopea eikä ole suora; mutta vanhurskas on elävä uskostansa” (Hab.2:4, kursiivi kirjoittajan).
Tässä korostamani lause on tuttu kaikille uskoville ympäri maailmaa. Vuosisatoja on “eläminen uskosta” motivoinut uskovien päivittäisiä päätöksiä jokaisen sukupolven aikana.
”Uskosta” on ainoa tapa, jolla Jumalan kansa on koskaan kyennyt kohtaamaan kauheuksia tai sairauksia. Se oli tapa Habakukin aikana, se oli ainoa tapa jokaiselle Vanhan Testamentin sukupolvelle ja se oli ainoa tapa Uuden Testamentin aikoihin. Nyt, meidän päivinämme on voimassa sama perustavaa laatua oleva totuus: ”Vanhurskas on elävä uskosta”.
Mitä sitten tarkoittaa ”elää uskosta”? Jumala Sana osoittaa meille, että se tarkoittaa enemmän kuin pelkää uskoa. Eläminen uskosta on nähdä Jumalan käden ja Hänen pyhyytensä kaikissa kauheuksissa:
”Herra on tehnyt itsensä tunnetuksi, on pitänyt tuomiot”(Ps.9:16). 
”Herra, sinun kätesi on kohotettu, mutta he eivät sitä näe” (Jes.26:11).
NIIN, HERRAN KÄSI ON KAIKESSA
Maailma ei näe Jumalan nostavan kättään kuritukseen. Ne, jotka elävät uskosta tunnistavat jo: ”Se, mitä näemme tapahtuvan, on Jumalan käden työtä. Tämä on Hänen pyhyytensä perustamista. Hän pitää lupauksensa”.
Jos meidän tulee elää uskosta, meidän täytyy kunnioittaen pelätä Jumalan voimaa. On mahdotonta olla näkemättä Hänen valtavaa voimaansa toiminnassa maailman keskellä tänään.

IL GIUSTO PER LA SUA FEDE VIVRÀ

“Ecco, egli si è inorgoglito, non agisce rettamente; ma il giusto per la sua fede vivrà” (Abacuc 2:4, corsivo mio).
La frase che ho enfatizzato è familiare ai cristiani di tutto il mondo. Per secoli “il vivere per fede” ha motivato le decisioni dei credenti di ogni generazione.
“Per fede” è l'unico modo in cui il popolo di Dio è in grado di affrontare una calamità o l'afflizione. Era l'unico modo anche ai giorni di Abacuc, era l'unico modo per ogni generazione ai tempi del Vecchio Testamento e del Nuovo Testamento. Oggi, ai giorni nostri la stessa verità resta: “Il giusto vivrà per fede”.
Ma, che cosa vuol dire vivere per fede? La Parola di Dio ci mostra che vuol dire molto di più del semplice credere. Vivere per fede è vedere la mano di Dio e la Sua santità in ogni circostanza negativa:
“ Il Signore s’è fatto conoscere, ha fatto giustizia” (Salmo 9:16).
“Signore, la tua mano è alzata, ma quelli [i malvagi] non la scorgono!” (Isaia 26:11).
SI, LA MANO DI DIO È IN OGNI COSA
Il mondo non vede che Dio alza la Sua mano per castigare. Ma coloro che vivono per fede riconoscono prontamente che: “Ciò che stanno vedendo è la mano di Dio all'opera. Questa è dimostrazione della Sua santità. Egli sta mantenendo la Sua Parola”.
Se decidiamo di vivere per fede, dobbiamo avere timore reverenziale per il potere di Dio. E sarà impossibile non scorgere il Suo meraviglioso potere all'opera nel mondo d'oggi.

lunedì 21 novembre 2016

SOTTO GIUDIZIO - Gary Wilkerson

Giudizio — Non sono abituato a scrivere messaggi su questo soggetto, e questo potrebbe sorprendervi. L'ho preparato con molta riservatezza; infatti mi ha portato ben al di là della mia zona di comfort, anche se cerco di impegnarmi a predicare il consiglio di Dio nella sua totalità.
Ma oggi mi ritrovo obbligato a parlarne a causa di ciò che vedo accadere nella nostra cultura. Sono cresciuto nella convinzione che oggi l'America sia arrivata quasi al punto di essere sottoposta ad uno dei giudizi mai affrontati prima. Ed in questa ora oscura Dio ha qualcosa da dire alla Sua chiesa che potrebbe cominciare a cambiare il corso degli eventi.
Quando ero giovane, era davvero inusuale sentire messaggi difficili come questo da parte della denominazione alla quale la mia famiglia faceva parte. Occasionalmente sentivo parlare mio padre di argomenti come quello del giudizio. Ciò di cui sto parlando è un messaggio profetico (sebbene mio padre non volesse essere chiamato profeta). Lui diceva di essere una “sentinella”.
AMARE ASCOLTARE LA SUA VOCE
Oggi riesco ad apprezzare meglio i messaggi che mio padre predicava e il tormento che gli causavano. So bene che passava ore in lotta con Dio in merito ai difficili sermoni che doveva condividere. Come pastore, mi piace molto l'insegnamento di A. W. Tozer in cui dice che Dio adora parlare all'uomo o alla donna che ama ascoltarLo. Ma ho paura che la chiesa abbia perso questa abitudine. Dio ci vuole parlare riguardo alla nostra famiglia, il nostro matrimonio, la direttiva della nostra vita, ma il nostro orecchio è sempre meno incline ad ascoltare la Sua voce mentre è più incline ad ascoltare il mondo.
La Bibbia chiama questa condizione come fame della parola del Signore (leggere Amos 8:11) — una mancanza di conoscenza di Dio e delle Sue vie. In tempi di caos Egli si userà della fame per ottenere la nostra attenzione ed Egli ha la mia completa attenzione in questo momento! E se sta parlando di questo messaggio duro a pastori orientati più a predicare sulla grazia come me, vuol dire che Lui ha in mente qualcosa.

sabato 19 novembre 2016

UN APPUNTAMENTO DIVINO - Nicky Cruz

Nell'ottavo capitolo degli Atti, un angelo del Signore disse a Filippo di smettere di fare ciò che stava facendo e partire verso Gerusalemme e Gaza. In quel periodo Filippo stava predicando e operando guarigioni in Samaria. Il Signore non diede a Filippo alcuna spiegazione e lui non aveva alcuna idea del perché fosse stato mandato lì. Ma obbedì.
UNA DEVIAZIONE PROFICUA
Mentre era in viaggio per la strada, Filippo passò vicino ad un carro e lo Spirito Santo gli disse di seguirlo. Quando raggiunse il carro, udì un uomo che leggeva dal Libro di Isaia il profeta. L'uomo, un eunuco Etiope, era un importante ufficiale della regina. Immediatamente Filippo capì perché lo Spirito Santo lo aveva condotto in quel posto nel bel mezzo del nulla. E così Filippo condivise la sua testimonianza con l'eunuco e lo portò a Cristo (Atti 8:26-35).
Se Filippo non avesse dato ascolto alla guida dello Spirito o se avesse scelto di non prestare attenzione alla Sua direttiva (o peggio ancora, non fosse riuscito a riconoscere che era lo Spirito a parlare realmente), egli avrebbe di certo perso questo appuntamento divino.
COMPRENDERE L'AUTORITÀ DI DIO
La verità è che se Filippo fosse rimasto in Samaria, avrebbe probabilmente raggiunto molte più persone per Cristo durante quello stesso lasso di tempo. Invece, Dio lo dirottò altrove per amore di una sola anima. Sarebbe stato facile per Filippo mettere in dubbio questo mandato, e pensare che la saggezza di Dio si sbagliasse per averlo guidato altrove durante un momento così impegnativo e soddisfacente del suo mandato evangelistico, ma Filippo non lo fece. Filippo comprese l'autorità di Dio e sapeva che è meglio non mettere in dubbio le Sue vie.
IL VALORE DELL'ASCOLTO
Cosa vuol dire fidarsi di Dio e camminare nello Spirito? Gesù offre una descrizione perfetta:
“Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito” (Giovanni 3:8).
Quando e dove Dio conduce può spesso non avere senso per noi. Ma un vero discepolo impara ad ascoltare ed ubbidire a prescindere dalle sue opinioni personali o dei suoi impegni.

Nicky Cruz, evangelista di fama internazionale ed autore prolifico, si convertì a Gesù Cristo da una vita di violenza e crimine dopo aver incontrato David Wilkerson a  New York City nel 1958. La storia della sua drammatica conversione venne per la prima volta raccontata ne La Croce e il Pugnale di David Wilkerson e successivamente nel suo vendutissimo libro Run, Baby, Run.

venerdì 18 novembre 2016

EGLI RISPONDERÀ

Durante il corso degli anni noi che abbiamo conosciuto il Signore intimamente abbiamo esperimentato molti miracoli. Siamo stati benedetti perché ci ha liberati da grandi prove e tentazioni.
Decennio dopo decennio abbiamo avuto prova di avere un Dio fedele nel bel mezzo di circostanze tremende. Lo abbiamo conosciuto come fonte della nostra forza; siamo stati toccati spesso dalla mano guaritrice di Cristo; abbiamo conosciuto la confortevole guida dello Spirito Santo in ogni situazione. Abbiamo grande conoscenza delle molte promesse del Signore perché lo abbiamo visto realizzarle fedelmente per noi durante gli anni.
I GIOVANI INSENSIBILI
Ma, il fatto è che la nostra predicazione e le nostre esperienze non hanno affatto toccato la giovane generazione che ci ha seguito. Questi giovani non si sono innamorati della bellezza della Parola di Dio perché non hanno avuto modo di ascoltarla predicata in purezza. Al contrario, più che altro sono stati allettati da una chiesa incentrata su attività carnali ed sull'intrattenimento. Una volta dentro, l'unico Vangelo che ascoltano è quello facile, senza impegno. E questo messaggio facile li ha totalmente delusi.
So che ci sono poche chiese che stanno raggiungendo numerosi giovani in modo significativo. Ma in generale la nuova generazione non ha conosciuto, visto o sperimentato la potenza dell'opera miracolosa di Dio. Dimmi, a chi possono rivolgersi? Per quanto mi riguarda, la loro brutta situazione si può racchiudere nel titolo in prima pagina di un recente giornale IL MONDO HA PERSO TUTTA LA VERITÀ.
DIO ASCOLTA IL NOSTRO GRIDO
Il profeta Isaia parlò del giorno in cui il mondo avrebbe mangiato “del pane d’angoscia e dell’acqua d’oppressione” (Isaia 30:20). Isaia predisse che sarebbe sorto un grido al di là di queste avversità ed afflizioni. E quando Dio avrà udito quel grido: “Egli, certo, ti farà grazia all’udire il tuo grido; appena ti avrà udito, ti risponderà.” (Isaia 30:19).

giovedì 17 novembre 2016

EPISTOLE VIVENTI DI DIO

“La nostra lettera siete voi, scritta nei nostri cuori, conosciuta e letta da tutti gli uomini” (2 Corinzi 3:2).
Ho una domanda per voi: cosa sta dicendo la vostra vita a coloro che stanno attorno a voi? Cosa si legge nel libro della vostra vita? Che tipo di insegnante è la vostra vita?
Nel nostro ufficio arrivano così tante testimonianze. Leggiamo storie di persone che sono piene di speranza nonostante la mancanza di lavoro; che hanno pace nonostante la malattia fisica; che camminano con coraggio fronteggiando la sofferenza senza fine. E tutte loro hanno in comune questo: Pregano.
LA PREGHIERA, IL COMUNE DENOMINATORE
Una di queste storie è quella di una donna devota a Dio che sta passando per una prova insostenibile. Quotidianamente si prende cura sia del figlio con un handicap mentale che dell'anziana suocera affetta da demenza. Questa donna deve stare sempre attenta giorno e notte a controllare che uno o l'altra non scappino via o diano fuoco alla casa. Ci racconta di quanto sia stancante per lei a volte, e si chiede sempre se riuscirà ad affrontare ancora un altro giorno.
Per lei tutto si riduce ad una semplice: preghiera. Questa donna sa davvero come andare al trono di grazia di Dio con franchezza ogni giorno per trovare in Lui misericordia nei momenti di bisogno.
FIDUCIA AUDACE
Questi insegnanti sono epistole viventi. Le lettere di Dio ad un mondo senza speranza. E sono diventati tali attraverso la costante comunione con il Signore durante ogni loro prova e lotta. Si fidano completamente di Gesù affinché Egli possa rinnovare la loro forza per andare avanti e dipendere dallo Spirito Santo per ottenere direttiva e grazia nei momenti di bisogno
Vi chiedo: Siete un esempio per gli altri? Vi incoraggio ad andare al Signore ogni giorno per ottenere tutta la forza e la misericordia di cui avete bisogno. Egli vi sta chiamando ad essere uno dei suoi insegnanti!

mercoledì 16 novembre 2016

INCORAGGIATI

In Deuteronomio 11 troviamo Israele presso il Fiume Giordano che stava per arrivare nella Terra Promessa.
Prima che il popolo di Dio andasse a Canaan, Mosè li radunò tutti per dare loro un messaggio dal parte del Signore. Ricordate, questa non era la generazione condannata a morire nel deserto a causa della loro disobbedienza. Al contrario, questa era la generazione che susseguì a quella senza fede. Quando i loro padri attraversarono il Mar Rosso, questi erano ancora giovani, e la loro età andava da pochi anni fino a venti circa. Adesso molti di loro avevano sopra i cinquanta anni ed i loro stessi figli facevano parte della terza generazione.
ASCOLTATEMI
Mosè cominciò con la sua esortazione a questa “generazione di mezzo” con le seguenti parole:
“Riconoscete oggi quel che i vostri figli non hanno conosciuto né visto, cioè la disciplina del Signore vostro Dio, la sua grandezza, la sua mano potente, il suo braccio steso” (Deuteronomio 11:2).
Mosè parlò chiaro: “Il messaggio che sto per darvi non è diretto ai vostri figli. Non è rivolto a coloro che non hanno visto i miracoli che voi avete visto. Non è rivolto a coloro che non hanno conosciuto la disciplina del Signore e nemmeno per chi non è mai stato messo alla prova, ossia, coloro che non hanno sperimentato il meraviglioso potere di Dio nel bel mezzo delle prove”.
UN CHIARO MANDATO
Dio, mediante tutte queste parole, stava dicendo a questa generazione di mezzo: “ecco la vostra chiamata ad essere Miei servi a tempo pieno. Dovete essere sempre determinati, senza mai vacillare nella fiducia che riponete in me. In questo modo i vostri bambini vedranno la Mia potente mano operare nella vostra vita. Essi saranno incoraggiati dalla pace che voi avrete nel bel mezzo delle vostre afflizioni”.

martedì 15 novembre 2016

DOVRESTE ESSERE MAESTRI

Lo scrittore agli Ebrei dice ai suoi lettori: “dopo tanto tempo dovreste già essere maestri” (Ebrei 5:12). Queste sono parole forti, schiette. A chi si sta rivolgendo esattamente qui lo scrittore? Il libro degli Ebrei ci mostra che lui sta parlando a credenti che sono stati ben istruiti alla verità biblica. In altre parole, coloro che stavano leggendo questa lettera erano stati presenti durante potenti predicazioni e diversi ministeri ripieni di unzione.
Infatti, al capitolo 5, lo scrittore dice ai suoi lettori:
“Su questo argomento avremmo molte cose da dire, ma è difficile spiegarle a voi perché siete diventati lenti a comprendere. Infatti, dopo tanto tempo dovreste già essere maestri; invece avete di nuovo bisogno che vi siano insegnati i primi elementi degli oracoli di Dio; siete giunti al punto che avete bisogno di latte e non di cibo solido” (leggere 5:11–12).
Riflettiamo su ciò che lo scrittore sta dicendo. In breve sta dicendo ai suoi lettori: “Da questo momento dovreste essere un esempio fermo per i vostri bambini. La vostra fede dovrebbe essere incrollabile. Non dovreste più mormorare e lamentarvi delle vostre afflizioni, al contrario, dovreste essere compartecipi delle sofferenze di Cristo. Non dovreste essere caldi per un momento e subito dopo freddi quando il nemico viene come una fiumana”.
SOLO ASSAGGIATORI DI SERMONI
Pensi che questa parola si possa applicare alla tua vita? Quanti sermoni abbiamo ascoltato che ci sfidavano a fidarci del Signore in ogni cosa? Quante volte abbiamo udito predicare sulle incredibili promesse di Dio per noi? Quanti sermoni volti a scuotere la nostra fede abbiamo davvero interiorizzato? Quante volte siamo stati benedetti dal messaggio sulla fedeltà di Dio? Ed ancora, quante volte ci siamo fatti abbattere velocemente dalla prova nel momento in cui si presenta?
Molti nella chiesa oggi ricevono dei buoni insegnamenti, sanno molto sulla verità biblica, sono esperti assaggiatori di sermoni. Invece, noi siamo coloro ai quali lo scrittore agli Ebrei indirizza questa lettera, e ci sta dicendo: “ dopo tanto tempo dovreste già essere maestri per il vostro esempio. Ma purtroppo, la vostra fede continua a vacillare in tempo di battaglia”.

lunedì 14 novembre 2016

EGLI HA FATTO DEI DONI - Gary Wilkerson

“Salito in alto [Gesù], egli ha portato con sé dei prigionieri e ha fatto dei doni agli uomini” (Efesini 4:8).
Riflettiamo! Quando arrendemmo le nostre vite a Gesù e all'opera che fece sulla croce per noi, Egli ci diede dei doni — ad ognuno di noi singolarmente. Quindi, ciò che venne stimato alla croce non fu solamente il nostro perdono, la nostra giustizia o l'essere accettati nella famiglia di Dio. Questi doni da parte di Gesù alla Sua chiesa sono doni potenziati — stupendi e potenti.
1 Corinzi 12:7 parla delle differenti manifestazioni dello Spirito:
“Ora a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per il bene comune”.
Non è un bel verso? Dice: “A ciascuno”. Gesù ti ha dato personalmente il potere di gestire i doni.
DONI CHE PORTANO GIOVAMENTO
Ci sarà una grande manifestazione dello Spirito Santo “per il bene comune”. Ciò vuol dire che questi doni potenti ci sono stati dati affinché chiunque venga in contatto con noi trarrà profitto da tali doni che sono stati concessi alla nostra vita.
Efesini 4:8 parlando dei doni diceva: “Egli ha fatto dei doni”, usando il verbo al passato. Sei chiamato ad utilizzare il dono che Egli ha messo dentro di te. Potresti non sapere cos'è, ma Egli sta per rivelartelo. Questo dono sta per arrivare maniera grandiosa nella tua vita, Egli lo farà sviluppare dentro di te e per te sarà motivo di crescita.

sabato 12 novembre 2016

ASSETATI DI DIO - Jim Cymbala

Recentemente dopo l'incontro di preghiera del martedì sera alla Brooklyn Tabernacle, mi venne presentato un pastore che era in visita con un piccolo gruppo di collaboratori della sua chiesa. Gli diedi il benvenuto e gli chiesi da dove venisse.
“Kentucky” rispose.
“È abbastanza lontano da New York City”, risposi. “Quanto tempo vi fermerete?”
“Torneremo questa sera stessa. Mi sono svegliato all'alba questa mattina per poter essere qui all'incontro di preghiera”.
Ero scioccato. “Davvero? Tutta quella strada solo per un servizio?”
“Fratello, io sono assetato di Dio”, disse con tono serio. “Non posso più andare avanti. Mi sento bruciare, ardere. Sono disperatamente alla ricerca di qualcosa che provenga dallo Spirito di Dio”.
NON MOLLARE
Mentre il pastore parlava, pensai senza volerlo alla preghiera di Davide:
O Dio, tu sei il mio Dio,
io ti cerco dall’alba;
di te è assetata l’anima mia,
a te anela il mio corpo languente
in arida terra, senz’acqua. 

(Salmo 63:1)
Ti sei mai sentito prosciugato ed esausto nella tua vita cristiana? Quando questo accade molti di noi continuano a provarci con le loro forze fino ad arrivare al punto di esaurimento spirituale. Certe persone ci rinunciano recitando il ruolo degli ipocriti, credendosi di essere qualcuno che non sono.
ESISTE UN REFRIGERIO
C'è un vecchio detto che è assolutamente vero: 
“Se corri qua e là, ti affanni e rischi di cadere, e dopo vorrai solo scappare via”.
Ma c'è un rimedio per quei periodi aridi in cui ci affanniamo troppo. E si trova in quello che l'apostolo Paolo chiamò: “tempi di refrigerio” che provengono dalla presenza del Signore (Atti 3:19).
Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo e fatiscente edificio in una parte difficile della città. Nativo di Brooklyn, è amico di vecchia data sia di David che di Gary Wilkerson.

venerdì 11 novembre 2016

GESÙ, NOSTRA SALVEZZA

Alcuni mesi dopo l'11 Settembre, i giornali di New York riportavano questo titolo: “CITTÀ DI FIFONI”. Il Dipartimento di Sicurezza del Paese aveva avvisato che era stato scoperto un piano di attacco terroristico e l'allerta terroristica salì a codice arancione.
PAURE NASCOSTE
Lo stesso giorno, un poliziotto di New York mi parlò dell'incertezza e dell'allarme che c'era fra le forze di polizia e dei vigili del fuoco. Il loro atteggiamento esteriore da uomini duri nascondeva la paura perché molti di loro avevano perso amici durante gli attacchi dell'undici Settembre.
Anche adesso, anni dopo, ogni volta che i newyorchesi passano dentro i tunnel e sui ponti trattengono il respiro e pregano per la loro protezione. Un veicolo fermo può anche produrre panico. Una delle più grandi paure che questa città ha è quella di una valigia bomba contenente  qualche arma nucleare o biologica,infatti molte persone hanno cominciato a portarsi dietro delle maschere antigas. La popolazione sembra rassegnata all'inevitabile, credendo che un attacco di portata maggiore possa colpire prima o poi. Nessuno sa quando, ma il pensiero angoscia molto i newyorchesi.
UNA FONTE DI AIUTO
Ma fra i veri credenti non c'è paura. Al contrario, vogliamo essere disponibili, nell'eventualità dovesse arrivare un attacco, per essere di aiuto in tempo di crisi. Ecco come la nostra chiesa ha preparato la sua gente. Nel bel mezzo di questi tempi inquieti, lo Spirito di Dio si sta muovendo in modo meraviglioso. Molti stanno venendo a Cristo da tutta New York, e c'è una fame crescente per Dio fra i giovani.
Possa essere questa l'attitudine del cuore di ogni servo di Dio in questi giorni di apprensione e paura. Il Signore ha rimosso ogni paura dal Suo popolo, affinché possa essere una fonte di aiuto per il mondo in tempo di prova.

giovedì 10 novembre 2016

NEGLI ULTIMI GIORNI

So che la Bibbia dice che Satana è sceso in questi ultimi giorni con gran furore (leggere Apocalisse 12:12). Ma non riesco a concepire come Dio possa permettere a Satana e le sue forze di assalire liberamente la chiesa senza la grande manifestazione e potenza dello Spirito Santo.
La Bibbia dice:
Gli uomini empi diventeranno sempre più malvagi
Ci sarà una grande apostasia
L'amore di molti si raffredderà
La fede di molti andrà in rovina
Falsi predicatori verranno per ingannare molti
Le persone ameranno i piaceri più di Dio
Ma amati, niente di tutte queste cose può impedire l'opera dello Spirito Santo. Niente potrà mettere a tacere il grido di vittoria che porterà. Niente potrà trattenere la grande, crescente ondata di preghiera trionfante che sta per arrivare. Nulla potrà spegnere il Suo fuoco o fermare la Sua è pioggia dal cadere giù.
SII PRONTO A TESTIMONIARE
Ti incoraggio a: essere pronto a rispondere alle domande che i tuoi colleghi di lavoro ti faranno: “So che tu sei un cristiano. Sono così preoccupato da tutto quello che sta succedendo nel mondo. Ti prego, dimmi cos'è che credi tu”. Ad ogni umile pastore di piccole chiese e ad ogni conduttore di gruppi di preghiera inosservati, lo Spirito Santo vuole venire nel vostro mezzo, toccarvi e ravvivarvi. Ci credete?
L'unica cosa che i centoventi discepoli sull'Alto Solaio dovettero attendere fu la promessa che Gesù stesso fece: che sarebbe venuto. Ed egli venne — con una potenza inosservata mai vista nella storia! Anche oggi, tutti noi dobbiamo restare fermi sulla promessa del nostro Signore. Egli lo ha promesso a tutti coloro che lo avrebbero seguito: “e io dispongo che vi sia dato un regno” (Luca 22:29).

mercoledì 9 novembre 2016

IL MONDO NON È CASA NOSTRA

Quando lo Spirito Santo verrà come un fiume in piena, Egli sveglierà la Sposa di Cristo con un grido. Quale sarà il grido dello Spirito?: “Ecco lo sposo, uscitegli incontro!” (Matteo 25:6).
Oggi, tragicamente, il messaggio della seconda venuta di Cristo è quasi scomparso dai pulpiti. Anche su internet ci sono innumerevoli conversazioni nelle quali si discute della chiesa, ma non si parla affatto della venuta di Cristo. Ma Giovanni dice che il grido della chiesa negli ultimi giorni sarà:
“Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!» E chi ode, dica: «Vieni!» Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda in dono dell’acqua della vita” (Apocalisse 22:17).
Ditemi, dove sono le voci che gridano: “Vieni, Signor Gesù?” Cristo avvertì la Sua Chiesa:
“Vegliate, dunque, perché non sapete in quale giorno il vostro Signore verrà” (Matteo 24:42).
Dov'è la chiesa che sta osservando, aspettando e bramando Gesù?
 “Perciò anche voi siate pronti; perché, nell’ora che non pensate, il Figlio dell’uomo verrà” (24:44).
LA FESTA È FINITA
Gesù pronuncia delle parole forti per coloro che si fanno beffa del Suo imminente ritorno:
“Ma se quel servo malvagio dice in cuor suo: “Il mio padrone tarda [a venire]... e mangia e beve con gli ubriaconi, il padrone di quel servo verrà nel giorno che non se l’aspetta, nell’ora che non sa” (Matteo 24:48–50).
Vi chiedo, c'è mai stato un tempo in cui il genere umano sia stato così avviluppato dall'avidità? La festa è finita — le economie del mondo intero stanno tremando — ma troppe persone, incluse molte nella chiesa, lo negano. Proprio ora lo Spirito Santo sta per essere riversato per risvegliare una chiesa dormiente e prepararla al Suo ritorno: “Questo mondo non è casa vostra. Ora, ridestati. Preparati ad incontrare il tuo Sposo!”

martedì 8 novembre 2016

L'EFFUSIONE PROMESSA DA DIO

Sono convinto che il Signore stia provando a far breccia sul Suo popolo come mai prima.
“Mai si era udito, mai orecchio aveva sentito dire, mai occhio aveva visto che un altro dio, all’infuori di te, agisse in favore di chi spera in lui” (Isaia 64:4, corsivo mio).
Chi riceverà questa effusione promessa da Dio? “[Coloro] che sperano in Lui”. Qui la parola sperare vuol dire “legare insieme”, “radunare insieme”. In questo caso, il popolo di Dio è radunato e legato insieme per uno scopo, aspettando una promessa: che Egli verrà giù con la Sua presenza e scioglierà ogni cuore.
Vi sono già prove che Dio stia squarciando i cieli e stia scendendo giù con il Suo Spirito:
            Una fame crescente per Lui fra Corpo di Cristo
            Un'esplosione di felicità anche se tutto si fa oscuro
Una delle prove più evidenti che lo Spirito Santo abbia iniziato a muoversi in modo sovrannaturale è lo spirito di gioia che arriva prorompente su tutto il popolo di Dio, che li porta a lorarLo con forza nel bel mezzo di questi tempi oscuri.
“Tu vai incontro a chi gode nel praticare la giustizia” (Isaia 64:5).
Questa gioia sarà la fonte della nostra forza nei giorni a venire. Il nostro ministero riceve resoconti da tutto il mondo che ci descrivono come la chiesa stia sperimentando una gioia sovrannaturale pur versando in condizioni pessime. E ciò sta accadendo anche fra i cristiani ordinari che hanno pregato il Signore affinché li risvegli. Le loro montagne di paura si stanno sciogliendo come cera, ed ora gridano di gioia.

lunedì 7 novembre 2016

COS'È CHE BRAMA IL TUO CUORE? - Gary Wilkerson

La gloria di Dio è stata pienamente rivelata in Gesù; noi non dobbiamo nasconderci in una cavità della roccia come fece Mosè. Non dobbiamo aspettare che l'acqua scaturisca dalla roccia; fiumi d'acqua viva fluiscono per di noi continuamente da parte dello Spirito che in Dio dimora. Il sommo favore di Dio non risiede nelle cose, ma nella Sua presenza, e per certo Egli non la tratterrà da noi.
“E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione del Signore, che è lo Spirito” (2 Corinzi 3:18).
L'OSTACOLO DELL'AMAREZZA
Gli Israeliti avrebbero potuto sperimentare la gloria di Dio proprio come fece Mosè. Il Signore voleva accompagnarli nella Terra promessa, ma la loro amarezza lo impedì. Sarebbe accaduto prima, ma quando era nel deserto e senza acqua, il popolo mise alla prova Dio. La parola originale in lingua Ebraica era “martello” o “martelletto”(del giudice), volendo significare che essi giudicarono il Signore condannandoLo.
Che atto orribile, specialmente per un popolo così benedetto da Dio. In un momento in cui avrebbero potuto fidarsi di Lui per fede, decisero di lamentarsi — ma la misericordia di Dio rimase. Nonostante il loro peccato, Dio disse a Mosè di colpire la roccia con  il suo bastone — e l'acqua uscì fuori. Quella roccia rappresenta Gesù, che si fa carico della collera del giudizio per i nostri peccati. Allora Dio offrì loro acqua viva:
 “Bevvero tutti la stessa bevanda spirituale, perché bevevano alla roccia spirituale che li seguiva; e questa roccia era Cristo” (1 Corinzi 10:4).
Cos'è che brama il tuo cuore? Il tuo sogno più grande è forse un obiettivo finanziario, un desiderio materiale? Oppure è la speranza della gloria di Dio, che trasforma le nostre vite? Egli ti ha già benedetto abbondantemente con il Suo favore illimitato. Ma c'è molto più da sapere sul nostro Grande Dio oltre alle benedizioni terrene. Egli vuole farti conoscere la Sua gloriosa presenza in ogni ambito della tua vita.

sabato 5 novembre 2016

DESTINATI ALLA VITTORIA - Carter Conlon

Quando il Re Giosafat si ritrovò circondato dai nemici, le Scritture ci dicono: “ma Giosafat mandò un grido, e il Signore lo soccorse; e Dio li attirò [i suoi nemici] lontano da lui” (2 Cronache 18:31).
C'era un grido nel cuore di Giosafat: “Oh Dio, ho dato ascolto a voci che non avrei dovuto ascoltare e mi sono circondato di persone che mi hanno privato della forza spirituale. Dio, ancora una volta, mi permetteresti di vivere? Combatteresti contro i miei nemici per portarmi poi in un luogo di vittoria? Dammi una voce che sia in grado di guidare di nuovo il Tuo popolo verso la giustizia!”
E Dio attirò i suoi nemici lontano da Lui.
RITORNARE AL LUOGO DI FORZA
Prevedo giorni difficili per noi da qui in avanti. Ma in mezzo alla difficoltà, vedo moltitudini di Giosafat da ogni parte di questo paese che si sono ritrovati nel posto sbagliato, e che finalmente si alzeranno e diranno: “tornerò a quel luogo di forza e vittoria che fu guadagnato per me al Calvario. Piegherò le mie ginocchia davanti al Signore, anche se significherà gettar via i miei piani e ambizioni per fare la volontà dell'Unico che morì per me”.
PIÙ CHE VINCITORI
Accada quel che accada, ricorda che come popolo di Dio, noi non siamo destinati alla sconfitta. Non siamo destinati ad essere detronizzati come quei profeti persuasivi ma vuoti che non conoscono affatto il cuore di Dio.
  • Siamo destinati a vivere in vittoria
  • Siamo destinati ad essere più che vincitori in Cristo
Dunque questo è tempo di deporre i nostri piani e gridare a Dio per le nostre case, le nostre famiglie, questa generazione, il futuro delle nostre città. Non sarà un tempo favorevole per difendere la causa di Dio, ma ci sarà un tocco glorioso dello Spirito Santo su coloro che hanno il senso della chiamata per Dio.

Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 sotto l’invito del pastore fondatore, David Wilkerson, e venne nominato Pastore Anziano nel 2001. 

venerdì 4 novembre 2016

SI INNALZA UN GRIDO

Il nostro Signore ha un santo residuo in ogni nazione. E proprio ora Egli sta preparando un popolo che si sta infuocando per il Suo Dio. Nelle piccole chiese e assemblee di tutto il mondo, in Cina, India, Europa, Africa, Nord e Sud America, si innalza un grido che sta diventando sempre più intenso:
“Oh, Dio, scendi! Manda il fuoco del Tuo Spirito Santo! Sciogli ogni sorta di carnalità e manifesta la Tua presenza”.
Essi sanno che le parole di Gesù ai Suoi discepoli sono anche per loro: “il Mio Spirito cambierà ogni cosa, in un momento ben preciso. Ogni montagna di durezza e incredulità verrà distrutta, e coloro che sorgeranno contro di te cambieranno idea e correranno numerosi a Dio”. Quando questo accadrà, non ci sarà nessuna pubblicità sull'evento, nessuna troupe televisiva, nessun evangelista in primo piano, non verrà messa in scena alcun “risveglio”. Al contrario ci sarà solo un popolo disperato e affamato che aspetta il Signore affinché riveli sé stesso nella Sua gloria e nel Suo potere salvifico.
UN MONDO FUORI CONTROLLO
Il popolo di Dio sa che Egli è la sola fonte di sostegno in questi tempi di tribolazione, e presto il mondo ne verrà a conoscenza. Quando l'economia mondiale crollerà sempre più in profondità, e quando l'Iran e la Russia diventeranno sempre più minacciosi e si verificheranno disastri a livello mondiale, la gente non tollererà più un messaggio di autorealizzazione. Sarà allora che cercheranno di conoscere la realtà di Dio in un mondo ormai fuori controllo.
La promessa che Dio diede a Isaia può essere applicata ancora oggi:
“Mai si era udito, mai orecchio aveva sentito dire, mai occhio aveva visto che un altro dio, all’infuori di te, agisse in favore di chi spera in lui” (Isaia 64:4, corsivo mio).

giovedì 3 novembre 2016

QUANDO DIO ACCENDE UN FIAMMIFERO

Quando i centoventi discepoli si radunarono fedelmente sull'Alto Solaio, non stavano solo aspettando una data del calendario. La Bibbia dice: “tutti erano insieme nello stesso luogo” (Atti 2:1). Questo vuol dire che si radunarono insieme come un solo corpo per uno scopo: la speranza di veder realizzate le promesse di Gesù. Il loro grido fu lo stesso che si udì ai giorni di Isaia: “Signore, squarciassi Tu i cieli e scendessi. Che le montagne dell'opposizione, umane e demoniache, si dissipino alla Tua presenza, affinché il perduto si salvi” (leggere Isaia 64:1).
VENNE GIÙ UN FUOCO VISIBILE
Sappiamo cosa accadde: lo Spirito Santo cadde, con un fuoco visibile sopra le teste dei discepoli. Questa santa unzione li portò per le strade di Gerusalemme, dove migliaia di religiosi senza vita videro ed udirono cosa stava accadendo. Immediatamente lo Spirito cadde su quella folla, abbattendo ogni montagna di opposizione. Pietro si alzò e predicò ed improvvisamente coloro che avevano rigettato Gesù, le masse che avevano indurito il loro cuore, si sciolsero al solo sentir menzionare il nome di Cristo. E tremila persone gridarono a Dio per ottenere salvezza.
LO SCOPO DI DIO
Consideriamo ciò che Dio stava facendo. In tutto il mondo a quel tempo c'erano guerre, rivolte, grande oscurità, imperi che invadevano nazioni. Milioni di persone erano occupate con il commercio, navi cargo e carri merci attraversavano il globo. Ma l'interesse di Dio era focalizzato su quegli umili centoventi, quei santi che pregavano radunati in una piccola, stanza presa in affitto. Cosa ci dice questo? Semplice, quando Dio accende un fiammifero, devono esserci dei ramoscelli per poter accendere il fuoco. Quando il Suo Spirito soffiò su quei santi a Pentecoste, una debole fiammella tremante divenne un fuoco che presto avrebbe coperto il mondo intero.
Ancora una volta, lo stesso grido sta sorgendo oggi in tutto il mondo.

mercoledì 2 novembre 2016

TOCCA IL TUO POPOLO ANCORA UNA VOLTA

Il messaggio profetico di Isaia si udì in tutta la nazione. Durante quel periodo c'erano grandi raduni religiosi, con tanto di cori, orchestre e gente che riempiva le sinagoghe. Le persone erano esperte conoscitrici delle Scritture ed osservavano le leggi. Ma, nonostante tutte queste attività, tutti gli insegnamenti, l'ostentazione e le opere buone, l'atmosfera nelle sinagoghe era morta.   Lavorare l'opera di Dio era diventato noioso, per una sola ragione: non c'era nulla della Sua presenza nei loro rituali.
Il profeta Michea parlò da parte di Dio:
“Popolo mio, che ti ho fatto? In che cosa ti ho stancato? Testimonia pure contro di me” (Michea 6:3).
SQUARCIA I CIELI, SIGNORE
Il Signore stava incoraggiando il Suo popolo: “Dimmi cosa ti ho fatto per appesantirti? Ti sfido a testimoniare di ciò che ho fatto per causare la tua indolenza”.
Quando Isaia si guardò intorno, esclamò:
“Non c’è più nessuno che invochi il tuo nome, che si risvegli per attenersi a te... Le tue città sante sono un deserto; Sion è un deserto, Gerusalemme è una desolazione” (Isaia 64:7, 10).
Essenzialmente, Isaia stava dicendo: “Signore Tu ci hai benedetti con buoni insegnanti, buona musica e buoni programmi, ma non abbiamo la Tua presenza, il Tuo fuoco, il potere del Tuo Spirito Santo. Non vedo nessuno che si rivolga a Te. Signore, squarcia i cieli! Vieni e dacci il tuo tocco”.
MORTE IN MEZZO ALL'ABBONDANZA
Amato, permettimi di dire: È proprio l'immagine odierna della Chiesa di Cristo. Siamo stati benedetti ad avere molti strumenti per l'evangelizzazione più di ogni altra generazione. Abbiamo tanti mezzi mediatici da poter usare per il Vangelo, libri, siti internet, trasmissioni televisive e radiofoniche, come mai prima.
Purtroppo, è ancora raro venir via da un culto odierno e dire: “sono stato ravvivato, sono tornato in vita di nuovo, per essere stato nella casa di Dio”. In poche parole, c'è davvero poca potenza dello Spirito Santo all'opera in gran parte delle chiese. Secondo me, non abbiamo ben compreso il significato del grido di Isaia: “Signore, rivelati. Tocca il Tuo popolo ancora una volta.

martedì 1 novembre 2016

UNA VISITA SOPRANNATURALE

Sono convinto che il Signore stia provando a fare breccia nel Suo popolo come mai prima.
Come preannunciano le Scritture, il diavolo è sceso con gran furore, sapendo di avere poco tempo (leggere Apocalisse 12:12). E proprio ora il popolo di Dio ha bisogno di una grande unzione di Spirito Santo, un tocco soprannaturale ben più grande di quello avvenuto a Pentecoste.
Pensaci: i seguaci di Gesù non dovettero aver paura delle armi nucleari. Non ebbero a che fare con i matrimoni gay come ai giorni nostri. Non dovettero tremare davanti all'andamento altalenante dell'intera economia mondiale ormai sull'orlo del collasso. È chiaro che abbiamo bisogno della potenza dello Spirito Santo in questi ultimi giorni, è così semplice.
IL GRIDO DEL NOSTRO CUORE
In effetti, il grido che sentiamo oggi si udì anche ai tempi di Isaia:
“Oh, squarciassi tu i cieli e scendessi! Davanti a te sarebbero scossi i monti... tu faresti conoscere il tuo nome ai tuoi avversari e le nazioni tremerebbero davanti a te. Mai si era udito, mai orecchio aveva sentito dire, mai occhio aveva visto che un altro dio, all’infuori di te, agisse in favore di chi spera in lui” (Isaia 64:1, 2–4).
Da dove venne questo grido? Venne dalla bocca di un profeta addolorato dall'indolenza del popolo di Dio, un uomo che aveva chiaro ciò di cui c'era bisogno: una visita soprannaturale da parte del Signore. Isaia stava dicendo: “Signore, non possiamo andare avanti così, con la solita e morta routine religiosa. Abbiamo bisogno di un Tuo tocco come mai abbiamo avuto prima”.