giovedì 25 giugno 2015

DUBITARE DELLA FEDELTÀ DI DIO

Di tutti i peccati che possiamo commettere, il dubbio è uno dei più odiati da Dio. Secondo sia l’Antico che il Nuovo Testamento, il nostro dubitare rattrista il Signore, Lo provoca, Gli causa molto dolore. Ne vediamo un primo esempio nell’antica Israele, dopo che Dio aveva liberato il Suo popolo dalle mani di Faraone.

Il salmista si lamenta, “Noi e i nostri padri abbiamo peccato, abbiamo commesso iniquità e abbiamo fatto il male. I nostri padri in Egitto non compresero le tue meraviglie, non si ricordarono del gran numero dei tuoi benefici e si ribellarono presso il mare, il Mar Rosso” (Salmo 106:6-7).

Lo scrittore qui sta facendo una confessione. Qual era il terribile peccato commesso da Israele? Era il dubitare che Dio li avrebbe liberati, persino dopo aver compiuto un miracolo incredibile per loro al Mar Rosso.

Il salmista ci sta chiedendo di immaginare il popolo di Dio mentre si rallegra dal lato vittorioso del mare. Il Signore aveva appena compiuto uno dei miracoli più grandi nella storia dell’umanità, liberando Israele dai potenti egiziani. Tuttavia, in che modo queste stesse persone reagirono nell’affrontare le successive avversità? Dubitando della fedeltà di Dio.

Lo scrittore in pratica sta dicendo, “Riesci a crederlo? Il nostro Signore aveva agito in nostro favore in maniera soprannaturale, liberandoci dal nemico. Eppure, persino dopo quest’incredibile miracolo, non abbiamo avuto fiducia in Lui. Come abbiamo fatto a provocare Dio in questo modo?”

Fu tutt’un’altra storia quando Israele si trovò dal lato vittorioso del mare. Cantarono e danzarono, mentre vedevano il potente esercito egiziano annegare ed essere distrutto: “Sgridò il Mar Rosso e si seccò, e li guidò attraverso gli abissi come attraverso un deserto. Li salvò dalla mano di chi li odiava e li riscattò dalla mano del nemico. E le acque ricopersero i loro nemici, e non sopravvisse di loro neppure uno. Allora credettero alle sue parole e cantarono la sua lode” (Salmo 106:9-12).

Gli israeliti cantarono il giusto canto – un canto di lode al Dio onnipotente – ma lo cantarono dal lato sbagliato del mare. Chiunque può cantare e rallegrarsi dopo una vittoria, ma Israele aveva fallito miseramente dal lato della prove del Mar Rosso. Fu lì che non confidarono affatto in Dio.