giovedì 30 giugno 2016

UN SALTO DI FEDE

È possibile scuoterci e levarci e chiedere a noi stessi, “Perché ho caosì tanta paura? Perché mi trovo su queste montagne russe di alti-e-bassi nella disperazione? Perché il futuro reca tanto panico nella mia anima?”

Questo succede perché non abbiamo pienamente consacrato le nostre vite, le nostre famiglie, la nostra salute, i nostri lavori, le nostre famiglie nelle mani fedeli di Dio. Non abbiamo fatto quel salto di fede che decide, “Il mio Signore è veritiero e fedele. Anche se sono venuto meno innumerevoli volte, Egli non mi ha mai deluso. Qualsiasi cosa accada, arrendo la mia vita e il mio futuro alla Sua cura”.

In che modo possiamo farlo? Facendo nostra la parola che ci ha donato: “Così dice il tuo Signore, l'Eterno, il tuo Dio, che difende la causa del suo popolo, Ecco, io ti tolgo di mano la coppa di stordimento, la feccia del calice del mio furore; tu non la berrai più” (Isaia 51:22). Egli sta in pratica dicendo, “Io non sto dormendo. Sono lo stesso Dio che aperse il Mar Rosso, che risorge i morti e che ha provveduto per te. Il mio popolo non è destinato a vivere nella schiavitù della paura”.

La coppa di stordimento viene rimossa quando ci svegliamo e riconosciamo il nostro bisogno di accettare la Parola di Dio. Quando prenderemo questa posizione di fede, affronteremo improvvisi attacchi di paura. Dobbiamo però resistere a quelle paure – afferrare le promesse di Dio ed essere pienamente persuasi che Egli sia in grado di custodire ciò che Gli abbiamo affidato. Allora non berremo più del vino della disperazione.

La verità è che più i giorni diventano bui, più il popolo di Dio deve vivere per questa fede, altrimenti rendiamo Dio bugiardo ogni volta che andiamo nel panico o abbiamo paura. Come una volta riportato nel Newsweek, un’adolescente dimostrò in modo potente questa fede. Un aereo in volo da Newark a Parigi s’imbatté in una forte turbolenza e i passeggeri iniziarono a entrare nel panico e a urlare. In tutto questo, la ragazza sedicenne sedeva al suo posto, leggendo tranquillamente la sua Bibbia. In seguito, quando le fu chiesto perché non avesse paura mentre tutti intorno a lei tremavano di terrore, lei rispose, “La mia Bibbia mi ha promesso che Dio si sarebbe preso cura di me. Quindi ho solo pregato e confidato”.

mercoledì 29 giugno 2016

PRENDI UNA POSIZIONE

Ricevo notizie da molti credenti che hanno bevuto dalla coppa della disperazione. Hanno affrontato così tanti traumi e sopportato così tante crisi che ora sono esausti. Sono talmente appesantiti da pensare che un’altra sola preoccupazione, un altro timore li distruggerà oltre ogni speranza. Sono arrivati a un punto di rottura, la fine di sé stessi.

Cosa dice Dio a persone tanto spaventate, che tremano per l’ansia? Qual è la sua ricetta per coloro i cui cuori vengono meno dallo spavento, i cui occhi sono rivolti a ciò che di calamitoso si abbatte su loro? Egli dona loro questa parola: “Svegliati! Alzati!” (cfr. Isaia 51:17). Ecco la condizione che Dio ci pone per poter rimuovere la coppa di tremore dalle nostre labbra: “Alzati! Prendi una posizione!”

Amato, con tutto ciò che sta per arrivare – mentre gli empi diventano sempre più vili e malvagi, con le crisi economiche che continuano ad aumentare – il popolo di Dio ha bisogno di più messaggi edificanti. Ha bisogno di più sermoni che accrescano una fede poco vissuta. Un uomo mi ha scritto, “I tuoi ultimi messaggi sembrano ripetitivi. Sono un messaggio dietro l’altro che cercano di incoraggiare credenti disperati. Sembra che pochi sappiano come afferrarsi a una fede che non debba costantemente essere incoraggiata. Conoscono la loro Bibbia?”

Questa era proprio la preoccupazione di Dio per Israele. Quale fu la Sua risposta alle loro accuse? Egli disse loro, “Io, io stesso, sono colui che vi consola; chi sei tu da dover temere l'uomo che muore e il figlio dell'uomo destinato ad essere come erba?” (Isaia 51:12). In altre parole: “Ho messo le Mie parole nella tua bocca. Ti ho coperto con la Mia mano. Ho promesso solennemente che siete il Mio popolo, eppure non siete convinti che sarò fedele a compiere la Parola che ho proferito per voi. Ancora temete uomini che svaniranno come l’erba”.

Paolo predicò della “misura della fede che Dio ha distribuito a ciascuno” (Romani 12:3). Ogni credente ha ricevuto una porzione o un livello di fede. E quella porzione dev’essere edificata su una fede incrollabile, irremovibile. Come avviene questo? Mentre la fede cresce, essa si fortifica in un solo modo: udendo e confidando nella Parola di Dio.

martedì 28 giugno 2016

UNA COPPA DI TREMORE

Il Signore non ha mai voluto che il Suo popolo vivesse nel panico o nel tremore o nella paura. Persino nell’Antico Testamento il Signore aveva un popolo che confidava nelle Sue promesse e non furono scossi dal caos intorno a loro. Vediamo ciò nella vita del profeta Abacuc, un uomo che ricevette la visione “della fine” (Abacuc 2:3).

Abacuc vide un popolo negli ultimi giorni che si sarebbe spogliato di ogni avidità e avarizia. Secondo la sua visione, uno spirito terrificante di violenza sarebbe prevalso in quel tempo (cfr. 1:9). Abacuc disse di tutto ciò: “La coppa della destra dell'Eterno sarà rivolta verso di te e l'ignominia coprirà la tua gloria” (2:16).

Sappiamo che un profeta parla sempre alla sua generazione prima. Tuttavia, secondo Abacuc stesso, questa parola profetica è anche per la nostra generazione. Egli ci dice, “Poiché la visione è per un tempo già fissato, ma alla fine parlerà e non mentirà” (2:3, corsivo mio). Abacuc stava vedendo una coppa di tremore: “Ho udito e le mie viscere fremettero…le mie labbra tremarono” (3:16).

Ecco un profeta pio, un uomo di preghiera, che per un tempo fu talmente schiacciato da eventi orribili che egli stesso tremò. Lo Spirito però scese su Abacuc, facendo sì che profetizzasse: “Anche se il fico non fiorirà e non ci sarà alcun frutto sulle viti, anche se il lavoro dell'ulivo sarà deludente e i campi non daranno più cibo, anche se le greggi scompariranno dagli ovili e non ci saranno più buoi nelle stalle, esulterò nell'Eterno e mi rallegrerò nel Dio della mia salvezza. L'Eterno, il Signore, è la mia forza; egli renderà i miei piedi come quelli delle cerve e mi farà camminare sulle mie alture” (3:17-19).

Dio rimosse la coppa di tremore dal Suo servo, Abacuc. Ed Egli farà lo stesso con tutti i Suoi fedeli oggi.

lunedì 27 giugno 2016

IL DIO CHE INTERFERISCE - Gary Wilkerson

“Or nella sinagoga c'era un uomo, posseduto da uno spirito di un demone immondo, che si mise a gridare a gran voce, dicendo, Ah, che vi è fra noi e te?” (Luca 4:33-34).

Amo la parola che appare nella versione inglese, interferire.

Potresti sottolinearlo nella tua Bibbia se hai una traduzione che usa il termine “interferire”, altrimenti potresti comunque annotartelo. Il Dio che interferisce – che vede la tua crisi, il tuo bisogno – e che invece di restare da un lato in ansia, a preoccuparsi, interferisce nei problemi che hai nella tua vita.

Gesù interferisce coi piani satanici progettati contro di te. Se non fosse per l’interferenza di Gesù, Satana avrebbe libero accesso con te. Il potere del peccato e della malattia e della tribolazione avrebbe una tale libertà nella tua vita che non potresti resistere. Gesù però ti ama, si preoccupa per te, e quando Satana arriva coi suoi progetti prestabiliti per destabilizzarti, Egli interferisce.

“No”, dice. “No, questo non accadrà! Farò sì che questo fratello, questa sorella resista”.

Quando hai paura, quando ti sembra di fallire, quando gli intenti del maligno ti accerchiano, stai certo che Gesù interferirà. Egli porterà ogni cosa a una fine.

Gesù interferì con quest’uomo indemoniato ed Egli desidera interferire con tante cose nella tua vita. Forse stai camminando in ostinata disobbedienza e ribellione a Dio. La Sua grazia interferirà e ti richiamerà. Forse ti sei intiepidito e infiacchito nella fede. Gesù vuole interferire in questo e riportarti indietro. Forse la tua preoccupazione riguarda un membro della tua famiglia e ti senti disperato; non vedi possibilità di una svolta. Gesù interferisce in tutte queste cose.

Dunque, Satana viene a te – proprio come leggiamo di Gesù sull’orlo del precipizio, cercando di buttarti giù. C’è un piano designato da Satana contro la tua vita e Gesù viene per interferire con esso. Puoi dire “Gloria a Dio” a questo, se vuoi, perché è una notizia estremamente buona!

sabato 25 giugno 2016

STIAMO CANTANDO PIÙ FORTE? - Claude Houde

Quando preghiamo, “Signore, aumenta la nostra fede”, vi chiedo di permettere a Dio di accendere una fiamma nel vostro cuore. Abramo, il nostro modello di fede, andò a salvare un popolo che era stato portato in cattività da un nemico senza pietà (leggere Genesi 14:11-16). Il testo ci parla di “conquistatori spietati che presero loro ogni cosa”. Ma un sopravvissuto, una vittima, cadde ai piedi di Abramo e lo forzò a prendere una decisione.

Non importa dove sei, coloro che soffrono stanno bussando alla porta della chiesa. C'è una chiesa moderna che ha scelto di essere cieca alla sofferenza che la circonda. Questa indifferenza è un affronto alla vera natura di Dio. C'è una chiesa che è ossessionata dalle benedizioni, bisogni, lode, servizio, teologia ed esperienze con Dio ed ha una forte tendenza a restare “sulle proprie, fra i cristiani”.

In uno dei suoi libri, Dietrich Bonhoeffer, pastore tedesco e teologo, raccontò questa storia che mi scioccò profondamente perché raffigura la chiesa moderna di oggi. Bonhoeffer fu pastore durante la Seconda Guerra Mondiale, nel periodo in cui l'olocausto Nazista uccise sei milioni di Ebrei. La storia ci mostra che la maggior parte dei pastori e dei preti tedeschi tolleravano o tentavano di ignorare la follia Nazista ed il razzismo omicida che alla fine portarono al genocidio. Finalmente la chiesa si svegliò quando era già troppo tardi. Il pastore Bonhoeffer parlò apertamente contro il regime del Terzo Reich, venne messo in prigione ed infine messo a morte per il suo coraggio e le sue convinzioni.

Bonhoeffer scrisse di una conversazione avuta con altro pastore poco prima che venisse arrestato. Il pastore gli confidò: “è stato terribile. La nostra chiesa è situata dietro la ferrovia. Riusciamo a sentire i treni che passano e trasportano gli Ebrei verso i campi. Inizialmente erano rari, ma adesso vanno e vengono diverse volte al giorno. Una domenica, alcune settimane fa, accadde qualcosa di terribilmente imbarazzante. Eravamo proprio nel mezzo del servizio ed il rumore dei treni era assordante. Ad un certo punto, mentre stavamo cantando canti di adorazione, sentimmo la gente gridare: “Aiutateci! Aiutateci!”

Bonhoeffer, inorridito, gli chiese: “Bene, e cosa avete fatto?” Il pastore rispose: “per un momento non ero sicuro di cosa fare, ma dopo dissi alla congregazione che era in chiesa, «fratelli e sorelle, cantiamo più forte!»

Anche noi stiamo “cantando più forte?” Così da non udire le grida di aiuto vicine a noi?

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Claude Houde è il pastore della chiesa Nuova Vita a Montreal, Canada. Sotto la sua guida la Chiesa Nuova Vita è cresciuta da una decina di persone a più di 3500 in una parte del Canada dove le chiese protestanti hanno da sempre avuto poco successo.

venerdì 24 giugno 2016

IN SOGNI E VISIONI

In ogni nazione del mondo Cristo Si sta rivelando a migliaia di persone in sogni e visioni. Gente di nazioni arabe, dalla Cina e dall’India racconta le proprie esperienze con Gesù nei loro sogni. Sta succedendo persino qui, a New York.

Uno degli uomini addetti alla sicurezza nella nostra chiesa di Times Square una volta era sommo sacerdote del culto satanico noto come “Santeria”. Il suo territorio era il Bronx e il suo appartamento era pieno di ossa umane. Aveva venduto il suo corpo e la sua anima a Satana; ma il cuore di quest’uomo fu scosso dallo Spirito Santo e iniziò a diventare irrequieto. Una notte sfidò Gesù, “Se sei più forte del diavolo che servo, mostrati a me in sogno”.

Quella notte, in un sogno, l’uomo si vide su un treno diretto all’inferno. Passò attraverso un tunnel e, dall’altra parte, lo aspettava Satana, che gli disse, “Sei stato fedele verso di me. Ora ti porterò nel luogo del riposo eterno”. Poi, improvvisamente, apparve una croce. In quel momento si svegliò.

Uscì da quell’esperienza infuocato per Gesù! Sbarazzandosi di ogni traccia di male dal suo appartamento, dedicò la sua vita al Signore. Oggi è un uomo di Dio dolce e consacrato ed è attivo nella nostra chiesa. Qualche tempo fa l’ho fermato e gli ho detto, “Vedo Gesù in te”. Mi ha risposto, “Fratello David, non ti rendi conto di cosa significhino per me queste parole dopo venticinque anni di servizio al diavolo”. La sua nuova vita miracolosa scaturiva completamente da quel sogno donatogli da Dio.

Caro santo, arriva il giorno in cui tutto il mondo vedrà Gesù. L’apostolo Giovanni vide “una grande folla che nessuno poteva contare, di tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue; questi stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, coperti di vesti bianche e avevano delle palme nelle mani. E gridavano a gran voce, dicendo, La salvezza appartiene al nostro Dio che siede sul trono e all'Agnello” (Apocalisse 7:9-10).

Non si tratta di un piccolo residuo, ma di una moltitudine innumerabile che adora il Signore. Gloria a Dio per quel giorno promesso!

giovedì 23 giugno 2016

UNA CHIAMATA AL RISVEGLIO RIVOLTO ALLA CHIESA

Come avverrà l’ultimo risveglio? Servirà qualcosa di potente, che scuoterà il mondo, per causarlo. Isaia ci dice che questo scuotimento avverrà in un solo giorno. Al capitolo 47, dice che bisognerà affrontare lo spirito di Babilonia. In tutta la Scrittura, Babilonia ha sempre rappresentato lo spirito di prosperità, di agio e piaceri e lo spirito di Babilonia è lo stesso in ogni epoca.

In breve, Isaia afferma che non ci sarà un ultimo risveglio mondiale finché lo spirito di avidità e di falsa sicurezza non verranno eliminati. Possiamo pregare per il risveglio, possiamo gridare a Dio di spandere il Suo Spirito, ma sarà impossibile se il Signore prima non scuoterà ogni cosa: “Or dunque ascolta questo, o voluttuosa, che dimori al sicuro e dici in cuor tuo, Io, e nessun altro!…Perciò ti verrà addosso una sciagura, e non saprai da dove viene; ti piomberà addosso una calamità, che non potrai scongiurare con alcuna espiazione; ti cadrà improvvisamente addosso una rovina, che non hai previsto” (Isaia 47:8, 11, corsivo mio).

Dio non chiuderà un occhio sul peccato, ma abbatterà ogni fortezza diabolica. Egli farà risuonare una chiamata al risveglio per la sua chiesa con una “rovina improvvisa”. In realtà, sarà un atto di grande amore da parte del Signore. Egli ama così tanto la Sua Chiesa da rifiutarsi di permettere che agio, piaceri e apostasia accechino e rovinino l’oggetto del Suo amore.

“Se si fa grazia all'empio, egli non imparerà la giustizia; agirà perversamente nel paese della rettitudine e non potrà vedere la maestà dell'Eterno” (Isaia 26:10). Ecco la prova che il risveglio sia impossibile in un momento di agio e prosperità. Isaia dice in termini chiari, “In un tempo di benedizione, le persone non si convertiranno”. Non accadrà nulla finché non verrà toccato il portafogli. Solo “quando i tuoi giudizi si manifestano sulla terra, gli abitanti del mondo imparano la giustizia” (Isaia 26:9).

mercoledì 22 giugno 2016

LA SUA PRESENZA MANIFESTA

Molti hanno familiarità col passo in cui Paolo eguaglia il matrimonio al rapporto che Dio ha con la Chiesa: “Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diverranno una carne sola. Questo mistero è grande; dico questo riguardo a Cristo e alla chiesa” (Efesini 5:31-32).

Ora nota cosa dice Isaia: “Poiché il tuo creatore è il tuo sposo; il suo nome è: il Signore degli eserciti; il tuo redentore è il Santo d'Israele, che sarà chiamato Dio di tutta la terra” (Isaia 54:5). Chi è il Creatore qui? È Cristo, creatore dei cieli e della terra. E Isaia ci dice che Dio è nostro marito. Tuttavia, la moglie s’è separata dal marito: “Ma le vostre iniquità vi hanno separato dal vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere la faccia da voi, per non darvi più ascolto” (Isaia 59:2).

Dove vediamo oggi questa separazione tra la Chiesa e Dio? La vedo in maniera più ovvia nelle chiese che scelgono il compromesso. La vedo anche nel vangelo predicato in sordina dalle chiese post-moderne. È evidente che ci sia stata una separazione dalla presenza manifesta di Dio. Infatti, è successo proprio quanto Gesù e Paolo profetizzarono. Molti sono diventati amanti del piacere più che di Dio – avendo la forma di una religione senza potenza, disprezzando il vangelo dei loro padri; abbattendo gli antichi limiti morali; modificando l’infallibile Parola di Dio per adattarla al proprio tempo.

Ti sfido ad andare in qualsiasi città, di chiesa in chiesa, di qualsiasi denominazione evangelica. Prova a trovarne una in cui riconosci la magnifica e manifesta presenza di Gesù, in cui senti la Sua convinzione che scioglie il tuo cuore. Quando il Signore è davvero presente, lo avverti, che sia nel canto, nella predicazione o nella comunione. Qualcosa scuote la tua anima e produce un senso di stupore e riverenza. Secondo la mia esperienza, ciò si trova raramente.

Non sto condannando le chiese moderne; Dio non voglia. Che il Signore ci aiuti se non abbiamo la Sua presenza manifesta in questi ultimi giorni. E a causa del compromesso di tali chiese, Egli deve nascondere la Sua presenza da essi per un tempo.

martedì 21 giugno 2016

NON SARÒ SMOSSO

Ovunque guarderemo intorno a noi, in questi ultimi giorni, vedremo la gloria di Dio irrompere in un ultimo risveglio. La Chiesa di Cristo si estenderà oltre ogni limite precedente per diffondere la buona notizia.

“Allarga il luogo della tua tenda e i teli delle tue dimore si distendano senza risparmio; allunga le tue corde e rinforza i tuoi pioli, perché ti espanderai a destra e a sinistra; la tua discendenza possederà le nazioni e popolerà le città deserte” (Isaia 54:2-3). In parole povere, la Chiesa guadagnerà forza e farà sorgere migliaia di persone in Cristo.

Se esaminiamo meglio la profezia d’Isaia, vediamo che essa non parla solo della Chiesa come Corpo, ma anche di singoli individui. Conosco servi fedeli, miei amici, che hanno fatto loro questa profezia come una parola personale da parte dello Spirito Santo e hanno edificato la propria fede su tali promesse: “Non temere, perché non sarai confusa; non aver vergogna, perché non dovrai arrossire; dimenticherai anzi la vergogna della tua giovinezza e non ricorderai più il disonore della tua vedovanza” (Isaia 54:4). Isaia lo rende chiaro in questo verso: La Chiesa di Dio non si manifesterà nel vituperio.

Tuttavia, subito dopo, leggiamo quest’avvertimento per la Chiesa degli ultimi giorni: “O afflitta, sbattuta dalla tempesta, sconsolata, ecco, io incastonerò le tue pietre nell'antimonio e ti fonderò sugli zaffiri” (Isaia 54:11). Leggiamo che saremo afflitti e sbattuti dalla tempesta. Però ci viene promesso un fondamento fatto di zaffiri. Che cosa significa ciò, esattamente?

Quando Dio dichiara, “Ti fonderò sugli zaffiri”, il Suo messaggio è, “Quando il mondo intero viene scosso, tu non sarai smosso. Il fondamento che sto ponendo sotto di te è solido come queste pietre. Ciò che sto compiendo in te non può essere smosso”.

Questi zaffiri rappresentano conoscenza e sapienza spirituale, scorci del cuore stesso di Dio. Sappiamo che chi sopporta sofferenze ne esce armato con maggiore rivelazione della misericordia divina. Forse sei tentato, sbattuto, afflitto e solo, ma in tutto questo Egli sta formando sotto di te un fondamento solido come la roccia. E tutto ciò perché tu possa consolare altri nelle loro prove.

lunedì 20 giugno 2016

USCIRE DALLA PARTE VINCENTE - Gary Wilkerson

Ecco la vera buona notizia! Gesù vuole mettere in te lo stesso Spirito che vive in Lui – lo stesso Spirito che Gli diede il potere di passare proprio in mezzo alle macchinazioni del nemico di gettarlo giù dal precipizio (cfr. Luca 4:29-30).

Forse la dipendenza ti ha distrutto; i vizi del peccato ti hanno condotto al fallimento; la paura e l’ansia ti hanno fatto cadere nella disperazione. Ma quando Gesù mette “lo stesso Spirito” in te, puoi attraversare tutto questo e dichiarare, “Questa cosa non mi toccherà. Sarò pure in mezzo al fuoco, ma non ne resterò bruciato. Ne uscirò vivo. Uscirò dalla parte vincente. Non verrò spinto nelle cose che Dio non ha in serbo per me. Resterò nel luogo stabile in cui Lui mi ha stabilito”.

Forse senti pressioni tutt’intorno a te, ma il Signore mi ha dato una parola da donarti. E insieme ad essa, vi è una promessa profetica. Ho detto al Signore, “Sarò molto cauto in questo, perché a volte le false profezie dicono che tutto sarà roseo e raggiante”, quindi non ti dirò questo. Ci saranno difficoltà e pressioni. Molte saranno le macchinazioni contro di te, a spingerti verso il precipizio, verso l’orlo del burrone, ma ho una parola rassicurante per te.

Se confiderai in Gesù, se attenderai il Signore, se ascolterai il Suo messaggio e non presterai attenzione alla voce del nemico, attraverserai la tempesta con una vittoria completa. Attraversai il fuoco. Attraverserai ogni pressione, ogni cosa che viene contro di te – nel nome di Gesù.

“Quando passerai attraverso le acque io sarò con te, o attraverserai i fiumi, non ti sommergeranno; quando camminerai in mezzo al fuoco, non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà” (Isaia 43:2).

sabato 18 giugno 2016

CREDERE IN DIO - Nicky Cruz

Le promesse di Dio contenute nei Suoi patti sono tanto reali quanto ogni altra verità che possiamo immaginare. Quando Dio ci fa una promessa, non è solamente certa bensì irrevocabile. Lui ama fare patti con i Suoi figli.

Ma le promesse di Dio richiedono azione da parte nostra. Egli non fa patti con chi ozia, con persone doppie di mente. Egli vuole persone che si fidino di Lui, che Gli obbediscano, che si impegnino con Lui giornalmente. Dio vuole parlarci e vuole che noi lo facciamo con Lui. Vuole che lo ascoltiamo, che gli poniamo delle domande, e vuole che rispondiamo Lui quando ci parla. Dio non è passivo e non vuole nemmeno dei seguaci passivi!

Se ascoltiamo Lo possiamo sentire parlare, o tentare di metterci all'opera. Possiamo sentire che prova a darci un messaggio e delle risposte. Ma molto spesso ci perdiamo tutto perché non stiamo ascoltando oppure non crediamo che Dio sia interessato a parlare con noi.

Quando Dio parla, vuole che noi rispondiamo, che facciamo qualcosa, farci conoscere la Sua voce e risponderGli.

Egli parla solo a coloro che vogliono ascoltarLo.

Molto spesso spendiamo il nostro tempo per scopi senza vita, senza passione. Viviamo giorno per giorno, aspettando senza alcun proposito che Dio ci dia indicazioni, ci guidi e mandi qualche parola profetica. Vogliamo seguire Dio ma non abbiamo idea di dove ci stia guidando.

Vedo questo ogni giorno, nella gente, nelle chiese, nel lavoro, nei ministeri, in ogni area della vita. Così molti bramano ascoltare Dio e impegnarsi con Lui in relazioni concordate, ma non accade mai nulla. La voce di Dio non arriva mai a noi. La Sua guida non diventa mai chiara ai nostri occhi.

Serviamo un Dio di passione, un Dio d'azione. Un Dio che brama avere servitori ossessionati dall'ubbidienza, preoccupati costantemente di scoprire il Suo volere, completamente innamorati con il pensiero di vivere e morire alla santa presenza di Dio!

È questo ciò che Dio sta cercando, e quando lo trova, prende sempre nota!

“Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore” (Geremia 29:13).

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Nicky Cruz, evangelista di fama internazionale ed autore prolifico, si convertì a Gesù Cristo da una vita di violenza e crimine dopo aver incontrato David Wilkerson a New York City nel 1958. La storia della sua drammatica conversione venne per la prima volta raccontata ne La Croce e il Pugnale di David Wilkerson e successivamente nel suo vendutissimo libro Run, Baby, Run.

venerdì 17 giugno 2016

SOTTO IL CONTROLLO DI DIO

In questi ultimi giorni, l’occhio del Signore non è rivolto alle potenze mondiali, ma alla chiesa di Gesù Cristo. Dio non è concentrato sull’economia, sul sorgere di religioni mondiali, sul ruggire dei pagani. Secondo Isaia, le nazioni per Dio sono “come una goccia in un secchio” (Isaia 40:15). Tutte loro sono sotto il Suo governo e il Suo regno sovrano.

Dio sa ogni cosa delle minacce terroristiche, di guerre e rumori di guerre. La Sua Parola avverte che gli empi infurieranno, le potenze secolari cercheranno di proibire la cristianità e movimenti anticristo in rapida crescita si vanteranno di dominare il mondo e distruggere i seguaci di Gesù. La Bibbia parla di tutto questo:

“I re della terra si ritrovano e i principi si consigliano insieme contro l'Eterno e contro il suo Unto, dicendo, Rompiamo i loro legami e sbarazziamoci delle loro funi” (Salmo 2:2-3). In breve, “Abbattiamo ogni limite morale, ogni punto fermo morale del passato”.

Ecco la reazione di Dio a queste potenze terrene e a questi uomini influenzati da demoni: “Colui che siede nei cieli riderà, il Signore si farà beffe di loro” (2:4). Non importa quanto gli eventi sembrino disperati, tutto rimane sotto il pieno controllo di Dio.

Sono grato per questa parola dai Salmi. Ogni giorno sentiamo resoconti su un secolarismo che sta spazzando via la chiesa in Europa; dell’Islam che cresce come religione numero uno al mondo; di omosessuali che dirottano intere denominazioni; della chiesa di Cristo che si sta indebolendo e non ha più un impatto sulla società. Tuttavia, la Parola dichiara, “Su Cristo la Roccia Dio edificherà la Sua chiesa”.

“Le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa” (Matteo 16:18). Nulla dalle viscere dell’inferno può sperare di distruggere la chiesa di Cristo. Il Suo occhio è sempre sul Suo popolo, e in tutto questa Egli avverte Satana e le sue orde, “Non toccate la pupilla del Mio occhio”.

“Ecco, potranno anche radunarsi contro di te, ma non sarà da parte mia. Chiunque si radunerà contro di te, cadrà davanti a te” (Isaia 54:15). Comprendi cosa Dio sta dicendo qui? “Il diavolo verrà contro di te. Nemici dall’inferno si raduneranno contro di te. Ma Satana non prevarrà”.

giovedì 16 giugno 2016

COSA ATTENDE LA CHIESA?

Cosa attende la chiesa di Gesù Cristo? È una domanda di grande preoccupazione per i credenti di tutto il mondo. Mentre eventi cataclismatici avvengono in tutto il globo, molti si chiedono, “Lo Spirito Santo risveglierà la Chiesa prima del ritorno di Gesù? Il Corpo di Cristo lascerà questo mondo con un lamento o con un grido?”

Il Nuovo Testamento è pieno di predizioni di un ultimo sviamento. Sorgeranno falsi profeti e ne sedurranno molti, lupi verranno travestiti da agnelli, causando grande inganno per “sedurre, se possibile, anche gli eletti di Dio”. La malvagità aumenterà, facendo sì che credenti una volta ferventi perdano il loro primo amore. Con la fiumana d’iniquità a venire, l’amore di molti si raffredderà.

Gesù profetizzò tutto questo e i Suoi avvertimenti servono a sfidare la nostra fede. Mentre l’iniquità incalzante inonda la terra, Egli chiede: “Quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?” (Luca 8:18).

Gesù conosceva tutto ciò di cui testimoniamo oggi: orrende sparatorie nelle scuole; il levarsi di un’omosessualità militante; atti terroristici in tutto il mondo. In mezzo a tutto questo, Egli ci chiede, “Continuerai a credere, anche quando tutto peggiora sempre di più? Verrai meno nella tua certezza quando le cose andranno come non ti saresti aspettato? Oppure continuerai a confidare in Me?”

A dispetto dell’aumento dell’iniquità e della grandi calamità che avvengono, Gesù sapeva che ci sarebbe stato un grande risveglio negli ultimi tempi. Lo Spirito Santo ispirò le profezie d’Isaia, ed Egli sapeva benissimo delle predizioni di un risveglio con l’approssimarsi della fine.

Isaia disse che ci sarebbe stato un grande risveglio mondiale subito prima del ritorno di Cristo. Questa profezia si trova in Isaia 54 e si riassume in questi versi: “Perché ti espanderai a destra e a sinistra; la tua discendenza possederà le nazioni e popolerà le città deserte” (54:3).

Credo, insieme a molti studiosi della Bibbia, che la profezia d’Isaia abbia una duplice valenza. Essa parla non solo dell’Israele naturale dopo la cattività babilonese, ma anche di quella spirituale che sarebbe giunta: il Corpo di Gesù Cristo, la Chiesa della Nuova Gerusalemme. Paolo cita da Isaia 54 quando parla della “Gerusalemme che è dall’alto…la madre di tutti noi” (Galati 4:26). Paolo vide la profezia d’Isaia come diretta “ai figli della promessa”, coloro che sono in Cristo, per fede.

mercoledì 15 giugno 2016

SEI PRONTO?

Cosa voleva dire Gesù in Matteo 24,49 quando parlò del servo malvagio che “beveva con gli ubriaconi”? qui Gesù non parla di alcol. La Bibbia parla di molti modi in cui ci si può ubriacare: di furia, di amarezza, di sete di sangue. L’alcol predominante nella nostra società – il sedativo che la maggior parte della gente beve oggi – è la prosperità. E i cristiani indulgono liberamente in tale bevanda.

Gesù ci sta avvertendo, “Cosa ti accade una volta che la prosperità fa presa su di te? Il tuo cuore rimane avviluppato dai beni materiali. All’improvviso perdi la consapevolezza della Sua venuta. La tua vita va fuori controllo, perché non hai più una bussola morale e inizi a fare qualsiasi cosa ti vada. Diventi un beone, accecato dalla prosperità”.

Nota il giudizio che Gesù descrive per tali ipocriti. “Il padrone di quel servo verrà nel giorno in cui meno se l'aspetta e nell'ora che egli non sa; lo punirà duramente e gli riserverà la sorte degli ipocriti. Lì sarà il pianto e lo stridor di denti” (24:50-51).

Sei pronto? Hai iniziato ad amare il pensiero dell’apparizione di Cristo? Paolo dice, “Per il resto, mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno, e non solo a me, ma anche a tutti quelli che hanno amato la sua apparizione” (2 Timoteo 4:8, corsivo mio). Giacomo ci esorta ugualmente: “Siate pazienti anche voi; rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina” (Giacomo 5:8). “Apparirà una seconda volta senza peccato a coloro che lo aspettano per la salvezza” (Ebrei 9:28).

Infine, Paolo scrive, “Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, e ci insegna a rinunziare all'empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente, aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo, il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale, zelante nelle buone opere. Insegna queste cose, esorta e riprendi con ogni autorità” (Tito 2:11-15).

Prego di diventare il tipo di pastore descritto da Paolo. Sì, attendo il ritorno del mio Padrone. E, come l’apostolo, posso dire con certezza, “Una corona mi attende, perché amo la Sua apparizione. Sono pronto. Vieni, Signore Gesù!”

martedì 14 giugno 2016

MA SAPPIATE QUESTO

Quando Gesù usa l’espressione “Ma sappiate questo”, in Matteo 24:43, Egli ci sta dicendo, “Non osereste ignorare questa parola”. Poi offre la seguente dichiarazione: “Ma, se quel malvagio servo dice in cuor suo: "Il mio padrone tarda a venire", e comincia a battere i suoi conservi, e a mangiare e a bere con gli ubriaconi” (Matteo 24:48-49).

Luca 12 identifica questo servo come lo stesso che una volta aveva servito fedelmente “cibo a suo tempo” (Luca 12:42). Questo servo aveva iniziato bene ed era destinato ad essere premiato come amministratore dei beni del Signore. Ora però costui è cambiato drasticamente. Viene trovato a picchiare coloro che gli sono intorno e a ubriacarsi con gli ubriaconi.

Qualcosa prese il sopravvento nel cuore di questo servo – un cambiamento forse invisibile, ma che condizionò il suo atteggiamento. Cosa successe? Quale fu questo cambiamento? Gesù ci dice che costui disse nel suo cuore, “Il mio signore tarda a venire” (24:48).

Il termine greco per battere nel verso 49 suggerisce colpi ripetuti. In altre parole, questo servo era caduto nell’ipocrisia. Lo vedo come qualcuno che provoca la moglie, dice facilmente volgarità, ascolta storielle sporche e pettegolezzi. Com’è arrivato a fare tutto questo? Si è convinto che il padrone non arriverà molto presto. Quando ragiona fra sé dicendo, “ il mio signore”, sta parlando di un signore completamente diverso, non del suo Padrone giusto. Si è fatto un Gesù a suo piacimento, un Cristo di un altro evangelo.

Questo tipo di servo non predica la sua nuova attitudine; piuttosto, il cambiamento è avvenuto nel suo modo di pensare. Non ha bisogno di diffondere la convinzione che il Maestro abbia ritardato la propria venuta. Vive semplicemente quella convinzione, e questo fa tutta la differenza.

Ti chiedi perché così tante chiese oggi siano piene di credenti impreparati e indulgenti al piacere? Ti chiedi perché così tante coppie cristiane divorzino alla minima provocazione? Non è perché i loro pastori stiano insegnando loro a vivere così. No, è perché molti pastori non credono che Cristo tornerà per la propria generazione. E le persone seguono semplicemente il loro pastore.

lunedì 13 giugno 2016

RESTA FERMO - Gary Wilkerson

“Nell'udire queste cose, tutti nella sinagoga [dove Gesù aveva parlato] furono presi dall'ira” (Luca 4:28).

Prendiamoci un attimo per parlare brevemente del perché le persone si adirarono a tal punto.

Quando Gesù si alzò nella sinagoga, iniziò a parlare di Elia. Disse che ai tempi d’Elia i cieli furono chiusi per tre anni e mezzo, periodo nel quale ci fu una carestia. Elia però andò solo da una donna e non era israelita, era una forestiera.

Gesù allora proseguì usando un altro esempio, i lebbrosi in Israele. Eliseo andò a guarire solo una persona, un uomo dalla Siria, di nome Naaman. Dopo aver udito Gesù raccontare questa storia, il popolo era talmente furioso da afferrarlo e portarlo fuori dalla città.

“E, levatisi, lo cacciarono dalla città e lo condussero fino al ciglio della sommità del monte, su cui la loro città era edificata, per precipitarlo giù” (4:29).

Se sei un cristiano ma non sei consapevole di questa tattica satanica, devi esserlo. Egli intende tentare di spingerti giù da un precipizio. Intende prendere le tue finanze e renderti talmente sconvolto, talmente preoccupato, talmente spaventato da riuscire quasi a buttarti a terra per distruggerti e vederti esaurire.

Se il tuo matrimonio è stressante e c’è pressione, il nemico non si accontenterà di far solo sì che la vostra unione sia poco fruttifera. Egli vuole insinuarsi e portarti sull’orlo del precipizio, dove possa scaraventare giù il tuo matrimonio, lì dove non esisterà mai più.

La buona notizia è che l’orlo del precipizio, cadere da esso, non è destino dei figli di Dio. Sei stato chiamato ai luoghi celesti. Sei stato chiamato a prendere posizione nel luogo santo, dove Dio ti custodisce. Sei stato chiamato a resistere e a non essere condannato da Satana. Non devi credere alle bugie di Satana sulla tua vita.

Il verso 29 dice che il popolo voleva spingerlo fino a farlo precipitare, ma guarda cosa dice il verso 30:

“Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò”.

sabato 11 giugno 2016

TEMPLI DELLO SPIRITO SANTO - Jim Cymbala

Come cristiani, le nostre vite sono state acquistate a caro prezzo, e adesso apparteniamo a Dio. Quel prezzo fu il sangue di Gesù Cristo che versò sulla croce. Proprio come gli Israeliti nel Vecchio Testamento appartenevano a Dio attraverso il patto, i cristiani appartengono a Dio attraverso la salvezza che hanno sperimentato. Adesso siamo il popolo di Dio e apparteniamo a Lui, essendo stati strappati via dalle grinfie del peccato, dalla colpa e dalla condanna, e adottati dalla Sua famiglia. In questo caso, l’essere stati comprati e l’essere proprietà di qualcuno non è una cosa negativa; è una cosa bellissima.

Dio ci ha salvati per uno scopo, quello di farci diventare dei templi umani, abitati dallo Spirito Santo. Durante il periodo del Vecchio Testamento, Dio dimorava dentro la stanza nascosta del tempio, una stanza chiamata Luogo Santissimo. Era lì che Dio dimorava. Quando Paolo disse che i cristiani erano il “tempio dello Spirito Santo” (1 Corinzi 6:19), la parola che usò per “tempio” non fu quella usata per le stanze esterne del tempio del Vecchio Testamento. Quella che usò fu naos, che si riferiva al luogo sacro, il luogo in cui c’era la manifestazione visibile della shekinah gloria di Dio.

Il fatto che Dio dimori dentro di noi attraverso lo Spirito Santo rende il cristianesimo diverso da tutte le altre religioni sulla terra. Il Giudaismo, l’Islamismo, il Buddismo, nessuna di queste religioni afferma che il loro dio abita dentro i suoi seguaci. I conduttori di questi sistemi religiosi possono anche provare a fare proseliti con la loro dottrina, ma il Vangelo di Gesù Cristo è diverso. La fede in Gesù ci rende dei miracoli che camminano che sono stati cambiati attraverso lo Spirito Santo che dimora dentro di noi.

Il piano di redenzione di Dio prevedeva che noi vivessimo una vita ripiena dello Spirito Santo. “Non ubriacatevi! Il vino porta alla dissolutezza. Ma siate ricolmi di Spirito” (Efesini 5:18). La metafora qui potrebbe essere quella di essere ripieni dello Spirito Santo fino al punto di traboccare, e riversarsi sugli altri con amore e grazia.

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Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo e fatiscente edificio in una parte difficile della città. Nativo di Brooklyn, è amico di vecchia data sia di David che di Gary Wilkerson.

venerdì 10 giugno 2016

PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

Stai attendendo e bramando la Sua venuta?

Non farei mai nulla per far sì che un credente dubiti della propria preparazione. La maggior parte delle persone che leggerà questo messaggio potrebbe dire, “Sì, sono pronto. Mi sono ravveduto e ho confessato i miei peccati, sono perdonato. Ho riposto la mia fiducia nella giustizia di Gesù e, se dovesse tornare adesso, so che non ci sarebbero condanne contro di me. So in chi ho creduto. Sono sicuro di essere Suo”. Io direi lo stesso di me stesso.

Tuttavia, nel rileggere gli avvertimenti di Cristo, mi sono imbattuto in qualcosa che non riesco a scuotermi di dosso. Gesù comanda, “Vegliate dunque” (Matteo 24:42). Poi dice, “Ma sappiate questo” (24:43). In altre parole, “Se sarai pronto – se veglierai, come vorrei che facessi – c’è qualcosa che devi sapere”.

Gesù poi descrive un uomo che pensava di essere pronto ma non lo era. La casa di quest’uomo era stata “forzata” (24:43). In seguito, Gesù descrive una persona, che era davvero pronta (24:45-47). Infine, Egli offre un ammonimento terribile sui servi malvagi, che saranno gettati nell’inferno degli ipocriti (24:48-51).

Il servo davvero pronto è paragonato al capo della casa, il quale provvede cibo a coloro che sono sotto il suo governo. “Qual è dunque quel servo fedele e avveduto, che il suo padrone ha preposto ai suoi domestici, per dar loro il cibo a suo tempo” (24:45). Gesù ci dice che la ricompensa di questo servo sarà di essere fatto amministratore di tutti i beni del padrone (cfr. 24:47). Evidentemente, “dare il cibo a suo tempo” è di grande importanza.

Chi sono gli amministratori della casa, ai quali qui Gesù fa riferimento? Sono i genitori. Ciò include anche i pastori, che amministrano “la casa di Dio” (Efesini 2:19). Dunque, in che modo un genitore offre “cibo a suo tempo”? In termini biblici, il cibo rappresenta la Parola di Dio. Il termine greco indica inoltre nutrimento, dalla radice “allevare”. Inoltre, l’espressione a suo tempo significa “nel momento giusto”. Cristo sta dicendo, “Benedetti quei genitori che nutrono i propri figli con la Parola di Dio. Li allevano con ammonizioni bibliche, finché c’è tempo, prima che sia troppo tardi”.

giovedì 9 giugno 2016

CRISTO RADUNERÀ LA SUA SPOSA

Gesù parlò di una sparizione grande e improvvisa di persone dalla faccia della terra. “In quella notte due saranno in un letto; l'uno sarà preso e l'altro lasciato. Due donne macineranno insieme; l'una sarà presa e l'altra lasciata. Due uomini saranno nei campi; l'uno sarà preso e l'altro lasciato” (Luca 17:34-36). I discepoli di Gesù chiesero, “Dove Signore?” Ed egli disse loro: “Dove sarà il corpo, là si raduneranno le aquile”.

Alcuni studiosi dicono che le persone rapite siano peccatori spazzati via dal giudizio, ma la Scrittura suggerisce altrimenti. Isaia parla di aquile in riferimento alla Chiesa: “Quelli che sperano nell'Eterno acquistano nuove forze, s'innalzano con ali come aquile, corrono senza stancarsi e camminano senza affaticarsi” (Isaia 40:31). Inoltre, Dio dice a Israele, “"Voi avete visto ciò che ho fatto agli Egiziani, e come io vi ho portato su ali d'aquila e vi ho condotto da me” (Esodo 19:4).

In Matteo, Gesù parla degli eletti che ascendono a Dio: “Ed egli manderà i suoi angeli con un potente suono di tromba; ed essi raccoglieranno i suoi eletti dai quattro venti, da una estremità dei cieli all'altra” (Matteo 24:31). Paolo lo rende chiaro, dichiarando: “Il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo e con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre col Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole” (1 Tessalonicesi 4:16-18).

Per quanto eccezionale sarà questo grande evento finale, Gesù intendeva dire che avverrà in un giorno qualunque. Sarà come i vecchi giorni del giudizio, ai tempi di Noè e Lot. Uomini e donne saranno a lavoro, vivendo la propria giornata come sempre. Poi tutto accadrà all’improvviso, in un solo momento. Paolo dice, “Tutti saremo mutati in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba; la tromba infatti suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili e noi saremo mutati” (1 Corinzi 15:51-52).

Sarà un giorno come un altro. Tutta l’umanità ne sarà inconsapevole, ma poi, in un solo istante, Cristo radunerà la Sua Chiesa.

martedì 7 giugno 2016

VIENI, SIGNORE GESÙ!

Possiamo star certi che Dio giudicherà gli empi – senza dubbi, il giorno della retribuzione si avvicina. Quando arriverà quel momento, ogni schernitore, odiatore di Dio e malvagio sarà chiamato a rendere conto di sé stesso. I libri saranno aperti e ogni azione vile sarà resa manifesta, rivelando tutto ciò che questi malvagi hanno compiuto contro l’autorità di Dio. Le loro opere saranno giudicate severamente, e i malvagi saranno cacciati dalla presenza di Dio eternamente.

Gesù rassicurò i Suoi discepoli, “Non vendicherà Dio i suoi eletti che gridano a lui giorno e notte. Tarderà egli forse a intervenire a loro favore?” (Luca 18:7). Egli stava dicendo, “Sì, Dio un giorno affronterà tutti coloro che hanno deriso, perseguitato, imprigionato e ucciso il Suo popolo. Il grido della chiesa perseguitata è stato udito ed Egli li vendicherà prontamente”. “Sì, io vi dico che li vendicherà prontamente. Ma quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?” (18:8).

La domanda di Cristo, alla fine di questo passo, indica la Sua maggiore preoccupazione. Egli dice, “Quando tornerò, cercherò un popolo che ha creduto alla Mia promessa di tornare per loro. La domanda è se quel popolo saranno pronti e mi staranno aspettando. Saranno svezzati da questo mondo, anelando che Io li porti a casa come Mia Sposa? Saranno immacolati, o macchiati dallo spirito di quest’età? Arriverò e li troverò a gridare, ‘Vieni, Signore Gesù?’”

Gesù non ci ha dato una data per la Sua venuta, ma ci ha detto come sarà la società in quel periodo. Egli prosegue descrivendo come sarà il modo di vivere predominante dell’umanità quando Lui tornerà.

“Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio, le persone mangiavano, bevevano, si sposavano ed erano date in moglie, fino a quando Noè entrò nell'arca; e non si avvidero di nulla, finché venne il diluvio e li portò via tutti; così sarà pure alla venuta del Figlio dell'uomo” (24:38-39).

lunedì 6 giugno 2016

L’AMORE DESCRITTO DA GESÙ - Gary Wilkerson

“Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri” (Giovanni 15:17).

Com’è mettere in pratica il tipo d’amore descritto da Gesù? L’apostolo Paolo ci aiuta mostrandoci cosa succede quando non viviamo questo tipo d’amore. Nella sua lettera ai Galati, Paolo espone due tipi di peccato. Da un lato affronta peccati grossolani, di quelli che associamo a un comportamento esteriore, come peccati sessuali o abuso di sostanze. Poi però espone un secondo tipo di peccato – peccato relazionale – e mostra come sia altrettanto mortale e distruttivo. Il peccato relazionale condiziona le nostre anime così profondamente da non riuscire ad immaginarlo. Esso ha un effetto deleterio non solo sulla nostra testimonianza al mondo, ma sulle parti più intime del nostro essere e si diffonde su quelli che ci circondano.

Paolo porta alla luce questa realtà nella chiesa corinzia, esponendo un problema allarmante: le divisioni fra loro. “Temo infatti che talora, quando verrò, non vi trovi come vorrei, e di essere anch'io trovato da voi quale non mi vorreste, che talora non ci siano fra voi contese, gelosie, ire, risse, diffamazioni, insinuazioni, superbie, tumulti” (2 Corinzi 12:20). Nota la parola finale in questa lista: tumulti. È indice che il peccato relazionale sia all’opera.

Ognuna delle cose qui elencate da Paolo ha a che fare col non riuscire ad amare come Cristo amava. In questi termini, è facile vedere come l’amore non possa essere solo qualcosa di sentimentale. È una battaglia da combattere, e le armi che brandiamo sono perdono, grazia, misericordia e giustizia.

Uno dei conflitti dei corinzi riguardava l’insegnamento che dovevano accettare. Alcuni dicevano che avrebbero dovuto seguire solo la direzione di Pietro, mentre altri seguivano Paolo. Paolo dovette dire loro, “Non posso rivolgermi a voi come a persone mature, se siete in questa condizione. È carnalità. State ragionando secondo la carne”.

Il termine greco usato da Paolo per carne qui indica la pelle o un tessuto grasso del corpo. Comunque, ovviamente, Paolo sta descrivendo la condizione della loro anima, sta dicendo ai Corinzi che sono avviluppati in uno stile di vita terreno, invece di vivere una vita ripiena di Spirito.

Ma come sia Gesù che Paolo sottolinearono, rifiutarsi di amare, persino nel modo più banale, può avere conseguenze enormi, che porteranno al dolore, all’alienazione e al rimorso. Il conflitto in un rapporto solitamente finisce per condizionare un circolo più ampio di amici o di familiari. A sua volta, ciò può estendersi a un’intera comunità, come Paolo mostrò succedere fra i corinzi. Per amare come ama Gesù, persino in ciò che sembra una cosa da nulla, non è una scelta – è una disciplina spirituale.

sabato 4 giugno 2016

EGLI È LA NOSTRA FORZA - Carter Conlon

Tu ed io viviamo in un tempo di forte incertezza riguardo al domani. Non sappiamo ciò che il futuro riserva per l'economia Americana o quella delle altre nazioni. Puoi anche avere un lavoro oggi ma non c'è alcuna garanzia che lo avrai ancora il prossimo anno o addirittura la prossima settimana. Ma, grazie a Dio che essendo credenti in Cristo ci è stata fatta un'incredibile promessa di aiuto, in un periodo in cui l'aiuto sembra scarseggiare particolarmente. Considera le parole del Re Davide nel Salmo 37: “Io sono stato giovane e sono anche divenuto vecchio, ma non ho mai visto il giusto abbandonato, né la sua discendenza mendicare il pane” (37:25).

Posso personalmente attestare la veridicità di questo verso, essendo stato testimone dell'aiuto tangibile di Dio nelle vite, nelle famiglie e nelle case di coloro che hanno fatto la scelta di camminare nella giustizia di Cristo.

Il Salmo 37 continua: “Tutti i giorni è pietoso e dà in prestito, la sua discendenza è benedetta. Allontanati dal male e fa’ il bene; dimorerai nel paese per sempre. Poiché il Signore ama la giustizia e non abbandona i suoi santi; essi sono conservati in eterno” (37:26-28).

Davide scrisse queste parole durante un periodo di grande malvagità. Coloro che desideravano seguire Dio stavano diventando ansiosi e forse anche arrabbiati, quasi come vediamo accadere oggi. Tuttavia, Davide sapeva che la malvagità porta sempre ad una fine disastrosa e incoraggiò quindi il popolo di Dio a non perdere il loro cuore in mezzo ad una stagione cosi difficile. “Ho visto l’uomo malvagio e prepotente ergersi come albero verdeggiante sul suolo natìo, ma poi è scomparso, ed ecco, non c’è più; io l’ho cercato, ma non si è più trovato” (37:35-36). In altre parole, nonostante sembrasse che il male avesse la meglio in quasi ogni area, la stagione della malvagità sarebbe presto terminata.

Davide continuò: “Osserva l’uomo integro e considera l’uomo retto, perché l’uomo di pace avrà una discendenza. Ma tutti i malvagi saranno distrutti; la discendenza degli empi sarà sterminata” (37:37-38).

Dunque, ci viene ricordato che non importa ciò che accade nel mondo intorno a noi, perché noi viviamo per Dio e riponiamo la nostra fiducia in Lui, e troveremo in Lui la nostra forza ed il nostro liberatore!

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Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 sotto l’invito del pastore fondatore, David Wilkerson, e venne nominato Pastore Anziano nel 2001.

venerdì 3 giugno 2016

EGLI È PAZIENTE

L’apostolo Pietro ci dice che c’è un motivo se Gesù ancora non è ritornato. Egli scrive, “Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente…non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento” (2 Pietro 3:9). Il nostro Signore abbonda in pazienza verso gli empi.

Personalmente, resto meravigliato dalla pazienza di Dio con noi in questa generazione. Il declino morale è grave persino per gli osservatori secolari. Anche se cerchi di mantenere una coscienza pulita, la mente si riempie dei tanti resoconti della malvagità che accade ogni giorno. Alcuni cose sono tanto vili quanto incomprensibili: omicidi nelle scuole, abusi di minori, omosessualità militante, atrocità indicibili.

Spesso i nostri cuori gridano, “Signore, quando sarà fatta giustizia? Quando porterai gli operatori d’iniquità a giudizio?” Ci chiediamo perché Dio aspetti tanto per affrontare l’indicibile malvagità così crescente oggi. Immaginiamo la scena dei malfattori finalmente in ginocchio davanti al Signore, davanti alla Sua santità.

Pietro però dice che Gesù ora non si concentra sul giudizio, nemmeno per il peggiore dei peccatori. Piuttosto, il nostro Signore si preoccupa della misericordia. Egli è paziente verso il peggiore dei malfattori e attende di mostrare misericordia ad ogni peccatore impenitente, corteggiandolo e rincorrendolo.

“Poiché dunque tutte queste cose devono essere distrutte, come non dovreste voi avere una condotta santa e pia, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, a motivo del quale i cieli infuocati si dissolveranno e gli elementi consumati dal calore si fonderanno? Ma noi, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abita la giustizia. Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili, in pace” (3:11-14, corsivo mio).

Possiamo trascorrere i nostri giorni preoccupati dai segni dei tempi, in Medio Oriente o altrove, ma Dio dice, “Guarda il tuo cuore. Sii certo di essere diligente nell’osservare la Mia Parola”. Paolo aggiunge, “Così dunque ognuno di noi renderà conto di se stesso a Dio” (Romani 14:12). Egli poi ci avverte di non giudicare gli altri e di stare attenti a non divenire pietra d’inciampo per un fratello e farlo cadere.

giovedì 2 giugno 2016

COME UN LADRO NELLA NOTTE

Una cara donna cristiana, dalla Lousiana, ha scritto al nostro ministero: “La scorsa domenica il nostro pastore ha chiesto se qualcuno volesse testimoniare di ciò che Dio aveva fatto durante la settimana. Suo figlio, di cinque anni, si è alzato e ha detto, ‘Io ho fatto un sogno ieri notte. Gesù mi ha detto che tornerà presto’”. Lo Spirito Santo si era usato di quel bimbo per ricordare al popolo di Dio una gloriosa verità.

Tristemente, questa generazione presente sa meno del ritorno di Cristo rispetto a tutte le generazioni passate. Il ritorno di Gesù viene raramente predicata nelle chiese oggi. Infatti, migliaia di persone che si definiscono cristiane non vogliono sentir parlare di quest’argomento. Perché?

La vita è bella per la maggior parte delle persone, cristiani inclusi, e l’obiettivo è come mantenere il proprio stile di vita. Proprio come la moglie di Lot, molti vengono posseduti da ciò che posseggono. Sono diventati dipendenti dalle cose del mondo e nelle loro menti la venuta di Gesù sarebbe deleteria.

Ho sentito gente che va in chiesa deridere la possibilità del ritorno “improvviso” di Gesù. Ridono all’idea che possa ritornare presto. Infatti, esiste una dottrina, secondo la quale il nostro Signore non tornerà prima di qualche migliaio di anni. Il concetto è che alla Chiesa sarà concesso tutto il tempo necessario ad evangelizzare il mondo e stabilire un nuovo ordine, prima che Cristo torni a regnare come Re.

L’apostolo Pietro affronta la questione, dicendo, “Negli ultimi giorni verranno degli schernitori, che cammineranno secondo le loro proprie voglie, e diranno, Dov'è la promessa della sua venuta? Da quando infatti i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione” (2 Pietro 3:3-4).

Pietro offre una parola precisa a tutta questa gente volutamente ignorante: “Ora il giorno del Signore verrà come un ladro di notte; in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi si dissolveranno consumati dal calore e la terra e le opere che sono in essa saranno arse” (2 Pietro 3:10).

mercoledì 1 giugno 2016

NEL LUOGO SEGRETO

In che modo il Signore ci reca consolazione e pace in momenti di afflizione? Egli ci porta nel luogo segreto dell’intimità con Lui. Gesù ci ricorda che è lì che il Padre ci tocca personalmente: “Quando preghi, vai in cameretta e chiudi la porta. Prega il Padre tuo, che vede in segreto, ed Egli ti ricompenserà pubblicamente” (Matteo 6:6, parafrasi mia).

Di recente un mio caro amico – il vescovo del movimento pentecostale in Ungheria – è stato tragicamente ucciso in uno strano incidente. La griglia sulla quale cucinava ha preso fuoco ed è rimasto gravemente ustionato. È stato curato e si pensava stesse bene, ma pochi giorno dopo è morto a causa di coaguli che si erano formati nel sangue.

Amici da tutto il mondo sono vicino alla moglie con preghiere e sostegno; tuttavia, la vera consolazione le giungerà dall’alto. Nessuno psicologo può aiutarla nel suo più profondo dolore. Il Consolatore è fedele da incontrarsi con lei, nel suo luogo segreto.

Mi rendo conto di non riuscire a raggiungere personalmente le migliaia di credenti sofferenti che ci scrivono. Abbiamo ricevuto una lettera da una donna incinta, moglie di un pastore. Ha appena scoperto che il marito è un pedofilo. Scrive, “Non so cosa fare ma credo di dover divorziare da mio marito. Non voglio che molesti il nostro bambino”.

C’è una cosa che ogni fratello e sorella nel dolore può fare: Portare tutto a Gesù, chiudersi dietro la porta e stare con Lui e trovare consolazione alla Sua presenza. Il Signore dice, “Poiché io ristorerò l'anima stanca, sazierò ogni anima languente” (Geremia 31:25). In che modo Dio lo fa? Egli ci viene incontro lì, nel luogo segreto: “ Chi dimora nel riparo dell'Altissimo, riposa all'ombra dell'Onnipotente” (Salmo 91:1).

Comprendi l’importanza di disporre il tuo cuore a pregare in un luogo segreto? Non si tratta di legalismo o di una schiavitù, ma di amore. Si tratta della bontà di Dio nei nostri confronti. Egli vede cosa ci aspetta e sa che abbiamo bisogno di risorse straordinarie, di rifornimenti quotidiani. Tutto ciò si trova nel luogo segreto, con Lui.

Penserai di non sapere come pregare, ma puoi iniziare semplicemente lodandolo. Ciò che importa è che tu sia lì in fede, per un amore obbediente, e tuo Padre t’incontrerà lì. Egli ti rivelerà il Suo amore nel segreto, e ti ricompenserà pubblicamente col frutto del Suo regno. Lo Spirito Santo pregherà attraverso di te e farà sì che tu possa esprimerti.