giovedì 8 settembre 2011

COS'E' UNA VITA IRREPRENSIBILE?

Secondo l'apostolo Paolo, questo è il comportamento del credente irreprensibile:

1. Essere irreprensibile significa non aver alcun inganno. "Perché la nostra esortazione non procede da inganno, né da motivi non retti, né da frode" (1 Tessalonicesi 2:3). Un cristiano irreprensibile è una persona senza inganno nel cuore. Paolo stava dicendo: "Non sono stato fraudolento, predicandovi una cosa e praticandone un'altra. Il mio comportamento è stato come un libro aperto!".

2. Essere irreprensibili significa non toccare nulla di impuro. "Perché la nostra esortazione non procede da.. motivi non retti" (1 Tessalonicesi 2:3). Paolo qui pone enfasi sulla sensualità o sulla cupidigia. Non era spinto da alcuna passione carnale - nessuno spirito di concupiscenza o fornicazione possedeva la sua mente. Era un uomo libero! Un credente che racconta barzellette oscene, fa allusioni sessuali o ha occhi ardenti è qualcuno il cui cuore non è stato purificato! Dio dice: "Se vuoi camminare integro davanti a me, devi avere orecchie mondate, un cuore puro e una lingua pulita!".

3. Essere irreprensibili significa essere senza errori. "La nostra esortazione non procede.. da frode" (verso 3). Il cristiano senza errore o colpa non cerca di essere scaltro o manipolatore. Non ha alcuna motivazione nascosta ed è completamente aperto e onesto. Paolo diceva: "Non vi ho manipolati per farvi entrare nel regno di Dio né ho usato parole adulatrici per cercare di giocare sui vostri sentimenti. Vi ho dato il puro vangelo!".

Paolo non faceva mai giochi di parole; non ha mai usato la psicologia per rendere gli altri come lui. Paolo diceva: "Siamo stati mansueti fra voi, come una nutrice che alleva teneramente i suoi bambini" (2:7). Ma quando vedeva il peccato, lo riprendeva con tuoni dal cielo! Non desiderava né aveva bisogno dell'approvazione umana, pur amando le persone con tutto il cuore. "Noi infatti non abbiamo mai fatto uso di parole di adulazione, come ben sapete, né siamo stati mossi da pretesti di avidità; Dio ne è testimone. E non abbiamo cercato la gloria dagli uomini, né da voi, né da altri" (versi 5 e 6).

Paolo teneva sempre bene a mente che Dio lo stava guardando e controllava le sue motivazioni. Si asteneva da "ogni forma di male" (1 Tessalonicesi 5:22) e viveva come se Gesù dovesse tornare da un momento all'altro!