lunedì 13 aprile 2009

SODDISFAZIONE

La soddisfazione fu una prova enorme nella vita di Paolo. Dopo tutto, Dio disse che lo avrebbe usato potentemente: “Costui è uno strumento da me scelto per portare il mio nome davanti alle genti, ai re e ai figli d’Israele” (Atti 9:15). Quando Paolo ricevette questa missione la prima volta, “subito si mise a predicare il Cristo nelle sinagoghe, proclamando che egli è il Figlio di Dio” (9:20).

Paolo non aveva fretta di vedere tutto compiuto nella sua vita. Sapeva di avere una promessa eterna da Dio, e vi si aggrappò. Per il tempo presente, egli era soddisfatto di ministrare ovunque si trovasse: testimoniare ad un prigioniero, ad un marinaio, ad un gruppo di donne sulla riva di un fiume. Quest’uomo aveva una missione senza confini, eppure era fedele nel testimoniare ad ogni singola persona.

Paolo non era geloso di uomini più giovani che sembravano sorpassarlo. Mentre essi  viaggiavano per tutto il mondo conquistando  a Cristo giudei e gentili, Paolo si trovava in prigione. Doveva ascoltare di conversioni di massa avvenute grazie a uomini con i quali egli stesso aveva combattuto per il vangelo della grazia. Eppure Paolo non invidiava questi uomini, sapeva che un uomo arreso a Cristo poteva essere abbassato come anche innalzato: “Ora la pietà è un mezzo di grande guadagno, quando uno è contento del proprio stato … ma quando abbiamo di che mangiare e di che coprirci, saremo di questo contenti” (1 Timoteo 6:6, 8).

Il mondo di oggi direbbe a Paolo, “ormai sei al termine della tua vita  e non hai risparmi, non hai investimenti. Tutto ciò che hai è un cambio di vestiti”. So quale sarebbe stata la risposta di Paolo: “Oh, ma ho guadagnato Cristo. Sai che c’è, sono io il vincitore. Ho trovato la perla di grande valore. Gesù mi ha concesso la potenza di deporre ogni cosa e poi di riprendermela. Beh, io lo deposta completamente, ed ora mi attende una corona. Ho soltanto uno scopo in questa vita: vedere il mio Gesù faccia a faccia. Tutte le sofferenze  del tempo presente non sono da paragonare con la gioia che mi aspetta”.