lunedì 2 novembre 2009

TENENDO ALTA LA PAROLA DELLA VITA

Paolo scrive: “Tenendo alta la parola della vita, affinché nel giorno di Cristo abbia di che gloriarmi, per non aver corso invano né invano faticato” (Filippesi 2:16). Paolo stava immaginando il giorno in cui si sarebbe presentato alla presenza del Signore e gli sarebbero stati svelati tutti i segreti della redenzione.


La Scrittura dice che in quel giorno i nostri occhi si apriranno, e noi contempleremo la gloria del Signore senza paura. I nostri cuori si infiammeranno quando lui ci svelerà tutti i misteri dell’universo e ci mostrerò la sua potenza dietro ad essi. Improvvisamente, vedremo la realtà di tutto quello che ci era stato messo a disposizione in ogni prova terrena: la potenza e le risorse del cielo, gli angeli protettori, la presenza costante dello Spirito Santo.


E mentre contempleremo la gloria di queste cose, il Signore ci dirà: “In tutto quel tempo, i miei guerrieri si sono accampati attorno a te, ti è stato assegnato un intero esercito di messaggeri potenti. Non hai mai corso pericolo con Satana. Non hai mai avuto ragione di temere per i tuoi domani”.


Allora Cristo ci mostrerà il Padre, e che momento strabiliante sarà! Mentre contempleremo la maestà del nostro Padre celeste, realizzeremo appieno il suo amore e la sua cura per noi, ed improvvisamente in noi sentiremo questa verità in tutta la sua forza: “Questo è stato, è e sarà per sempre il nostro Padre, veramente il grande IO SONO”.


Ecco perché qui Paolo “tiene alta” la sua parola sulla fedeltà di Dio. In quel giorno glorioso, non vorrà rimanere alla presenza del Signore pensando: “Come ho potuto essere così cieco? Perché non mi sono fidato appieno degli scopi del mio Signore? Tutte le mie preoccupazioni e le mie domande sono state vane”.


Paolo ci sta esortando: “Voglio gioire in quel giorno, quando i miei occhi si apriranno completamente. Voglio poter godere di ogni rivelazione sapendo di essermi fidato delle sue promesse, sapendo di non aver lavorato pieno di dubbi. Voglio sapere che ho tenuta alta la Parola della vita in ogni mia reazione alle sofferenze, di aver combattuto il buon combattimento, di aver dimostrato la fedeltà del mio Signore”. Paolo poi riassume tutta la questione con le parole: “Faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti” (Filippesi 3:13). In breve, pensava fosse impossibile mettere il suo futuro nelle mani del Signore senza prima avergli deposto il passato.