lunedì 7 marzo 2011

UNA PROMESSA COME UNA CORAZZA

Dio ci ha dato una promessa per la nostra vita sulla terra paragonabile ad una corazza. Egli dice che quando il nostro nemico tenterà di sconfiggerci, “il mio popolo conoscerà il mio nome, perciò comprenderà in quel giorno che sono io che ho parlato: «eccomi!»” (Isaia 52:6).

In altre parole Dio dice: “quando ti troverai nella tua prova più oscura, io verrò e pronuncerò una parola per te. Tu mi sentirai dire «Sono io, Gesù, il tuo Salvatore. Non aver paura»”.

In Matteo 14, i discepoli erano in una barca nel mezzo di una tremenda tempesta, essendo sballottati dal vento e dalle onde. All'improvviso gli uomini videro Gesù camminare verso di loro sull’acqua. La Scrittura dice: “quando i discepoli lo videro camminare sul mare si turbarono e dissero: è un fantasma! E si misero a gridare dalla paura” (Matteo 14:26).
Cosa fece Gesù in quel momento spaventoso? “Ma subito Gesù parlò loro, dicendo: «coraggio; sono io, non temete!»”.

Io mi sono chiesto perché Gesù usò questa specifica espressione, “coraggio”. Perché avrebbe detto ciò a degli uomini che pensavano di stare per morire?

La parola “coraggio” significa “essere sollevato, felice, liberato dalla paura”. E qui, nel momento di afflizione dei discepoli, Gesù riferisce quell’espressione alla sua persona. Ricorda, questi uomini Lo conoscevano personalmente ed Egli si aspettava che essi agissero in base alla Sua parola per fede. Egli stava dicendo: “il Padre ha promesso che io verrò a voi nella vostra tempesta. È scritto: “perciò comprenderà in quel giorno che sono io che ho parlato: «eccomi!»” (Isaia 52:6). Ora io sono venuto a voi nella vostra tempesta. Sono io, Gesù, qui con voi nel mezzo di tutto ciò. Perciò, coraggio!”. Allo stesso modo, il nostro Salvatore si aspetta la stessa reazione di fede da noi, nei nostri momenti difficili.