mercoledì 30 giugno 2010

VA’ AVANTI E PIANGI

Quando sei più ferito – recati nella stanzetta segreta e piangi con tutta la tua disperazione!

Gesù pianse. Pietro pianse – amaramente! Pietro si portava dietro l'amarezza di aver rinnegato il Figlio stesso di Dio. Quelle lacrime amare operarono in lui un dolce miracolo. Egli ritornò a scuotere il regno di Satana.

Gesù non si allontana mai da un cuore piangente. Egli dice: "I sacrifici di DIO sono lo spirito rotto; o DIO tu non disprezzi il cuore rotto e contrito" (Salmo 51:17). Il Signore non ha mai detto: "Risolvila da solo! Alzati e prendi le tue medicina! Stringi i denti e asciugati le lacrime". No! Gesù raccoglie ogni lacrima nel suo contenitore eterno.

Sei ferito? Sei disperato? Allora piangi! E continua a piangere, finché non avrai più lacrime da versare. Ma fa' in modo che quelle lacrime siano originate solo dal dolore – e non dall'incredulità o dall'auto-commiserazione.

La vita continua. Ti sorprenderà vedere quanto potrai sopportare con Dio dalla tua parte. Felicità non significa vivere senza dolore o sofferenza. La vera felicità è imparare a vivere un giorno alla volta, nonostante la sofferenza e il dolore. Significa imparare a gioire nel Signore, non importa ciò che è avvenuto nel passato.

Forse ti senti rigettato. Forse ti senti abbandonato. Forse la tua fede è debole. Forse pensi di essere arrivato a toccare il fondo. Il dolore, le lacrime, la sofferenza e la vacuità a volte ti potranno sopraffare, ma Dio è ancora è sul suo trono. È ancora Dio!

Non puoi aiutarti da solo. Non puoi smettere di soffrire e di addolorarti. Ma il nostro benedetto Signore verrà da te, e metterà la sua mano amorevole sotto di te e ti solleverà per farti sedere di nuovo nei luoghi celesti. Ti libererà dalla paura della morte. Ti rivelerà il suo amore infinito.

Guarda in alto! Sii incoraggiato nel Signore. Quando la nebbia ti circonda e non riesci a vedere una via d'uscita dai tuoi dilemmi – affidati nelle braccia di Gesù e confida semplicemente in lui. Egli vuole la tua fede – la tua fiducia. Vuole che gridi ad alta voce: "Gesù mi ama! Lui è con me! Non mi abbandonerà! Non sarò abbattuto! Non sarò sconfitto! Non sarò vittima di Satana! Dio è dalla mia parte! Io lo amo – e lui ama me!".

La linea di demarcazione è la fede. E la fede riposa su un solo passo: "Nessun'arma fabbricata contro di te potrà prosperare…" (Isaia 54:17).

martedì 29 giugno 2010

LA GLORIA MISURATA DI DIO

Disse loro ancora: «Fate attenzione a ciò che udite. Con la stessa misura con cui misurate, sarà misurato a voi; e a voi che udite sarà dato di più. Poiché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, gli sarà tolto anche quello che ha» (Marco 4:24-25).

Gesù sapeva che queste parole potevano suonare strane agli uditori non spirituali, perciò precedette il suo messaggio dicendo: "Chi ha orecchi da udire, oda!" (Marco 4:23). Gesù stava dicendoci: "Se il vostro cuore è aperto allo Spirito di Dio, capirete quello che devo dirvi".

Cosa stava dicendo esattamente Gesù in questo passo? Stava parlando della gloria di Dio nelle nostre vite – cioè, la presenza manifesta di Cristo. In breve, il Signore misura la sua gloriosa presenza in vari modi, che si tratti di chiese o di individui. Alcuni non ricevono nulla della sua gloria. Altri invece ne ricevono una porzione sempre crescente, che emana dalle loro vite e dalle loro chiese in misura sempre maggiore.

Dio ha promesso di versare il suo Spirito sul suo popolo in questi ultimi giorni. Infatti, tutte le Scritture puntano ad una chiesa finale trionfante, piena di gloria. Gesù stesso disse che le porte dell'inferno non prevarranno contro la sua chiesa. Non zoppicheremo per entrare in cielo – abbattuti, depressi, gementi, sconfitti, scoraggiati. No – il nostro Signore darà una potenza ancora maggiore alla sua chiesa. Questa potenza non verrà manifestata semplicemente con segni e prodigi. Sarà rivelato nel suo popolo – nella gloriosa manifestazione dei cuori toccati dallo Spirito di Dio.

Come possiamo ottenere una misura sempre maggiore della gloria di Cristo? Il Signore ci dice molto chiaramente: "Con la stessa misura con cui misurate, sarà misurato a voi" (Marco 4:24). Gesù sta dicendo: "Secondo la porzione che mi dai, io ti darò. Ti tratterò come tratti me. Con la stessa misura con cui misuri, ti sarà misurato".

Se tratti Dio con pigrizia e svogliatezza – dando per scontata la sua grande opera – sarai trattato con uno spirito di indolenza. "La pigrizia fa cadere in un profondo sonno e la persona indolente patirà la fame" (Proverbi 19:15). Come risultato, la tua anima sarà affamata, incapace di soddisfarsi.

L'amore di Dio, la sua misericordia e la sua grazia verso noi sono infinite. Il problema non è ottenere il suo amore, la sua misericordia o la sua grazia – ma avere la benedizione della sua gloria nelle nostre vite.

Gesù afferma chiaramente che misura diverse porzioni della sua gloria verso di noi, a seconda di come misuriamo i nostri cuori verso di lui. La nostra parte è semplicemente muoversi sempre più vicini a lui – nella nostra adorazione, nell'ubbidienza e nella diligenza.

lunedì 28 giugno 2010

QUANDO SOFFRI

In un modo o nell’altro, tutti noi soffriamo. Ogni persona sulla terra si porta dietro il suo dolore.

Quando soffri profondamente – nessuna persona sulla terra può scacciare le tue paure più profonde e le tue agonie più interne. Neanche il tuo migliore amico può capire la battaglia che stai affrontando o le ferite che ti sono state inferte.

Esiste un balsamo per il cuore rotto? C’è guarigione per le ferite interne più profonde? Si possono rimettere insieme i pezzi ed il cuore può essere reso ancora più forte? Sì, assolutamente si. Altrimenti, la Parola di Dio sarebbe un inganno e Dio stesso sarebbe un bugiardo. Non può essere!

Dio non ti ha promesso una vita senza dolori. Ti ha promesso però “una via di uscita”. Ti ha promesso di aiutarti a sopportare il dolore. Ha promesso di rialzarti quando i tuoi piedi inciampano e barcolli.

Il nostro Padre d’amore ha detto: “Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana, or Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita, affinché la possiate sostenere” (1 Corinzi 10:13).

Il tuo Padre celeste veglia su di te con occhio vigile. Controlla ogni tuo movimento. Imbottiglia ogni tua lacrima. Si identifica con ogni tuo piccolo dolore. Sente ogni tua ferita. Non permetterà mai che tu affoghi nelle tue lacrime. Non permetterà mai che il tuo dolore ti deteriori la mente. Ha promesso di raggiungerti in tempo, per asciugare le tue lacrime e darti gioia al posto del lutto.

Hai la capacità di far gioire il tuo cuore ed essere lieto nel Signore. L’occhio di Dio è su di te – ed egli ti comanda di alzarti e scuoterti di dosso tutte quelle paure che ti provocano dubbi.

venerdì 25 giugno 2010

TUTTA LA GRAZIA DI CUI HAI BISOGNO PER VINCERE

Abbiamo spesso sentito definire la grazia come il favore immeritato e la benedizione di Dio. Tuttavia io credo che la grazia sia molto più di questo. Secondo la mia opinione, la grazia è tutto ciò che Cristo è per noi nei momenti di sofferenza – potenza, potere, misericordia, bontà, amore – per permetterci di superare le nostre afflizioni.

Se guardo indietro agli anni passati – anni di grandi prove, sofferenze, tentazioni e afflizioni – posso testimoniare che la grazia di Dio mi è bastata. So cosa significa porre delle domande a Dio, mentre mia moglie subiva tanti tumori, e poi quando entrambi le nostre figlie lo hanno contratto. Oggi stanno tutte bene e sono forti, e per questo ringrazio il Signore. So anche cosa significa essere schiaffeggiati da un messaggero di Satana. Sono stato molto tentato ed ingannato, ed ho avuto nemici che mi venivano contro da ogni parte. Sono stato insultato da chiacchiere, sono stato accusato falsamente e rigettato dagli amici. In quei periodi bui, sono caduto in ginocchio e ho pianto davanti a Dio.

La sua grazia mi ha sempre rialzato. E per oggi mi basta. Poi, un giorno in gloria, il Padre mi rivelerà il bellissimo piano che aveva per me in tutte quelle situazioni. Mi mostrerà come ho ottenuto la pazienza in tutte le prove, come ho imparato la compassione per gli altri, come la sua forza è stata resa perfetta nella mia debolezza, come ho gustato la sua estrema fedeltà nei miei riguardi, e quanto ho desiderato essere sempre più simile a Gesù.
Forse possiamo ancora chiederci perché – ma tutto rimane un mistero. Sono pronto ad accettarlo finché Gesù ritornerà. Non vedo fine alle mie prove e alle mie afflizioni. Sono ormai cinquanta anni di ministero che continuo ad averle, e so che sarà ancora così.

Tuttavia, nonostante tutto, ricevo ancora una misura sempre maggiore della forza di Cristo. Infatti, le più grandi rivelazioni della sua gloria che ho avuto, sono giunte durante i miei periodi più difficili. Anche a te, nei tuoi momenti più bui, Gesù darà la piena misura della sua forza.

Forse non capiamo il nostro dolore, la nostra depressione o il nostro sconforto. Forse non sappiamo perché le nostre preghiere di guarigione non vengono esaudite. Ma non dobbiamo saperlo. Il nostro Dio ha già la risposta pronta per noi: “Hai la mia grazia – e, mio caro figlio, è tutto ciò di cui hai bisogno”.

giovedì 24 giugno 2010

RESISTI ED EGLI FUGGIRA’

Satana tentò Gesù con questa offerta: “Io ti darò tutte queste cose se, prostrandoti a terra, mi adori” (Matteo 4:9). Sembra così bizzarro, così ridicolo; come si potrebbe considerare una tentazione? Ci crediate o no, si trattava di un’offerta potente e attraente. Satana stava sfidando Gesù, dicendogli: “Ti prometto che se semplicemente ti inchini ai miei piedi, in un solo atto di adorazione, io smetterò di combatterti. Ti darò il mio potere su tutti questi regni. Non possiederò né schiavizzerò più nessuno. So che tu ami l’umanità al punto di farti maledire da Dio per amore loro. Perciò, perché aspettare? Puoi sacrificarti proprio adesso, e liberare il mondo in questo stesso istante”.

Perché il diavolo era disposto a rinunciare a tutto il suo potere? Stava cercando di salvarsi la pelle. Satana sapeva che il suo destino eterno sarebbe stato sigillato al Calvario. Così, se avesse impedito a Gesù di salire sulla croce, si sarebbe potuto risparmiare quel futuro.

Forse ti chiedi: “Ma io che c’entro con tutto questo?”. Satana ancora tenta i giusti con delle offerte simili. Satana viene a noi con minacce ed accuse. Ci dice: “Non devi adorarmi – perché ho già accesso alla tua carne. Io conosco tutte le tue debolezze. Perciò, vai avanti e testimonia la tua libertà in Cristo. Nel momento in cui canti le tue lodi maggiori, io circonderò la tua mente di malvagità. Ti ricorderò i tuoi peccati, e tu ti dispererai di essere libero. Non hai scampo”.

Come possiamo rispondere alle accuse di Satana? “Resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi” (Giacomo 4:7). Non importa quante tentazioni Satana ti stia lanciando addosso. Non devi temere nessuno dei tuoi peccati del passato. Se il sangue di Cristo li ha coperti, il diavolo non può fare più niente per separarti dal Padre.

mercoledì 23 giugno 2010

QUANDO SORGONO LE DOMANDE

“E, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Ora il tentatore, accostandosi, gli disse: "Se tu sei il Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane"” (Matteo 4:2-3).

Nel momento in cui Gesù era fisicamente vulnerabile, il diavolo arrivò con la sua prima tentazione.

Non è un peccato aver fame. Allora, qual era il problema? Satana stava sfidando Gesù: “Se sei veramente Dio, allora in te c’è la Sua potenza. E in questo momento stai attraversando un periodo difficile. Perché non usi la potenza che Dio ti ha dato per liberarti? Non ti ha dato quella potenza per vedere se l’avresti usata in maniera opportuna?”.

Ecco una delle tentazioni più insidiose che i veri cristiani si trovano ad affrontare. Come Gesù, il tuo esempio, anche tu hai una passione per Dio. Hai deciso nel tuo cuore di essere completamente arreso a lui. È in quel momento che il Signore ti conduce nel deserto e, dopo un po’, ecco che sorgono alcune domande. Inizi a perdere i tuoi soliti atteggiamenti, ti chiedi quali sono gli scopi eterni di Dio nella tua vita. E mentre cerchi di pregare e di ottenere la vittoria, le tentazioni di Satana si abbattono su di te in maniera ancora più terribile.

Il nemico vuole che tu agisca in maniera indipendente dal Padre. Il diavolo dice: “Le tue sofferenze non vengono da Dio. Non devi subire tutto questo. Hai la potenza di Dio in te, attraverso lo Spirito Santo. Pronuncia la parola – liberati. Soddisfa la tua fame!”.

Il primo schema di Satana è stato quello di creare un potente fallimento. Sperava che Dio non avrebbe onorato il grido di fame di Gesù, se questi lo avesse chiesto. Se il potere celeste avesse fallito, allora Cristo avrebbe dubitato della sua divinità e non avrebbe compiuto il suo scopo eterno sulla terra.

Secondo, Satana sapeva che Gesù era stato mandato a compiere solo quello che il Padre gli diceva. Perciò voleva convincere Cristo a disubbidire per il suo bene. In quel modo, se Gesù avesse usato il suo potere per evitare la sofferenza, avrebbe fatto lo stesso per evitare la croce.

Ma come rispose Gesù alla tentazione del diavolo? “Sta scritto: L’uomo non vive soltanto di pane, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio” (Matteo 4:4). Cristo disse, in effetti: “La mia venuta sulla terra non è per assolvere alle mie necessità, ai miei bisogni o al mio bisogni fisico. Io sono venuto per dare all’umanità – non per salvare me stesso”.

Persino al culmine della sua sofferenza, Gesù non perse di vista il suo scopo eterno. E se il nostro Signore imparò la dipendenza e la compassione da quell’esperienza nel deserto, anche noi dobbiamo farlo.

martedì 22 giugno 2010

VIAGGIO NEL DESERTO

Dietrich Bonhoeffer, il teologo tedesco, dipinse il cristiano come qualcuno che cerca di attraversare un mare di pezzi di ghiaccio fluttuanti. Il cristiano non può affatto riposare mentre lo sta attraversando, eccetto nella fede che Dio ha tutto sotto controllo. Non può fermarsi troppo a lungo in un posto, altrimenti rischia di affondare. Dopo aver fatto un passo, deve stare attento a fare il successivo. Sotto di lui vi è l'abisso e davanti a lui l'incertezza – ma con il Signore è fermo e sicuro! Non riesce ancora a scorgere la terra ferma, ma c'è – è una promessa nel suo cuore. Così il viaggiatore cristiano tiene gli occhi fissi sulla méta da raggiungere.

Preferisco pensare alla vita come ad un viaggio nel deserto – come quello dei figli d'Israele. E la battaglia del re Giosafat e dei figli di Giuda, è anche la nostra (vedi 2 Cronache 20). Sicuro, è un deserto; sì, ci sono serpenti, non c'è acqua, ci sono valli di lacrime, eserciti nemici, la sabbia ardente, la siccità e montagne insuperabili. Ma quando i figli del Signore rimasero fermi per vedere la sua salvezza, egli apparecchiò la tavola in quel deserto – fece piovere la manna dal cielo – distrusse gli eserciti nemici con la sua potenza, fece scorrere acqua dalla roccia, rese innocuo il veleno dei serpenti, guidò il suo popolo con una colonna ed una nuvola, diede loro latte e miele, e li portò nella Terra Promessa con mano forte e potente. E Dio li avvertì perché dicessero ad ogni generazione successiva: "Non per forza né per potenza, ma per il mio spirito, dice il Signore degli eserciti" (Zaccaria 4:6).

Smettiamo di cercare l'aiuto dalla parte sbagliata. Rimaniamo da soli con Gesù in un luogo segreto; parliamogli della nostra confusione. Diciamogli che non abbiamo altro luogo ove andare. Diciamogli che ci fidiamo solo del suo aiuto. Sarai tentato a risolvere la questione da solo. Vorrai cercare di sistemare le cose a modo tuo. Ti chiederai se Dio è all'opera anche se non lo vedi. Pietro disse: "Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna" (Giovanni 6:68).

"Volgetevi a me e siate salvate, voi tutte estremità della terra. Poiché io sono Dio e non c'è alcun altro" (Isaia 45:22).

"Ma io guarderò all'Eterno, spererò nel DIO della mia salvezza; il mio DIO mi ascolterà" (Michea 7:7).

lunedì 21 giugno 2010

MENTRE LE FONDAMENTA TREMANO

Mentre le fondamenta del mondo tremano e Satana ruggisce come un leone inferocito, e ovunque c'è confusione, violenza ed incertezza, coloro che confidano nel Signore, che sono certi in Lui, resteranno fermi per vedere la salvezza di Dio con i loro cuori e le loro menti in pace. Essi possono godere del riposo e dormire serenamente, senza aver paura delle condizioni intorno a loro.

Vi fornisco delle gloriose promesse di Dio per tutti quelli che confidano in Lui in questi tempi incerti.

  • "La via di Dio è perfetta; la parola dell'Eterno è purificata col fuoco. Egli è lo scudo di tutti quelli che sperano in lui" (2 Samuele 22:31).
  • "Mostrami la tua meravigliosa bontà, o tu, che con la tua destra salvi dai loro avversari quelli che si rifugiano in te" (Salmo 17:7).
  • "Quanto è grande la tua bontà che riservi per quelli che ti temono, e che usi in presenza dei figli degli uomini verso quelli che si rifugiano in te!" (Salmo 31:19).
  • "Tu li nascondi nel segreto rifugio della tua presenza, dalle insidie degli uomini, tu li custodisci in una tenda al sicuro dalle contese verbali" (Salmo 31:20).
  • Siate forti, o voi tutti che sperate nell'Eterno, ed egli renderà saldo il vostro cuore" (Salmo 31:24).\
  • "Rimetti la tua sorte nell'Eterno, confida in lui, ed egli opererà" (Salmo 37:5).
  • "Ma la salvezza dei giusti viene dall'Eterno; egli è la loro roccaforte nel tempo della sventura. E l'Eterno li aiuta e li libera; li libera dagli empi e li salva, perché si sono rifugiati in lui" (Salmo 37:39-40).
  • "Ho posto la mia fiducia in Dio, non temerò. Che cosa mi può fare l'uomo?" (Salmo 56:4).
  • "Confida in lui continuamente, o popolo, effondi il tuo cuore davanti a lui; Dio è il nostro rifugio" (Salmo 62:8).
  • "Quelli che confidano nell'Eterno sono come il monte Sion, che non può essere smosso, ma rimane in eterno" (Salmo 125:1).
  • "Chi confida nell'Eterno è al sicuro" (Proverbi 29:25).

L'unica salvaguardia contro le bugie di Satana e gli inganni del male è affrontarle con le promesse di Dio. La Parola di Dio è ancora potente, e il diavolo ancora trema quando restiamo ritti con questa Spada nelle mani.

Oggi, adesso, prendi la tua posizione.

venerdì 18 giugno 2010

UNO SPECCHIO

“Ma egli [Stefano], ripieno di Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio, e disse: Ecco, io vedo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio” (Atti 7:55-56).

Stefano rappresenta ciò che un vero cristiano dovrebbe essere: qualcuno ripieno di Spirito Santo, con gli occhi fissi sull’Uomo nella gloria. Egli è uno che rispecchia quella gloria in un modo tale che chiunque la vede resta meravigliato e pieno di stupore. Egli è uno che ha lo sguardo fisso su Cristo, che guarda sempre in alto verso di Lui, pienamente preso dal Salvatore glorificato.

Guarda in che condizione disperata si trovava Stefano, circondato da pazzia religiosa, superstizione, pregiudizio e gelosia. La folla inferocita lo spingeva, con occhi assetati di sangue, selvaggi, e la morte si profilava proprio davanti a lui. Che circostanza impossibile! Ma guardando in alto verso il cielo, egli ammirò il Suo Signore in gloria, ed improvvisamente l’essere rifiutato qui sulla terra non significò niente per lui. Ora, lui si trovava al di sopra di tutto questo, mentre guardava a Colui che era invisibile.

Uno scorcio della gloria di Dio, una visione della Sua preziosa santità, e Stefano non poté più essere ferito. Le pietre e le feroci maledizioni erano innocue per lui, a motivo della gioia che gli era posta dinanzi. Uno sguardo alla gloria di Cristo ti pone al di sopra di ogni circostanza. Tenendo gli occhi su Cristo, afferrandoci coscienziosamente a Lui ad ogni passo, ci fornirà pace e serenità come nient’altro potrebbe fare.

“E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore” (2 Corinzi 3:18). Stefano colse i raggi dell’Uomo glorificato in cielo, e li riflesse ad una società che Lo rigettava.

Quant’è vero che noi diventiamo ciò che contempliamo. La traduzione adeguata dovrebbe essere: “Noi tutti, rispecchiando a faccia scoperta la gloria, siamo trasformati!” L’idea è che il cristiano riflette, come uno specchio, la gloria che egli contempla del continuo. Siamo noi che siamo “nello specchio”, guardiamo Cristo, l’oggetto del nostro amore, e diveniamo come Lui durante questo processo di contemplazione.

Quando il nemico viene come una fiumana, e le circostanze avverse ci abbattono, abbiamo bisogno sia di stupire che di condannare il mondo intorno a noi mediante il dolce, ristorante riposo in Cristo. Dato che vediamo con la nostra mente spirituale, ciò si ottiene tenendo le nostre menti fisse su Cristo.

giovedì 17 giugno 2010

L’INESORABILE AMORE DI DIO

Vorrei parlarti della parola inesorabile. Significa non diminuito d'intensità o di sforzo – ostinato, senza compromessi, incapace di cambiare o essere persuaso dagli argomenti. Essere inesorabili significa essere incollati ad una determinata situazione.

Che descrizione meravigliosa dell'amore di Dio. L'amore del nostro Signore è assolutamente inesorabile. Niente può impedire o diminuire la sua amorevole ricerca dei peccatori e dei santi. Davide, il salmista, lo espresse in questi termini: "Tu mi cingi di dietro e davanti e metti la tua mano su di me. Dove potrei andare lontano dal tuo Spirito, o dove potrei fuggire lontano dalla tua presenza? Se salgo in cielo, tu sei là; se stendo il mio letto nello Sceol, ecco, tu sei anche là" (Salmo 139:5, 7-8).

Davide sta parlando dei grandi alti e bassi che affrontiamo nella vita. Sta dicendo: "Ci sono momenti in cui sono benedetto, e mi sento sollevato di gioia. Altre volte mi sento come se stessi vivendo nell'inferno, condannato e indegno. Non importa dove sono, Signore – non importa quanto mi senta benedetto, o quanto sia abbattuto – tu sei con me. Non posso sbarazzarmi del tuo inesorabile amore. E non posso mandarlo via. Non accetterai mai le mie argomentazioni su quanto sono indegno. Anche quando sono disobbediente – quando pecco contro la tua verità, quando do per scontato la tua grazia – non smetti mai di amarmi. Il tuo amore per me è inesorabile!".

Dobbiamo considerare la testimonianza dell'apostolo Paolo. Leggendo la vita di Paolo, vediamo un uomo incline a distruggere la chiesa di Dio. Paolo era impazzito nel suo odio per i cristiani. Spirava minacce di morte contro chiunque seguiva Gesù. Cercò l'autorizzazione dei sommi sacerdoti per abbattere i credenti entrando nelle loro case e trascinarli in prigione.

Dopo la sua conversione, Paolo testimoniò che persino durante quegli anni pieni di odio – mentre era pieno di pregiudizio e massacrava i discepoli di Cristo – persino in quel periodo Dio lo amava. L'apostolo scrisse: "Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi" (Romani 5:8). Diceva, in effetti: "Anche se non ne ero consapevole, Dio mi stava cercando. Continuava a venirmi incontro con amore, finché non mi ha letteralmente buttato giù da cavallo. È questo l'amore inesorabile di Dio".

Nel corso degli anni, Paolo divenne sempre più convinto che Dio lo avrebbe amato fino alla fine, nonostante i suoi alti e bassi. Egli affermò: "Infatti io sono persuaso che né morte né vita né angeli né principati né potenze né cose presenti né cose future, né altezze né profondità, né alcun'altra creatura potrà separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore" (Romani 8:38-39). Stava dichiarando: "Ora che appartengo a Dio, niente può separarmi dal suo amore. Nessun diavolo, nessun demone, nessun principato, nessun uomo, nessun angelo – niente può impedire a Dio di amarmi".

mercoledì 16 giugno 2010

UNA VOCE

La definizione che Giovanni Battista diede del proprio ministero era semplice e diretta: "La voce di uno che grida nel deserto" (Giovanni 1:23). Questo servo dell'Altissimo, che secondo le Scritture fu il più grande "tra i nati di donna", fu il più benedetto di tutti i profeti e un riverito predicatore di giustizia.

Le folle si accalcavano a sentire i brucianti messaggi di Giovanni. Molti furono battezzati e divennero suoi discepoli, persino i regnanti vennero da lui fortemente influenzati. Alcuni pensarono che fosse il Cristo; altri lo considerarono Elia, risorto dai morti.

Giovanni si rifiutò di essere esaltato o pubblicizzato. Egli fu svuotato dal servire sé stesso, e si ritirava continuamente dal palco principale. Ai suoi occhi, il più grande dei profeti non era nemmeno degno di essere chiamato uomo di Dio, ma solo una voce nel deserto, modesta, ritirata, e noncurante dell'onore o dell'utilità. Egli non si preoccupava di avere un ministero o di essere "potentemente usato da Dio". In realtà, egli si considerava indegno persino di toccare i sandali del Suo Maestro. La sua intera vita fu consacrata a "l'Agnello di Dio, che toglie i peccati dal mondo" (Giovanni 1:20).

Quale rimprovero solenne a noi di questa età in cui ci si auto-proclama, si pubblicizza sé stessi, si cerca di avere influenza sugli altri, si viaggia nel proprio ego, si cercano onori. Giovanni avrebbe potuto avere tutto questo, ma gridò: "Bisogna che egli cresca, e che io diminuisca" (Giovanni 3:30). E per raggiungere quell'obiettivo, Giovanni continuava a ricordare a tutti coloro che lo ascoltavano, "sono solo una voce".

Il segreto della felicità di Giovanni era che la sua gioia non era nel proprio ministero o nel proprio lavoro, non era nella sua utilità personale o nella vasta influenza sugli altri. La Sua pura gioia era stare alla presenza dello Sposo, sentire la Sua voce, e rallegrarsi in essa. La sua gioia era nel vedere altri, suoi discepoli inclusi, affollarsi intorno a Gesù, l'Agnello di Dio.

La più grande realizzazione che un figlio di Dio possa mai conoscere è perdere sè stesso ed ogni desiderio di essere qualcuno, e rallegrarsi semplicemente nell'essere un figlio o una figlia che vive alla presenza del Signore Gesù Cristo. Essere totalmente occupati da Cristo è ciò che soddisfa il cuore. Giovanni poteva stare lì in piedi nel fiume Giordano, coi suoi occhi fissi su Gesù, e dilettarsi alla Sua presenza. Egli cibava la sua anima con Cristo, il suo cuore si rivolgeva del continuo a Lui in adorazione e stupore.

martedì 15 giugno 2010

UN UOMO PROVATO

"DIO lo abbandonò per metterlo alla prova e conoscere tutto ciò che era nel suo cuore" (2 Cronache 32:31).

Siamo diventati così occupati a saggiare Dio che non abbiamo preparato i nostri cuori per i grandi test della vita in cui Dio mette alla prova l'uomo. Potrebbe essere che la grande prova che stai affrontando in questo momento, il peso che stai portando ora, sia in realtà Dio che sta saggiando il tuo cuore?

"Dopo queste cose DIO mise alla prova Abrahamo e gli disse: "Prendi ora tuo figlio, e offrilo in olocausto" (Genesi 22:1-2). Dio mise alla prova una nazione intera per scoprire ciò che vi era nel loro cuore. "Ricordati di tutta la strada che l'Eterno, il tuo DIO, ti ha fatto fare in questi quarant'anni nel deserto per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che c'era nel tuo cuore e se tu osserveresti o no i suoi comandamenti" (Deuteronomio 8:2).

Vediamo una cosa strabiliante in 2 Cronache 32:31: Dio abbandonò per un tempo un grande re per metterlo alla prova. "Dio lo abbandonò per metterlo alla prova e conoscere tutto ciò che c'era nel suo cuore".

Spesso, mentre persegue piamente l'opera di Dio, il servo del Signore si ritrova apparentemente abbandonato – provato ai limiti della sopportazione e lasciato da solo nella battaglia contro le forze dell'inferno. Ogni uomo che Dio ha benedetto è stato messo alla prova nello stesso modo.

Ti ritrovi in una circostanza strana? Ti senti abbandonato e solo? Combatti una battaglia persa contro un nemico imprevedibile? Questi sono sintomi che segnalano il processo di vagliatura.

Desideriamo sempre la vittoria, ma ricorda che a volte bisogna fallire: Dio è interessato a ciò che rimane nel nostro cuore, alla nostra attitudine dopo aver vinto o perso la battaglia solitaria. Il suo desiderio è che siamo devoti a lui nonostante il fallimento.

Gesù ci ha promesso di non lasciarci né abbandonarci, ma la Scrittura ci ricorda che ci sono momenti in cui il Padre si allontana da noi per metterci alla prova. Persino Cristo sperimentò questo momento di solitudine sulla croce. È in questi momenti che il nostro benedetto Salvatore è più toccato dai sentimenti della nostra infermità – e ci sussurra: "Io prego per te, perché la tua fede non fallisca".

Gesù dice che dobbiamo prendere la nostra croce e seguirlo (vedi Matteo 16:24). Cos'è una croce? È la nostra carne con la sua fragilità e debolezza. Prendila, spostala con fede, e la sua forza diventerà perfetta in te. La tua croce di egoismo e di peccato è troppo pesante? Allora, amico mio, prendi la tua croce e seguilo. Egli ti comprende ed è lì accanto a te per aiutarti a portare il peso!

venerdì 11 giugno 2010

LA CASA DI DIO TRASFORMATA IN UN COVO DI LADRI

Gesù salì a Gerusalemme per la Pasqua ed entro nel tempio (Giovanni 2:13-17). Ciò che vide lo sconvolse. I mercanti si erano impossessati della casa di Dio! Egli era venuto in cerca di una casa di preghiera e ciò che trovò fu l’ossessione dell’esposizione, la pubblicità e la vendita di mercanzie religiose. I leader religiosi stavano contando i loro guadagni; che gran da fare! Gli uomini di Dio erano divenuti dei trafficanti di mercanzie religiose, tutti presi a promuovere le loro merci.

Dappertutto nella casa di Dio erano stati sistemati dei tavoli per pubblicizzare e vendere pecore, buoi, colombi, dolci, incensi, ed altre mercanzie per scopi religiosi. Lo scambio di monete creava il rumore più forte nel tempio, soldi che si stavano facendo con Dio e la religione.

Quale terribile dolore fece sì che il cuore compassionevole del nostro Signore ribollisse di santa rabbia? La Sua grande sofferenza fece sì che il Suo spirito mite infuriasse di una giusta indignazione.

Riesci a immaginarti la scena? Con una frusta in mano, il nostro Signore irruppe nel tempio ed iniziò ad agitarla in tutte le direzioni, rovesciando i tavoli pieni di mercanzie impilate. Scacciò i venditori, i commercianti, i mercanti.

“Fuori!”, tuonò, “Fuori dalla casa di mio Padre! Avete dissacrato questo luogo santo, rendendo la casa di preghiera una piazza di mercato!”
Fu una delle esperienze più dolorose in tutto il Suo ministero, ma non poteva non agire, permettendo che la casa di Suo Padre divenisse un covo di ladri religiosi.

Siamo disposti a partecipare con questo aspetto delle sofferenze di Cristo oggi? Condividiamo il Suo dolore nel vedere la casa di Dio ancora una volta ceduta ai mercanti? Ci sentiremo noi oltraggiati dall’orribile commercializzazione dell’evangelo? Sentiremo la Sua furia contro la compravendita spirituale abbastanza da ritirarci da qualsiasi attività del genere? Sentiamo la Sua sofferenza tanto da rinunciare a ministeri che pubblicizzano mercanzie e sussistono soltanto allo scopo di fare soldi?

Possiamo noi condividere le Sue sofferenze al punto di metterci contro coloro che trasformerebbero la casa di Dio in un teatro o in un centro d’intrattenimento per mercanti? Riusciamo noi a soffrire a motivo di tutti i guadagni fatti nel nome di Gesù? Riusciamo a staccare gli occhi dalla cassa e riporli nuovamente sulla croce?

giovedì 10 giugno 2010

CRISTO HA VINTO LA BATTAGLIA PER TE

Nei mesi scorsi, ho letto molte lettere tristi e pietose di credenti che sono ancora legati da vizi peccaminosi. Molti cristiani che stanno ancora lottando mi scrivono: “Non riesco a smettere di giocare… Sono nelle grinfie di una dipendenza dall’alcol.. Ho una relazione e non riesco a romperla.. Sono schiavo della pornografia”. Lettera dopo lettera, queste persone dicono la stessa cosa: “Io amo Gesù e ho implorato Dio di liberarmi. Ho pregato, pianto e chiesto saggi consigli. Ma non riesco proprio ad essere libero. Cosa posso fare?”.

Ho trascorso molto tempo chiedendo al Signore la sapienza su come rispondere a questi credenti. Ho pregato: “Signore, tu conosci le vite dei tuoi figli. Molti sono cristiani devoti, ripieni di Spirito, eppure non hanno ancora la tua vittoria. Non conoscono la libertà. Ma che succede?”.

Ad un certo punto, ho studiato un passo biblico che contiene le promesse di Dio al suo popolo. Mi sono ricordato che il Signore promette di impedirci di cadere, di presentarci senza macchia, di giustificarci per fede, di santificarci per fede, di mantenerci santi per fede. Promette che il nostro vecchio uomo è crocifisso per fede, e che noi siamo trasportati nel suo regno per fede.

L’unica cosa in comune a tutte queste promesse è la frase “per fede”. Infatti, tutte queste cose riguardano la fede, secondo la Parola di Dio. Perciò sono giunto all’unica conclusione chiara a proposito di questi problemi che affliggono i cristiani: in qualche modo la radice della loro schiavitù è l’incredulità. Tutto si riduce ad una semplice mancanza di fede.

Stai lottando per ottenere la vittoria sulla tua volontà? Stai combattendo la battaglia nella tua vecchia natura? Paolo sottolinea: “Ora a colui che opera, la ricompensa non è considerata come grazia, ma come debito; invece colui che non opera, ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede gli è imputata come giustizia” (Romani 4:4-5).

La tua vittoria deve avvenire non attraverso le lacrime o delle battaglie, ma credendo che Gesù Cristo ha vinto la battaglia per te.

“Perché senza fede è impossibile piacergli” (Ebrei 11:6). Infatti, Paolo dice qui che c’è una sola condizione legata alle promesse di Dio: “Se pure perseverate nella fede, essendo fondati e fermi senza essere smossi dalla speranza dell’evangelo che voi avete udito” (Colossesi 1:23).

Cristo ha arreso tutto al Padre, per essere un figlio completamente ubbidiente. E noi dobbiamo fare altrettanto. Dobbiamo essere totalmente dipendenti dal Padre, come lo è stato Cristo.

mercoledì 9 giugno 2010

DIO VUOLE STABILIRCI SUL MONTE DELLA SUA PRESENZA

“Molti popoli verranno dicendo: Venite, saliamo al monte dell'Eterno, alla casa del Dio di Giacobbe; egli ci insegnerà le sue vie …” (Isaia 2:3).

“Li condurrò sul mio monte santo e li riempirò di gioia nella mia casa d'orazione …” (Isaia 56:7).

Il messaggio dello Spirito Santo a tutto il popolo di Dio oggi è: “Ritorna al monte, ritorna nella Sua santa presenza”. Sono molti in questo momento a sentire la chiamata e a prendere del tempo per pregare e cercare Dio. Altri, invece, continuano per la propria strada, troppo indaffarati coi dettagli del regno per salire la santa collina.

Isaia vide sia la gloria di un ministero risvegliato che la tragedia di una sentinella cieca, sonnacchiosa. Mentre alcune sentinelle si scuotono e tornano al monte di Dio per udire una parola fresca dal cielo, altri si perderanno in infinite attività e autopromozioni.

“I suoi guardiani sono ciechi, sono tutti senza conoscenza, sono tutti cani muti, incapaci di abbaiare; fanno sogni, stanno sdraiati, amano sonnecchiare. Sono cani ingordi, che non sono mai sazi; sono pastori che non capiscono nulla; seguono tutti la loro via, ognuno mira al proprio interesse, per conto suo” (Isaia 56:10-11).

Isaia disse che costoro sono divenuti tali – egocentrici e preoccupati delle opere delle proprie mani, interessati unicamente in ciò che stanno facendo, spiritualmente morti – perché “hanno abbandonato il Signore e hanno dimenticato il Suo monte santo” (vedi Isaia 65:11).

Ministri di Dio, faremmo meglio ad ascoltare l’avvertimento del profeta Isaia, quando disse: “Egli darà ai suoi servi un altro nome” (Isaia 65:15). Egli farà sorgere delle persone che lo cercano, sconosciuti, per risvegliare la Sua chiesa.

Lo Spirito sta facendo sorgere un esercito di “uomini del monte” che spenderanno del tempo da soli con Dio, raccolti alla Sua santa presenza, i quali udranno la Sua voce, riceveranno una nuova visione, e torneranno con gioia per liberare “coloro che piangono a causa di uno spirito rotto” (vedi Isaia 65:13-14).

Oh, sì! Essi ritorneranno, ma con potenza e dominio.

Il Suo fuoco raffinatore risveglierà nuovi e santi principi in noi. Per troppo tempo siamo stati morti ai principi santi necessari a salvare la chiesa dal caos. Il Signore non sarà più soddisfatto di una bontà generale nella Sua casa; Egli ora sta cercando il fuoco di Cristo nel cuore.

martedì 8 giugno 2010

DOVE DIMORA DIO?

Quando Gesù fu portato in cielo, l’apostolo Giovanni ricevette una magnifica visione di gloria. Egli disse: “Non vidi in essa alcun tempio, perché il Signore Dio onnipotente e l’Agnello sono il suo tempio… la gloria di Dio la illumina e l’Agnello è il suo luminare” (Apocalisse 21:22-23). In altre parole, l’unico tempio in cielo è Gesù stesso.

Ora che il tempio di Dio è nella gloria, seduto alla sua destra, dove abita il Signore sulla terra? Infatti Dio stesso chiese: “Che genere di dimora mi costruirete? Dov’è il luogo del mio riposo?”. Sappiamo che nessun edificio può contenere Dio. Non lo si può trovare nella cattedrale di San Pietro al Vaticano. Non è neanche nella cattedrale di San Patrizio a New York City. E non è neanche in una delle grandi cattedrali europee. No, come affermò Paolo sul Monte Marte ad Atene: “Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi fatti da mani d’uomo” (Atti 17:24). Per dirla in breve, se cerchiamo il luogo ove dimora Dio in qualche edificio, non lo troveremo.

Il Signore ha trovato la sua abitazione – lui vive e regna nel corpo dell’uomo che ha creato. Paolo afferma che il tempio di Dio ora è nel corpo umano: “Non sapete voi che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?” (1 Corinzi 3:16).

Quando crediamo in Gesù, diventiamo un tempio, la dimora stessa di Dio. Ciò ebbe una dimostrazione abbastanza visibile nell’Alto Solaio. Lo Spirito Santo scese sui discepoli che vi erano radunati, riempiendoli di Lui. Ed essi definirono i propri corpi santificati “il tempio di Dio”, dove il Padre sarebbe sceso ed avrebbe vissuto. Lo Spirito li avrebbe aiutato a mortificare e a distruggere le opere della loro carne peccaminosa. E avrebbe dato loro la potenza di vivere in vittoria. I loro corpi divennero il tempio di Dio, una dimora non costruita da mano d’uomo.

Gesù ha detto: “Se e uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui” (Giovanni 14:23). Una dimora è una residenza, un luogo in cui restare.

Paolo dice: “Infatti siete stati comprati a caro prezzo, glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio” (1 Corinzi 6:20). In altre parole, appartieni a Dio e lui vuole che tu sia il suo luogo di riposo. Ora, apri il tuo cuore alla verità e dagli gloria, ricevendolo in te.

lunedì 7 giugno 2010

IL DONO DI DIO A SUO FIGLIO

La mia comprensione è davvero scarsa quando leggo queste parole: “E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno, come noi siamo uno” (Giovanni 17:22). Pensaci. Abbiamo la parola del nostro Signore, confessata dinanzi a Suo Padre, che Egli si è dato a noi nello stesso modo totale e completo col quale il Padre Si è dato a Lui. Egli ci ha donato lo stesso intimo amore che il Padre ha dato a Lui, e questa è la Sua gloria manifestata in noi. Siamo stati condotti nello stesso tipo di rapporto d’amore speciale che Egli condivide col Padre e, ancor più, Egli schiude il cerchio d’amore tra loro due e ci include in esso. Siamo stati resi partecipi di una gloria al di là di ogni comprensione. Quant’è incredibile pensare che Cristo ci abbia portato al Padre e abbia pregato: “Che siano uno con noi!” Siamo completamente partecipi della pienezza dell’amore di Dio per Suo Figlio, essendo noi in Cristo.

Si può dire in senso letterale che Dio ha tanto amato Suo Figlio da dargli il mondo. Sappiamo che Egli gli ha dato coloro che sono nel mondo, perché il Signore ha detto: “Io ho manifestato il tuo nome agli uomini, che tu mi hai dato dal mondo; erano tuoi, e tu me li hai dati …” (v. 6).

Non sapevi che siamo il dono di Dio a Suo Figlio, un dono d’amore? “Erano tuoi, e tu me li hai dati”. Ma Cristo era talmente unito col Padre che gli restituì il dono dicendo: “E tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie” (v. 10). Questo tipo d’amore non può trattenere nulla per sé stesso, ma dona tutto ciò che possiede.

Non è consolante sapere che siamo noi l’oggetto di un tale amore tra il Padre e il Figlio? Quale onore, Cristo che ci pone nel palmo della Sua grande ed amorevole mano, e ci presenta al Padre dicendo: “Ecco, Padre! Essi sono tuoi! Tutti loro ci appartengono! Sono l’oggetto del nostro amore! Io li amerò, Padre! Tu li amerai! E noi faremo in loro la nostra dimora e mostreremo loro quanto sono amati”.

Come possono le nostre menti afferrare tutto ciò? Ecco il nostro Signore che dice al Padre: “Io renderò loro noto il Tuo amore per me, affinché l’amore che hai per me sia in loro”.

venerdì 4 giugno 2010

L’AMORE DEL PADRE

Mi chiedo quanti nel popolo di Dio oggi possano gridare sinceramente al nostro benedetto Signore: "Glorificami della Tua gloria! Portami all'unità con Te. Bramo esserti più vicino, più intimo con Te. Maestro, è Te che voglio. Più che segni e prodigi, io devo avere la Tua presenza!"

Ascolta la Sua supplica eccelsa: "Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche coloro che tu mi hai dato, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai dato, perché tu mi hai amato prima della fondazione del mondo" (Giovanni 17:24).

La gloria della quale Gesù sta parlando ha a che fare con un tipo d'amore molto intimo, un amore che non consente distanza o separazione dall'oggetto del proprio affetto. Esso desidera un'unione completa, eterna. Questo amore divino tra il nostro Signore e il Padre era così fondamentale per Lui da bramare con ansia il giorno in cui tutti i Suoi figli potessero ammirarla coi propri occhi.

Sia gloria al santo nome di Gesù Cristo per un pensiero tanto glorioso! Cristo si rallegra così tanto della gloria del rapporto intimo con Suo Padre che brama condurre tutti i figli di Dio in cielo per contemplarla.

In realtà, il nostro Signore stava pregando: "Padre, loro devono vedere questo amore glorioso che abbiamo. Devono vedere da sé stessi quanto pienamente Tu ti doni a me. Voglio che essi sappiano quanto grandemente sono amato, da prima che il mondo fosse creato".

Non sarà meraviglioso quando noi, i redenti, verremo condotti nella grande sala del banchetto di Dio, alla festa celeste, e ci verrà permesso di contemplare l'amore del Padre per il Suo caro Figlio e nostro benedetto Salvatore? Vedo in quel glorioso giorno l'esaudimento alla preghiera del nostro Signore, in cui Egli guarda ai Suoi figli acquistati dal sangue e proclama con gioia: "Vedete, figli miei, non è così? Non vi avevo detto la verità? Non mi ama così tanto? Avete mai contemplato un amore così grande? Non è davvero un amore perfetto? Ora vedete la mia gloria, l'amore del Padre per me e il mio amore per Lui".

Non vedete, santi di Dio, che contemplare la gloria di Cristo in quel giorno sarà per noi la rivelazione dell'amore di Dio per Suo Figlio? Quale gioia sapere che serviamo un Salvatore che è amato; e non è terrificante osservare come Lucifero si sia tagliato fuori da tale gloria? Egli è senza amore, non ha un padre. Sicuramente questa fu la sua maggiore perdita, ed è la grande perdita di tutti i figli di Satana, esistere senza la testimonianza o il senso dell'amore di un Padre celeste. Al contrario, i figli di Dio vengono abbracciati in un'unità con Gesù mentre sono ancora sulla terra. Dio ci ama così come ama il Suo proprio Figlio. Questa verità dovrebbe condurci nel riposo.

mercoledì 2 giugno 2010

LA GLORIA DI DIO

"Glorificami presso di te della gloria che io avevo presso di te …" (Giovanni 17:5).

Nessun uomo può definire adeguatamente la gloria di Dio più di quanto possa definire Dio stesso. La gloria è la pienezza di Dio, ed essa è un soggetto troppo alto per le nostre menti finite. Eppure, la conosciamo in parte.

Quando Dio dà la Sua gloria, Egli dona Sé stesso. Colui che riceve il Suo amore, riceve anche la Sua misericordia, la Sua santità, e la Sua forza. Colui che riceve la Sua misericordia riceve anche il Suo amore e tutto ciò che è la pienezza di Dio. Coloro che cercano la gloria di Dio devono imparare che Egli desidera veramente donarsi a noi, il che significa che Egli vuole che godiamo pienezza di riposo e fiducia.

Prima che lasciasse la terra per tornare dal Suo Padre celeste, Gesù pregò: "Ora dunque, o Padre, glorificami presso di te della gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse" (Giovanni 17:5).

Gesù era nel seno del Padre prima che il mondo fosse. Egli era uno col Padre, e ciò era gloria. L'unione col Padre era il diletto e la gloria del Suo essere. Egli aveva intimità, unione, era uno con Lui.

Conosciamo così poco della Sua gloria; pensiamo soltanto in termini di potere cosmico e splendore. Siamo così estranei al reale significato della gloria di Dio da non riuscire nemmeno a comprendere ciò che Gesù voleva dire quando disse: "Io sono glorificato in loro" (v. 10).

Non sapevi che Gesù Cristo è glorificato nei Suoi santi, proprio ora? Egli dimora in noi in tutta la Sua pienezza divina. Siamo completi in Lui. Quando Egli viene per dimorare in noi, Egli viene in tutta la Sua gloria, potenza, maestà, santità, grazia, ed amore. Abbiamo ricevuto la gloria di un Cristo completo e pieno di ogni cosa. Abbiamo un cielo aperto; accostiamoci con fiducia al trono della Sua gloria e rendiamogli note le nostre richieste. Quant'è meraviglioso venir via con fiducia e speranza.

martedì 1 giugno 2010

UNA NUOVA CREATURA

"Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo" (Galati 2:20).

"Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove" (2 Corinzi 5:17).

Forse dirai: "So che sono in Cristo per fede. Mi rendo conto di essere una nuova creatura. Ma ancora sto lottando contro le mie vecchie abitudini. Mi sento scoraggiato". Satana vorrebbe convincerti che Dio si è stancato di te. Vuole farti pensare che Dio ti considera un essere immondo, sporco di peccato. Ma è una menzogna. Stai semplicemente sperimentando una lotta fra carne e Spirito in te. Questa battaglia è comune a tutti i credenti. E nel bel mezzo di tutto ciò, Satana vuole convincerti che "il vecchio uomo" ha ancora tutto sotto controllo.

Non importa quale sia la tua condizione, Dio non vacilla nel suo amore per te. Non ha mai smesso di amare la razza adamitica, nonostante la sua debolezza, l'idolatria e la sua concupiscenza. L'ha preservata nel corso della storia fino a questi ultimi tempi, quando ha messo in azione il suo piano di salvezza. Attraverso la croce, ha riconciliato la razza umana a sé.

Devi sapere che la tua posizione nei confronti di Dio è basata su una cosa soltanto: sei vittorioso per la croce. Questa vittoria non viene da quello che fai di buono. Come dice Paolo: "Quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio" (Romani 8:8). La nostra vittoria è solamente un frutto del pentimento, della fede, della fiducia nella cura di Dio per noi. E da parte nostra dobbiamo rimanere saldi sulla posizione che Dio ci ha dato in Cristo. La Sua Parola ci assicura: "A volte puoi fallire. Ma quando ti guardo, vedo solo il mio Figlio Gesù. Uscirai vittorioso da questa battaglia, senza colpa né condanna".