mercoledì 18 febbraio 2009

INIZIÒ DAL RAVVEDIMENTO

La chiesa così come noi la conosciamo oggi, iniziò dal ravvedimento. Quando Pietro predicò la croce nel giorno di Pentecoste, migliaia vennero a Cristo. Questa nuova chiesa era composta da un unico corpo che comprendeva ogni razza, ripieno di amore l’uno per l’altro. La sua vita quotidiana era segnata dall’evangelismo, dallo spirito di sacrificio, persino dal martirio.

Il principio meraviglioso riflette la parola di Dio a Geremia: “Ti avevo piantato come una nobile vigna, tutta della migliore qualità” (Geremia 2:21). Ma le seguenti parole del Signore descrivono ciò che spesso accade a tale opera: “Come dunque ti sei cambiata nei miei confronti in tralci degeneri di vigna straniera?” (2:21). Dio stava dicendo: “Io ti ho piantato correttamente. Tu eri mia, portavi il mio nome e la mia natura. Ma ora sei degenerata”.

Cos’ha causato questa degenerazione nella chiesa? È sempre stato, e continuerà ad essere, l’idolatria. Dio sta parlando d’idolatria quando dice a Geremia, “Il mio popolo ha cambiato la sua gloria per ciò che non giova a nulla” (2:11).

La maggior parte dell’insegnamento cristiano oggi identifica un idolo come qualsiasi cosa che si metta tra il popolo di Dio e Dio stesso. Tuttavia, questa è una descrizione solo parziale dell’idolatria.

L’idolatria ha a che fare con una questione più profonda del cuore. L’idolo numero uno fra il popolo di Dio non è l’adulterio, la pornografia o l’alcool. È una bramosia molto più potente. Qual è quest’idolo? È l’ambizione diretta al successo. E possiede persino una dottrina che la giustifichi.
L’idolatria del successo descrive molti nella casa di Dio oggi. Costoro sono retti, moralmente puri, traboccano di buone opere, ma essi hanno eretto un idolo di ambizione nei loro cuori, e non riescono a disfarsene.

Dio ama benedire il Suo popolo. Egli vuole che il Suo popolo prosperi in ogni cosa che esso intraprenda onestamente. Ma ora c’è uno spirito furioso sulla terra che sopraffa moltitudini - è lo spirito di amore per l’essere riconosciuti e per l’acquisizione di ogni cosa.

Un uomo del mondo ha detto recentemente: “colui che muore con più giocattoli, vince”. Tragicamente, anche i cristiani vengono avviluppati in questa ricerca.

Quanto lontano abbiamo deviato dal vangelo del vivere mediante la morte a sé stessi, all’io, e alle ambizioni mondane.