venerdì 24 aprile 2009

IL SUO NOME È PERDONO

Quale Dio è come te, che perdona l’iniquità e passa sopra la trasgressione del residuo della sua eredità? Egli non conserva per sempre la sua ira, perché prende piacere nell’usare misericordia. Egli avrà nuovamente compassione di noi, calpesterà le nostre iniquità. Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati   (Michea 7:18-19).

In che modo il nostro Dio si distingue da tutti gli altri dèi adorati in tutto il mondo? Certo, sappiamo che il nostro Dio è al di sopra di ogni altro, unico in ogni aspetto, ma un modo chiaro col quale possiamo distinguere il nostro Dio dagli altri è mediante il Suo nome: il Dio che perdona. La Scrittura rivela il nostro Signore come il Dio che perdona, come l’unico Dio che abbia il potere di perdonare il peccato. “Quale Dio è come te, che perdona l’iniquità e passa sopra la trasgressione del residuo della sua eredità? Egli non conserva per sempre la sua ira, perché prende piacere nell’usare misericordia” (Michea 7:18-19).

Vediamo questo nome di Dio confermato attraverso tutte le Scritture.

·         Nehemia dichiarò, “Ma tu sei un Dio pronto a perdonare, misericordioso, pieno di compassione, lento all’ira e di grande benignità” (Nehemia 9:17). La traduzione letterale dell’espressione “un Dio pronto a perdonare” è “un Dio di propiziazione” o “un Dio di perdono”.

·         Mosè chiese al Signore una rivelazione della Sua gloria. Non gli era concesso vedere il volto di Dio, ma il Signore gli rivelò la Sua gloria attraverso la rivelazione del Suo nome. Quale nome di Dio venne rivelato a Mosè? “L’Eterno, l’Eterno Dio, misericordioso e pietoso, lento all’ira, ricco in benignità e fedeltà, che usa misericordia a migliaia, che perdona l’iniquità, la trasgressione e il peccato ma non lascia il colpevole impunito, e che visita l’iniquità dei padri sui figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione ” (Esodo 34:6-7).

·         Davide ci offre la stessa descrizione ebraica di Dio; egli scrive, “Tu, o Signore, sei pronto a perdonare” (Salmo 86:5). Davide scrisse queste parole a motivo della sua difficile esperienza personale.