mercoledì 11 maggio 2016

LA NOSTRA SUPREMA VOCAZIONE NEL SIGNORE

Nel giorno del giudizio, immagino l’apostolo Paolo, che viene chiamato a farsi avanti. Saranno elencate tutte le conquiste di anime, come tutte le chiese da lui fondate. Poi un numero ignoto di uomini e donne da Antiochia saranno chiamati a stare al suo fianco. Sono le persone che hanno digiunato e pregato per l’apostolo, che hanno imposto le mani su di lui e l’hanno inviato come missionario, coloro che l’hanno sostenuto con doni e sacrificio.

Perché anche a loro sarà donata una parte uguale a quella dell’apostolo? Perché giocarono un ruolo in ogni anima conquistata da Paolo, in ogni chiesa edificata, in ogni viaggio intrapreso.

Dio desidera che tutti noi riposiamo – e ci rallegriamo – nella nostra chiamata. Molti cristiani si sentono in colpa di non servire in un campo di missione all’estero, ma anche restare a casa è una suprema vocazione in Cristo Gesù. Se ami il Signore e cammini nel Suo Spirito, puoi essere certo della tua vocazione. La Parola di Dio ci assicura: “Ma ora Dio ha posto ciascun membro nel corpo, come ha voluto” (1 Corinzi 12:18).

Comprendi ciò che Paolo qui sta dicendo? Se sei un anziano di chiesa, hai una suprema vocazione nel Signore. Lo stesso vale per chi insegna alla scuola domenicale. Lo stesso vale ancora per ogni madre single che s’affatica per allevare i figli per Cristo. Lei ha una suprema vocazione proprio lì dove si trova.

Se sei un uomo o una donna d’affari, un avvocato, un dottore, riposa nella tua chiamata. Se sei un commerciante, un meccanico, un’insegnante, un addetto alle mense, non serve cercare di sviluppare una chiamata per il campo di missione per piacere a Dio. A meno che lo Spirito Stesso non la susciti in te, puoi restare dove ti trovi.

“Or voi siete il corpo di Cristo…E Dio ne ha costituiti alcuni nella chiesa in primo luogo come apostoli, in secondo luogo come profeti, in terzo luogo come dottori; poi ha ordinato le potenti operazioni; quindi i doni di guarigione, i doni di assistenza e di governo e la diversità di lingue.

“Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti dottori? Hanno tutti il dono di potenti operazioni? Hanno tutti i doni di guarigioni? Parlano tutti diverse lingue? Interpretano tutti? Ora voi cercate ardentemente i doni maggiori; e vi mostrerò una via ancora più alta” (1 Corinzi 12_27-31).