venerdì 31 gennaio 2014

LA FONTE INESAURIBILE DELLA NOSTRA ADORAZIONE

Pur comprendendo che per Israele non ci fossero grandi speranze Mosè riuscì comunque ad adorare Dio. Egli conosceva bene la grande predisposizione che Israele avesse di tornare al peccato e sapeva anche che il popolo aveva con se degli idoli d'oro che aveva portato dall'Egitto e che teneva nascosti. Mosè riuscì a persuadere Dio a risparmiare Israele dopo l'episodio del vitello d'oro, ma ora il pensiero di Mosè era: “per quanto tempo ancora Dio sopporterà le loro segrete concupiscenze ed i mormorii? Quando terminerà la Sua pazienza?”

Potrebbe sembrare che le supplicazioni di Mosè per il comportamento d'Israele fossero più compassionevoli del sentimento che Dio stesso avesse per il popolo. Ma la verità è che Dio non aveva affatto intenzione di distruggere il Suo popolo. Al contrario, Egli aveva ben in mente tutte quante le Sue promesse per loro.

No, questo era un “test di pietà” per Mosè. Il Signore stava chiedendo al Suo servo: “come hai intenzione di presentarmi al popolo? Lo farai presentandomi solamente come un Dio di vendetta e di giudizio? No, Io sono misericordioso, paziente e pronto sempre a perdonare il Mio popolo”.

Ecco quale fu la rivelazione! Questa rivelazione tranquillizzò il cuore di Mosè. Infatti, mentre stava ancora adorando, cominciò a fare suo ciò che Dio gli aveva rivelato: “La pietà di Dio ci porterà fuori da questa situazione di peccato! Egli è paziente e ci perdonerà. Che gloria è questa! Che consolazione e che speranza!”

Immediatamente, Mosè cominciò a pregare: “Poi disse: «Deh, Signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, venga il Signore in mezzo a noi, perché questo è un popolo dal collo duro; perdona la nostra iniquità e il nostro peccato, e prendici come tua eredità»” (Esodo 34:9).

Questo passaggio prova senza alcun dubbio che la rivelazione della gloria di Dio è parte integrante dell'adorazione!

La rivelazione della gloria di Dio dovrebbe essere la fonte inesauribile di tutta la nostra adorazione. Dovremmo pretendere più spesso la Sua gloria, dicendo: “Signore, io so che Tu sei santo e giusto e Tu non accetterai mai il peccato. Ma io ho anche visto la Tua gloria e so che non non hai intenzione di distruggermi”.

“Tu non mi condanni nelle mie lotte ma, al contrario, mi mostri quanto sei amorevole e paziente con me. Io so di non meritare altro che il rigetto. Ho fallito così spesso e per questo dovrei essere completamente abbandonato. Ma Tu mi riveli quanto sei misericordioso, sensibile e pieno di grazia!”