venerdì 18 giugno 2010

UNO SPECCHIO

“Ma egli [Stefano], ripieno di Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio, e disse: Ecco, io vedo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio” (Atti 7:55-56).

Stefano rappresenta ciò che un vero cristiano dovrebbe essere: qualcuno ripieno di Spirito Santo, con gli occhi fissi sull’Uomo nella gloria. Egli è uno che rispecchia quella gloria in un modo tale che chiunque la vede resta meravigliato e pieno di stupore. Egli è uno che ha lo sguardo fisso su Cristo, che guarda sempre in alto verso di Lui, pienamente preso dal Salvatore glorificato.

Guarda in che condizione disperata si trovava Stefano, circondato da pazzia religiosa, superstizione, pregiudizio e gelosia. La folla inferocita lo spingeva, con occhi assetati di sangue, selvaggi, e la morte si profilava proprio davanti a lui. Che circostanza impossibile! Ma guardando in alto verso il cielo, egli ammirò il Suo Signore in gloria, ed improvvisamente l’essere rifiutato qui sulla terra non significò niente per lui. Ora, lui si trovava al di sopra di tutto questo, mentre guardava a Colui che era invisibile.

Uno scorcio della gloria di Dio, una visione della Sua preziosa santità, e Stefano non poté più essere ferito. Le pietre e le feroci maledizioni erano innocue per lui, a motivo della gioia che gli era posta dinanzi. Uno sguardo alla gloria di Cristo ti pone al di sopra di ogni circostanza. Tenendo gli occhi su Cristo, afferrandoci coscienziosamente a Lui ad ogni passo, ci fornirà pace e serenità come nient’altro potrebbe fare.

“E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore” (2 Corinzi 3:18). Stefano colse i raggi dell’Uomo glorificato in cielo, e li riflesse ad una società che Lo rigettava.

Quant’è vero che noi diventiamo ciò che contempliamo. La traduzione adeguata dovrebbe essere: “Noi tutti, rispecchiando a faccia scoperta la gloria, siamo trasformati!” L’idea è che il cristiano riflette, come uno specchio, la gloria che egli contempla del continuo. Siamo noi che siamo “nello specchio”, guardiamo Cristo, l’oggetto del nostro amore, e diveniamo come Lui durante questo processo di contemplazione.

Quando il nemico viene come una fiumana, e le circostanze avverse ci abbattono, abbiamo bisogno sia di stupire che di condannare il mondo intorno a noi mediante il dolce, ristorante riposo in Cristo. Dato che vediamo con la nostra mente spirituale, ciò si ottiene tenendo le nostre menti fisse su Cristo.