giovedì 16 giugno 2016

COSA ATTENDE LA CHIESA?

Cosa attende la chiesa di Gesù Cristo? È una domanda di grande preoccupazione per i credenti di tutto il mondo. Mentre eventi cataclismatici avvengono in tutto il globo, molti si chiedono, “Lo Spirito Santo risveglierà la Chiesa prima del ritorno di Gesù? Il Corpo di Cristo lascerà questo mondo con un lamento o con un grido?”

Il Nuovo Testamento è pieno di predizioni di un ultimo sviamento. Sorgeranno falsi profeti e ne sedurranno molti, lupi verranno travestiti da agnelli, causando grande inganno per “sedurre, se possibile, anche gli eletti di Dio”. La malvagità aumenterà, facendo sì che credenti una volta ferventi perdano il loro primo amore. Con la fiumana d’iniquità a venire, l’amore di molti si raffredderà.

Gesù profetizzò tutto questo e i Suoi avvertimenti servono a sfidare la nostra fede. Mentre l’iniquità incalzante inonda la terra, Egli chiede: “Quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?” (Luca 8:18).

Gesù conosceva tutto ciò di cui testimoniamo oggi: orrende sparatorie nelle scuole; il levarsi di un’omosessualità militante; atti terroristici in tutto il mondo. In mezzo a tutto questo, Egli ci chiede, “Continuerai a credere, anche quando tutto peggiora sempre di più? Verrai meno nella tua certezza quando le cose andranno come non ti saresti aspettato? Oppure continuerai a confidare in Me?”

A dispetto dell’aumento dell’iniquità e della grandi calamità che avvengono, Gesù sapeva che ci sarebbe stato un grande risveglio negli ultimi tempi. Lo Spirito Santo ispirò le profezie d’Isaia, ed Egli sapeva benissimo delle predizioni di un risveglio con l’approssimarsi della fine.

Isaia disse che ci sarebbe stato un grande risveglio mondiale subito prima del ritorno di Cristo. Questa profezia si trova in Isaia 54 e si riassume in questi versi: “Perché ti espanderai a destra e a sinistra; la tua discendenza possederà le nazioni e popolerà le città deserte” (54:3).

Credo, insieme a molti studiosi della Bibbia, che la profezia d’Isaia abbia una duplice valenza. Essa parla non solo dell’Israele naturale dopo la cattività babilonese, ma anche di quella spirituale che sarebbe giunta: il Corpo di Gesù Cristo, la Chiesa della Nuova Gerusalemme. Paolo cita da Isaia 54 quando parla della “Gerusalemme che è dall’alto…la madre di tutti noi” (Galati 4:26). Paolo vide la profezia d’Isaia come diretta “ai figli della promessa”, coloro che sono in Cristo, per fede.