giovedì 16 luglio 2015

SEMPLICITÀ CHE È IN CRISTO

“Ma io temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così talora le vostre menti non siano corrotte e sviate dalla semplicità che si deve avere riguardo a Cristo” (2 Corinzi 11:3).

Paolo ci avverte di non lasciarci allontanare dalla “semplicità che è in Cristo”. Il termine greco per semplicità in questo verso significa unicità, esclusività. In altre parole, “Cristo non è un’entità complessa. La verità su di Lui è molto semplice: Gesù è Dio. Egli è divino, nato da una vergine, crocifisso e risorto dai morti. Temo però che voi vi stiate allontanando da questa verità unica ed esclusiva”.

Paolo poi mette in guardia dai ministri che predicano un Gesù diverso: “Se uno infatti venisse a voi predicando un altro Gesù che noi non abbiamo predicato, o se voi riceveste un altro spirito che non avete ricevuto, o un altro evangelo che non avete accettato, ben lo sopportereste” (11:4). Paolo stava in pratica dicendo ai corinzi, “State ascoltando un altro evangelo, non quello di Cristo. State sentendo parlare di un altro Gesù, non di Quello che vi ha salvato e temo che veniate corrotti da questo Gesù diverso, che non è affatto il vero Cristo.

“Voi non lo sapete, ma vi state allontanando dalla divinità di Cristo e non posso credere che possiate tollerarlo! Sopportate questi insegnanti che vi stanno corrompendo, non provate nemmeno a testare se quello che vi dicono è scritturale. Stato perdendo il vostro discernimento. Vi siete sottomessi a un vangelo demoniaco, in cui è un altro il Gesù che viene esaltato. E non sapete dove ciò vi porterà”.

Il mio messaggio per voi si riduce a questo singolo verso: “Gesù gli disse, Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6). La dichiarazione di Gesù qui è assolutamente esclusiva. Nessun musulmano, induista, giudeo, gentile, nessuno può andare al Padre per alcun’altra via che non sia Cristo.

Proprio come ai dodici discepoli, Gesù oggi ci pone la stessa domanda: “Chi dice la gente che io sia?” (Marco 8:27). I discepoli risposero, “Alcuni Giovanni Battista, altri Elia, ed altri uno dei profeti” (8:28). Ma la vera domanda di Gesù ai Suoi seguaci venne dopo: “Ed egli disse loro, Ma voi, chi dite che io sia?” (8:29).

La nostra risposta dev’essere la stessa di Pietro: “Tu sei il Cristo” (8:29). Che questa sia la nostra confessione davanti al mondo intero, ora e per sempre.