mercoledì 24 agosto 2016

UNA REALTÀ DOLOROSA

Immagina l’angoscia di Saulo quando Cristo lo affrontò nei pressi di Damasco con una realtà dolorosa. Il Signore disse a Saulo: “Io sono Gesù. E tu Mi stai perseguitando” (cfr. Atti 9:4-5). Saulo aveva pensato di avere avuto a che fare solo con degli individui, compiendo l’opera di Dio per sradicare gli eretici giudaici.
Saulo fu scioccato da questa verità: “Gesù ha un corpo spirituale. Egli è il capo e il Suo corpo – i Suoi figli qui sulla terra – sono connessi al capo. È un solo corpo, composto da credenti che sono carne della Sua carne. E chiunque va contro di loro sta in realtà andando contro di Lui”.
RECARE DOLORE A GESÙ
Ogni cristiano perseguitato e imprigionato da Saulo – ogni cosa detta e compiuta contro di loro – fu avvertita personalmente da Cristo Stesso. Confrontarsi con questa verità cambiò la vita di Saulo.
Come Paolo l’apostolo, egli comprese sempre più quanto profondamente Dio ami la Sua Chiesa. Egli giunse a capire che, agli occhi del Signore, la Chiesa fosse una perla preziosa. Essa era inoltre una Sposa immacolata per Suo Figlio – un corpo unito e invisibile fatto da figli acquistati col sangue da ogni tribù e nazione della terra.
UNA VERITÀ SERIA
Sono convinto che non prendiamo questa verità seriamente quanto dovremmo. Una comprensione piena significherebbe la fine di ogni malanimo nella Chiesa…la fine di ogni amarezza…la fine di ogni pregiudizio, competizione carnale, pettegolezzo e divisione.
“Affinché non vi fosse divisione nel corpo, ma le membra avessero tutte una medesima cura le une per le altre” (1 Corinzi 12:25).