venerdì 11 giugno 2010

LA CASA DI DIO TRASFORMATA IN UN COVO DI LADRI

Gesù salì a Gerusalemme per la Pasqua ed entro nel tempio (Giovanni 2:13-17). Ciò che vide lo sconvolse. I mercanti si erano impossessati della casa di Dio! Egli era venuto in cerca di una casa di preghiera e ciò che trovò fu l’ossessione dell’esposizione, la pubblicità e la vendita di mercanzie religiose. I leader religiosi stavano contando i loro guadagni; che gran da fare! Gli uomini di Dio erano divenuti dei trafficanti di mercanzie religiose, tutti presi a promuovere le loro merci.

Dappertutto nella casa di Dio erano stati sistemati dei tavoli per pubblicizzare e vendere pecore, buoi, colombi, dolci, incensi, ed altre mercanzie per scopi religiosi. Lo scambio di monete creava il rumore più forte nel tempio, soldi che si stavano facendo con Dio e la religione.

Quale terribile dolore fece sì che il cuore compassionevole del nostro Signore ribollisse di santa rabbia? La Sua grande sofferenza fece sì che il Suo spirito mite infuriasse di una giusta indignazione.

Riesci a immaginarti la scena? Con una frusta in mano, il nostro Signore irruppe nel tempio ed iniziò ad agitarla in tutte le direzioni, rovesciando i tavoli pieni di mercanzie impilate. Scacciò i venditori, i commercianti, i mercanti.

“Fuori!”, tuonò, “Fuori dalla casa di mio Padre! Avete dissacrato questo luogo santo, rendendo la casa di preghiera una piazza di mercato!”
Fu una delle esperienze più dolorose in tutto il Suo ministero, ma non poteva non agire, permettendo che la casa di Suo Padre divenisse un covo di ladri religiosi.

Siamo disposti a partecipare con questo aspetto delle sofferenze di Cristo oggi? Condividiamo il Suo dolore nel vedere la casa di Dio ancora una volta ceduta ai mercanti? Ci sentiremo noi oltraggiati dall’orribile commercializzazione dell’evangelo? Sentiremo la Sua furia contro la compravendita spirituale abbastanza da ritirarci da qualsiasi attività del genere? Sentiamo la Sua sofferenza tanto da rinunciare a ministeri che pubblicizzano mercanzie e sussistono soltanto allo scopo di fare soldi?

Possiamo noi condividere le Sue sofferenze al punto di metterci contro coloro che trasformerebbero la casa di Dio in un teatro o in un centro d’intrattenimento per mercanti? Riusciamo noi a soffrire a motivo di tutti i guadagni fatti nel nome di Gesù? Riusciamo a staccare gli occhi dalla cassa e riporli nuovamente sulla croce?