giovedì 9 luglio 2015

NON DOBBIAMO MANCARE IL MESSAGGIO

Ovunque, ministri e teologi dicono, “Dio non ha niente a che fare coi disastri. Non permetterebbe che accadano delle cose terribili”. Tuttavia, nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. Questo tipo di mentalità sta facendo sì che la nostra nazione manchi velocemente il messaggio che Dio vuole darci attraverso le tragedie.

La verità è che abbiamo bisogno di ricevere una parola da parte di Dio. Come molti pastori, ho pianto e sofferto per alcune terribili calamità. Ho cercato il Signore in preghiera e nella Sua Parola e voglio dirti che ho sperimentato un dolore persino più profondo del lutto per persone innocenti che muoiono. È un dolore che dice che stiamo mancando il messaggio di Dio, se facciamo orecchie da mercanti a ciò che Egli sta sonoramente proclamando, allora qualcosa di decisamente peggiore ci è riservato.

Il profeta Isaia parla direttamente di ciò che abbiamo vissuto. Se obietti nell’usare l’Antico Testamento per trarre esempi, considera le parole di Paolo sul soggetto: “Or tutte queste cose avvennero loro come esempio, e sono scritte per nostro avvertimento, per noi, che ci troviamo alla fine delle età” (1 Corinzi 10:11). Paolo rende chiaro che gli esempi dell’Antico Testamento rivelano esattamente il modo in cui Dio si muove in tempi come i nostri.

Al tempo in cui profetizzò Isaia, Dio si era occupato pazientemente d’Israele per circa 250 anni. Il Signore aveva mandato “leggere afflizioni” sul Suo popolo, chiamandoli a ravvedimento. Stava cercando di corteggiarli per farli uscire dalla loro sfrontata idolatria e farli ritornare alla Sua benedizione e al Suo favore.

Tutti i profeti nel corso degli anni avevano parlato a Israele essenzialmente con la stessa parola: “Umiliati”. La Scrittura dice, “Avevano inoltre servito gli idoli…Eppure l'Eterno aveva avvertito Israele e Giuda per mezzo di tutti i profeti e di tutti i veggenti, dicendo, ‘Tornate indietro dalle vostre vie malvagie e osservate i miei comandamenti e i miei statuti’” (2 Re 17:12-13).

Ma la nazione eletta da Dio rifiutò la Sua chiamata a ravvedimento. “Ma essi non prestarono ascolto e indurirono il loro collo” (17:14). Queste persone deridevano i profeti che li richiamavano all’umiltà e, piuttosto, “seguirono cose vane, diventando fatui essi stessi… abbandonarono tutti i comandamenti dell'Eterno, il loro Dio…e si diedero a fare ciò che è male agli occhi dell'Eterno…Per questo l'Eterno si adirò grandemente contro Israele” (2 Re 17:15-18).