mercoledì 18 novembre 2009

UNA NUVOLA DI TESTIMONI

Ebrei 12:1 ci dice che il mondo è circondato da una nuvola di testimoni che sono con Cristo in gloria. Cos’ha da dire questa moltitudine di testimoni celesti al mondo presente? Viviamo in una generazione che è ben più malvagia di quella di Noè. Cosa possono dire questi testimoni ad una razza umana i cui peccati eccedono persino quelli di Sodoma?


La nostra è un’epoca di grande prosperità. La nostra economia è stata benedetta, ma la nostra società è diventata così immorale, violenta e anti-Dio che persino i secolaristi si lamentano che siamo caduti proprio in basso. I cristiani ovunque si chiedono come mai Dio abbia ritardato i suoi giudizi su una società così malvagia.


Noi che amiamo Cristo forse non capiamo perché una tale cattiveria continua ad esistere. Ma la nuvola dei testimoni celesti lo comprende. Non mettono in dubbio la misericordia e la pazienza che Dio ha mostrato.


L’apostolo Paolo è fra quella nuvola di testimoni, ed egli testimonia dell’amore illimitato di Dio persino per il “più grande dei peccatori”. La vita e gli scritti di Paolo ci dicono che egli maledisse il nome di Cristo. Fu un terrorista, perseguitò il popolo di Dio e lo trascinò nelle prigioni, facendolo uccidere. Paolo ci direbbe che Dio è paziente con questa generazione perché ci sono molti come lui, persone che peccano nell’ignoranza.


Anche l’apostolo Pietro è fra la nuvola di testimoni, e anche lui comprende perché Dio è così paziente. La vita e gli scritti di Pietro ci ricordano che egli maledì Gesù, giurando di non averlo mai conosciuto. Dio trattiene i suoi giudizi perché ci sono moltitudini di persone che ancora lo maledicono e lo rinnegano, proprio come Pietro. Il Signore non si arrende con loro, proprio come non si arrese con Pietro. Ci sono molti come lui per cui Cristo prega ancora.


Mentre considero questa nuvola di testimoni, vedo le facce di ex drogati ed alcolizzati, ex prostitute ed omosessuali, ex teppisti e spacciatori, ex omicidi e uxoricidi, ex infedeli e dipendenti dalla pornografia – moltitudini che la società aveva già dato per spacciati. Tutti loro si sono pentiti e sono morti nelle braccia di Gesù, ed ora sono testimoni della misericordia e della pazienza di un Padre amorevole.


Credo che tutti essi direbbero, con una testimonianza unica, che Gesù non li ha giudicati prima che avessero ricevuto la sua misericordia. Dio ama ancora questo mondo pazzo ed immorale. Possa egli aiutarci ad amare i perduti come li ama lui. E che possiamo pregare di avere l’amore e la pazienza che lui sta mostrando al mondo proprio in questo momento.