giovedì 29 aprile 2010

IL RIPOSO PROMESSO DA DIO

“Resta dunque un riposo per il popolo di Dio. Chi infatti è entrato nel suo riposo, si è riposato anch'egli dalle proprie opere, come Dio dalle sue” (Ebrei 4:4-10).

Forse ti chiederai: “Cosa significa entrare in questo riposo promesso? Come potrei applicarlo alla mia vita?” Prego che Dio rimuova le scaglie dai nostri occhi per permetterci di comprenderlo. Per dirla in breve, entrare nel suo riposo promesso significa credere che Cristo ha compiuto tutta l’opera della salvezza necessaria per noi. Dobbiamo riposare nella sua grazia salvifica, solo per fede.

È questo che Gesù intendeva quando esortava: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi ed aggravati, ed io vi darò riposo” (Matteo 11:28). Significa la fine di ogni nostro sforzo carnale, di ogni tentativo umano di ottenere la pace. E significa fidarsi completamente dell’opera di Gesù per noi.

La nostra battaglia non è contro sangue e carne. Avviene nel regno spirituale. L’Antico Testamento lo specifica. Di volta in volta, Israele faceva delle promesse vacue e futili a Dio: “Vogliamo servirti, Signore. Faremo tutto ciò che ci comandi”. Ma la storia dimostra che non avevano né il cuore né la capacità di mantenere la parola data. Dio doveva estirpare in loro ogni fede umana. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno lo troviamo nella presenza del nostro Signore.

Paolo afferma: “In lui viviamo, ci muoviamo e siamo” (Atti 17:28). Questo ci parla di comunione ininterrotta. Attraverso la vittoria della croce, il nostro Signore si è messo a nostra disposizione in ogni momento del giorno o della notte. Dobbiamo prendere una decisione: “Voglio Cristo nella mia vita. Voglio essere libero da ogni carnalità. Perciò vado avanti, entro alla sua presenza e reclamo i miei possedimenti. Voglio Gesù tutto per me, come mia unica fonte di soddisfacimento”.