mercoledì 24 giugno 2009

IL BENEFICIO DELLA CROCE

Gesù raccontò questa parabola utilizzandola come strumento d’insegnamento per rendere chiara una grande verità. Nella parabola, vediamo chiaramente il beneficio in favore dell’uomo, ciò nonostante vediamo anche il beneficio in favore di Dio. Vedi, la parabola del figlio prodigo non parla solo del perdono di un uomo perduto. Oltre a ciò, essa parla della gioia del padre che gli corre incontro.

Conosci la storia. Un giovane prese la sua parte di eredità paterna e la sperperò in una vita dissoluta. Finì distrutto, danneggiato nella salute e nello spirito, e quando raggiunse il fondo decise di tornare da suo padre. La Scrittura ci dice: “Egli dunque si levò e andò da suo padre. Ma mentre era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò” (Luca 15:20).

Nota che niente ostacolò questo perdono del padre verso il giovane. Non c’era nulla che questo ragazzo dovesse fare, nemmeno confessare i propri peccati, perché il padre aveva già provveduto la riconciliazione. Infatti, tutto accadde grazie all’iniziativa del padre: non appena lo vide venire da lontano, egli corse verso il figlio e lo abbracciò. La verità è che il perdono non è mai un problema per un padre amorevole. Allo stesso modo, non è mai un problema per il nostro Padre celeste quando vede un figlio pentito.

Dunque, il perdono non è il punto di questa parabola. In effetti, Gesù rende chiaro che non era sufficiente che questo figlio prodigo venisse semplicemente perdonato. Il padre non l’abbracciò solo per perdonarlo e poi lasciarlo andare per la sua strada. No, quel padre anelava molto più che il solo ristoro del figlio. Egli voleva la compagnia di suo figlio, la sua presenza e comunione.

Sebbene il figlio prodigo fu perdonato e riacquistò il favore del padre, ancora non era ristabilito nella casa del padre. Solo allora il padre sarebbe stato soddisfatto e la sua gioia sarebbe stata completa, quando suo figlio sarebbe stato portato a godere della sua compagnia. Questo è il punto di questa parabola.

Agli occhi del padre, il vecchio ragazzo era morto. Quel figlio non era più nemmeno nei suoi pensieri. Ora, agli occhi del padre, questo figlio che era ritornato a casa era un uomo nuovo, e il suo passato non sarebbe più riemerso. Il padre stava in pratica dicendo: “Per quanto mi riguarda, il vecchio te è morto. Ora, cammina con me come un uomo nuovo. Questa è la mia valutazione nei tuoi confronti. Non c’è bisogno che tu viva con il senso di colpa. Non continuare a parlare del tuo peccato, della tua indegnità. La questione peccato è sistemata. Ora, vieni con fiducia alla mia presenza e partecipa della mia misericordia e della mia grazia. Io mi diletto in te!”