mercoledì 11 novembre 2009

IL PERICOLO ESTREMO DELL’INCREDULITA’

“E a chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che furono disubbidienti? Or noi vediamo che non vi poterono entrare per l'incredulità… State attenti, fratelli, che talora non vi sia in alcuno di voi un malvagio cuore incredulo, che si allontani dal Dio vivente” (Ebrei 3:18-19, 12).


Ebrei avverte la chiesa del Nuovo Testamento: “Prestate ascolto all’esempio di Israele. Se non lo fate, potrete cadere come loro. Cadrete nel pericolo dell’incredulità. E la vostra vita diventerà un deserto lungo e continuo”.


Consideriamo quanto accadde alla generazione incredula che fu riportata nel deserto. Dopo aveva ripetutamente detto loro, dai capi ai giudici e dai Leviti in poi, che la sua mano sarebbe stata contro di loro. Da quel momento in poi, avrebbero conosciuto solo disprezzo e distretta. Non avrebbero visto la sua gloria. Sarebbero stati piuttosto concentrati sui loro problemi e consumati dalle loro passioni.


Ed è esattamente questo che accade ad ogni incredulo. Finisce consumato dal suo benessere. Non ha visione, non sente la presenza di Dio, non ha una vita di preghiera. Non si preoccupa più dei suoi vicini, del mondo perduto, e neanche dei suoi amici. Al contrario, si concentra unicamente sulla sua vita di problemi, sulle proprie difficoltà, sulle proprie malattie. Passa di crisi in crisi, si chiude nel suo dolore e nelle sue sofferenze. E i suoi giorni sono pieni di confusione, di lotte, di invidie e di divisioni.


Senza fede è impossibile piacere a Dio. Dopo che Dio ebbe diviso le acque del Mar Rosso da entrambi i lati permettendo agli Israeliti di camminarvi a piedi asciutti, essi danzarono e gioirono. Ma poi, semplicemente tre giorni dopo, quegli stessi israeliti si lamentarono contro Dio, mormorarono e misero in dubbio la Sua presenza in mezzo a loro.


Per quarantotto anni Mosè vide morire ciascuno di quegli israeliti che faceva parte della generazione incredula. Riguardando a quelli che avevano sprecato la propria vita nel deserto, vide che tutto quello che Dio aveva preannunciato si era realizzato. “La mano del Signore fu contro di loro, per distruggerli finché non furono tutti consumati” (vedi Deuteronomio 2). Dio sospese il suoi scopo eterno per Israele in tutti quegli anni.


Allo stesso modo, alcuni cristiani si accontentano semplicemente di vivere, finché non muoiono. Non vogliono rischiare nulla per credere in Dio, per crescere o maturare. Rifiutano di credere nella sua Parola e si sono induriti nella loro incredulità. Ora vivono semplicemente per morire.