giovedì 17 marzo 2011

LO SCHIAVO

Le vie di Dio sembrano paradossi alla mente umana. Egli dice: “Per vivere, devi morire. Per trovare la tua vita, devi perderla. Per diventare forte, devi prima diventare debole”.

Uno dei più grandi paradossi è questo: Per essere davvero libero, devi essere legato. Per ottenere la più grande libertà in Dio, devi rinunciare ad ogni diritto e diventare un servo vincolato a vita al Signore Gesù Cristo. Vi è una gloriosa schiavitù d’amore che conduce alla più elevata forma di emancipazione e libertà. Si tratta di una resa volontaria, che nasce dall’amore e l’affetto, che porta a considerare la servitù persino maggiore della figliolanza.

In un tempo in cui il popolo di Dio sembra ossessionato dal reclamare i propri diritti, preso dai benefici e le benedizioni del Signore, gioverebbe a tutti noi permettere allo Spirito Santo di aprire i nostri occhi ad un luogo in Dio che va al di là di qualsiasi cosa abbiamo mai scoperto. Rientra nel Suo perfetto ordine divino che noi riceviamo ogni cosa buona dalla Sua mano, e nessun figlio del Signore dovrebbe sentirsi colpevole per le benedizioni e i benefici riversati su di lui.

Tuttavia, abbiamo bisogno di vedere che c’è qualcosa di migliore delle benedizioni e della prosperità, qualcosa di molto più gratificante di qualsiasi altro beneficio che Egli ci offre ogni giorno.

Un servo legato a Lui è colui che è entrato nella sacralità del servizio al suo padrone. Ciò viene splendidamente descritto nella Scrittura seguente:

“Se compri uno schiavo ebreo, egli ti servirà per sei anni; ma il settimo se ne andrà libero, senza pagare nulla. Se è venuto solo, se ne andrà solo; se aveva moglie, la moglie se ne andrà con lui. Se il suo padrone gli dà moglie e questa gli partorisce figli e figlie, la moglie e i figli di lei saranno del padrone, ed egli se ne andrà solo.

“Ma se lo schiavo apertamente dice: "Io amo il mio padrone, mia moglie e i miei figli, e non voglio andarmene libero", allora il suo padrone lo farà avvicinare a DIO e lo farà accostare alla porta o allo stipite; quindi il suo padrone gli forerà l'orecchio con un punteruolo; ed egli lo servirà per sempre” (Esodo 21:2-6).

Questi versi sono molto più della preoccupazione di Dio per gli schiavi e la servitù. In tipo e in ombra, essi ritraggono chiaramente il servo legato al Signore Gesù Cristo.

Cristo è il Padrone in questo racconto, e noi siamo gli schiavi la cui libertà è stata acquistata. La croce è il Sabato di Cristo, l’anno di rilascio per tutti i prigionieri, schiavi, servi, e di noi che eravamo schiavi sotto la Legge siamo stati liberati dalla grazia!

Siamo stati liberati dal peccato, ma siamo schiavi di Cristo, per tutti i nostri giorni, per nostra scelta.