giovedì 11 maggio 2017

IL SUO FUOCO SPRANNATURALE

Isaia gridò: “Signore, tu sei nostro Padre e tutti noi siamo il Tuo popolo! Rivelati e toccaci ancora una volta” (leggere Isaia 64:8-9).
Secoli dopo, lo stesso grido si udì in mezzo ad un altro residuo, i 120 credenti che avevano preso in affitto una stanza a Gerusalemme. Era un periodo simile a quello vissuto da Isaia, giorni di grande osservanza religiosa, con moltitudini che si ammassavano al tempio da ogni parte di Israele. C'era molto sfarzo e le sinagoghe brulicavano di persone religiose. La gente faceva ogni cosa in modo meccanico, osservando solo dei rituali.
Potresti chiederti: “Com'è possibile? Questa era la generazione che ascoltò la potente predicazione di Giovanni Battista. La generazione che vide Dio in carne e ossa, Gesù, camminare fra loro, operando miracoli”. Nonostante questo erano senza vita, aridi e vuoti.
Gesù stesso pianse a causa di questa gente molto religiosa. Gridò loro: “Voi avete l'apparenza della santità, e fate anche opere caritatevoli. Ma dentro siete morti”. Non vennero scossi nemmeno dai segni e dalle meraviglie che Gesù fece. Non vennero scossi quando cacciò i demoni e liberò persone che avevano sofferto per anni a causa dei legami demoniaci. E alla fine lo rigettarono, allontanandosi dall'offerta di grazia che Dio offrì loro.
Ma il Signore non rinunciò a loro. Gesù profetizzò ai 120 discepoli: “Spanderò il mio Spirito su ogni carne”. Per prepararli a tutto questo li istruì dicendo: “Andate a Gerusalemme e trattenetevi finché non verrò a voi”.
Il messaggio di Cristo ai Suoi seguaci fu essenzialmente questo: “Quando sarete insieme, il mio fuoco cadrà su tutta l'adunanza ed il vostro cuore si scioglierà. Il Mio fuoco soprannaturale  rimuoverà tutte le montagne, in chi vi sta vicino, nei vostri compagni Giudei e in tutte le nazioni. La durezza di cuore e l'incredulità si dissolveranno e migliaia si convertiranno in una sola ora. Solo al menzionare il Mio nome moltitudini si ravvederanno e convinceranno di peccato”.