giovedì 23 luglio 2015

ALLA PRESENZA DEL PADRE

Fu in quelle ore solitarie col Padre che Cristo udiva la Sua voce. Infatti, Gesù riceveva ogni parola d’incoraggiamento, ogni ammonimento profetico in preghiera. Egli supplicava il Padre, Lo adorava e Si sottometteva alla Sua volontà. E dopo ogni miracolo, ogni insegnamento, ogni confronto con un fariseo, Gesù si affrettava a tornare alla comunione col Padre.

Vediamo questo tipo di devozione in Matteo 14. Gesù aveva appena appreso la notizia della morte di Giovanni Battista. “Quando Gesù ebbe udito ciò, partì di là su una barca e si ritirò in disparte, in un luogo deserto” (Matteo 14:13). (Mi chiedo se fosse andato nello stesso deserto in cui Giovanni aveva trascorso anni in meditazione e preparazione al ministero).

Gesù lì era solo, pregando e soffrendo profondamente per la morte di Giovanni. Questi era stato un caro amico, come pure un profeta di Dio rispettato. Ora, in comunione col Padre, Gesù chiese e ricevette grazia e lì, nel deserto, ricevette anche direzione per il giorno successivo.

Subito dopo aver lasciato quel posto, Gesù iniziò a compiere miracoli: “E Gesù, smontato dalla barca, vide una grande folla e ne ebbe compassione, e ne guarì gli infermi” (Matteo 14:14). Quello stesso giorno, Gesù sfamò una folla di cinquemila persone con soli cinque pani e due pesci. Prova ad immaginare che giornata piena ed impegnativa sia stata per Lui. Più tardi, quel giorno, congedò le folle.

Dunque, cosa fece Gesù allora? Penserai che avrà cercato riposo o un pasto tranquillo. Forse avrà radunato pochi intimi discepoli per raccontare gli eventi della giornata. O forse avrà desiderato andare a Betania, per essere allietato dall’ospitalità della famiglia di Marta e Maria.

Gesù però non fece nessuna di queste cose. La Scrittura dice, “Salì sul monte in disparte per pregare. E, fattosi sera, era là tutto solo! (Matteo 14:23). Ancora una volta, Gesù si affrettò ad andare al Padre. Sapeva che l’unico posto in cui recuperare le forze era alla presenza del Padre.