giovedì 15 aprile 2010

IN ARABIA

Se cerco di piacere l’uomo, semplicemente non posso essere un servo di Cristo. Se il mio cuore è motivato dall’approvazione altrui – se questo è il mio modo di pensare, che influenza il mio stile di vita – la mia lealtà sarà divisa. Cercherò sempre di lottare per piacere a qualcun altro, oltre che a Gesù.

Qualche anno dopo la sua conversione, l’apostolo Paolo si recò nella chiesa di Gerusalemme e cercò di unirsi ai discepoli di lì, “… ma avevano tutti paura di lui, non potendo credere che egli fosse un discepolo” (Atti 9:26).

Gli apostoli conoscevano la reputazione di Paolo come persecutore. “Or io ero sconosciuto personalmente alle chiese della Giudea, che sono in Cristo, ma esse udivano soltanto dire: «Colui che prima ci perseguitava, ora annunzia quella fede che egli devastava»” (Galati 1:22-23).

Fu Barnaba ad aiutare gli apostoli a superare la paura di Paolo, ed essi gli offersero comunione. Ma Paolo decise di viaggiare fra i Gentili. Infatti, Paolo è attento a descrivere chiaramente la sua chiamata. Afferma che venne “non da parte di uomini, né per mezzo di uomo, ma tramite Gesù Cristo e Dio Padre, che lo ha risuscitato dai morti” (1:1).

Poi aggiunge enfaticamente: “Ora, fratelli, vi faccio sapere che l'evangelo, che è stato da me annunziato, non è secondo l'uomo, poiché io non l'ho ricevuto né imparato da nessun uomo, ma l'ho ricevuto per una rivelazione di Gesù Cristo…. io non mi consultai subito con carne e sangue” (1:11-12,16).

Ciò che Paolo sta dicendo qui si applica a tutti quelli che desiderano avere la mente di Cristo: “Non devo leggere libri né prendere in prestito dottrine di uomini per ottenere quello che ho. Ho ricevuto il mio messaggio, il mio ministero e la mia unzione in ginocchio”. In Galati 1:17, Paolo sottolinea che “andò in Arabia”. Sta dicendo, in altre parole: “Non ho ricevuto la mia rivelazione di Cristo dai santi di Gerusalemme. Al contrario, sono andato in Arabia, nel deserto, per avere Cristo rivelato in me. Lì ho trascorso del tempo prezioso, svuotandomi di me stesso e ascoltando e ricevendo insegnamento dallo Spirito Santo”.

Paolo non era un predicatore orgoglioso, arrogante e solitario. Sappiamo che aveva il cuore e l’attitudine di un servo. Si era svuotato di ogni ambizione ed aveva trovato completa soddisfazione in Cristo.

Quando decidi di piacere Cristo, non avrai mai bisogno dell’applauso e dell’approvazione degli uomini.