mercoledì 4 febbraio 2009

RISPOSTE TARDIVE ALLA PREGHIERA!

La maggior parte di noi pregano come Davide: “Quando t’invoco affrettati a rispondermi” (Salmo 102:2). “Affrettati a rispondere” (Salmo 69:17). Il termine ebraico per affrettati suggerisce “proprio ora, sbrigati, nell’esatto momento in cui ti invoco, fallo!” Davide stava dicendo, “Signore, io pongo la mia fiducia in te – ma ti prego sbrigati!”

Dio non ha alcuna fretta. Egli non scatta al nostro comando. In realtà, ci sono volte in cui ti chiedi se risponderà mai. Tu gridi, piangi, digiuni e speri – ma i giorni passano, le settimane, i mesi, persino gli anni, e tu non ricevi neanche il minimo indizio che Dio ti stia ascoltando. Prima di tutto ti chiedi: “Ci dev’essere qualcosa che blocca le mie preghiere”. Divieni perplesso, e col tempo la tua attitudine verso Dio diventa una cosa del genere: “Signore, cosa devo fare perché ci sia riposta a questa preghiera? Hai promesso nella Tua Parola che mi avresti dato una risposta, ed io ho pregato con fede. Quante lacrime devo ancora versare?”

Perché il Signore tarda a rispondere a preghiere sincere? Non è certo perché non ne ha il potere. Ed Egli desidera più di noi che riceviamo qualcosa da Lui. No, la risposta si trova in questo verso: “Poi propose loro ancora una parabola, per mostrare che bisogna continuamente pregare senza stancarsi” (Luca 18:1).

Il termine greco per stancarsi o venire meno, significa “rilassarsi, diventare debole o stanco nella fede, arrendersi al problema, non attendere più un compimento”. Galati 6:9 dice “Or non perdiamoci d’animo nel fare il bene, perché, se non ci stanchiamo, raccoglieremo a suo tempo”. Il Signore sta cercando un popolo che prega e che non si rilasserà né si stancherà di andare a Lui. Questo popolo aspetterà il Signore, senza arrendersi, finché la Sua opera non sia completata. Ed esso sarà trovato ad aspettare quando Egli porterà una risposta.