mercoledì 22 luglio 2015

DIRETTAMENTE DAL CUORE DEL PADRE

Gesù, nel Suo ministero terreno, dovette affidarsi all’opera interiore quotidiana della voce del Padre. Dovette continuamente dipendere dal Padre per poter udire la Sua voce, che Lo guidava. Diversamente, Cristo non avrebbe potuto compiere ciò che invece compì. Dovette udire la voce del Padre ora dopo ora, miracolo dopo miracolo, un giorno alla volta.

In che modo Gesù era in grado di sentire la voce dolce e sottile del Padre? La Bibbia ci mostra che ciò avveniva mediante la preghiera. Volta dopo volta, Gesù si recava in un luogo solitario per pregare. Imparò a sentire la voce del Padre sulle ginocchia e il Padre era fedele a mostrargli tutto quello che doveva fare e dire.

“Poi il mattino seguente, essendo ancora molto buio, Gesù si alzò, uscì e se ne andò in un luogo solitario e là pregava” (Marco 1:35).
“E grandi folle si radunavano per udirlo e per essere da lui guarite dalle loro infermità. Ma egli si ritirava in luoghi solitari e pregava” (Luca 5:15-16).

Immagina Gesù che deve prendere una decisione importante, come quella dei Suoi discepoli. In che modo Gesù scelse i dodici da quella vasta folla che Lo seguiva? Dovette essere una decisione cruciale. Dopo tutto, questi discepoli avrebbero costituito i pilastri della Chiesa Neotestamentaria. Il Padre Gli diede i dodici nomi mentre Lui si trovava ancora nella gloria? Se fu così, allora perché Gesù spese una notte intera in preghiera prima di nominare i dodici?

Luca ci dice, “Or avvenne in quei giorni che egli se ne andò sul monte a pregare, e passò la notte in preghiera a Dio” (Luca 6:12). Il mattino seguente, Gesù convocò i dodici. Come li conosceva? Il Padre Glieli aveva rivelati la notte precedente.

Quella stessa notte, il Padre diede al Figlio le beatitudini, quei detti dal Sermone sul Monte: “Beati i poveri di spirito…Beati coloro che fanno cordoglio…Beati i mansueti” (cfr. Matteo 5:1-5). Gesù li aveva ricevuti direttamente dal cuore del Padre.