giovedì 15 ottobre 2015

UNA LETTERA AL PASTORE

Cristo vide delle realtà che richiamavano la Sua attenzione nella Chiesa. Istruì Giovanni a scrivere le Sue parole e inviarle ai sette “angeli” delle chiese. Si riferiva ai Suoi ministri, definendoli le stelle nella Sua mano (cfr. Apocalisse 1:16). Sta dicendo a Giovanni, “Amo questi servitori. Li ho chiamati e li ho unti e ora devi consegnare loro le Mie parole”.

Come pastore, devo chiedermi: Come dev’essere stato aprire una simile lettera da parte di Giovanni? “Al pastore della chiesa di New York: Così dice il Signore riguardo la tua congregazione”. Ora immagina cosa provarono quei sette ministri.

Prendi, ad esempio, il pastore di Efeso (cfr. Apocalisse 2:1-11). Mentre leggeva la lettera di Giovanni, vede Cristo gioire per la Sua Chiesa. Il Signore elogia gli efesini per essere laboriosi, pazienti e discernenti. Odiano il male prendono posizione per la causa di Cristo. E negli anni, non hanno mai smesso di compiere opere buone. Questo pastore si meraviglia per quanto legge e pensa, “Fantastico, il Signore si compiace di noi. È una lettera di elogio”.

Ma poi prosegue a leggere e giunge a queste parole pungenti: “Ma io ho questo contro di te: che hai lasciato il tuo primo amore” (Apocalisse 2:4). Gesù avverte il pastore, “Ricordati dunque da dove sei caduto, ravvediti e fa' le opere di prima; se no verrò presto da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto, se non ti ravvedi” (Apocalisse 2:5).

Il pastore efesino sarà rimasto atterrito davanti a tali parole. Avrà pensato, “Ravvediti? O rimuoverò la tua testimonianza? Ma com’è possibile? Siamo credenti di patto. Siamo giustificati per fede. Siamo stati caritatevoli, amorevoli. Ora dovremmo tornare indietro come al principio? Che significa? Come può essere Gesù a parlare? Come potrei mai leggere questa lettera alla mia congregazione?”

Tieni a mente che queste parole erano dirette a una congregazione pia, per cui doveva trattarsi di una questione profondamente seria agli occhi del Signore. Altrimenti, perché parlare in maniera tanto pungente a un esempio tanto splendente di chiesa? Egli dice al pastore, “Il tuo amore per Me non è come una volta. Hai trascurato la comunione con me. Ora, ravvediti!”

Gesù rende chiaro che ha tutto a che fare con la Sua presenza. Sì, gli efesini avevano lavorato diligentemente nel fare buone opere, ma non erano più intimi col Signore.