lunedì 30 giugno 2014

UN FONDAMENTO SICURO by Gary Wilkerson

Viviamo in tempi di grande incertezza – incertezza sul lavoro, sulle nostre finanze e/o sulle nostre relazioni. Questo può farci sentire scossi, instabili o persino insicuri nella fede. In tali momenti, Dio vuole che sappiamo che Egli è un fondamento sicuro. Tutto intorno a noi può e sarà scosso, ma Egli rimane costante.

Nel sesto capitolo di Marco, subito dopo la potente guarigione della donna dal flusso di sangue (Marco 5:25-34) e la guarigione della figlia del capo della sinagoga (5:35-43), Gesù tornò nella sua città dove si scontrò con un’incredulità totale.

Sono sempre rimasto sbalordito dal seguente verso: “E non potè fare lì alcuna opera potente, salvo che guarire pochi infermi, imponendo loro le mani" (Marco 6:5).

Questo verso manda completamente in tilt la mia teologia. Come può un Dio sovrano avere le mani legate dall’incredulità di esseri umani? La verità è che Gesù stava mandando un messaggio a quella città, dicendo, “Mi dispiace, ma altri hanno talmente tanta fede da fare un buco nel proprio tetto per far scendere un uomo malato verso Me affinché io potessi guarirlo – e voi non riuscite nemmeno a credere che io possa guarire”.

Questo passo si conclude con quest’affermazione incredibile: “E si meravigliava della loro incredulità” (Marco 6:6). Che questa sia un’ammonizione per tutti noi. Non lasciare questa lettura con incredulità nel tuo cuore.

Certo, ci sono momenti nella nostra vita in cui Dio potrebbe scegliere di agire in un modo che risulta contrario ai nostri desideri. Preghiamo, supplichiamo, crediamo che il Signore possa intervenire – e Lui invece va in un’altra direzione. Ma ciò non significa che Dio vuole che abbandoniamo la nostra fede, senza mai chiedere, mai sperare, vivendo senza desideri.

Credi ancora che Gesù lo possa fare? Credi che Egli lo farà? Non importa quale sia la tua prova, non importa quanto sembri oltre ogni speranza, Egli è pronto ad intervenire. Chiedigli di soffiare fede in te.

sabato 28 giugno 2014

SIAMO NEI GUAI by Jim Cymbala

Dico che siamo nei guai e che è tempo di svegliarsi! Con alcune eccezioni, la Chiesa di oggi è come la chiesa di Laodicea. Infatti, abbiamo talmente istituzionalizzato il Lodiceanismo che ormai pensiamo che l'essere tiepidi sia normale. È considerato come qualcosa di “notevole” se oggi ogni chiesa porta a Cristo pressoché un numero esiguo di persone.

Le dure parole di Gesù sono applicabili a noi tanto quanto ai cristiani della fine del primo secolo: “tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca. Poiché tu dici: Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla” (Apocalisse 3:15-17). In altre parole, essi stavano esprimendo una stupenda “confessione positiva”. Stavano proclamando vittoria e benedizione. L'unico problema era che Gesù non ne era impressionato. Egli rispose:

“e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo. Io riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti.” (Apocalisse 3:17, 19).

Ovviamente, era un linguaggio forte, ma Gesù tratta sempre con fermezza coloro che Egli ama. “Qual è infatti il figlio che il padre non corregga?” leggiamo in Ebrei (12:7).

Notiamo che il Laodicesi erano i santi di Dio, ereditieri di tutte le promesse. Erano parte del corpo di Cristo—cantavano inni, lodavano Dio la Domenica, stavano fisicamente bene, ne gioivano e non c'era alcun dubbio se li si considerava più giusti dei loro vicini pagani. Invece, essi stavano quasi per essere vomitati. Che chiamata al risveglio!

Quando il corpo di Cristo si trova nei guai, vi è bisogno di un'azione forte. Non possiamo starcene semplicemente seduti e sperare che il problema si risolva da solo.

La chiesa primitiva cominciò in modo dinamico e potente. Essi erano uniti, costanti nella preghiera, ripieni dello Spirito Santo, pronti a compiere l'opera di Dio come Dio voleva e vedendone i risultati che glorificavano Lui.
Poi arrivò il primo attacco (leggiamo Atti 4:2-3). Come reagì la chiesa? Si mise subito a pregare così:

“Signore, tu sei il Dio che hai fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi . . . Ed ora, Signore, considera le loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare la tua parola con ogni franchezza, stendendo la tua mano per guarire e perché si compiano segni e prodigi nel nome del tuo santo Figlio Gesù».” (Atti 4:24, 29-30).

Questo è esattamente quanto i profeti dissero loro di fare durante i secoli: quando siete sotto attacco, quando affrontate una nuova sfida, in ogni stagione, in ogni tempo, invocate il nome del Signore ed Egli vi aiuterà.


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Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo edificio situato in una zona molto difficile della città. Originario di Brooklyn, è un vecchio amico di David e Gary Wilkerson e assiduo relatore alle conferenze della Expect Church Leadership sponsorizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 27 giugno 2014

IL FIUME DI VITA

In Ezechiele 47, al profeta viene mostrato questo: negli ultimi giorni, la Chiesa di Gesù Cristo sarà più gloriosa, più vittoriosa di quanto non lo sia mai stata in tutta la storia. Il vero Corpo di Cristo non s’indebolirà né diminuirà di potenza o autorità spirituale. No, la Sua Chiesa uscirà nello splendore della potenza e della gloria e godrà della piena rivelazione di Gesù più di quanto chiunque abbia mai conosciuto.

Ezechiele scrive, “Il suo pesce sarà dello stesso genere e in grande quantità, come il pesce del Mar Grande” (Ezechiele 47:10). Sorgerà un corpo di credenti che nuoterà nelle acque che aumentano, le acque della presenza del Signore.

La visione di Ezechiele delle acque in aumento (Ezechiele 47:3-4) parla di un aumento di Spirito Santo. Negli ultimi giorni, ci sarà un incremento della presenza di Dio fra il Suo popolo.

Il fondamento stesso di questo fiume è la croce. Vediamo l’adempimento di quest’immagine nel seguente verso: “Ma uno dei soldati gli trafisse il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua” (Giovanni 19:34).

Questo fiume crescente è l’immagine della Pentecoste, quando lo Spirito Santo fu dato ai discepoli. Insieme a questo dono dello Spirito, i seguaci di Cristo ricevettero la promessa per cui Egli sarebbe stato un fiume di vita traboccante in loro. E quel fiume avrebbe fluito in tutto il mondo (vedi Giovanni 7:38-39).

Secondo la visione di Ezechiele, il fiume di vita sarà al suo massimo subito prima della venuta del Signore. Dio condusse il profeta in un viaggio meraviglioso ed Ezechiele testimonia, “Mi fece attraversare le acque” (Ezechiele 47:3). E il Signore continuava a spingere il profeta avanti, sempre più in profondità nelle acque. Ezechiele dice che infine l’acqua era troppo profonda per lui, troppo travolgente. “Erano acque nelle quali bisognava nuotare: un fiume che non si poteva attraversare” (47:5).

Riesco solo a immaginare lo stupore di quest’uomo mentre il Signore gli chiedeva, “Ezechiele, cos’è questo fiume che sale? Se questo fiume è la vita e la potenza della resurrezione, chi sono coloro che saranno così benedetti da poter notare in tale gloria?” Ezechiele poteva solo vedere quello di cui noi invece godiamo.

giovedì 26 giugno 2014

CANTA, GRIDA E ADORA!

Satana sembra non sapere che più attacchi un servo ripieno di Spirito, più lode sorgerà da lui! Getta un santo di Dio in una crisi e questi canterà, griderà e adorerà Gesù! Se leghi con problemi e avversità un figlio di Dio ripieno di Spirito, questi canterà, griderà e adorerà ancora di più!

Subito dopo che Paolo ebbe sgridato dei demoni da una ragazza posseduta (Atti 16:16-18), Satana iniziò a smuovere le cose. Attizzò la folla contro Paolo e Sila – e improvvisamente si trovarono in una crisi terribile!

I magistrati della città li fecero frustare e gettare in prigione. E ad ogni colpo sulle loro schiene, posso sentire il diavolo dire, “Allora, pensate di aver ottenuto vittoria? Pensate di scacciare i miei demoni e prendere autorità su di me?”

Sembra che il diavolo non sapesse che più frusti un servo di Dio che cammina nello Spirito, più lode farai uscire da Lui! “Verso la mezzanotte Paolo e Sila pregavano e cantavano inni a Dio; e i prigionieri li udivano” (Atti 16:25).

Se dobbiamo camminare nello Spirito, allora dobbiamo credere che Dio possa compiere liberazioni soprannaturali da ogni legame di Satana, anche se per farlo dovesse creare un terremoto. Questo è esattamente quanto fece per Paolo: “Improvvisamente si fece un gran terremoto, tanto che le fondamenta della prigione furono scosse: e in quell'istante tutte le porte si aprirono e le catene di tutti si sciolsero” (Atti 16:26).

Satana cercherà di farti piombare addosso la tentazione o la prova più tremenda che tu abbia mai affrontato. Vuole che tu resti impantanato nella colpa, nella condanna e nell’autocommiserazione. Caro santo, devi elevarti nello Spirito e distogliere lo sguardo dalle circostanze e dai legami. Non cercare di capire tutto. Inizia a lodare, cantare e confidare in Dio – ed Egli si prenderà cura della tua liberazione.

mercoledì 25 giugno 2014

UNE FOI QUI OSE

Niente onora Dio più della nostra fiducia in Lui davanti alle difficoltà. Nel Salmo 106 vediamo Israele contemplare un miracolo incredibile, mentre il Mar Rosso si richiudeva sull’esercito egiziano, annegandone ogni soldato. “Li salvò dalla mano di chi li odiava e li riscattò dalla mano del nemico. E le acque ricopersero i loro nemici, e non sopravvisse di loro neppure uno. Allora credettero alle sue parole e cantarono la sua lode” (versi 10-12). E le parole seguenti sono, “Ben presto però dimenticarono le sue opere” (verso 13). Quanto velocemente dimentichiamo i miracoli e le benedizioni passate.

Non possiamo fidarci della nostra fede nelle esperienze passate – siamo troppo noncuranti – e queste da sole non saranno sufficienti a fortificarci nelle difficoltà presenti. Abbiamo bisogno di una fede fresca – ancorata in una provvidenza quotidiana dalla Parola di Dio – una parola fresca da parte di Dio!

Confida in Dio nelle difficoltà ed Egli ti concederà più grazia, la Sua provvidenza e la Sua forza.

Confidare in Dio in mezzo alle distrette richiede una fede ardita – significa affidare ogni cosa nelle Sue mani premurose. Arriva il tempo in cui dobbiamo tuffarci con fiducia e gettare ogni peso su di Lui. Questa fede ardita Gli è gradita più di tutto.

La fede è la nostra sola speranza, la nostra unica via d’uscita dalle difficoltà, quindi facciamo un passo di fede e affidiamo tutto a Lui.

Prendi, ad esempio, le prove tremende che Israele affrontò nel deserto. Non c’era pane, non c’era cibo d’alcun tipo. Immagina un gruppo d’intercessione che dice: “Preghiamo che domani ci sveglieremo e scopriremo fiocchi bianchi di cibo angelico (manna) – col sapore di miele – che coprano tutto il suolo” (vedi Esodo 16).

Dio aveva un piano – un piano miracoloso e inconcepibile. Dunque ricorda, Dio ha un piano anche per noi e noi dobbiamo confidare in Lui!

martedì 24 giugno 2014

UNA VITA VITTORIOSA

Al Calvario, Gesù privò il diavolo di ogni potenza e autorità. Quando Cristo risorse vittorioso dalla tomba, condusse in libertà un esercito innumerevole di redenti prigionieri nella presa di Satana, e quella processione di redenti, acquistati col sangue, sta marciando ancora oggi.

È meraviglioso come il trionfo di Cristo al Calvario ci abbia dato ancora più della vittoria sulla morte. Essa ha conquistato per noi tesori incredibili in questa vita: grazia, misericordia, pace, perdono, forza, fede – tutte le risorse necessarie a condurre una vita vittoriosa. “Or sia ringraziato Dio, il quale ci fa sempre trionfare in Cristo e attraverso noi manifesta in ogni luogo il profumo della sua conoscenza” (2 Corinzi 2:14).

Dio ha provveduto ogni cosa per mantenere il Suo tempio: “Cristo, come Figlio, lo è sopra la propria casa e la sua casa siamo noi, se riteniamo ferma fino alla fine la franchezza e il vanto della speranza” (Ebrei 3:6).

Lo Spirito Santo qui ci sta mostrando una verità meravigliosa: Gesù ha provveduto per noi ogni risorsa di cui abbiamo bisogno, nel Suo Spirito Santo. Ma è nostra responsabilità mantenere il Suo tempio, e le risorse per farlo devono provenire direttamente dai nostri bottini di guerra.

Cristo ci ha donato tutto il necessario affinché questo mantenimento sia possibile. Egli ci ha adottati nella Sua casa ed Egli veglia alla pietra angolare della casa, la quale ha completamente purificato. Infine, Egli ci ha consentito l’accesso al Luogo Santissimo. Dunque, per fede, ora siamo un tempio completamente stabilito e completo. Gesù non ha edificato una casa completa solo a metà.

Le risorse per mantenere questo tempio in buone condizioni si trovano nello Spirito stesso di Cristo. Egli è il tesoriere di ogni bottino. Queste risorse vengono rilasciare quando vediamo il nostro bisogno e cooperiamo con Dio, e quella cooperazione inizia quando ci troviamo in mezzo al conflitto.

Le nostre risorse consistono nella capacita di somigliare a Cristo, che acquisiamo mentre siamo immersi nella battaglia. Sono le lezioni, la fede, il carattere che otteniamo dalla guerra contro il nemico.

lunedì 23 giugno 2014

POTENZA DI RESURREZIONE by Gary Wilkerson

“Vennero alcuni dalla casa del capo della sinagoga, dicendo: ‘La tua figlia è morta’” (Marco 5:35).

Questa notizia deve aver colpito il cuore di Giairo come un pugnale. Aveva appena sentito Gesù dire alla donna dal flusso di sangue che la sua sofferenza era finita e ora gli veniva detto che la sua sofferenza era appena iniziata. Immagino quest’uomo pio pensare, “La mia mancanza di fede ha fatto morire mia figlia”.

In questo passo c’è un messaggio importante per chiunque si trovi in una situazione che è precipitata completamente. Forse la tua guarigione non è avvenuta o il tuo matrimonio è finito. Forse quel tuo caro perduto non è mai venuto a Gesù. Non riusciamo a capire perché Dio permetta certe tragedie.
Il tipo di fede che Gesù mostra in questa scena è la più difficile da avere. Tutte le circostanze ci dicono che è troppo tardi perché Dio intervenga. Eppure Gesù cerca una vede davvero speciale in questi momenti, una fede che dica, “Sì, la mia situazione è oltre ogni speranza, ma Gesù può ancora farlo”.

Questo tipo di fede fu richiesta ad Abrahamo. Suo figlio Isacco era già considerato morto quando Abrahamo sollevò il coltello per ucciderlo in obbedienza al Signore. Ma proprio quando le promesse di Dio sembravano false, l’Onnipotente intervenne (vedi Genesi 22).

Questo fu esattamente il modo col quale Gesù intervenne con Giairo. Gli disse, “Non temere, credi solamente” (5:36). Non credo che Cristo qui stesse richiedendo fede da parte di Giairo, quanto che stesse dichiarando fede nella sua vita. Proprio come il Signore disse alla creazione, “Sia la luce”, così disse a Giairo, “Sia la fede”.

Amico, se Gesù ti parlasse in maniera udibile oggi, credo che direbbe la stessa cosa per la tua situazione: “Credi solamente!” Egli sa che sei al di là delle tue forze e capacità ed Egli crea in te la fede. Egli profetizza su te, dicendo, “Solo abbi fede per il tuo matrimonio, per i tuoi figli, per la tua afflizione fisica, per le tue finanze, per la tua opera nel ministero – per ogni area della vita che è peggiorata e non migliorata, e che persino ora giace sul letto di morte”.

Conosciamo il resto della storia di Giairo. Gesù disse a tutta la casa, “Perché fate tanto chiasso e piangete? La fanciulla non è morta, ma dorme” (5:39). Forse anche la tua situazione forse sembra disperata – ma non lo è per Gesù. Egli risuscitò la figlia di Giairo dalla morte ed Egli è pronto a intervenire nella tua situazione con la stessa potenza di resurrezione!

sabato 21 giugno 2014

NON SIAMO SENZA SPERANZA by Carter Conlon

Quando un grido profondo si forma nei cuore del popolo di Dio, qual è la Sua risposta? Credo che la risposta si trovi in 1 Samuele. Dio permette che una santa disperazione prenda luogo non solo in una nazione, ma nei cuori di coloro che Egli userà per chiamare la gente a Sé. In questo caso, si trattava di una donna sterile di nome Anna.

“Or la sua rivale la molestava continuamente per farla irritare, perché l'Eterno aveva chiuso il suo grembo. Così succedeva ogni anno; tutte le volte che Anna saliva alla casa dell'Eterno, Peninna la molestava; per cui ella piangeva e non prendeva più cibo. Allora suo marito Elkanah le disse: «Anna, perché piangi? Perché non mangi? Perché è triste il tuo cuore? Non sono io per te meglio di dieci figli?». Dopo che ebbero mangiato e bevuto a Sciloh, Anna si levò. Or il sacerdote Eli stava seduto sul sedile all'entrata del tabernacolo dell'Eterno. Nell'amarezza della sua anima pregava l'Eterno piangendo dirottamente” (1 Samuele 1:6-10).

Ecco qui Anna in un momento di santa disperazione—un momento che molti di noi stanno passando quest'oggi. Nota bene che questo tipo di disperazione è ben diverso da quello del mondo che vive lontano da Dio. Le persone senza Dio si disperano nel momento in cui le circostanze cominciano a sopraffarle e quando la disperazione comincia a riempire i loro cuori. Noi, invece, non siamo persone senza speranza. Ma ciò nonostante, un grido profondo si sta formando nel cuore del popolo di Dio.

La Bibbia ci dice che alla fine Anna giunse ad un livello tale di disperazione in cui non riuscì nemmeno a parlare. Ho sperimentato che nel momento in cui prego—arrivo al punto in cui non riesco più a dire una parola. Ma è in quei momenti, che come viene detto in Romani: “lo Spirito sovviene alle nostre debolezze, perché non sappiamo ciò che dobbiamo chiedere in preghiera, come si conviene, ma lo Spirito stesso intercede per noi con sospiri ineffabili” (Romani 8:26).

Non è per caso se una santa disperazione che Dio stesso ha lasciato crescere nel tuo cuore ti abbia colpito in questo momento particolare. È la prova che Dio desidera fare qualcosa dentro e attraverso te.


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Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 20 giugno 2014

LA MANO DEL SIGNORE ERA SU DI LUI

Quando leggo delle grandi gesta degli uomini di Dio nell’Antico Testamento, il mio cuore brucia. Questi servitori erano così aggravati per la causa di Dio che le opere potenti da loro compiute sono sconcertanti per i cristiani oggi. I loro esempi rivelano un modello da seguire per noi. Questi uomini possedevano qualcosa nei loro cuori e nel loro carattere da far sì che Dio li scegliesse per compiere i Suoi scopi ed Egli ci sta esortando a cercare le stesse caratteristiche.

Esdra fu un uomo di Dio che risvegliò un’intera nazione, un uomo che aveva la mano di Dio su di lui, secondo la Scrittura. Esdra testimoniò, “Così mi sentii incoraggiato, perché la mano dell'Eterno, il mio Dio, era su di me” (Esdra 7:28). In altre parole, Dio stese la Sua mano, avvolse Esdra e lo trasformò in un uomo diverso.

Perché Dio l’avrebbe fatto? C’erano centinaia di scribi in Israele a quel tempo e tutti loro avevano la stessa chiamata a studiare e spiegare la Parola di Dio al popolo. Cosa rendeva Esdra speciale rispetto agli altri? Cosa fece mettere la mano di Dio su quest’uomo per metterlo al di sopra di oltre cinquantamila persone per ricostruire la città distrutta di Gerusalemme?

La Scrittura ci offre questa risposta: “Esdra si era dedicato con il suo cuore a ricercare la legge dell'Eterno, a metterla in pratica” (Esdra 7:10). Per dirla in parole semplici, Esdra prese una decisione cosciente. Egli prese la risoluzione, al di sopra di tutto il resto, di investigare la Parola di Dio ed obbedirle e non deviò da tale decisione. Egli si disse, “Sarò uno studioso della Parola e agirò in base a tutto quello che leggerò”.

Molto prima che Dio mettesse la Sua mano su Esdra, questo era diligente nell’investigare le Scritture. Egli si lasciava esaminare da essa e purificare da tutta la sporcizia nel corpo e nello spirito. Esdra era affamato delle Scritture e si rallegrava in esse; egli lasciava che le Scritture preparassero il suo cuore per ogni opera alla quale Dio lo chiamava. Ecco perché il Signore pose la Sua mano su Esdra e lo unse.

giovedì 19 giugno 2014

MEDICINA CHE GUARISCE

Il comandamento di Dio di amare i nostri nemici può sembrare una medicina amara e disgustosa. Ma come l’olio di ricino che ho dovuto ingoiare, è una medicina che guarisce.

Gesù affermò molto chiaramente, “Voi avete udito che fu detto: "Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico". Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano” (Matteo 5:43-44).

Stava forse Gesù contraddicendo la legge qui? Affatto. Egli stava ribaltando lo spirito della carne che si era insinuato nella legge. A quel tempo, i giudei amavano solo altri giudei. Un giudeo non doveva stringere la mano a un gentile, né lasciare che la propria veste toccasse quella di un estraneo. Tuttavia, non si trattava dello spirito della santa legge che istruiva, “Se il tuo nemico ha fame, dagli pane da mangiare, e se ha sete, dagli acqua da bere, perché così accumulerai carboni ardenti sul suo capo, e l'Eterno ti ricompenserà” (Proverbi 25:21-22).

Possiamo odiare le azioni immorali di quelli che sono al potere. Possiamo odiare i peccati degli omosessuali, di quelle che abortiscono e di quanti disprezzano Cristo. Ma il Signore ci comanda di amarli come persone – persone per le quali Gesù è morto – ed Egli ci comanda di pregare per loro. Se in qualsiasi momento disprezzo una persona invece del principio che si cela dietro di essa, non sto veramente rappresentando Cristo.

Sono stato testimone di una parata omosessuale sulla Quinta Strada, qui a New York. Duemila e cinquanta gay marciarono, molti mezzi nudi e altri con cartelli che proclamavano, “Dio è gay”. Sono però anche testimone del loro rompere le fila e assalire dei cristiani con dei cartelli sui quali c’era scritto, “Dio ODIA il tuo peccato – ma ama te”.

Diventai rosso di rabbia. Avevo voglia di invocare su di loro lo stesso fuoco che cadde su Sodoma. Ma pensandoci, mi sono detto, “Sono come i discepoli che volevano invocare il fuoco dal cielo e consumare coloro che rifiutavano Gesù”.

Ama i tuoi nemici! Ama coloro che ti sbandierano in faccia il loro peccato! Prega per loro! Benedici coloro che ti maledicono!

Questo è esattamente ciò che Gesù ha detto! Allora fallo!

mercoledì 18 giugno 2014

IL SUO REGNO

In nessun altro regno Dio regna tanto supremamente e potentemente quanto nel Suo – in quello che Egli ha stabilito nel cuore del Suo popolo.

Gesù disse, “Ecco, il regno di Dio è dentro di voi” (Luca 17:21). Ed è in questo regno – il regno dei nostri cuori – che Cristo regna supremo sul Suo popolo, guidandoci, guarendoci, governando le nostre azioni e i nostri comportamenti.

“Non ci sarà fine all'incremento del suo impero e pace sul trono di Davide e sul suo regno” (Isaia 9:7). Questo verso parla del dominio eterno di Gesù nell’eternità. Tuttavia, esso ha anche un altro significato importante: dobbiamo sempre aumentare la nostra sottomissione al regno del nostro Re.

Puoi dire onestamente che, giorno dopo giorno, il governo di Gesù sulla tua vita sta aumentando? Stai portando il tuo comportamento sempre più sotto la Sua autorità?

Ti chiederai – se Gesù è in cielo, governando in tutta la Sua autorità alla destra del Padre, come fa a governare il Suo regno qui sulla terra? Troviamo la risposta nel libro degli Ebrei, in cui l’autore ci dice che nell’Antico Testamento, Dio parlava al Suo popolo mediante profeti. Ma oggi il Signore ha scelto di parlare mediante Suo Figlio.

“Dio, dopo aver anticamente parlato molte volte e in svariati modi ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo di suo Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, per mezzo del quale ha anche fatto l'universo” (Ebrei 1:1-2).

Gesù è il messaggio esplicito di Dio per noi – la Parola divina fatta carne. A Sua volta, il Padre ha mandato lo Spirito Santo per ricordarci le parole che Gesù proferì qui sulla terra. Dunque, Gesù ci governa mediante la Parola di Dio scritta e rivelata. La Bibbia è lo scettro del nostro Re, mediante la quale Egli ci fa conoscere la Sua parola.
Se vuoi sentire la testimonianza di un uomo governato dalla Parola di Dio, guarda il Salmo 119:11: “Ho conservato la tua parola nel mio cuore, per non peccare contro di te”.

martedì 17 giugno 2014

VERA CONSOLAZIONE

“Come una madre consola il proprio figlio, così io consolerò voi e sarete consolati in Gerusalemme. Voi vedrete questo, e il vostro cuore gioirà, le vostre ossa riprenderanno vigore come l'erba fresca. La mano dell'Eterno si farà conoscere ai suoi servi e si adirerà grandemente contro i suoi nemici” (Isaia 66:13-14).

Lasciami porre una domanda: Per quanto tempo un insegnante tollererà uno studente cocciuto e ostinato che si rifiuta di ascoltare consigli? Non molto! Il profeta Isaia porta uno degli esempi più eccelsi possibili per gli uomini – quello dell’amore di una madre per il figlio – e ci mostra qualcosa dell’amore che il Padre nutre per noi.

Una madre nella nostra chiesa impiega un giorno intero per andare a fare visita a suo figlio, che si trova in una prigione a nord del nostro stato. Sale su un autobus e impiega ore, solo per vederlo qualche istante. Questa mamma guarda attraverso un vetro suo figlio in quella divisa scialba e vede l’agonia nel suo sguardo – e ad ogni viaggio, un’altra piccola parte di lei muore. Ma non lo abbandona mai. Lui è sempre suo figlio e lei lo ama!

Questo è il tipo d’amore che lo Spirito Santo vuole che tu conosca, l’amore che Dio ha per te! Egli ci consola dicendoci, “Una volta hai detto di aver dato tutto a Gesù. Gli hai dato il tuo amore, e Lui ancora ti ama. Ed ora, non ti lascerà andare. Sono stato mandato da Lui per compiere un’opera, e continuerò a compierla!”

Non esiste vera consolazione per alcuno su questa terra che non provenga dallo Spirito Santo. Ecco perché hai bisogno che Lui dimori in te. Solo Lui può farti addormentare la notte, come i un letto caldo, e riempire il tuo cuore di una pace perfetta. Solo Lui può davvero consolarti in momenti di dolore e sofferenza. Egli è Colui che ti rassicura, “Questa consolazione non è solo per adesso – è eterna!”

sabato 14 giugno 2014

QUESTA È FEDE CON PENTIMENTO by Claude Houde

Gesù ebbe una visione di Pietro che sarebbe diventato un pilastro per la Sua Chiesa e colui che avrebbe aperto le porte del regno di Dio per la prima volta ai non Giudei, un momento nella storia (Atti 10) che portò ad una innumerevole raccolta di anime durante i secoli.

Caro lettore, non dimenticare mai che la Chiesa di Cristo, con circa un miliardo di persone forti e più di due mila anni dopo, ebbe inizio col semplice messaggio di un uomo che fu considerato più come un perdente ed uno spirituale trapassato. Coloro che frequentarono Pietro ti avrebbero detto che era un “gran chiacchierone” e che fallì miseramente, l'ennesima storia di potenziale sprecato. Gesù fu abbagliato da questa visione che, per fede, di Pietro sarebbe diventato un uomo di Dio, un uomo di coraggio e d'influenza eterna. Caro amico, questa è fede con pentimento! È una fede che grida: “oh, Signore, insegnami a vedere me stesso e a vedere gli altri con una fede che trascenda le limitazioni delle circostanze, trascorsi, tragedie, fallimenti, il mio intendimento e le abilità umane”.

La bellezza della Chiesa sparsa nel mondo non si trova nei suoi edifici, nella sua architettura o nei suoi programmi. Lo splendore ed il valore della Chiesa del 21° secolo sta nelle testimonianze delle vite trasformate dalla fede con pentimento, una persona alla volta, nata con una storia da raccontare, un messaggio di grazia, speranza e redenzione per persone reali con vite reali che vivono nel mondo reale d'oggi. Questo è ciò che mi motivò a rispondere, per mezzo della fede con pentimento, alla Sua chiamata, alla Sua causa ed a dedicare la mia vita per l'opera di Dio.

Credo che nei cuori di milioni di uomini e donne di ogni epoca ed esperienza di vita, vi sia un'insaziabile sete, una ricerca ed un sogno per un Dio che non conoscono ancora, che non hanno trovato nella religione tradizionale, che attraverso la fede, offre la possibilità di trovare una nuova direzione e speranza.

Caro lettore, ti prego di unirti a me ovunque tu sia per pregare semplicemente: “Signore, aumenta la nostra fede! Vogliamo abolire ogni fatalismo, rituale, incredulità e cinismo. Vogliamo cambiare direzione”. Amato, sentirai una voce che ti permetterà di alzare la testa ed asciugare le lacrime dal tuo viso, mentre ti dirà queste parole di speranza: “Beati coloro che sono affamati e assetati... perché essi saranno saziati” (Matteo 5:6).

La fede con pentimento otterrà sempre resurrezione.


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Claude Houde, pastore della Eglise Nouvelle Vie (Chiesa della Nuova Vita) a Montreal, Canada, è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo. Sotto la sua guida La Chiesa della Nuova Vita è cresciuta da poche persone a più di 3500 in una parte del Canada dove le chiese Pentecostali hanno da sempre avuto poco successo.

venerdì 13 giugno 2014

INONDATI DALL’AMORE DI DIO

Il Padre ti ama! È non giungendo a comprendere questo punto che migliaia di credenti deludono Dio. Sono disposti ad essere convinti di peccato e di essere mancanti, sempre di più, ma non permettono allo Spirito Santo di inondarli dell’amore del Padre.

Il legalista ama vivere sotto convinzione. Non ha mai compreso l’amore di Dio o consentito allo Spirito Santo di ministrare quell’amore alla sua anima.

Noi alla Chiesa di Times Square insegniamo che la persona retta, colui che davvero ama Gesù ama il rimprovero. Costui impara ad accogliere lo Spirito Santo quando Questo espone ogni area nascosta di peccato e incredulità – perché più affronta il peccato, più diviene felice e libero.

L’attitudine che noto in risposta al ministero delle newsletter è varia. Quando scrivo messaggi tuonanti di giudizio, sono coperto di risposte d’approvazione. Quando condivido la dolcezza e l’amore di Gesù ricevo lettere che dicono, “Non stai più predicando la verità!” è come se le persone dicessero, “Se non rimproveri, allora ciò di cui stai parlando non può essere evangelo”.

Tali credenti non sono mai entrati nella grande missione d’amore dello Spirito Santo. Questa è un’area in cui devi imparare a camminare nello Spirito e non per sentimento! Camminare nello Spirito significa permettere allo Spirito Santo di compiere in te ciò per cui è stato mandato. E ciò significa permettergli di inondare il tuo cuore, proprio ora, dell’amore di Dio! “Perché l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Romani 5:5).

Isaia disse, “Come una madre consola il proprio figlio, così io consolerò voi e sarete consolati in Gerusalemme” (Isaia 66:13). Isaia stava scrivendo a un testardo popolo di Dio che “si è allontanato seguendo la via del suo cuore” (Isaia 57:17).

giovedì 12 giugno 2014

FIDUCIA TOTALE IN CRISTO

Quando parlo di fiducia totale in Cristo, non intendo soltanto la Sua potenza salvatrice ma anche la Sua potenza protettrice. Dobbiamo confidare che il Suo Spirito ci custodisca e ci renda in grado di essere conformi all’immagine di Gesù.

Pensa alla tua testimonianza. Un tempo eri lontano da Dio a motivo delle tue opere malvagie. Quale buona opera hai compiuto per mettere le cose apposto con Lui? Nessuna! Nessuno è mai riuscito a salvarsi da solo.

Allo stesso modo, nessuno ha mai potuto rendersi e mantenersi santo. Siamo portati alla santità di Cristo ogni giorno solo per mezzo della fede, confidando in quello che dice la Parola di Dio: “Ma come colui che vi ha chiamati è santo, voi pure siate santi in tutta la vostra condotta” (1 Pietro 1:15).

“E voi stessi, che un tempo eravate estranei e nemici nella mente con le vostre opere malvagie, ora vi ha riconciliati nel corpo della sua carne, mediante la morte, per farvi comparire davanti a sé santi, irreprensibili e senza colpa, se pure perseverate nella fede” (Colossesi 1:21-23).

Nota la frase “se pure perseverate nella fede”. Gesù sta dicendo, “Continua a confidare in Me, vivendo per fede. Io ti presenterò davanti al Padre puro, senza macchia, santo”.

Non esistono livelli di santità, ma solo livelli di maturità in Cristo. È sciocco confrontarti con qualcuno che tu descrivi come “santo”. Tutti noi siamo misurati da uno standard: la santità di Cristo. Se siamo in Lui, la Sua santità è nostra in eguale misura.

Mai più devi guardare un altro cristiano e dire, “Oh, vorrei essere santo come lui”. Forse non possiedi la disciplina o la vita di preghiera di quella persona; forse lotti più frequentemente e sbagli più spesso di lui. Ma lui non è più accetto dal Padre di te. Non devi confrontarti con nessuno, perché nessuno è più amato agli occhi del Padre di te!

Caro santo, deponi ogni fiducia nella carne e fa questa dichiarazione: “Io dichiaro la mia santità, che è in Cristo Gesù. Io sono parte del Suo corpo e Mio Padre mi vede santo perché io dimoro in Lui”.

mercoledì 11 giugno 2014

IL PESO DELLA SOFFERENZA

In un modo o nell’altro, tutti stiamo soffrendo. Qualsiasi persona sulla terra porta il proprio fardello di dolore.

Quando stai soffrendo profondamente, nessuno può zittire le paure più intime e le agonie più profonde. Il migliore degli amici non può capire la battaglia che stai affrontando o le ferite che ti vengono inferte.

Esiste un balsamo per il cuore spezzato? Esiste una guarigione per quelle ferite intime e profonde? I pezzi si possono rimettere insieme, il cuore può essere reso persino più forte? Sì! Assolutamente sì! Altrimenti la Parola di Dio sarebbe una beffa e Dio Stesso sarebbe bugiardo. Non può essere!

Dio non ti ha promesso una vita priva di dolore, ma ti ha promesso “una via d’uscita”. Egli ha promesso di aiutarti a sopportare il dolore. Ha promesso forza per rimetterti in piedi quando la debolezza ti fa vacillare.

Il nostro amorevole Padre ha detto, “Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana; or Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita, affinché la possiate sostenere” (1 Corinzi 10:13).

Il tuo Padre celeste veglia su te col Suo sguardo fisso. Ogni tuo movimento è notato; ogni lacrima raccolta. Egli s’immedesima nel tuo dolore e sente ogni ferita. Egli non permetterà che il dolore deteriori la tua mente. Non ti permetterà mai di affogare nelle tue lacrime e promette di arrivare, giusto in tempo, per asciugare quelle lacrime e cambiare il tuo lutto con la gioia.

Tu hai la capacità di far gioire il tuo cuore ed essere contento nel Signore. Lo sguardo di Dio è su di te – ed Egli ci comanda di alzarci e scuoterci di dosso tutte quelle paure che causano dubbio.

“Gli occhi dell'Eterno sono sui giusti, e i suoi orecchi sono attenti al loro grido” (Salmo 34:15).

martedì 10 giugno 2014

IL PERICOLO PIÚ GRANDE

Il pericolo più grande che tutti noi affrontiamo, è quello di non riuscire a vedere Gesù nei nostri problemi – piuttosto, vediamo fantasmi. In questi momenti di estrema paura, in cui la notte è più scura e la tempesta più impetuosa, Gesù si avvicina sempre a noi, rivelandosi come il Signore degli oceani, il Salvatore nelle tempeste. “L'Eterno sedeva sovrano sul diluvio; sì, l'Eterno siede re per sempre” (Salmo 29:10).

In Matteo 14, Gesù fa salire i Suoi discepoli in una barca che si dirigeva verso una tempesta. La Bibbia dice che li costrinse ad entrare in quella barca. In altre parole, insistette che vi entrassero nonostante si stessero imbarcando verso acque burrascose; sarebbe stata sballottata come un pezzo di sughero. E dov’era Gesù? Stava sui monti sorvegliando il mare, pregando che non venissero meno nella prova che Lui sapeva stava per sopraggiungere.

In seguito andò a loro, camminando sulle acque (vedi Matteo 14:25). Ma nessun discepolo Lo riconobbe! Non si aspettavano di vederlo sulle acque, in mezzo alla tempesta. Mai si sarebbero immaginati che Egli sarebbe stato con loro nemmeno lontanamente in una tempesta.

Almeno uno dei discepoli avrebbe dovuto capire cosa stesse succedendo e dire, “Guardate, amici, Gesù ha detto che non ci avrebbe mai lasciano né abbandonato. Lui ci ha mandati in questa missione; siamo al centro della Sua volontà. Ha detto che i passi del giusto sono ordinati da Lui. Guardate ancora. È il nostro Signore! È proprio qui! Non siamo mai rimasti al di fuori della Sua supervisione!”

C’era una sola lezione da imparare – solo una. Era una lezione semplice, non qualcosa di profondo, mistico, da far tremare la terra. Gesù voleva che confidassero in Lui come loro Signore, in ogni tempesta della vita. Voleva solo che mantenessero la loro gioia e la loro certezza, anche nell’ora più buia della prova. Una sola, ma importantissima lezione!

“Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell'età presente” (Matteo 28:20).

giovedì 5 giugno 2014

LA RICHIESTA DI FEDE

L’apostolo disse al Signore, “Accresci la nostra fede!” (Luca 17:5).

Gesù rispose alla richiesta di fede dei Suoi discepoli in questo modo: “Ora chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge gli dirà quando è tornato a casa dai campi: "Vieni subito a metterti a tavola"? Non gli dirà piuttosto: "Preparami la cena, rimboccati le vesti e servimi affinché io abbia mangiato e bevuto, poi mangerai e berrai tu"?...Così anche voi, quando avrete fatto tutte le cose che vi sono comandate, dite: "Siamo servi inutili. Abbiamo fatto ciò che dovevamo fare”” (Luca 17:7-8, 10).

Cristo qui sta parlando di noi, Suoi servi, e di Dio, il nostro Padrone. Sta dicendo che dobbiamo cibare Dio. Ti chiederai, “Che tipo di cibo dovremmo portare al Signore? Cosa può soddisfare la Sua fame? In che modo lo dobbiamo fare?”

La Bibbia ci dice, “Senza fede è impossibile piacergli” (Ebrei 11:6). In breve, il piatto più delizioso per Dio è la fede. Questo è il cibo che Lui gradisce.

È un concetto che vediamo illustrato nelle Scritture. Quando un centurione chiese a Gesù di guarire il suo servo malato con una sola parola, Cristo festeggiò per la fede vibrante di quell’uomo. Egli rispose, “In verità vi dico, che neppure in Israele ho trovata una così grande fede” (Matteo 8:10). Gesù stava dicendo, “Ecco un gentile, uno straniero, che sta cibando il Mio spirito. Che pasto nutriente mi sta donando la fede di quest’uomo”. Quando la donna dal flusso di sangue (Luca 8:43-48) si fece strada fra la folla e toccò il lembo della Sua veste, Gesù fu immediatamente consapevole della sua fede e lei fu guarita. La sua fede Gli fu gradita.

Noto nelle parole di Gesù di Luca 17:8 un’affermazione tagliente: “Preparami la cena…e servimi affinché io abbia mangiato e bevuto, poi mangerai e berrai tu”. Egli sta dicendo, “Non mangi prima tu, ma Io”. In altre parole, non dobbiamo consumare la nostra fede per i nostri interessi e i nostri bisogni. Piuttosto, la nostra fede serve a soddisfare la fame del nostro Signore.