martedì 9 giugno 2009

GIOITE E RALLEGRATEVI NEL SIGNORE

Di recente ho pregato con una cara sorella nel Signore che sta morendo di cancro. Ha patito molte sofferenze per diverse settimane, ma quale meravigliosa testimonianza è per quanti la conoscono. Non c'è lamentela, né tristezza, nessun dubbio sulla grandezza e la fedeltà del Signore. Mi ha detto di sentire una spinta magnetica verso Gesù, e che ora lei è "lì con Cristo" più che qui sulla terra. Mi ha benedetto con la sua speranza gioiosa e il suo riposo in Cristo.

 

Una volta ho sentito un santo ministro dire, "Voglio soltanto finire il mio lavoro qui e poi andarmene". Qualcuno che l'ha sentito pronunciare queste parole pensò che fosse ingrato per il dono della vita, ma l'apostolo Paolo dichiarò in pratica la stessa cosa. Il desiderio costante di Paolo era di stare col Signore. E cari, è lo stesso per me. Quasi ogni giorno dico a Gesù, "Io amo la mia famiglia e ti ringrazio per la vita, ma qui non c'è niente che soddisfi, né famiglia, né case, terre o ricchezze. Niente qui può soddisfare il mio bisogno. Questo mondo è solo un miraggio. Anelo stare con te, Signore, nella vera realtà".

 

Ti confesso che c'è una cosa che temo più d'ogni altra nella mia vita: il peccato della cupidigia. Che peccato maledetto: amore per le cose di questo mondo, una brama di avere più e sempre migliori possedimenti materiali.

 

La cupidigia ha schiavizzato il cuore di molti cristiani. Sembra che la gente non abbia mai abbastanza, e i loro debiti si accumulano uno sull'altro; pensano che la prosperità della nostra nazione non cesserà mai. Gli americani sono impazziti dietrò l'avidità. Siamo giunti a un livello di spese folli tanto da sbalordire gli esperti.

 

Gesù ci avvertì di afferrare con leggerezza le cose di questo mondo. Dobbiamo rendere grazie a Dio per le Sue benedizioni, e dobbiamo donare generosamente per i bisogni dei poveri. Però non dobbiamo permettere a nulla di questo mondo di rubare i nostri cuori. Dobbiamo essere disposti a perdere ogni cosa e ancora gioire nella Sua fedeltà.

 

Dio non vuole che ci sentiamo in colpa per le Sue benedizioni su noi, fin quando non le usiamo tutte solo per noi stessi e le nostre famiglie e non le teniamo tutte a portata di mano. Che il desiderio del nostro cuore sia non per le cose di questo mondo, ma sia quello di stare alla presenza di Gesù, la vera realtà.