giovedì 22 aprile 2010

CHIAMATI PRIMA DELLA CREAZIONE

L’apostolo Paolo dice di Dio: “Ci ha salvati e ci ha chiamati con una santa vocazione, non in base alle nostre opere, ma secondo il suo scopo e grazia, che ci è stata data in Cristo Gesù prima dell'inizio dei tempi” (2 Timoteo 1:9).

Ogni persona che è “in Cristo” è chiamata dal Signore. E tutti noi abbiamo lo stesso mandato: udire la voce di Dio, proclamare la sua Parola, non temere l’uomo e confidare nel Signore nonostante ogni prova concepibile.

Infatti, Dio fece questa promessa al profeta Geremia, quando lo chiamò (vedi Geremia 1:1-10). Come Geremia, anche noi non abbiamo bisogno di prepararci un messaggio per parlare al mondo. Dio ha promesso di riempirci la bocca con la sua Parola, nel momento esatto in cui ne avremo bisogno. Ma questo avverrà se solo avremo fiducia in lui.

Paolo dice che molti sono stati chiamati come predicatori, insegnanti e apostoli, e che tutti soffriranno per questa ragione. Lui si reputa fra questi: “Di cui io sono stato costituito araldo, apostolo e dottore dei gentili. Per questo motivo io soffro anche queste cose” (2 Timoteo 1:11-12). Sta dicendo in realtà: “Dio mi ha dato un’opera santa da compiere. E siccome ho questa chiamata, dovrò soffrire”.

La Scrittura ci mostra che Paolo fu messo alla prova come pochi ministri. Satana cercò di ucciderlo di volta in volta. La cosiddetta folla religiosa lo rifiutò e lo schernì. A volte anche quelli che lo sostenevano lo abbandonarono, lasciandolo abusato e dimenticato.

Ma Paolo non fu mai confuso davanti agli uomini. Non fu mai svergognato davanti al mondo. Paolo non impazzì mai. In ogni occasione, ebbe una parola unta da parte di Dio, quando più ce n’era bisogno.

Il fatto è che Paolo non sarebbe stato scosso. Non perse mai la sua fiducia nel Signore. Al contrario, poté testimoniare: “Io so in chi ho creduto, e sono persuaso che egli è capace di custodire il mio deposito fino a quel giorno” (2 Timoteo 1:12). Stava dicendo, in effetti: “Ho arreso la mia vita completamente al Signore. Morto o vivo, appartengo a Lui”. Ed esortò il suo giovane apprendista Timoteo a fare ugualmente: “Ritieni il modello delle sane parole che hai udito da me nella fede e nell'amore, che sono in Cristo Gesù” (1:13).