lunedì 17 ottobre 2016

SOMMO FAVORE - Gary Wilkerson

“Se la tua presenza non viene con me, non farci partire di qui” (Esodo 33:15).
Mosè sapeva qualcosa di Dio che va al di là delle Sue benedizioni, anche delle Sue opere sovrannaturali. Sapeva che oltre all'illimitato favore di Dio vi è il Suo sommo favore, che non si trova nelle cose che Egli fa ma solo in ciò che Egli è.
UN CIELO SENZA LA PRESENZA DI DIO
Un famoso scrittore cristiano pose questa domanda: “e se il cielo fosse un luogo in cui potessi avere tutto ciò che vuoi, tutti i tuoi sogni si avverassero ed ogni desiderio divenisse realtà, ma Dio non fosse lì? Ci vorresti andare?” È una domanda legittima per ogni cristiano. Desideriamo davvero le benedizioni di Dio senza nemmeno conoscere il Donatore di tutte le cose? Oppure, come Mosè, preferiremmo che ci strappassero ogni benedizione piuttosto che perdere la presenza di Dio?
Io non prendo alla leggera le benedizioni di Dio, e non lo fa nemmeno la Sua Parola. Nella Bibbia troviamo difficilmente un libro che non menzioni la preoccupazione di Dio per il povero. La povertà colpisce ogni area della vita, e noi siamo chiamati a dare del cibo all'affamato, speranza a chi è abbattuto, sollievo a chi ha il cuore infranto. Ma per quelli come noi che conoscono le benedizioni abbondanti di Dio, Mosè afferma qualcosa di importante: anche il pane quotidiano impallidisce in confronto al conoscere Dio.
SENZA DIO NON ABBIAMO NULLA
Il fatto non è che i cristiani non siano grati per le benedizioni di Dio. Il nostro problema è che ci fermiamo lì. Diciamo: “Signore, il Tuo favore illimitato mi basta”. In realtà no. Possiamo avere un bellissimo matrimonio, una bellissima casa, il lavoro più soddisfacente e dei figli meravigliosi, ma se Gesù non è al centro di tutto questo, non abbiamo niente.
Vogliamo davvero dichiarare come Mosè: “Signore, se Tu non sei lì, Io non andrò?” Se lo vogliamo, Dio ci risponderà nel modo in cui fece con Mosè: “La mia presenza andrà con te e io ti darò riposo” (Esodo 33:14).