venerdì 23 agosto 2013

LA PROFEZIA DI MICHEA

Michea fu un profeta che vide la chiesa attraverso gli occhi di Dio, e ciò fece piangere e gemere la sua anima! Egli vedeva nello Spirito ciò che vedeva Dio – i peccati profondi e orrendi commessi dal popolo, dei pastori e dei capi. Vide l’idolatria! Una chiesa meretrice che cerca il compenso di una meretrice.

“Per questo io emetterò lamenti e gemerò, me ne andrò svestito e nudo…Le sue ferite infatti sono incurabili, perché sono giunte fino a Giuda, sono arrivate fino alla porta del mio popolo, a Gerusalemme stessa” (Michea 1:12-13).

Michea vide una malattia incurabile fra il popolo di Dio e un giudizio inevitabile. Guarda ciò che Dio definisce ribellione e guarda la causa della Sua controversia con loro:
  1. Un nuovo piano di avidità escogitato da servi di Dio mercenari, occupati con denaro, proprietà e successo. 
  2. Un’enfasi su sé stessi: “Guai a quelli che meditano l'iniquità…perché è in potere delle loro mani. Desiderano grandemente campi…case e se le prendono; così opprimono l'uomo” (Michea 2:1-2). 
  3. Rifiuto degli ammonimenti del profeta, dire alle persone che una predicazione basata sul giudizio non sia da Dio, che sia contraria al Suo carattere! “Non profetizzate…È lo Spirito dell'Eterno limitato?” (Michea 2:6-7). 
I falsi profeti e i pastori ladri dicevano a Michea di tacere! “Non predicare tutto questo giudizio! Noi siamo il popolo di Dio; Egli ci ama. Non ci sarà alcun giudizio per noi”. L’interpretazione letterale significa, “Lascia stare! Lascia stare questo messaggio di giudizio sul popolo di Dio! Smettila di rimproverare persone buone! Questo non viene da Dio”.

Ma ascolta la risposta di Michea! “Così essi non profetizzeranno circa queste cose, ma non allontaneranno la loro ignominia” (Michea 2:6). In altre parole, se questo messaggio non viene predicato, la riprovazione di questo luogo non sarà mai rimossa. “Non rendono forse le mie parole raggiante chi cammina rettamente?” (Michea 2:7).