giovedì 4 agosto 2016

L’INCREDULITÀ NON È DA PRENDERSI ALLA LEGGERA

La Scrittura rende chiaro che Dio non prenda l’incredulità alla leggera. Il Nuovo Testamento ne offre un esempio nella storia di Zaccaria. In Luca 1, Dio promise il miracolo di un figlio all’anziano sacerdote, un figlio che sarebbe stato precursore del Messia.

L’angelo Gabriele gli apparve dicendo, “La tua preghiera è stata ascoltata, Zaccaria. Avrai un figlio, e lo chiamerai Giovanni”. Zaccaria, un servo devoto e fedele, che aveva pregato tutta la vita per la venuta del Messia, stava bruciando incenso nel tempio quando ricevette questa notizia.
UNA PROMESSA TROPPO MERAVIGLIOSA PER CREDERCI

Zaccaria sapeva che, poiché lui e sua moglie avessero decisamente passato l’età per concepire un figlio, questa promessa fosse enorme. Si sarà chiesto, “Come può essere? Io ed Elisabetta siamo entrambi avanti con gli anni”. Era aggravato dall’incredulità.

Tuttavia, Dio non giustificò sua la mancanza di fede. Non provò pietà per la sua età o il suo devoto servizio nel passato. La verità è che Dio non aveva intenzione di passare sopra l’incredulità, nemmeno in un servo tanto devoto. Piuttosto, l’angelo disse a Zaccaria:
“Ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole che si adempiranno a loro tempo” (Luca 1:20).
Fu una dura punizione per Zaccaria. Suo figlio avrebbe annunciato la venuta del Messia, ma il sacerdote stesso non avrebbe potuto festeggiare la notizia durante la gravidanza di sua moglie.