mercoledì 22 aprile 2009

IL SIGNORE, MIO PASTORE

Tutti quanti conosciamo il Salmo 23. Il suo messaggio di conforto è noto anche tra i non credenti.

Questo salmo così rinomato è stato scritto dal Re Davide e il suo passaggio più famoso è contenuto nel verso d’apertura: “Il Signore è il mio pastore, nulla mi mancherà.” Davide sta dicendo “Il Signore mi guida, mi nutre e mi conduce, perciò non mi mancherà nulla”.

In questo breve verso, Davide ci offre un altro aspetto del carattere e della natura di Dio. La traduzione ebraica letterale della prima parte di questo verso è Jehovah-Rohi che significa “Il Signore, mio pastore”.

Jehovah Rohi non è un benevolo pastore passivo. Non è soltanto colui che provvede il cibo e ci guida. Non ci conduce solo nei paschi erbosi, per le acque calme dicendo “Ecco ciò che ti serve, vai e prenditelo.” Non è nemmeno cieco ai nostri bisogni. Non corre via quando sente il nostro grido d’aiuto, non si volta se vede che siamo in un momento difficile. No, Egli conosce ogni dolore che sentiamo, ogni lacrima che versiamo, e ogni ferita che abbiamo. Egli sa quando siamo troppo stanchi per fare un altro passo. Egli sa quanto possiamo farcela. Ma più di tutto, Egli sa come salvarci e condurci in luoghi di guarigione. Volta dopo volta il nostro Pastore ci segue, ci prende e ci porta in pascoli riposanti. Egli ci offre sempre un tempo di guarigione e ristabilimento.

Jehovah-Rohi, il Signore nostro Pastore, ci invita a seguirlo nel suo riposo, così Lui potrà “shekinah” nel nostro mezzo. Il Signore dice in Esodo 29:45 “Dimorerò in mezzo ai figli d'Israele e sarò il loro DIO “. La parola ebraica per dimorare è shekinah che significa “Restare, sistemarsi accanto”. Questa parola non significa soltanto una presenza passeggera, ma una presenza permanente, che non andrà mai via. In poche parole, la shekinah gloria di Dio non è un’impronta invisibile nei nostri cuori come l’inchiostro invisibile. No, è un’impronta permanente nelle nostre anime. È la sua presenza reale, vicina ed eterna.

L’immagine appare gloriosa: Il nostro Pastore offre di venirci vicino nel nostro dolore, e nella nostra depressione, si siede accanto a noi. Ci promette di fasciare le nostre ferite e rinforzare le parti malate.

Questa è la shekinah, gloria di Dio: la costante, eterna presenza del Signore. Spesso la esperimentiamo nei momenti difficili. Il nostro Pastore ci dice: “Voglio ristorarti e lo farò con la mia presenza vicino a te anche nella valle dell’ombra della morte. La Mia presenza sarà con te durante ogni attacco del nemico. Anche se correrai via da Me, Io ti inseguirò e quando ti prenderò ti terrò stretto tra le mie braccia per riportarti nel mio riposo. Poi fascerò le tue ferite, e guarirò le tue infermità.”