venerdì 5 febbraio 2010

UNA LEZIONE SULL’ASCOLTO

Dio aveva insegnato ad Elia una lezione sull’ascolto, così lo portò sulla cima del monte Horeb e gli fece un sermone illustrato.

Dio gli disse: ‘Esci e fermati sul monte davanti all'Eterno’. Ed ecco, passava l'Eterno. Un vento forte e impetuoso squarciava i monti e spezzava le rocce davanti all'Eterno, ma l'Eterno non era nel vento. Dopo il vento un terremoto, ma l'Eterno non era nel terremoto. Dopo il terremoto un fuoco, ma l'Eterno non era nel fuoco. Dopo il fuoco una voce, come un dolce sussurro. Come udì questo, Elia si coperse la faccia col mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna; ed ecco una voce che gli diceva: ‘Che fai qui, Elia?’” (1 Re 19:11-13).

Quando quel vento iniziò a soffiare, credo che Elia abbia pensato: “È giunto il tempo, Signore. Spazza via Jezebel dal suo trono, spazza via lei e i suoi amici peccatori. Spazzali via tutti!” Ma Dio non era nel vento!

Improvvisamente, un grande terremoto sopraggiunse, ed Elia disse: “Questo sì che dovrebbe spaventarli per bene! Dio si vendicherà. Li scrollerà proprio via dalla proprie scarpe! Signore, Tu stai vendicando il Tuo servo”. Ma Dio non era nel terremoto!.

Dopo il terremoto, un fuoco! I cieli divamparono di fiamme incandescenti! Elia gridò: “Signore, essi non accettarono il fuoco che cadde sull’altare, bruciali ora! Brucia il malvagio Achab! Friggi Jezebel! Fa sì che il Tuo fuoco consumi i malvagi. Dio, so che sei in questo fuoco!” Ma Dio non era nel fuoco!

“Dopo il fuoco una voce, come un dolce sussurro” (v. 12).

Riesci a immaginare tutto questo? Un profeta che non aveva paura di un uragano né di un terremoto o di fuoco celeste si spaventa di una voce dolce e calma. “Come udì questo, Elia si coperse la faccia col mantello” (v. 13).

Elia si coprì la testa col mantello! Perché? Non aveva questo profeta parlato con Dio molte volte? Non era forse un grande uomo di preghiera? Dio non lo aveva usato potentemente? Sì! Ma Elia era estraneo alla voce dolce come un sussurro!

Quando Elia finalmente permise a quella voce di parlare, solo, tranquillo, lontano da ogni dimostrazione di potenza, ricevette le direzioni più specifiche di tutto il suo ministero.

“Va’ a Damasco; attraversa il deserto; ungi Hazael come re di Siria. Ungi pure Jehu, come re d'Israele; e ungi quindi Eliseo, come profeta al tuo posto” (vedi 1 Re 19:15-16).

Quanti figli di Dio impegnati oggi non hanno mai ricevuto questa voce? Sono impegnati a testimoniare, a fare il bene, a pregare per un risveglio spirituale, a digiunare in modo così intenso, così dedito. Eppure hanno sentito tutto, fuorché la voce del Signore.