venerdì 30 ottobre 2015

CRISTIANESIMO “CAPITALISTICO”

L’America sta testimoniando di un “Cristianesimo capitalistico”. L’obiettivo non è più la crescita spirituale, ma l’espansione in numeri, proprietà, finanze. Il giudizio di Gesù alla chiesa di Laodicea si applica a molte chiese oggi: “Non vi rendete conto di cosa vi sia successo. La vostra cecità vi ha fatto diventare tiepidi e non lo vedete nemmeno. Pensate ancora di essere ferventi per Me” (cfr. Apocalisse 3:15-17).

A Efeso, il peccato della chiesa era di aver perso intimità con Gesù. A Tiatira, era la mancanza di discernimento, il flirtare con la fornicazione spirituale. Ora, a Laodicea, vediamo il peccato peggiore di tutti: aver perso il senso di bisogno di Cristo.

Il tutto si conclude nella nudità. Gesù accusa i laodiceani della loro condizione di nudità: “Non far apparire così la vergogna della tua nudità” (3:18). Il termine greco per nudità qui significa “spogliato di risorse”. Vedi, Dio riserva le proprie risorse per coloro che dipendono da Lui, che fanno affidamento su di Lui per i propri bisogni. Quali sono queste risorse? Sono vere ricchezze spirituali: la Sua forza, la Sua potenza operante miracoli, la Sua guida divina, la Sua presenza manifesta.

Immagina una congregazione che siede comoda durante un culto di un’ora. Questi cristiani ascoltano un breve sermone su come gestire gli stress della vita, poi tutti velocemente fuori dalla porta. Non avvertono alcun senso di contrizione o bisogno davanti a Gesù. Non avvertono il bisogno di essere scossi o convinti da un messaggio toccante. Non si grida, “Signore scioglimi, spezzami. Solo Tu puoi soddisfare la mia fame”.

Dov’è lo zelo che avevano prima? Questi credenti una volta erano solerti nell’andare a chiesa, studiare la Parola di Dio, disporre i propri cuori alla luce investigatrice dello Spirito. Ora invece pensano di essere cresciuti e di aver superato tutto questo. Hanno limitato il proprio cristianesimo alle domeniche mattina – a una religione di tiepidezza.

Gesù amava così tanto il pastore di Laodicea e la sua congregazione da dire loro che avrebbe fatto sorgere in loro il bisogno di queste risorse: “Io riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti” (3:19). La Sua mano amorevole era giunta per castigarli e Lo fece creando in loro il bisogno di invocare la Sua potenza e il Suo aiuto. Cristo oggi ci parla usando le stesse parole. Ci sta dicendo, proprio come disse ai laodiceani: “Si tratta di cenare con Me. Si tratta di rispondere alla porta quando busso. E vi sto chiamando a venire a Me e cenare con Me. Io ho tutto ciò di cui avete bisogno. La vostra comunione con Me vi dona ciò che vi serve per continuare nel ministero. Tutto deve derivare dal nostro tempo insieme”.

giovedì 29 ottobre 2015

FALSI PASTORI

Il problema della chiesa di Tiatiri era di flirtare con ministri diabolici e seduttori. Immagina la reazione del pastore nel leggere queste parole: “E all'angelo della chiesa in Tiatira scrivi: queste cose dice il Figlio di Dio, che ha gli occhi come fiamma di fuoco” (Apocalisse 2:18).

La lettera continua con un elogio: “Io conosco le tue opere, il tuo amore, la tua fede, il tuo servizio e la tua costanza, e so che le tue ultime opere sono più numerose delle prime” (2:19). Ancora una volta, Cristo sta dicendo, “Conosco le tue opere. Il tuo amore, la tua fede, il servizio e la perseveranza sono maggiori di quando hai iniziato”. Meglio ancora, il Signore dice loro, “So che Mi amate”. Non li rimprovera di mancare d’intimità con Lui.

Poi però leggiamo queste parole pungenti. “Ma ho alcune cose contro di te: tu permetti a quella donna Iezabel, che si dice profetessa, di insegnare e di sedurre i miei servi inducendoli a fornicare e a mangiare cose sacrificate agli idoli” (2:20).

Chi è esattamente la Iezabel citata qui? Gesù sta parlando di falsi pastori. Sta rimproverando il pastore di Tiatira di tollerare ministri avidi che seducevano il Suo popolo. Il riferimento a Iezabel qui indica più che solo ministri avidi. Questi falsi pastori escogitano schemi per realizzare e adempiere le proprie concupiscenze. In parole povere, il nome Iezabel è metafora di tutto ciò che era detestabile e malvagio agli occhi del Signore.

Che immagine sbalorditiva ci viene offerta. Si tratta di persone che amano il Signore, uomini e donne devote di Dio. Hanno perseverato, hanno donato fedelmente e amano Gesù. Come potevano essere attratti da falsi profeti? Come potevano essere sedotti da ministri malvagi che Dio disprezzava?

In tutti i vangeli, Gesù avverte i falsi pastori che vengono cercando di divorare e ingannarne molti. Resto comunque sconvolto dalla mancanza di discernimento d migliaia di persone che tollerano il loro falso vangelo. È successo anche a te? La tua anima si nutre di qualche vangelo televisivo che è in realtà diabolico? Ti abbeveri di messaggi di predicatori della prosperità che fanno leva sulle tue concupiscenze e si prendono fino all’ultimo centesimo delle persone anziane? Gesù esorta coloro che hanno resistito fedelmente contro i ministri id Iezabel: “Ma tenete fermamente ciò che avete finché io venga” (2:25). Sta dicendo, “Avete imparato il vero discernimento. Non permetterete di essere deviati da qualsiasi vento di dottrina. Dunque, per ora, resistete. Non permettete a voi stessi di essere sedotti. È tutto ciò che chiedo. Non metterò su voi alcun altro peso finché non tornerò” (cfr. 2:24).

mercoledì 28 ottobre 2015

LA PERDITA DELLA PRESENZA DI CRISTO

La chiesa di Efeso descritta in Apocalisse 2 aveva perso la presenza di Cristo in mezzo a loro. Vi scorgo un parallelo col mondo di oggi. Alcune delle persone più indurite che ho conosciuto sono quelle che lavorano nella previdenza sociale e nelle organizzazioni sociali. Sono persone sincere, operai devoti, ma la sofferenza di cui testimoniano quotidianamente è diventata davvero troppo dolorosa da affrontare. Lo stesso può accadere per i cristiani. Ministri e servitori laici vedono talmente tanto dolore e peccato nelle persone alle quali ministrano da indurirsi. Era proprio questo che Gesù stava dicendo al pastore di Efeso: “Una volta eravate così dolci con gli altri. Avevate un tale amore per le persone e le ascoltavate. Ora però fate orecchio da mercante. Trascorrete del tempo con loro, ma vi siete induriti rispetto alle loro crisi. Ministrate loro come facendo qualcosa di gravoso, senza vita. Non ho altra scelta se non rimuovere la Mia presenza da voi”.

Le persone spiritualmente affamate non resteranno dove la presenza di Gesù non è evidente. Essi bramano sentire la Sua vicinanza e, quando non l’avvertono, vanno altrove per sentirla. Ricevo molte lettere con la stessa lamentela: “Non riesco a trovare una chiesa che sia viva nella presenza del Signore”.

Ho testimoniato del tragico sviamento di molti cristiani che si sentono così. Non trovano una chiesa, così finiscono per restare a casa a guardare i telepredicatori. Non mangiano mai carne nella loro dieta spirituale e, col tempo, si raffreddano. Presto abbandonano del tutto la chiesa. Trascurano l’assemblea dei fratelli, usanza contro la quale Ebrei avverte (cfr. Ebrei 10:25).

Vi dico che Dio non accetterà alcuna scusa da tali persone. Gesù può essere il tuo tutto se continuerai nella tua comunione personale con Lui. Non importa in quale condizioni si trovi la tua chiesa, tu devi essere diligente nel donare a Lui del tempo prezioso. Devi abbeverarti a sazietà alla Sua presenza se vuoi che la Sua Parola diventi viva in te. Alla luce di Apocalisse 1-3, ogni credente deve chiedersi: “Le mie buone opere – i miei studi biblici e il mio servizio – mi hanno derubato del tempo con Gesù? Lo desidero ancora come una volta? Oppure ho perso qualcosa?”

martedì 27 ottobre 2015

LE NOSTRE SOFFERENZE PRESENTI

Forse in questo momento stai soffrendo per una prova straziante. Tuttavia, sai che il motivo di essa non è una disciplina di Dio per qualche peccato nella tua vita, così ti chiedi perché il Signore stia permettendo che attraversi un dolore tanto terribile.

Forse la fornace della tua afflizione serve a portarti a una rivelazione che cambierà la tua vita. Questo è esattamente ciò che accadde a Giobbe. In mezzo alla sua sofferenza, Giobbe fece una scoperta incredibile: Nonostante la sua assoluta conoscenza di Dio, egli non conosceva davvero il Signore. Confessò, “Il mio orecchio aveva sentito parlare di te, ma ora il mio occhio ti vede. Perciò provo disgusto nei miei confronti e mi pento sulla polvere e sulla cenere” (Giobbe 42:5-6).

Quando Giobbe sperimentò tale prova, aveva almeno settant’anni; aveva sentito parlare di Dio per tutta la vita. A un certo punto, Giobbe aveva anche eretto un altare al Signore, presso il quale trascorse ore di riverente lode e adorazione a Dio. Per anni, Dio gli aveva insegnato le Sue vie e i Suoi misteri. Giobbe aveva ricevuto insegnamenti sulle consolazioni del Signore, sulla Sua santità, il Suo carattere, la Sua natura, la Sua ira, e aveva appreso della maestà della potenza e della sapienza di Dio.

Tuttavia, quando quella crisi assurda gli cadde addosso, non riuscì a vedere affatto il Signore. Piuttosto, Dio divenne per lui nulla più che solo un vago concetto teologico. Il Signore che era stato così tanto parte della sua vita quotidiana, ora sembrava assente da tutto ciò che Giobbe stava attraversando. Improvvisamente, Dio sembrò solo una serie di prediche, una parola morta, una conoscenza senza potenza o vita in essa.

Credo che fosse questo che il Signore volesse portare alla superficie nella vita di Giobbe da sempre. Vedi, il nostro amorevole Padre vuole che i Suoi figli Lo conoscano più profondamente di quanto non accada durante l’adorazione in chiesa, gli studi biblici o gli incontri di preghiera. Egli vuole che Lo conosciamo intimamente, in ogni aspetto delle nostre vite – e ciò include i nostri momenti di profonda sofferenza e di prova. Il nostro Signore anela essere più di un Dio di una teologia morta; Egli vuole che Lo conosciamo come un Padre che conosce ogni cosa, che ci è sempre vicino, che tiene tutto sotto il Suo controllo assoluto, nel palmo stesso della Sua mano.

Le nostre sofferenze attuali producono una di questi due risultati in noi: o ci induriscono il cuore e creano uno spirito d’incredulità, oppure ci offrono una visione gloriosa del controllo di Dio su tutto ciò che ci riguarda.

lunedì 26 ottobre 2015

PERCHÉ SEGUIAMO GESÙ?

Giovanni 6 per me contiene uno dei passi più duri della Scrittura, perché parla di seguaci che finiscono per rifiutare Cristo e allontanarsene. È una scena in cui le persone lasciarono letteralmente Gesù in massa (cfr. Giovanni 6:66).

Gesù aveva appena sfamato miracolosamente una folla di migliaia di persone. La gente era stupita ed emozionata da quanto aveva fatto, era pronta a seguire questo Messia operatore di prodigi. Quando Lui però li sfidò sul vero motivo per il quale Lo seguivano, Lo derisero e se ne andarono in massa.

Alla base di questo passo c’è una domanda per tutti coloro che avrebbero seguito Cristo: “Chi ha il controllo della tua vita, tu o Gesù?” Permettiamo a Dio di avere una direzione totale delle nostre vite? Oppure cerchiamo di stabilire da noi stessi ciò che Dio vuole per noi?

Ogni cristiano affronta subito tale domanda nel proprio cammino col Signore. Sin dall’inizio avviene una battaglia in noi, uno scontro di due culture in guerra tra loro. Innanzitutto, c’è la cultura esterna del mondo, che pressa costantemente, “Che beneficio ne puoi trarre?” Poi c’è la cultura del regno di Dio, che chiede, “Come puoi servire il Signore e il tuo prossimo?”

Gesù aveva già predicato che il regno di Dio era all’opera nel mondo: “Il regno di Dio è vicino” (Marco 1:15). In altre parole: “Il regno di Dio è presente fra voi”. La maggior parte degli uditori di Cristo quel giorno aveva una mentalità mondana. Erano guidati principalmente da quanto potessero ricavare per sé stessi. Quando Gesù si fece avanti per offrire benedizioni, essi Lo circondarono, dicendo, “Certo, se mi provvederai ogni cosa, Ti seguirò. Se guarirai i membri malati della mia famiglia e risponderai alle mie preghiere sì, assolutamente, sarò Tuo discepolo”.

Ma cosa succede all’impegno di fede se queste cose non succedono per noi? Quanto siamo consacrati a Gesù quando ci rendiamo conto che Egli non è solo il nostro “assistente” personale? Le stesse persone che in questa scena erano solerte a seguire Cristo furono altrettanto veloci a rifiutarlo. Deluse, se ne andarono, abbandonandolo.

Gesù sapeva che questo sarebbe successo. Ecco perché in seguito a un grande miracolo per quelle moltitudini, Egli le affrontò: “In verità, in verità vi dico che voi mi cercate non perché avete visto segni, ma perché avete mangiato dei pani e siete stati saziati” (Giovanni 6:26). Vale lo stesso per noi oggi? Seguiamo Gesù principalmente per le Sue benedizioni o perché è il Signore?

sabato 24 ottobre 2015

FEDE FORTE IN TEMPI DIFFICILI by Claude Houde

La Bibbia dipinge chiaramente un'immagine, infinitamente tenera e personale, ricordandoci che Dio “ascolta il nostro pianto” sempre (Salmo 6:8). Alcune traduzioni dal testo Ebraico dicono: “Egli conta o riceverà o conosce ogni nostra singola lacrima”.

Questo altare di fede che siamo chiamati a costruire, mentre venti di incertezza, rabbia, paura, angoscia e dubbio ruggiscono minacciosamente su di noi da ogni lato, è spesso uno degli altari più difficili da costruire. Come ad esempio una madre single che oggi si prende cura di suo figlio, spaventato, distante ed arrabbiato, mentre solo ieri sembrava essere così affezionato ed amorevole. Lei se ne sta a letto chiedendosi: “chi è questo mostro, così arrogante e ostile che indossa i panni di mio figlio? Perché? Come posso crescere un figlio senza un padre nella nostra casa?”

Come tu ed io, atterrati dalla malattia, mentre ascoltiamo il dottore che ci dice parole atroci come il cancro e che si tramutano in un turbine in paura e panico. Come una persona single, circondata dai suoi amici sposati ed i loro bambini, che annega nella solitudine e si chiede: “Quando, Signore? E perché?” Come un uomo d'affari che dopo aver dato tutto ciò che aveva negli anni, il suo meglio, adesso deve affrontare la bancarotta. Si sente perso, inutile, impotente ed un totale fallimento.

Questa fede che cammina nella valle dell'ombra di morte persevera nel calcare sentieri nei i quali “i turisti della croce” non osano camminare. No, in questo luogo, troverai veri cristiani. Un pastore appassionato che muore mille volte nel vedere la sua chiesa arenarsi in una orrenda divisione. Un uomo o una donna di fede abbandonati e traditi, ridotti all'osso dal divorzio che non potrà essere riparato. La frattura dell'anima è così violenta che questa persona sente davvero come se dovesse sempre zoppicare per il resto della sua vita.

C'è una fede che può e verrà ricostruita, ristorata e risuscitata. Abraamo perse il suo altare (leggi Genesi 12). C'era una carestia in quella terra e le parole della Scrittura innalzano un vero, seppur doloroso, velo che cela ciò che davvero accadde ad Abraamo.

Caro lettore, la Bibbia è un'implacabile specchio di verità ed il Suo scopo e visione è quello di salvare la tua vita (leggi Giacomo 1:23-25).

venerdì 23 ottobre 2015

LE SUE PAROLE PRODUCONO VITA

“Questo è il pane che è disceso dal cielo; non è come la manna che mangiarono i vostri padri e morirono; chi si ciba di questo pane vivrà in eterno. Queste cose disse nella sinagoga…Udito questo, molti dei suoi discepoli dissero, ‘Questo parlare è duro, chi lo può capire?’. Ma Gesù, conoscendo in se stesso che i suoi discepoli mormoravano di questo, disse loro, Questo vi scandalizza?” (Giovanni 6:58-61).

Nota che Cristo qui stava parlando ai credenti. Cosa disse di tanto duro? Fu, “Dovete mangiare la Mia carne e bere il Mio sangue, altrimenti non avrete vita in voi. La Mia carne è cibo e il Mio sangue è bevanda e la vita eterna scaturisce solo dal consumarli”.

Gesù vide che la gente era scioccata da tali parole, così chiese loro, “Vi ho offesi? Siete turbati dalle Mie verità?” Egli poi afferma, “Le parole che vi dico sono spirito e vita” (Giovanni 6:63). Egli lo rese chiarissimo: “Proprio ciò che vi offende è ciò che porta vita”. Come risposero i Suoi seguaci? “Da quel momento molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui” (Giovanni 6:66).

Queste parole di Gesù sono state rimosse da molte chiese oggi. È incredibile che alcune congregazioni abbiano eliminato ogni riferimento al sangue di Cristo dai loro culti. I pastori non lo citano nemmeno nelle loro prediche e gli inni sul sangue sono stati tolti dalla chiesa. Viene considerato troppo offensivo.

Gesù però avverte, “Non importa quanto vi sembrino offensive le Mie parole. Non potete cambiarle. Le Mie parole producono vita e dovete consumarle come fareste col cibo e le bevande, renderle parte integrante di voi stessi. Dunque, non ammorbidite quanto Io ho detto. Se rimuoverete il sangue e la croce dalla vostra predicazione, tagliate fuori coloro che ricercano la loro unica speranza per la vita eterna”.

giovedì 22 ottobre 2015

AL CENTRO DEL MESSAGGIO DI GESÙ

Il ravvedimento era al centro di ogni primo sermone dopo la resurrezione di Cristo. Pietro disse alle folle radunate a Pentecoste, “Gesù il Nazareno…vi fu dato nelle mani e voi lo prendeste, e per mani di iniqui lo inchiodaste alla croce e lo uccideste” (Atti 2:22-23).

Quando la gente udì ciò, cadde sotto una forte convinzione di peccato. La Parola predicata compunse i loro cuori, perché lo Spirito Santo era giunto in tutta la Sua potenza e, secondo Gesù, è proprio questa l’opera dello Spirito. Egli disse che lo Spirito Santo “convincerà il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio” (Giovanni 16:8).

Le folle erano talmente compunte da non riuscire a muoversi. Improvvisamente, davanti a loro c’erano questioni di vita o di morte. Così gridarono a Pietro, chiedendo cosa dovessero fare. Egli rispose, “Ravvedetevi e ciascuno di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo…Salvatevi da questa perversa generazione” (Atti 2:38, 40).

Questo passo illustra il ravvedimento al cuore del messaggio di Gesù. Se non c’è convinzione nel messaggio – alcuna verità sul peccato e la colpa, nessuna sofferenza del cuore – allora lo Spirito Santo, semplicemente, non c’è. Non è presente in una simile predicazione.

Pietro non intendeva offendere quelle folle a Pentecoste. Il suo unico scopo era di mostrare loro la verità e, quando lo Spirito Santo rivela la verità, questa convince. Scende in profondità e smuove ogni area del cuore.

È triste constatare che ciò non avviene in molte chiese oggi. Il nostro ministero riceve lettera dopo lettera, ad eco dello stesso ritornello: “Ho un vicino al quale ho testimoniato per mesi. Lo porto in chiesa, sperando che senta una parola sulla sua condizione e il suo bisogno del Signore. Il mio pastore però non parla mai di peccato. Non c’è mai una parola che porti convinzione, che esprima il bisogno di essere purificati da Gesù, di ricevere la Sua potenza liberatrice. Così il mio vicino se ne va ancora più a suo agio nel peccato”.

Che tragedia! Quanto deve addolorare Dio che le persone si sentano affermate nel loro peccato dentro la chiesa più che fuori.
Secondo Gesù, nessuno può essere liberato dal peccato – nessuno si può confrontare con la verità – senza la presenza e la potenza convincente dello Spirito Santo.

mercoledì 21 ottobre 2015

UN LUOGO DI RAVVEDIMENTO

Gesù dichiara, “La mia chiesa è un luogo di ravvedimento aperto, senza vergogna”. Infatti, l’apostolo Paolo afferma: “La parola è presso di te, nella tua bocca e nel tuo cuore. Questa è la parola della fede, che noi predichiamo; poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione per ottenere salvezza, perché la Scrittura dice: ‘Chiunque crede in lui non sarà svergognato’” (Romani 10:8-11).

In parole semplici, siamo condotti alla salvezza mediante la nostra aperta confessione di ravvedimento. Gesù afferma, “Perché io non sono venuto per chiamare a ravvedimento i giusti, ma i peccatori” (Matteo 9:13). E, afferma, è mediante il ravvedimento che siamo guariti e ristorati: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Io non sono venuto a chiamare a ravvedimento i giusti, ma i peccatori” (Luca 5:31-32).

Amato, questa è una buona notizia! Gesù ci sta dicendo, “Nella Mia Chiesa tutti sono guariti dal ravvedimento. Non importa chi tu sia – malato fisicamente, mentalmente, spiritualmente. Tutti devono venire a Me nello stesso modo e trovare ogni guarigione mediante il ravvedimento”.

Dunque, qual è il messaggio centrale del vangelo di Cristo? Egli lo rende chiaro in tutto Matteo, Marco, Luca e Giovanni. In questi quattro evangeli, Egli ci dice, “Ecco cosa predico nella Mia chiesa. Questo è il Mio messaggio a ogni peccatore”.

Prima di tutto, “Gesù venne…predicando l'evangelo del regno di Dio, e dicendo, ‘Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. Ravvedetevi e credete all'evangelo’” (Marco 1:14-15). Quale fu il primo messaggio di Gesù? Egli predicò il ravvedimento.

Per alcuni cristiani, potrebbe risultare un linguaggio forte. Potrebbero rispondere, “Ok, ma con quanta forza Gesù predicava sul ravvedimento?” Luca risponde dicendo che Gesù disse ai Suoi uditori, “Se non vi ravvedete, perirete tutti allo stesso modo” (Luca 13:5).

Penserai che il vangelo di Cristo sul ravvedimento suoni come uno scoraggiamento, ma Paolo dice altrimenti. Un cuore ravveduto porta vita vera: “La tristezza secondo Dio infatti produce ravvedimento a salvezza” (2 Corinzi 7:10).

martedì 20 ottobre 2015

IL VERO VANGELO

Qual è il vero vangelo di Gesù Cristo?

Il Signore disse a Pietro, “Se qualcuno mi vuole seguire, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua Se qualcuno mi vuole seguire, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Matteo 16:24).

Chiaramente, appartenere alla Chiesa di Gesù significa più che solo credere in Lui. Molti cristiani oggi si limitano a “votare per Gesù”. Il loro atteggiamento è, “Io ho votato per Cristo. Ciò mi rende membro del Suo partito”. Ma una volta votato, si allontanano e si dimenticano della Sua signoria sulle loro vite.

Gesù afferma che appartenere alla Sua Chiesa significa impegnarsi a seguirlo e ciò implica una vita di abnegazione e il prendere la croce. “E chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me” (Matteo 10:38).

Il nostro Signore lo rende chiaro: “Se sarete la Mia chiesa, allora siate pronti a soffrire e ad essere perseguitati per la vostra fede in Me. Siate pronti a negare a voi stessi ogni popolarità, accettazione e ricerca di piaceri mondani”.

La verità è che la Chiesa di Cristo non è mai stata approvata o accettata dal mondo e non lo sarà mai. Se vivrai per Gesù, non dovrai separarti dalla compagnia degli altri; lo faranno loro. Tutto ciò che dovrai fare è vivere per Lui e ti ritroverai vilipeso, rifiutato, sarai definito cattivo: “Gli uomini vi odieranno, vi scomunicheranno e vitupereranno, e bandiranno il vostro nome come malvagio, a causa del Figlio dell'uomo” (Luca 6:22).

Tuttavia, aggiunge Gesù, questo è il sentiero che porta a una vera realizzazione. “Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio, la ritroverà” (Matteo 16:25). In altre parole: “L’unico modo in cui troverai significato alla tua vita è donare tutto te stesso a Me. Allora troverai vera gioia, pace e soddisfazione”. Cristo ci dice, “La Mia Chiesa è senza macchia e senza ruga. Quando dunque vieni a Me, devi essere disposto a deporre ogni tuo peccato, devi arrendere tutto a Me, morire completamente all’io, ad ogni ambizione umana e carnale. Per fede, sarai sepolto con Me, ma risusciterai a nuova vita”.

lunedì 19 ottobre 2015

GUIDATI DAL BUON PASTORE by Gary Wilkerson

“Ma il mercenario, che non è pastore e a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge; e il lupo rapisce e disperde le pecore…Io sono il buon pastore, e conosco le mie pecore e le mie conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e depongo la mia vita per le pecore” (Giovanni 10:12, 14-15).

Diciamoci la verità, persino il pastore più consacrato è un aiutante, qualcuno di cui il Buon Pastore si fida, un operaio approvato, ingaggiato per curarsi delle pecore. A volte però persino un servo fedele non ce la fa contro un lupo disperato e affamato (a meno che quel servo non sia fortificato in maniera soprannaturale, come lo fu Davide).

Il punto qui è che persino il migliore dei pastori ti deluderà a volte. È sempre umano, dopo tutto, e non ti conosce come ti conosce il Buon Pastore. Non fraintendermi, la maggior parte di noi ha bisogno del saggio consiglio di un pastore fedele. A volte potremmo persino avere bisogno della saggezza di un consigliere professionale. La Scrittura ci dice che c’è saggezza nella moltitudine di consiglieri, inclusi i nostri devoti amici cristiani. La differenza con gesù è che Lui c’è sempre per noi: “Io sono il buon pastore; il buon pastore depone la sua vita per le pecore” (10:11). Egli non ti delude mai, non ti lascia mai e ha sempre a cuore il meglio per te.

Tutti noi conosciamo la famosa scena nei Vangeli in cui Gesù rovesciò i tavoli dei cambiamonete nel tempio. Fu un gesto letterale ma anche simbolico. Gesù stava rovesciando un sistema religioso inferiore, dichiarando così, “Voi capi dovreste essere pastori del popolo, ma vendete loro sacrifici invece di fare veri sacrifici al Padre. Sto rovesciando il vostro sistema. Io sono il Buon Pastore, che depone la propria vita per le pecore. Io li guido fedelmente in pascoli verdeggianti che benediranno e custodiranno le loro vite”. Se vuoi una guida vera nella tua vita, impara a conoscere la voce del tuo Pastore. Potrebbe giungerti in maniera udibile o meno, ma giunge sempre mediante la Sua Parola scritta. Hai bisogno di direzione nella tua vita? Egli ha solo questa parola per te: “Seguimi”. Tieni lo sguardo su Gesù. Concentrati su quanto dice la Sua Parola e obbediscile. Puoi confidare nel fatto che Lui ti guiderà nella Sua promessa di una vita ricca e soddisfacente!

sabato 17 ottobre 2015

ANNI RUBATI by Nicky Cruz

Quando mio padre lasciò questo mondo, se ne andò cantando le lodi al Signore Gesù. In tarda età rinunciò alla stregoneria, rinunciò a Satana ed accettò Gesù come suo Signore e Salvatore. Mia madre lo portò al Signore prima della sua morte ed ora entrambi sono insieme in cielo, danzando per le strade d'oro, gioendo della gloria di Dio, assaporando la loro nuova dimora eterna con Dio. Quando chiudo i miei occhi, posso quasi sentirli gridare lodando il loro nuovo Re, il loro Salvatore, il loro glorioso Redentore!

Come vorrei che mio padre avesse potuto gioire di questa vita sulla terra. Darei qualsiasi cosa per poterlo vedere lodare Dio sulla terra così appassionatamente come servì Satana. Sarebbe stato un efficace testimone, un potente evangelista, un grande e potente predicatore della Parola di Dio. 

Tutto quello che faceva lo faceva con passione. La sua fede sarebbe stata così reale, forte e inestinguibile. Avrebbe comandato grandi miracoli, avrebbe avuto fiducia totale in Dio, avrebbe bevuto la Sua Parola e Lo avrebbe seguito ovunque Lui lo avesse guidato! Il suo cuore avrebbe bruciato di ossessione per le anime! Perché lui era questo tipo di uomo!
Invece di annichilirsi davanti al diavolo, avrebbe speso la sua vita ferendolo e sconfiggendolo. Avrebbe avuto un tale impatto sul mondo. Se solo mio padre avesse trovato Gesù in età più giovane. 

Non lasciare che Satana rubi la tua vita ed il tuo cuore nello stesso modo in cui li rubò a mio padre. Non essere sedotto dalle sue bugie. Non farti affascinare da lui a non farti fuorviare dalle sua promesse vuote. Riponi la tua fede in Gesù. Dai la tua vita all'unico che vuole innalzarti e non abbatterti. L'unico che ti ama e si prende cura di te. L'unico che porta vero potere e forza, e non inutili trucchi da salotto. 

Non lasciare che Satana ti derubi come derubò mio padre. Non farti rendere cieco alla verità della bontà di Dio. Riponi la tua fiducia in un Dio straordinario!

“Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io son venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza” (Giovanni 10:10).


__________
Nicky Cruz, evangelista conosciuto in tutto il mondo ed autore prolifico, si convertì a Gesù Cristo da una vita di violenza e crimini dopo aver incontrato David Wilkerson a New York City nel 1958. La storia della sua drammatica conversione venne raccontata prima ne La Croce e il Pugnale di David Wilkerson e successivamente nel suo libro e best seller Run, Baby, Run.

venerdì 16 ottobre 2015

PERDERE LA SUA PRESENZA

Nel terzo capitolo dell’Apocalisse, Cristo riassume il Suo messaggio ai sette pastori e alle chiese dell’Apocalisse e le Sue parole dicono: “Ecco, io sto alla porta e busso; se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me” (3:20). Troppo spesso, i cristiani non aprono le porte del cuore a Gesù. Quando Lui bussa, non sono nemmeno a casa. Piuttosto, c’è un cartello sulla porta, che dice, “Caro Signore, sono uscito per ministrare in ospedale, poi in prigione. Ci vediamo in chiesa”.

Molte chiese oggi compiono davvero tante opere buone e caritatevoli nel nome di Cristo. Hanno programmi per quasi ogni bisogno umano e i fedeli vivono in maniera pura, integra, attenta ad evitare il peccato. Però qualcosa è cambiato in loro. Una volta questi credenti erano devoti nella comunione con Gesù. Non avrebbero trascorso un solo giorno senza trascorrere del tempo da soli con Lui. Ora però le cose sono cambiate. Tutto ciò che Gli concedono è un saluto veloce mentre corrono a lavoro. Quanto è grave tutto questo per Gesù?

Gesù ci avverte, “Qualcosa è andato perduto nella Mia chiesa, è la Mia maestosa presenza. Dovete tornare nella vostra stanza della preghiera, tornare ad avere comunione con Me, altrimenti rimuoverò la Mia presenza da voi. Tutte le vostre buone opere – le predicazioni, l’evangelizzazione e le offerte – devono scaturire dal nostro tempo insieme. Deve scaturire dalla Mia mensa”.

La chiesa di Efeso (Apocalisse 2:1-11) aveva perduto qualcosa che una volta possedeva – la presenza manifesta di Cristo in mezzo a loro. Avevano iniziato a dare per scontata la presenza di Gesù e ciò si ripercosse sul loro ministero. Una volta, si amavano e si prendevano cura l’uno dell’altro, ma ora davano per scontati anche i fratelli. E ciò ebbe un effetto disastroso sulla fatica nel compiere buone opere. Erano talmente impegnati a servire gli altri che le loro opere divennero l’obiettivo principale, non l’amore per Cristo. La Sua potente presenza non c’era più.

Ora Gesù li avvertiva, “Se non cambiate – se non tornate al vostro desiderio per Me – rimuoverò la vostra testimonianza. Non avrete più autorità quando farete le vostre buone opere. Saranno vane”.

giovedì 15 ottobre 2015

UNA LETTERA AL PASTORE

Cristo vide delle realtà che richiamavano la Sua attenzione nella Chiesa. Istruì Giovanni a scrivere le Sue parole e inviarle ai sette “angeli” delle chiese. Si riferiva ai Suoi ministri, definendoli le stelle nella Sua mano (cfr. Apocalisse 1:16). Sta dicendo a Giovanni, “Amo questi servitori. Li ho chiamati e li ho unti e ora devi consegnare loro le Mie parole”.

Come pastore, devo chiedermi: Come dev’essere stato aprire una simile lettera da parte di Giovanni? “Al pastore della chiesa di New York: Così dice il Signore riguardo la tua congregazione”. Ora immagina cosa provarono quei sette ministri.

Prendi, ad esempio, il pastore di Efeso (cfr. Apocalisse 2:1-11). Mentre leggeva la lettera di Giovanni, vede Cristo gioire per la Sua Chiesa. Il Signore elogia gli efesini per essere laboriosi, pazienti e discernenti. Odiano il male prendono posizione per la causa di Cristo. E negli anni, non hanno mai smesso di compiere opere buone. Questo pastore si meraviglia per quanto legge e pensa, “Fantastico, il Signore si compiace di noi. È una lettera di elogio”.

Ma poi prosegue a leggere e giunge a queste parole pungenti: “Ma io ho questo contro di te: che hai lasciato il tuo primo amore” (Apocalisse 2:4). Gesù avverte il pastore, “Ricordati dunque da dove sei caduto, ravvediti e fa' le opere di prima; se no verrò presto da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto, se non ti ravvedi” (Apocalisse 2:5).

Il pastore efesino sarà rimasto atterrito davanti a tali parole. Avrà pensato, “Ravvediti? O rimuoverò la tua testimonianza? Ma com’è possibile? Siamo credenti di patto. Siamo giustificati per fede. Siamo stati caritatevoli, amorevoli. Ora dovremmo tornare indietro come al principio? Che significa? Come può essere Gesù a parlare? Come potrei mai leggere questa lettera alla mia congregazione?”

Tieni a mente che queste parole erano dirette a una congregazione pia, per cui doveva trattarsi di una questione profondamente seria agli occhi del Signore. Altrimenti, perché parlare in maniera tanto pungente a un esempio tanto splendente di chiesa? Egli dice al pastore, “Il tuo amore per Me non è come una volta. Hai trascurato la comunione con me. Ora, ravvediti!”

Gesù rende chiaro che ha tutto a che fare con la Sua presenza. Sì, gli efesini avevano lavorato diligentemente nel fare buone opere, ma non erano più intimi col Signore.

mercoledì 14 ottobre 2015

CRISTO AMA LA SUA CHIESA

Cristo ama la Sua Chiesa. Ha dato la Sua vita per lei e ci ha detto che le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa (cfr. Matteo 16:18). Gesù Stesso è la pietra angolare di questa Chiesa e la Scrittura ci dice che la Sua gloria e sapienza dimorano in lei. Alla Pentecoste, Egli mandò lo Spirito Santo pe stabilire la chiesa, equipaggiandola di servi unti – pastori, insegnanti, apostoli, profeti ed evangelisti – allo scopo di edificarla (cfr. Efesini 4:11-12).

È chiaro che il Signore desideri benedire la Sua chiesa, allora perché l’Apocalisse presenta un’immagine tanto spaventosa di Cristo quando Egli appare al Suo popolo? Giovanni scrive che Gesù verrà alla Chiesa con occhi di fuoco e una voce tuonante:

“In mezzo ai sette candelabri, uno simile a un Figlio d'uomo…Il suo capo e i suoi capelli erano bianchi come bianca lana, come neve, e i suoi occhi somigliavano ad una fiamma di fuoco. I suoi piedi erano simili a bronzo lucente, come se fossero stati arroventati in una fornace e la sua voce era come il fragore di molte acque. Egli aveva nella sua mano destra sette stelle e dalla sua bocca usciva una spada a due tagli, acuta, e il suo aspetto era come il sole che risplende nella sua forza” (Apocalisse 1:13-16).

Ora, l’Apocalisse è il riassunto della Parola di Dio. Essa descrive la fine di tutte le cose ed ecco la prima immagine di Cristo mostrata in questo libro. Perché Gesù appare come un presagio qui? E perché parla in maniera tanto pungente alla Sua Chiesa? Giovanni scrive che le parole di Cristo sono affilate come spade e giungono fino al midollo. Ricorda, questo era l’apostolo che aveva poggiato il capo sul seno di Gesù, ma ora si ritrova davanti a lui: “Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi” (Apocalisse 1:17).


Il Signore Stesso spiega il Suo maestoso aspetto: “E tutte le chiese conosceranno che io sono colui che investiga le menti e i cuori, e renderò a ciascuno di voi secondo le sue opere” (Apocalisse 2:23). La verità è che Cristo ama la Sua Chiesa. E questo è il vero motivo per cui la investiga. Egli viene a correggere il Suo popolo nell’amore, per purificarlo. 

martedì 13 ottobre 2015

SVILUPPARE UNA FIDUCIA ASSOLUTA

Quando ci troviamo in mezzo a una prova, dobbiamo distogliere lo sguardo dai nostri problemi. In momenti del genere, dobbiamo esortare noi stessi dicendo, “Il mio Dio può tutto – e Lui non mi ha dimenticato. I Suoi occhi sono su me proprio in questo momento in cui sto sopportando questa prova tremenda. E io so, non importa quanto tutto sembri andare storto, che Egli ha tutto sotto controllo. Nessuno, e nessuna potenza, può cambiare i piani che Lui ha per me”.

Forse ora sei scoraggiato e ti chiedi, “Non riesco a vedere una via d’uscita dai miei guai. Riuscirò mai a uscire da questa prova assurda? Le mie sofferenze continueranno finché Gesù non tornerà? Signore, riuscirò a rallegrarmi ancora?”

Ecco la risposta di Dio per te: “Avete udito parlare della pazienza di Giobbe, e avete visto la sorte finale che il Signore gli riserbò, poiché il Signore è pieno di misericordia e di compassione” (Giacomo 5:11). “Quando Giobbe ebbe pregato per i suoi amici, l'Eterno lo ristabilì nel precedente stato; così l'Eterno rese a Giobbe il doppio di tutto ciò che aveva posseduto” (Giobbe 42:10).

Forse non raddoppierai ciò che hai perduto, come accadde per Giobbe, ma possiederai qualcosa di decisamente maggiore. Avrai una vera consapevolezza interiore del fatto che Dio ha il controllo della tua vita. Il Suo amore per te non sarà più soltanto un concetto teologico; piuttosto, conoscerai profondamente le Sue liberazioni, in maniera personale e non temerai mai più nessun avversario e nessuna avversità. Perché? Perché uscirai dalla tua prova come più che vincitore, seduto nei luoghi celesti con Cristo Gesù.

Proprio ora, come Giobbe all’inizio delle sue prove, forse conosci Dio solo per sentito parlare, attraverso prediche e studi biblici. Va bene, perché la Scrittura ci dice che è proprio da qui che deriva la fede: udire la Parola di Dio. Tuttavia, ora Dio vuole che tu guardi a Lui. Vuole che sviluppi una fiducia assoluta nel fatto che abbia un piano divino, progettato proprio per la tua vita. E il Suo proposito eterno non può essere ostacolato da alcun demone infernale, né da alcun mostro si presenti sul tuo cammino.

Così, in mezzo alla tua più grande prova, potrai testimoniare della bontà di Dio, come fece Giobbe. E citerai con fiducia questa grande affermazione di fede: “Mi uccida pure, non me ne dolgo” (Giobbe 13:15).

lunedì 12 ottobre 2015

GENUINI AGLI OCCHI DI DIO by Gary Wilkerson

Alcuni cristiani cercano guida per le minime decisioni quotidiane. Se vuoi sapere quale marca di dentifricio comprare, Dio ti dirà, “Basta che ti lavi i denti tutti i giorni”. Ci sono cose per le quali non abbiamo bisogno della Sua guida esplicita, perché già sappiamo di doverle fare, leggendo la Sua Parola.

Di recente mi trovavo in Turchia, vicino al confine con l’Iraq, e pregavo per come World Challenge potesse aiutare nella crisi dei rifugiati. Le persone fuggivano dalla violenta persecuzione dell’ISIS per riversarsi in quella zona, ma l’ONU non era lì a mettere ordine. Il bisogno era schiacciante, gente disperata arrivava con nient’altro se non i vestiti che indossava. Ho parlato con un bambino che aveva visto i genitori saltare in aria per colpa di una mina antiuomo piazzata dall’ISIS. Non potevo immaginare il trauma di quel bimbo.

Sui volo di ritorno ho pregato, “Signore, vuoi che World Challenge porti degli aiuti lì?” Immediatamente ho avvertito una santa convinzione invadermi, dicendo, “Perché stai pregando per questo? Sai che devi aiutare!” Mi sono reso conto, “Certo che World Challenge dovrebbe trovarsi lì. Abbiamo la speranza del vangelo e pregheremo di ricevere le risorse divine per poter aiutare. Questo è sempre stato il DNA di questo ministero. Sfamare gli affamati? Portare conforto ai sofferenti? Fare la differenza nella vita di un orfano? Perché ho bisogno di pregare? Andiamo!”

“Poiché ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi deste da bere; fui forestiero e mi accoglieste, fui ignudo e mi rivestiste, fui infermo e mi visitaste, fui in prigione e veniste a trovarmi" (Matteo 25:35-36).

Non fraintendere, credo nella preghiera per ottenere guida, ma poiché siamo il gregge di Dio e conosciamo la Sua voce, ci sono determinate cose che sappiamo di dover fare. Una di queste è: “La religione pura e senza macchia davanti a Dio e Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puro dal mondo” (Giacomo 1:27).

sabato 10 ottobre 2015

IL GIORNO IN CUI GESÙ SI ARRABBIÒ by Jim Cymbala

Amo pensare all'immagine di Gesù il buon pastore che mette l'agnello sulle sue spalle e lo salva. Amo la storia in cui Cristo sfama la folla affamata con pane e pesce. Mi meraviglio alla vista di Lui che irrompe fuori dalla tomba, vivo, la mattina della resurrezione!

Ma c'è un'immagine di Gesù che, francamente, non sembra appartenergli. Mi chiedo perché mai Dio l'abbia messa nella Bibbia.

“Vennero a Gerusalemme e Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare coloro che vendevano e compravano nel tempio; rovesciò le tavole dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombi; e non permetteva a nessuno di portare oggetti attraverso il tempio. E insegnava, dicendo loro: Non è scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti? Ma voi ne avete fatto un covo di ladroni?’ ” (Marco 11:15-17).

“L'atmosfera della casa del Padre Mio”, Gesù sembrò dire, “deve essere la preghiera. L'aroma intorno al Padre Mio deve essere quello di gente che apre il proprio cuore all'adorazione ed alla supplicazione. In questa casa ci si rivolge al Signore”.

Non intendo insinuare che il tempio di Gerusalemme, costruito da Erode il Grande, sia l'equivalente diretto delle nostre chiese di oggi. Dio non concentra più la Sua presenza in un edificio particolare. Infatti, il Nuovo Testamento insegna che ora noi siamo il Suo luogo di riposo; Egli vive nella Sua gente. Dunque, quanto ancora è più importante il messaggio di Gesù riguardo alla supremazia della preghiera?

La caratteristica che si suppone distingua le chiese cristiane, i cristiani e le assemblee cristiane è l'aroma della preghiera.

La Bibbia non dice infatti ovunque dalla Genesi all'Apocalisse: “la Mia casa sarà chiamata casa di preghiera?” Dice forse: “la mia casa sarà chiamata casa di musica?” Niente affatto. La Bibbia dice: “la Mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni”.

La verità è che ho visto Dio fare più nelle vite della gente durante dieci minuti di reale preghiera che in dieci dei miei sermoni.

__________

Jim Cymbala fondò la Brooklyn Tabernacle con meno di venti membri in un piccolo edificio situato in una zona molto difficile della città. Originario di Brooklyn, è un vecchio amico di David e Gary Wilkerson e assiduo relatore alle conferenze della Expect Church Leadership sponsorizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

venerdì 9 ottobre 2015

VIENI AL MONTE SANTO DI DIO

Isaia previde l’umiliazione di Satana. Egli vide inoltre Dio abbattere ogni potenza e orgoglio delle potestà malvage. “Poiché la mano dell'Eterno si poserà su questo monte, mentre Moab sarà calpestato sotto di lui come si calpesta la paglia su un letamaio” (Isaia 25:10).

Isaia lo rende chiaro: l’umiliazione di Satana avverrà sul monte, nel luogo della preghiera e dell’adorazione, in cui la presenza di Cristo è manifesta. Moab qui era un nemico reale d’Israele, ma è diventato l’emblema di tutto ciò che è malvagio e satanico.

Pietro predicò che la visione di Isaia si fosse già adempiuta nella chiesa di Gerusalemme. “Ma Dio ha così adempiuto le cose che egli aveva predetto per bocca di tutti i suoi profeti, e cioè, che il suo Cristo avrebbe sofferto. Ravvedetevi dunque e convertitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati, e perché vengano dei tempi di refrigerio dalla presenza del Signore” (Atti 3:18-19). Pietro ragionò che se le profezie su Cristo si erano adempiute alla lettera, allora ogni altra profezia si sarebbe avverata e ciò includeva tempi di refrigerio derivanti dallo stare alla presenza del Signore.

Isaia fece riferimento a tali tempi di refrigerio (cfr. Isaia 28:12). Sono tempi in cui Dio sceglie di ravvivare e guarire e non lo fa perché ce lo siamo guadagnati, ma per la gloria del Suo nome. Pietro vide questo adempiersi alla Pentecoste: la presenza di Cristo era manifesta, portando risveglio e refrigerio a folle di migliaia di persone. Intere moltitudini furono liberate, famiglie intere. Vediamo ciò in seguito, quando Pietro portò la presenza di Gesù nella casa di Cornelio e un’intera famiglia fu salvata.

Proprio ora, credo che siamo agli inizi dell’ultimo risveglio. Vedremo famiglie portate via dalla schiavitù, milioni di sviati ai quali il velo sarà rimosso e figli e figlie caparbi ristorati nel loro rapporto coi genitori.

Qual è la nostra parte? Dobbiamo fare ciò che fece Daniele, quando lesse la profezia di Geremia e discernette i tempi: “Volsi quindi la mia faccia verso il Signore Dio, per cercarlo con preghiera e suppliche, col digiuno, col sacco e con la cenere” (Daniele 9:3). Daniele fece ciò che noi siamo chiamati a fare: andare al monte santo di Dio. Che ogni servo devoto di Gesù Cristo in questi giorni possa incontrarsi lì!

giovedì 8 ottobre 2015

NEI GIORNI A VENIRE

Nei giorni a venire, molti si troveranno sotto la potenza e la presenza di Cristo. Coloro che torneranno a Lui pienamente – che si ravvedranno, perdoneranno e si diletteranno con Lui nella preghiera e nella Sua Parola – vedranno ogni loro lacrima trasformarsi in gioia. In tutto il mondo, proprio ora, vasti fiumi di lacrime scorrono da coloro che sono già stati liberati. Dopo secoli di legami satanici, le persone vengono liberate dalle catene e piangono lacrime di ravvedimento e lode al loro Liberatore.

Isaia profetizzò che quando inizieremo a vedere le opere miracolose di Dio in mezzo a noi, grideremo, “Ecco, questo è il nostro Dio: in lui abbiamo sperato ed egli ci salverà. Questo è l'Eterno in cui abbiamo sperato; esultiamo e rallegriamoci nella sua salvezza! Ecco, questo è il nostro DIO: in lui abbiamo sperato ed egli ci salverà. Questo è l'Eterno in cui abbiamo sperato; esultiamo e rallegriamoci nella sua salvezza!” (Isaia 25:9). Isaia era talmente emozionato da ciò che vedeva da sentirsi quasi esplodere di meraviglia.

“Toglierà via da tutta la terra il vituperio del suo popolo” (Isaia 25:8). Il termine vituperio qui deriva dalla radice ebraica che indica “ingiuria, disonore”. Ciò parla delle potenze sataniche che scherniscono e ingiuriano i credenti devoti. Tali attacchi arrivano principalmente quando preghiamo che un nostro caro venga salvato da una fortezza demoniaca.

Forse ha sentito questi oltraggi dall’inferno. Ti deridono, dicendoti, “Ti vanti che Dio risponde alla preghiere. Allora, dov’è la Sua risposta? Digiuni e preghi per tuo figlio da anni, ma ancora non ottieni risposta. Dopo tutto questo tempo, non è cambiato nulla. Non sarà mai salvato”.

Poi senti le sue accuse: “È colpa tua. Hai piantato i semi della ribellione in quel bambino (o quell’amico o quel caro). Sei stato tu a indurire il suo cuore”. Amato, questo è il rimprovero più comune del diavolo contro il popolo di Dio e non dobbiamo mai prestargli ascolto. Piuttosto, dobbiamo restare fermi sulla Parola certa di Dio per noi: “Toglierà via da tutta la terra il vituperio del suo popolo” (Isaia 25:8).

mercoledì 7 ottobre 2015

MIRACOLI PER IL POPOLO DI DIO DEGLI ULTIMI TEMPI

“Distruggerà su questo monte la coltre che copriva tutti i popoli, e la coperta stesa su tutte le nazioni” (Isaia 25:7).

Ecco due profezie meravigliose, la prima delle quali riguarda gli ebrei. Il velo di cui Isaia parla è la cecità spirituale che copriva i cuori degli ebrei sin dai tempi di Mosè. L’apostolo Paolo parla a lungo di questa cecità:

“Ma quando Israele si sarà convertito al Signore, il velo sarà rimosso” (2 Corinzi 3:16).

“Ad Israele è avvenuto un indurimento parziale finché sarà entrata la pienezza dei gentili…Il liberatore verrà da Sion, e rimuoverà l'empietà da Giacobbe” (Romani 11:25-26).

Paolo credeva in ciò che era stato profetizzato da Isaia su Israele: che il Liberatore avrebbe rimosso il velo della loro cecità. Un residuo di giudei si sarebbe convertito all’Eterno e avrebbe ottenuto la Sua misericordia (cfr. 11:30). Amato, questa profezia si sta adempiendo proprio adesso. In tutto il mondo, gli occhi degli ebrei si stanno aprendo a Cristo. Una rivista secolare riporta che ora gli ebrei stanno vedendo Gesù con occhi nuovi. È tutto ciò che serve – un solo sguardo.

La profezia di Isaia però ha anche un altro significato, che ha a che fare con la tua famiglia. Si applica ad ogni coniuge, ogni figlio, ogni membro familiare che ha avuto un velo di cecità spirituale gettatogli addosso da Satana. Ricevo molte lettere da genitori che scrivono dei figli accecati dal nemico. Hanno cresciuto i loro piccoli in un ambiente cristiano ma ora questi genitori sono confusi e perplessi e dicono, “Non capisco cosa sia successo. Non credono. Niente di ciò che dico riesce a penetrare in loro”.

Paolo dice che il dio di questo mondo ha accecato questi giovani. Hanno perso la fede perché il nemico ha spento loro la luce del vangelo. Così, non serve a niente che un genitore cerchi di trovare un motivo più profondo dietro tutto questo. È tutta opera di Satana. Egli vuole tenere quel figlio legato, confuso e nel peccato. Il problema va decisamente al di là della consulenza, della predicazione o delle strategie genitoriali. Servirà un miracolo, chiaro e semplice. 


La nostra battaglia deve avvenire nello Spirito. Dopo tutto, stiamo affrontando il dio di questo mondo e quello spirito malefico viene colpito solo dalla nostra festa sul monte. Sarà necessaria la presenza di Cristo nelle nostre vite, come non l’abbiamo mai conosciuta. Solo la realtà manifesta di Gesù scioglierà i legami di Satana come cera, rendendoli impotenti contro i nostri cari.

martedì 6 ottobre 2015

LA PRESENZA DI GESÙ

Quando le persone vengono a casa tua avvertono la presenza di Gesù? Il profumo della Sua santità permea la tua famiglia, il tuo matrimonio, i tuoi rapporti? Ci sono lacrime d’intercessione per i membri della tua famiglia, grida di contrizione, il sincero desiderio di vedere ogni cosa sistemarsi? Oppure è la carne a regnare?

Ogni casa cristiana dovrebbe essere un luogo elevato, un monte di separazione dal mondo e dalla carne, una santa sala di banchetto con Cristo. Eppure questo non accade in molte case cristiane perché sono state contaminate dalla sporcizia. Viene consentita una vile e dissoluta malvagità attraverso la televisione e internet.

Quanto resteranno stupiti gli angeli nel testimoniare di tanto male in famiglie che dovrebbero coltivare la presenza di Gesù. Migliaia di cristiani ora trascorrono il tempo sguazzando nella pornografia in internet, affittando video sensuali, abbeverandosi di corruzione dalla tv e pagando letteralmente per andare a vedere film che bestemmiano il nome di Cristo. E poi si meravigliano che la cappa della morte spirituale aleggia sulle loro case.

È l’opera dello Spirito Santo a portare e mantenere la presenza e la potenza di Cristo nelle nostre case, nelle nostre chiese, nei nostri cuori. Ma a migliaia continuano ad addolorare lo Spirito con l’idolatria. Che senso ha pregare per i nostri cari non convertiti se la nostra stessa casa è contaminata?

Dio intende compiere tantissimi miracoli, tanto da sopraffare le nostre menti e i nostri cuori e ha progettato tutto questo sin dalla fondazione del mondo. Se Egli ha congeniato un progetto di patto come questo, allora esso deve accadere ed accadrà. Eppure, molti non arriveranno alla tavola del banchetto. Coloro che si sono intiepiditi, gli amanti dell’agio, persone che si sono donate alla pazzia mondana del piacere – nessuno di loro sarà presente alla festa.

Il profeta Isaia descrive i presenti al banchetto in questo modo: “L'Eterno degli eserciti preparerà su questo monte a tutti i popoli un banchetto di cibi succulenti, un banchetto di vini vecchi, di cibi succulenti pieni di midollo, di vini vecchi e raffinati” (Isaia 25:6). Ciò parla di un popolo che non si accontenta solo del latte della Parola di Dio. Questi servi amano il rimprovero del loro Signore. Sono affamati di verità nutriente; di una parola santa che proviene da pastori provati; un messaggio incendiato dal fuoco dello Spirito Santo. E ricercano la Parola di Dio quotidianamente per sé stessi, assetati di bere del vino raffinato, invecchiato.

lunedì 5 ottobre 2015

LA GUIDA by Gary Wilkerson

Diversi anni fa, io ed un gruppo di amici siamo andati a vedere San Antonio, in Texas, per vedere l’Alamo. Uno dei ragazzi della squadra si offrì di farci da guida. “È la mia città e vorrei essere la vostra guida”, disse. Una volta arrivati a San Antonio, però, diventò tutto un po’ confuso quando alcuni di noi notarono di essere passati davanti allo stesso negozio tre volte.

“Ehi, ma non stiamo girando in tondo?” chiese qualcuno. “No, no, ci stiamo avvicinando”, ci rassicurò il nostro amico.

Ci siamo ritrovati in una parte scabrosa della città – poi in mezzo al traffico – poi a girare in cerchio di nuovo. Alla fine, qualcuno disse al mio amico, “Ehi, pensavo che conoscessi la strada. Hai detto che era la tua città”. “Lo è””, rispose, “Ma ci siamo trasferiti quando avevo due anni”.

Ovviamente, Michael non era la nostra guida ideale. Aveva buone intenzioni ma alcuna idea su dove portarci. Rappresenta il tipo di guida che penseremmo di volere nella vita, ma una di quelle che finisce per portarci in cerchio invece che nella vita ricca e abbondante che Gesù ha progettato per noi.

Un altro tipo di guida potrebbe avere l’informazione giusta ma mancare di altri elementi essenziali. Io e mia moglie, Kelly, abbiamo fatto un viaggio missionario nelle Filippine. Nel nostro giorno libero, siamo andati a fare un giro guidato in canoa. L’equipaggio consisteva di alcuni filippini piccoli ma atletici. A un certo punto siamo arrivati ad un punto del fiume troppo basso da navigare. “Oh, oh”, pensai, “mi sa che abbiamo finito qui”. Con mia grande sorpresa, le nostre forti, giovani guide alzarono la canoa – con Kelly e me ancora dentro! – e la portarono verso acque più profonde. “Wow”, pensai, “ecco delle guide affidabili!”

In seguito, arrivammo in un bellissimo posto in cui il fiume si ampliava e la guida ci fece cenno di smettere di remare. “Oh, va bene”, pensai, “ora ascolteremo qualche storia interessante. Forse qui i capi democratici del paese hanno pianificato la rivoluzione”. Visibilmente emozionata, la nostra guida indicò ed esclamò, “È proprio qui che hanno girato il film Rambo!”

Fu un po’ deludente. Presto però giungemmo in un altro luogo bellissimo in cui il fiume si aprì in un campo verdeggiante, lussureggiante. Sembrava il tipo di posto in cui avrebbe potuto avere luogo una battaglia cruenta. “Qui”, disse la guida, schiarendosi la voce, “Brad Pitt e Angelina Jolie hanno fatto un pic nic!”


Ci sono delle guide nella vita che hanno la conoscenza per condurci attraverso dilemmi difficili. Hanno però anche la conoscenza per condurci alla vita abbondante che Gesù promette? 


“Io sono venuto affinché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza” (Giovanni 10:10).

sabato 3 ottobre 2015

UN AMORE BENEVOLO by Carter Conlon

Dopo aver rinnegato Gesù tre volte, proprio come il Signore disse che avrebbe fatto, Pietro comprese l'impossibilità di ubbidire ai comandamenti del Signore con le sue proprie forze. Gesù aveva detto ai discepoli: “Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri” (Giovanni 13:34-35).

Nulla accadde prima del Giorno di Pentecoste, quando lo Spirito Santo scese sui 120 discepoli nell'alto solaio, quando Pietro mise finalmente piede nel luogo in cui sarebbe stato in grado di seguire il Signore. Improvvisamente si sentì ardere così forte da recarsi in piazza iniziando a parlare con franchezza ad una folla assetata di sangue. Adesso, grazie allo Spirito Santo, era in grado di offrirsi agli altri, anche a coloro che resistevano alla loro stessa salvezza. Fu veramente un momento meraviglioso.

Quando facciamo le cose nella maniera in cui Dio vuole, Lui ci fornirà ciò di cui abbiamo bisogno ed incontrerà i nostri bisogni. La Bibbia ci dice che: “quelli che accettarono la sua parola furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone. Ed erano perseveranti nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere. Ognuno era preso da timore; e molti prodigi e segni erano fatti dagli apostoli. Tutti quelli che credevano stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le proprietà e i beni, e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno” (Atti 2:41-45).

I credenti avevano tutto in comune! C'era un tale fervore, un tale battesimo dell'amore di Dio, che la gente iniziò a vendere le terre e le case mettendo il denaro ai piedi degli apostoli per far sì che venissero distribuiti ai credenti che ne avevano bisogno. Quando Dio versa il Suo Santo Spirito, la bontà nasce nei cuori della gente. È un amore generoso e compassionevole che fa distogliere lo sguardo dai propri bisogni per vedere i bisogni degli altri, che è ciò di cui parla questo nuovo comandamento.

__________

Carter Conlon si unì allo staff pastorale della Times Square Church nel 1994 dietro invito del pastore fondatore, David Wilkerson, diventando pastore Senior nel 2001. Un forte e compassionevole leader che è spesso relatore alle conferenze della Expect Church Leadership organizzate dalla World Challenge in tutto il mondo.

giovedì 1 ottobre 2015

GLI ULTIMI GIORNI

Proprio adesso stiamo vivendo nel periodo biblico noto come “l’ultima pioggia” e il piano di Dio si è messo in moto. In tutto il mondo, le roccaforti della città di Satana stanno crollando.

Pensa a cos’è successo al comunismo. Mura in senso letterale sono crollate in Germania, in Russia e in tutta l’Europa orientale. Milioni di persone che una volta vivevano sotto la tirannia di Satana stanno ricevendo liberazione e molti stanno ascoltando l’evangelo predicato per la prima volta. Un “popolo forte”, una volta indurito dal peccato, ora loda Dio.

Credimi, stiamo vivendo un tempo particolare. Non ho mai visto niente del genere in più di cinquant’anni di ministero. Il nostro team ha condotto una crociata in Nigeria e in una sola sera sono venute 500.000 persone. C’è una fame di Dio che sembra senza precedenti e vediamo cose che non avremmo mai sognato.

Uno di questi prodigi sta avvenendo in Iran. Diverse decine di anni fa, il mio libro La Croce e il Pugnale venne pubblicato di nascosto lì. Circa 25.000 copie sono ora in circolazione. Inoltre, il film Jesus è stato proiettato di nascosto a centinaia di gruppi. Ora centinaia di migliaia di iraniani vengono alla salvezza attraverso messaggi evangelistici come questi.

Di recente ho ricevuto un rapporto entusiasmante su un programma di Teen Challenge per drogati in una nazione mediorientale che non posso citare. Questo paese islamico è devastato dall’alcolismo e dalla dipendenza da droghe. Gli ufficiali governativi ammettono che il problema sia andato al di là del loro controllo, eppure attraverso la potenza liberatrice di Gesù Cristo, il programma Teen Challenge ha prodotto centinaia di diplomati salvati, liberati e rinnovati.

Uno di questi diplomati ora è supervisore di una denominazione Pentecostale lì. Ci ha detto che il trafficante di droga nazionale ha frequentato la cerimonia della consegna dei diplomi di Teen Challenge. Questo prominente capo islamico ha ascoltato dozzine di giovani alzarsi e testimoniare di come Gesù li aveva guariti dalla loro dipendenza. (Ciò che il trafficante probabilmente non sapeva è che oltre cento diplomati hanno proseguito fondando chiese in quella nazione). Il governo ora riconosce Teen Challenge come il programma di maggiore successo contro la droga in quel paese.

Sta succedendo in tutto il mondo in modi incredibili: le città fortificate di Satana stanno crollando!

“E avverrà negli ultimi giorni, dice Dio, che spanderò del mio Spirito sopra ogni carne” (Atti 2:17).