mercoledì 16 giugno 2010

UNA VOCE

La definizione che Giovanni Battista diede del proprio ministero era semplice e diretta: "La voce di uno che grida nel deserto" (Giovanni 1:23). Questo servo dell'Altissimo, che secondo le Scritture fu il più grande "tra i nati di donna", fu il più benedetto di tutti i profeti e un riverito predicatore di giustizia.

Le folle si accalcavano a sentire i brucianti messaggi di Giovanni. Molti furono battezzati e divennero suoi discepoli, persino i regnanti vennero da lui fortemente influenzati. Alcuni pensarono che fosse il Cristo; altri lo considerarono Elia, risorto dai morti.

Giovanni si rifiutò di essere esaltato o pubblicizzato. Egli fu svuotato dal servire sé stesso, e si ritirava continuamente dal palco principale. Ai suoi occhi, il più grande dei profeti non era nemmeno degno di essere chiamato uomo di Dio, ma solo una voce nel deserto, modesta, ritirata, e noncurante dell'onore o dell'utilità. Egli non si preoccupava di avere un ministero o di essere "potentemente usato da Dio". In realtà, egli si considerava indegno persino di toccare i sandali del Suo Maestro. La sua intera vita fu consacrata a "l'Agnello di Dio, che toglie i peccati dal mondo" (Giovanni 1:20).

Quale rimprovero solenne a noi di questa età in cui ci si auto-proclama, si pubblicizza sé stessi, si cerca di avere influenza sugli altri, si viaggia nel proprio ego, si cercano onori. Giovanni avrebbe potuto avere tutto questo, ma gridò: "Bisogna che egli cresca, e che io diminuisca" (Giovanni 3:30). E per raggiungere quell'obiettivo, Giovanni continuava a ricordare a tutti coloro che lo ascoltavano, "sono solo una voce".

Il segreto della felicità di Giovanni era che la sua gioia non era nel proprio ministero o nel proprio lavoro, non era nella sua utilità personale o nella vasta influenza sugli altri. La Sua pura gioia era stare alla presenza dello Sposo, sentire la Sua voce, e rallegrarsi in essa. La sua gioia era nel vedere altri, suoi discepoli inclusi, affollarsi intorno a Gesù, l'Agnello di Dio.

La più grande realizzazione che un figlio di Dio possa mai conoscere è perdere sè stesso ed ogni desiderio di essere qualcuno, e rallegrarsi semplicemente nell'essere un figlio o una figlia che vive alla presenza del Signore Gesù Cristo. Essere totalmente occupati da Cristo è ciò che soddisfa il cuore. Giovanni poteva stare lì in piedi nel fiume Giordano, coi suoi occhi fissi su Gesù, e dilettarsi alla Sua presenza. Egli cibava la sua anima con Cristo, il suo cuore si rivolgeva del continuo a Lui in adorazione e stupore.