martedì 3 febbraio 2009

UN AMORE CHE CASTIGA!

Poiché Dio ti ama, Egli opererà per purificarti. Ma questo è un castigo amorevole per coloro che si ravvedono e ritornano a Lui. Potresti sentire le frecce di Dio nella tua anima a causa dei tuoi peccati presenti e passati, ma se hai un cuore disposto al pentimento e vuoi convertirti dal tuo errore, puoi appellarti a quell'amore che castiga. Sarai corretto, ma con la Sua grande compassione e misericordia. Non sentirai la Sua ira come gli empi, ma piuttosto sentirai la verga della Sua disciplina, stesa dalla Sua mano amorevole.

Forse la tua sofferenza deriva dall'aver preso decisioni sbagliate. Quante donne stanno soffrendo perché hanno sposato uomini circa i quali Dio le aveva avvisate di non sposare? Quanti figli stanno spezzando il cuore dei loro genitori, portandoli all'estremo? Eppure, molte volte ciò accade a causa degli scorsi anni passati nel peccato dai genitori stessi, anni passati nella trascuratezza e nel compromesso.

Quando sai di aver raggiunto il fondo, è il momento di cercare il Signore con uno spirito rotto, di ravvedimento e di fede. E' il momento di ricevere una nuova infusione di forza dallo Spirito Santo. E' il momento di essere rinnovati e rinfrescati, di avere una forza spirituale che trabocchi dal tuo seno.

Vedi, quando gridi a Dio, Egli spande la Sua forza dentro di te: "nel giorno in cui ti ho invocato, tu mi hai risposto ed hai accresciuto il vigore dell'anima mia...Anche se cammino in mezzo all'avversità, tu mi conserverai in vita; tu stenderai la mano contro l'ira dei miei nemici, e la tua destra mi salverà. L'Eterno compirà l'opera sua in me; o Eterno, la tua benignità dura per sempre" (Salmo 138:3, 7-8).

Una delle cose più difficili da accettare per i cristiani è la sofferenza del giusto. Ai tempi di Cristo, i giudei associavano la prosperità e la buona salute all'essere pii. Credevano che l’essere benestante, in buona salute o benedetto in altro modo, dipendesse dal compiacimento di Dio. Questo è il motivo per cui i discepoli di Gesù passarono un momento difficile quando cercarono di capire la sua affermazione per cui "E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio" (Matteo 19:24). I discepoli chiesero, "Chi dunque può essere salvato?"

Allo stesso modo oggi, esiste una dottrina errata secondo la quale se sei in accordo con Dio non soffrirai mai; devi solo chiamare Dio e Lui correrà a risolvere tutto in un momento. Ma questo non è l'evangelo! Gli eroi della fede elencati in Ebrei 11 camminarono tutti in un rapporto intimo di fede con Dio, e soffrirono la lapidazione, le ingiurie, le torture e morti violente (vv. 36-38). Paolo stesso, che camminò vicino a Dio, fu naufrago, venne lapidato, pianse, fu lasciato solo a morire, fu derubato, imprigionato e perseguitato. Soffrì la perdita di ogni cosa. Perché? Queste erano tutte prove e purificazioni, la prova della sua fede alla gloria di Dio.

Dio vuole piantare qualcosa nei nostri cuori mediante le nostre prove ed avversità. Egli vuole che siamo capaci di dire, "Signore Gesù, tu sei il mio Protettore, ed io credo che Tu regni sugli eventi della mia vita. Se mi succede qualcosa, è solo perché Tu lo hai permesso, ed io confido nel Tuo proposito in questo. Aiutami a capire la lezione che tu vuoi che io ne tragga. Se cammino nell'integrità ed ho la Tua gioia nel mio cuore, allora il mio vivere e morire porterà gloria a Te. Confido che Tu possa aver preparato della gloria, qualche scopo eterno che la mia mente finita non comprende. Ma ad ogni modo, io dirò, “Gesù, sia che io viva o muoia, sono Tuo!"