martedì 10 giugno 2014

IL PERICOLO PIÚ GRANDE

Il pericolo più grande che tutti noi affrontiamo, è quello di non riuscire a vedere Gesù nei nostri problemi – piuttosto, vediamo fantasmi. In questi momenti di estrema paura, in cui la notte è più scura e la tempesta più impetuosa, Gesù si avvicina sempre a noi, rivelandosi come il Signore degli oceani, il Salvatore nelle tempeste. “L'Eterno sedeva sovrano sul diluvio; sì, l'Eterno siede re per sempre” (Salmo 29:10).

In Matteo 14, Gesù fa salire i Suoi discepoli in una barca che si dirigeva verso una tempesta. La Bibbia dice che li costrinse ad entrare in quella barca. In altre parole, insistette che vi entrassero nonostante si stessero imbarcando verso acque burrascose; sarebbe stata sballottata come un pezzo di sughero. E dov’era Gesù? Stava sui monti sorvegliando il mare, pregando che non venissero meno nella prova che Lui sapeva stava per sopraggiungere.

In seguito andò a loro, camminando sulle acque (vedi Matteo 14:25). Ma nessun discepolo Lo riconobbe! Non si aspettavano di vederlo sulle acque, in mezzo alla tempesta. Mai si sarebbero immaginati che Egli sarebbe stato con loro nemmeno lontanamente in una tempesta.

Almeno uno dei discepoli avrebbe dovuto capire cosa stesse succedendo e dire, “Guardate, amici, Gesù ha detto che non ci avrebbe mai lasciano né abbandonato. Lui ci ha mandati in questa missione; siamo al centro della Sua volontà. Ha detto che i passi del giusto sono ordinati da Lui. Guardate ancora. È il nostro Signore! È proprio qui! Non siamo mai rimasti al di fuori della Sua supervisione!”

C’era una sola lezione da imparare – solo una. Era una lezione semplice, non qualcosa di profondo, mistico, da far tremare la terra. Gesù voleva che confidassero in Lui come loro Signore, in ogni tempesta della vita. Voleva solo che mantenessero la loro gioia e la loro certezza, anche nell’ora più buia della prova. Una sola, ma importantissima lezione!

“Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell'età presente” (Matteo 28:20).