mercoledì 8 maggio 2013

UN CANTO IN TEMPI DURI

"Là ci chiedevano delle canzoni quelli che ci avevano deportati, dei canti di gioia quelli che ci opprimevano, dicendo: «Cantateci canzoni di Sion!» Come potremmo cantare i canti del Signore in terra straniera?" (Salmo 137:3-4).

Il popolo di Dio si trovava nel luogo più opprimente in cui potessero mai vivere e mentre vivevano in cattività i Babilonesi chiedevano loro di cantare un cantico. Ma dentro il popolo d'Israele non c'era più vita, né speranza, non c'era più nulla tranne che depressione e disperazione.

Oggi molti cristiani si trovano nella medesima situazione. Forse sei preda delle circostanze oppure il diavolo ti sta circuendo cercando di farti cadere in una vecchia tentazione. Sei in bilico, stai quasi per cedere e pensi: “ non ce la posso fare. Nonostante tutte le mie preghiere e le lacrime versate, quel vecchio legame continuerà a perseguitarmi per sempre!”

Quando Israele cadde in cattività dei Babilonesi, spesso questi chiedevano loro: “Cantate per noi! Suonate per noi! Abbiamo sentito parlare di voi e di ciò che il vostro Dio ha fatto per voi. Adesso tirate fuori i vostri tamburelli e le vostre arpe. Suonateci una canzone. Mostrateci la gioia che provate nel vostro Dio!”

Non credo che tale richiesta fosse solo motivo di derisione, anzi, credo che fosse anche una semplice richiesta. Il dio dei Babilonesi li aveva lasciati vuoti e aridi, non avevano speranza ma avevano sentito Israele cantare al loro Dio, un Dio che li aveva liberati da circostanze impossibili. Essi si chiedevano: “questo popolo ha un Dio che può aprire il mare per loro. Il Suo fuoco cade giù dal cielo e si staglia contro i loro nemici. C'è qualcosa in questo loro Dio!”

Come chiunque a questo mondo, essi volevano capire come un popolo, nonostante avesse dei grossi problemi e facesse fronte a delle aspre battaglie, avesse ancora la forza di cantare, gridare ed avere fede in quel momento così buio per loro! I Babilonesi chiedevano loro un cantico perché nel cuore di ogni persona c'è qualcosa che grida a gran voce: “È possibile che esista sulla faccia della terra qualcosa che vi dia la forza di cantare anche se avete perso tutto?” Essi avevano bisogno di una testimonianza! È importante che i figli di Dio, ovunque essi siano, in qualunque momento, cantino i canti di Sion: “Oh Dio, io credo in Te, non importa ciò che accade!”

Il mondo sta gridando a noi, “Voi potete mostrarci un miracolo! Non è il Mar Rosso che si apre ad impressionarci, né il cieco che riacquista la vista o lo zoppo che guarisce. È il sorriso di gioia e la forza che avete di cantare e pregare a Dio nonostante stiate passando per un momento difficile, una situazione che per la logica umana è senza speranza. È questo il miracolo che vogliamo vedere”.